Shibata Zeshin (1807-1891), Fiori e uccelli delle quattro stagioni.

Ero arrivata a dirmi che esistono dei momenti nella nostra vita nei quali il nostro cuore si attacca a certi aspetti della natura con una intensità particolare.

Il bruciare del cielo in autunno quando il sole tramonta dietro a un albero dai rami denudati risuona nel nostro cuore con la solitudine risplendente di una bellezza che muore. È per questa ragione che un poeta utilizza l’immagine del sole che si corica al fine di incidere l’autunno nel corpo del suo poema – il tramonto del sole è l’essenza dell’autunno.

 

Liza Dalby

 

Le Dit de Murasaki, Arles, Philippe Picquier, 2007.

(mia traduzione)

 

 

Miru hito mo

nakute chirinuru

okuyama no

momiji wa yoru no

nishiki narikeri.

 

Cadono senza alcuno

che ne ammiri lo splendore

le foglie d’autunno

nei recessi delle montagne,

come, ecco, broccati nella notte.

 

Ki no Tsurayuki

(871?-945?)


Kokinwakashū,

(Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne, XII sec.)

 

Traduzione di Sagiyama Ikuko.