Richiamando il kami (Le nostre nipotine giapponesi). Arima onsen, dicembre 2015.

 
 
冬空れいろうと
円きばかりにて
子供の声。
 
Fuyuzora reirōto
maruki bakari nite
kodomo no koe.
 
Il cielo invernale splende.
Voci di bimbi in cerchio.
 
Ogiwara Seisensui
(1884-1976)
 
Traduzione di Irene Starace.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

 

Un angolo segreto. Chishakuin, Kyoto. Dicembre 2015.

Un angolo segreto. Chishakuin, Kyōto. Dicembre 2015

 

Ganjitsu ya te wo arai oru yūgokoro.

 

Primo giorno dell’anno:

lavo le mani

e penso, è già sera.

 

Akutagawa Ryūnosuke

(1892-1927)

 

Traduzione di Lorenzo Marinucci.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Auguri di Hokusai galli

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

 

A tutti coloro che passano di qui…mille auguri!

Buone Feste!

 

 

Illustrazione:  shin hanga di Kawase Hasui (1883-1957), “Shiba Zōjō-ji” dalla serie Dodici vedute di Tōkyō, 1925.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Versi di Daigū Ryōkan.

Una piccola silloge sul tema dell’inverno.

Un poeta, e monaco, di periodo Edo, la neve, il tempo che passa…

 

In un fiocco di neve,

che presto si scioglie,

c’è tutto l’universo;

da tutto l’universo

scende un fiocco di neve.

***

Durante il sonno,

nella capanna di paglia,

mi sveglia d’improvviso

il rumore della grandine

che batte forte sui bambù.

***

Dalla cima del monte Kugami,

vedevo il tramonto nel cielo invernale.

mentre raccoglievo legna nel bosco

e attingevo acqua alla sorgente,

tutto attorno era di un azzurro cupo.

***

Neve fresca, stamani, all’ingresso del tempio;

le piante sono tutte argentate.

Da dove viene quel bambino

che allegramente lancia palle di neve?

***

Come sono lunghe queste notti invernali!

Interminabile attesa della luce del giorno.

La lampada si è spenta, non c’è più legna nel focolare.

Coricato, sento solo il rumore della pioggia.

***

A settant’anni, rivedo il mio passato;

ho esaminato bene l’umana condotta.

Nessuno passa, qui, in questa notte di neve;

l’incenso brucia davanti alla finestra.

***

D’inverno, nell’undicesimo mese,

la neve cade abbondantemente.

Mille montagne, un solo colore,

nessuna traccia d’uomo sui sentieri.

Tutto il passato è ormai un sogno.

La fragile porta è ben chiusa;

rami secchi ardono nella notte,

mentre leggo poesie di antichi saggi.

***

Solo, di notte, nella mia capanna,

contemplo, pensieroso, la neve che cade.

Viene dai monti il grido delle scimmie,

il ruscello della valle non si ode più,

passo l’intera notte della veglia;

poi scaldo il pennello col respiro

e scrivo questa poesia.

 

Daigū Ryōkan

(1758-1831)

 

Traduzione di Luigi Soletta. Da: Poesie di  Ryōkan. Monaco dello zen, Milano, La Vita Felice, 1994, pp. 77-79.

Tsuchiya Koitsu (1870-1949), Neve a Ukimido, Katada, stampa del 1934.

Tsuchiya Koitsu (1870-1949), Neve a Ukimido, Katada, stampa del 1934.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin