George Hendril Breitner (1857-1923), La ragazza in kimono rosso (Geesje Kwak), olio su tela, Amsterdam, coll. privata.

MUDEC – Museo delle Culture

via Tortona 56 – Milano

Giovedì 28 giugno ore 19.00

La fortuna del kimono in Europa tra Ottocento e Novecento

conferenza di Rossella Marangoni

In occasione del progetto espositivo “Dal batik all’Art Nouveau. Il filo che unisce oriente e occidente” presso lo Spazio delle Culture Khaled Al-Asaad fino al prossimo 26 agosto, il Mudec ospita l’incontro della dottoressa Rossella Marangoni che focalizzerà l’attenzione sull’arte dei kimono e sulla moda del “giapponismo” in Europa nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento.

In collaborazione con l’associazione Cultural Paths.

In collaborazione con l’associazione AsiaTeatro.

Incontro a ingresso gratuito fino esaurimento posti (max. 20 persone).
Per informazioni e prenotazioni, inviare mail a: fortuna.pellegrini@fortcom.it

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Kaigetsudo Ando (1671-1743), bijin che si volta, inchiostro e colori su seta, 1711.

HARU NO KAZE

Vicenza, Chiostri di Santa Corona

domenica 18 marzo – ore 15

 

ROSSELLA MARANGONI:

Un’eleganza senza tempo: introduzione al mondo del kimono

CONFERENZA CON IMMAGINI 

e

VESTIZIONE DEL KIMONO

maestra Sachiko Yamaguchi

commento storico-tecnico di Rossella Marangoni

 

Il kimono (letteralmente “cosa che si indossa, indumento”, da mono, cosa e ki, radice del verbo kiru, indossare), è il costume nazionale giapponese che si indossa in ogni occasione seguendo un preciso codice. Il kimono ha mantenuto la stessa forma originaria che risale all’VIII secolo: una pezza di tessuto che, chiusa sovrapponendo il lato sinistro a quello destro, forma con l’angolo delle maniche una grossa T. Viene tenuto chiuso dall’uso di una lunga fascia variamente annodata, l’obi.  

Ogni donna giapponese, quando indossa il kimono, segue un codice che le permette di scegliere il kimono adatto all’occasione, cui accostare correttamente lo obi e gli accessori più indicati. La quantità e la complessità delle parti che compongono il kimono e la lunghezza e pesantezza dell’obi fanno sì che a volte si reputi necessaria la presenza di una persona che aiuti a indossarlo. La vestizione del kimono diventa allora una vera e propria cerimonia il cui rituale rimanda alla tradizione estetica classica del Giappone.

A seguire, la vestizione del kimono verrà presentata dalla maestra Sachiko Yamaguchi con il commento storico-tecnico di Rossella Marangoni.

 

 ➻ Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

 

 

 

 

Scarica qui il volantino del festival: Haru-No-Kaze

 

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Museo di Palazzo Mocenigo

Santa Croce 1992

VENEZIA

 

Katagami e Katazome
Simbologia e decorazione dei tessuti in Giappone

dal 20 Gennaio al 22 Aprile 2018

e

Venezia e l’Oriente. La collezione della Fondazione di Venezia

dal 20 gennaio al 26 agosto 2018

 

La presentazione di pezzi Katagami e Katazome nella White Room al piano terra del Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia rappresenta un approfondimento sul tema del legame tra Venezia e l’Oriente: l’esposizione illustra un aspetto particolare della storia culturale ed etnografica degli artigiani giapponesi, con particolare riferimento al tessuto d’abbigliamento. I tanti esempi di tessitura e stampa presentati e provenienti dalle collezioni private di Franco Passarello, che cura anche l’allestimento, Ishimi Ousugi e Nancy Stetson Martin, dimostrano con evidenza la lunga tradizione e l’alta qualità degli abiti indossati in Giappone.

Prima del Ventesimo secolo il Giappone era un paese di tessitori, dove gli artigiani creavano superbi tessuti con fibre naturali, seta e cotone operando con i telai e i tini di tintura dei cortili. Le differenti tecniche di intaglio rappresentano la qualità professionale degli artigiani che, di generazione in generazione, hanno tramandato la raffinatezza dei loro interventi. La mostra, che si realizza con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano, rappresenta dunque una straordinaria opportunità per ammirare gli straordinari abiti e tessuti stampati con la tecnica katazome, esposti assieme alle matrici katagami utilizzate per questo scopo, appartenenti a un periodo che va dall’800 ai primi anni del ‘900 e dunque corrispondenti ai periodi Edo e Meiji.

Mostra a cura di Chiara Squarcina.

Allestimento a cura dell’arch. Franco Passarello.

Orari:

10-16 (fino al 31 marzo)

10-17 (dal 1° aprile)

 

Mentre il piano terra del museo, nella White Room dedicata alle esposizioni temporanee e a tema, propone l’interessante approfondimento sulla simbologia e decorazione dei tessuti in Giappone, il layout al primo piano nobile del museo presenta l’esposizione di una ventina di esemplari più rappresentativi della preziosa raccolta di oltre cento pezzi, fra abiti, tessuti e paramenti sacri, che apparteneva alla famiglia materna di Mariano Fortuny, ora conservata in museo e di proprietà della Fondazione di Venezia.

Venezia da sempre ha dialogato con l’Oriente e più di un esponente della famiglia Mocenigo – una delle più importanti e prestigiose dinastie del patriziato veneziano, che come noto ha dato alla Repubblica ben sette dogi, oltre a un gran numero di procuratori, ambasciatori, capitani, ecclesiastici e letterati – ha contribuito affinché questo importante scambio commerciale e culturale si mantenesse e progredisse. Oggi a Palazzo Mocenigo questo capitolo della storia veneziana sarà approfondito grazie alla ricchissima raccolta di tessuti e abiti di ambito orientale di proprietà della Fondazione di Venezia – appartenente alle collezioni del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume di Palazzo Mocenigo.

 

Qui il comunicato stampa delle due mostre:CMS Venezia Oriente Katagami

 

Più informazioni ai link: 

http://mocenigo.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/venezia-e-loriente/2017/12/17587/collezione-fondazione-venezia/

e

http://mocenigo.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/katagmi-e-katazome/2017/12/17590/simbologia-decorazione-tessuti-giappone/

 

Palazzo Mocenigo

Santa Croce 1992
30135 Venezia
Tel +39 041 721798
mocenigo.visitmuve.it

  

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Torii Kiyonaga (1752-1815), Il saluto della sera del Settimo Mese, dittico (part.), 1784.

Centro per la Cultura

Merano, Via Cavour 1

giovedì 19 ottobre – ore 20.30

 

ROSSELLA MARANGONI:

Un’eleganza senza tempo: introduzione al mondo del kimono

CONFERENZA CON IMMAGINI 

e

VESTIZIONE DEL KIMONO

maestra Tomoko Hoashi

commento storico-tecnico di Rossella Marangoni

 

Il kimono (letteralmente “cosa che si indossa, indumento”, da mono, cosa e ki, radice del verbo kiru, indossare), è il costume nazionale giapponese che si indossa in ogni occasione seguendo un preciso codice. Il kimono ha mantenuto la stessa forma originaria che risale all’VIII secolo: una pezza di tessuto che, chiusa sovrapponendo il lato sinistro a quello destro, forma con l’angolo delle maniche una grossa T. Viene tenuto chiuso dall’uso di una lunga fascia variamente annodata, l’obi.  

Ogni donna giapponese, quando indossa il kimono, segue un codice che le permette di scegliere il kimono adatto all’occasione, cui accostare correttamente lo obi e gli accessori più indicati. 

La quantità e la complessità delle parti che compongono il kimono e la lunghezza e pesantezza dell’obi fanno sì che a volte si reputi necessaria la presenza di una persona che aiuti a indossarlo. La vestizione del kimono diventa allora una vera e propria cerimonia il cui rituale rimanda alla tradizione estetica classica del Giappone.

In occasione della mostra Lehnart monogatari, dedicata al periodo giapponese di Franz Josef Lenhart e organizzata da Mairania 857, Rossella Marangoni, dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi (Aistugia), terrà una conferenza introduttiva al mondo del kimono: un viaggio fra moda, design, arte e poesia per scoprire il fascino sottile e misterioso di un’eleganza senza tempo.

A seguire, la vestizione del kimono verrà presentata dalla maestra Tomoko Hoashi con il commento storico-tecnico di Rossella Marangoni.

 

 ➻ Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

 

 

Treviso 2016. Foto di Mario Garavaglia.

 

 

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UNO SGUARDO verso il SOL LEVANTE

Festival di arti e cultura giapponese,  

a cura dell’ associazione di cultura giapponese Yamato  in collaborazione con il Collegio Mellerio Rosmini scral

sarà il primo evento di cultura giapponese nella città di Domodossola.

Il territorio dove si terrà il festival attrae da sempre visitatori italiani e stranieri, per la naturale vocazione turistica e commerciale. In particolare il Collegio Mellerio Rosmini in quanto istituto alberghiero da anni realizza corsi di cucina italiana per studenti giapponesi. Inoltre ospita corsi di lingua e di pittura ad inchiostro giapponese. 

Nasce così un evento che possa presentare ad un pubblico sempre più ampio alcune delle più rappresentative espressioni dell’arte e della tradizione giapponese.  

Il 29/30 settembre e 1 ottobre 2017 il festival: UNO SGUARDO VERSO IL SOL LEVANTE, verrà ospitato nei locali dello storico Collegio Mellerio Rosmini aprendo al pubblico l’ottocentesca biblioteca, il chiostro ed i saloni adibiti ad aule. 

L’evento sarà ad ingresso gratuito. 

Orari apertura mostre:

(10.00 – 13.00/15.00 -18.00)

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