Fossi capace, canterei l’autunno.

Chiuderei gli occhi e li spalancherei su quel nostro ritorno a Miyajima sotto una pioggia battente.

Dal traghetto l’isola sembrava immersa in un sogno nebbioso: stavamo forse raggiungendo la Penglai dei miti taoisti, la mitica isola degli immortali che si cela allo sguardo dell’uomo? Eppure eravamo ben vivi, seduti davanti al finestrino appannato dalla pioggia, circondati da esclamazioni eccitate di chi forse stava per sbarcare sull’isola per la prima volta.

Fossi capace racconterei della passeggiata solitaria nella valle degli aceri. Tutti si erano fermati lungo la riva, alle bancarelle di castagne arrosto, nei ristoranti che offrivano un temporaneo riparo dalla pioggia. Noi intrepidi ci eravamo inerpicati su, verso il bosco. L’odore della pioggia, il suono della pioggia. Nient’altro.

Fossi capace, ricorderei il colore delle foglie, lo ritroverei sulle nostre mani. E, sotto le foglie, il muschio vibrante di gocciole trasparenti. Il verde intenso di smeraldo.

Non sono capace e dovrei stare zitta. Ma gli occhi rivedono noi, soli, calpestare pozzanghere e foglie. A ripeterci quanto era bello essere lì, proprio lì, in autunno. Dopo tanti viaggi e tanti ritorni in estate, in primavera.

Era l’autunno che si rivelava. E noi restavamo in silenzio.

Sospesi nella bellezza. Consapevoli della bellezza.

Momijidani, la valle degli aceri, Miyajima. Novembre 2015.

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Lo scorso anno, nel giardino Genkyūen di Hikone. 23 novembre 2015.

Lo scorso anno, nel giardino Genkyūen di Hikone. 23 novembre 2015.

 

“Il tramonto in autunno: malinconico quando i raggi del sole calano obliqui dalla vetta dietro a cui tramonta, e i corvi a gruppi di due, di tre, di quattro si affrettano disordinatamente al nido; piacevole è anche ammirare gli stormi ordinati dei gabbiani rimpicciolirsi sempre più all’orizzonte. L’armonia del vento e il ronzare degli insetti, quando il sole è calato, infondono una dolce tristezza.”

Sei Shōnagon

(fine X sec.)

 

Da: Note del guanciale (Makura no sōshi), Milano, SE, 2002. Traduzione di Lydia Origlia.

 

Non avevo visto niente del Giappone. Meglio. Fino ad allora avevo visto un altro Giappone. Sì, altri paesaggi, altri luoghi, altre pietre e altre erbe. Ma l’anno scorso per la prima volta, sì, ci siamo andati nel pieno dell’autunno.

E d’improvviso l’autunno giapponese si è rivelato a noi generosamente. Abbracciati da una profusione di colori ne abbiamo visto l’incomparabile bellezza. Come un canto, un canto a piena gola prima che tutto si spenga, che tutto riposi sotto una coltre di neve e ghiaccio.

Negli occhi quella bellezza ritorna ancora e ancora. Insopprimibile nostalgia.

 

A Yuka Kawai.

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Nei presi del cstello di Hikone. In una bellissima giornata di novembre. Autunno 2015.

Nei pressi del castello di Hikone. In una bellissima giornata di novembre. Autunno 2015.

Yama kurete

momiji no ake wo

ubai keri.

 

Si oscura la montagna,

e ruba il rosso

alle foglie d’autunno.

 

Yosa Buson

(1715-1783)

 

Traduzione di Elena Dal Pra.

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Venerdì 11 novembre – ore 16

a Milano, presso la Galleria La Galliavola, in via Borgogna 9 

in occasione del X Milano Netsuke Meeting:

“Samurai – Hana wa sakuraki hitowa bushi”

☛ Per informazioni e prenotazioni: tel. 02 76007706 oppure: info@lagalliavola.com

 

Domenica 13 novembre – ore 15.30

a Casale Monferrato, presso la sede dell’Associazione Culturale Yamato, in via Garibaldi 18:

“La bellezza che nasce dal gesto. Introduzione alle arti giapponesi”

☛ Per informazioni e prenotazioni: tel. 3498508918 oppure: yamato.casale@gmail.com

 

Venerdì 18 novembre – ore 18.30

a Milano, presso il Centro di Cultura Giapponese, in via Lovanio 8:

“L’istesso giorno memorabile”: l’ambasceria dei giovani giapponesi a Milano e nell’Italia del 1585.

☛  Per informazioni e prenotazioni: tel. 3381642282 oppure: antogiulia@gmail.com

 

Sabato 3 dicembre – ore 15.30

a Casale Monferrato, presso la sede dell’Associazione Culturale Yamato, in via Garibaldi 18:

“Viaggio in Giappone. Stagioni, paesaggi, incontri”

☛ Per informazioni e prenotazioni: tel. 3498508918 oppure: yamato.casale@gmail.com

 

Tutte le sedi hanno un numero di posti a sedere limitato. E’ richiesta la prenotazione.

Vi aspettiamo!

Ando Hiroshige, "Numazu" (1852), dalla serie "le 53 stazioni della Tokaido", edizione Fujikei.

Ando Hiroshige, “Numazu” (1852), dalla serie “Le 53 stazioni della Tokaidō”, edizione Fujikei.

 

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Nagai Kafū. Quando leggo le sue pagine, mi colpisce il grande potere di suggestione della sua scrittura che rivela, ai miei occhi, scorci di piccole strade, il rumore di zoccoli sull’acciottolato, le corolle a campana di fiori della sera che cadono a cascata davanti alle botteghe, lo sdrucciolare sulle pietre bagnate di passi davanti alle case, il profumo di erba bagnata, l’odore della pioggia.

Una visione nostalgica di un passato che forse non è mai stato, ma su cui vagheggia. Eppure il suo non è mero bozzetto. Lo fosse, sarebbe semplice, allora, smascherare il suo gioco.

No, Nagai Kafū ha ricordi di uomini e donne viventi e vibranti nelle sue pagine, di luoghi precisi, di atmosfere condivise. Di pagine antiche di scrittori cinesi o di maestri del passato. Egli ricorda. A me sembra di ricordare.

E mi sorprendo ad ascoltare la sua voce.

 

*****

 

Finalmente smise di piovere. Aveva sì spiovuto, ma di tutto l’anno la stagione più difficile da dimenticare fu quella dell’equinozio d’autunno. L’ultimo caldo se ne era andato del tutto e sotto il kimono d’estate si cominciava a sentire il fresco; le maniche dello haori di seta sottile indossato sopra non davano affatto fastidio. Così è questa stagione: c’è un che di patetico nel vento che batte sui sudare, il cielo è di un blu limpido che ha dell’incredibile, e pur senza essere un eremita, anch’io sono preso da un fascino senza limiti nel guardare l’ombra delle nuvole che passano. Quando poi il vento si calma e il cielo si rannuvola, i fiori nell’erba e le ali delle farfalle, per contrasto, hanno colori ancora più vivi e nell’acqua dei canali si riflettono immobili le immagini della città fortificata; l’acqua degli stagni, dei fossati e delle pozzanghere riflette le cose proprio come uno specchio.

 

Ieri c’era una pioggia torrenziale e avevo chiuso la mia libreria.

Ora che è tornato il sereno posso riagganciare le tendine.

I crisantemi non sono ancora sbocciati, ma i fiori della cannella sono caduti.

Gli amaranti hanno sparso nel giardino il rosso dell’autunno.

 

Da: Nagai Kafū (1879-1959), “Pioggia senza fine” in Al giardino delle peonie e altri racconti, Venezia, Marsilio, 1989, p.142. Traduzione di Luisa Bienati.

Mentre cade la pioggia. Miyajima, 17 novembre 2015.

Mentre cade la pioggia. Miyajima, 17 novembre 2015.

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