Ricevo e con molto piacere, a mia volta, vi invito …

Paravento giapponese a sei ante con i tre amici dell'inverno, periodo Edo, 178 x 376 cm.

Paravento giapponese a sei ante con i tre amici dell’inverno, periodo Edo, 178 x 376 cm.

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Eterne stagioni

円環する季節

Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei

25 Novembre– 10 Gennaio 2017

Inaugurazione 24 Novembre ore 18.00

a cura di Matteo Galbiati

idea e progetto di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili

La Galleria Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili, dopo averla presentata con notevole successo al Museo d’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS) in collaborazione con la Fondazione Cominelli, ripropone la mostra Eterne Stagioni con un allestimento inedito, ripensato appositamente per gli spazi della sua sede nel cuore di Brera.
La mostra sviluppa un inusuale dialogo e confronto tra una collezione di antichi paraventi giapponesi e la sensibilità delle ricerche visive riscontrabile nelle opere di alcuni artisti contemporanei giapponesi.

 

Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano nelle istituzioni pubbliche, rientra nel programma espositivo previsto dalla Galleria per il 2016-17 e culminerà con la tappa conclusiva – con un ulteriore nuovo ed arricchito allestimento – presso Palazzo Monferrato ad Alessandria, prevista per la primavera del 2017.
La mostra si configura come un viaggio attraverso storie e tradizioni differenti ed è il frutto di una ricerca sperimentale che porta l’arte antica del Giappone mettersi a confronto e dialogo con quella di alcuni suoi artisti contemporanei, a testimonianza di come le distanze e i confini temporali della cultura nipponica, con le sue culture e i suoi linguaggi, non siano mai così profondi e separati.
Byōbu (così si chiamano in Giappone i paraventi tradizionali), grandi capolavori dell’arte degli artigiani del passato, fragili e allo stesso tempo robusti, essenziali e al contempo preziosamente poetici e lirici, sono parte integrante della cultura quotidiana tradizionale giapponese e popolano da secoli le abitazioni, suddividendo spazi, creando ambienti, generando ritmi, aprendo visioni e illustrando i significati di storie e miti. La loro effimera delicatezza si sposa con la rarefatta perfezione formale delle loro realizzazioni e testimonia quella carica di concentrato sapere proprio della sensibilità culturale del Paese del Sol Levante.
Se l’estetica artistica di questi oggetti – erano e sono di uso quotidiano – impone immagini sobrie e contenuti carichi di elementi e letture simboliche, questa stessa tensione sensibile viene altrimenti intercettata da artisti orientali contemporanei che, avendo avuto modo di formarsi in Giappone e trasferitisi poi in Italia, hanno innestato la loro arte con le nuove contaminazioni derivate dall’arte occidentale, sviluppando un linguaggio eterogeneo in cui echeggiano silenziosamente i valori di un’estetica classica e tradizionale, sebbene rivisitata e aggiornata con i principi artistici contemporanei.
Non è un caso, infatti, che molti artisti, avuto modo di ammirare i Byōbu, vi abbiano ravvisato un forte richiamo con la loro ricerca poetica e ne abbiano percepito intime affinità e convergenze.
Attengono all’estetica giapponese i caratteri specifici legati al mondo della comunicazione retorica, dell’inespresso e dell’allusività (Haragei), caratteristiche che hanno determinato nei secoli l’apparente semplificazione delle forme e dei mezzi espressivi, caricando ogni afflato artistico di densità simbolica. Queste posizioni sono ampiamente condivise dagli artisti chiamati in questa mostra, per i quali proprio la riduzione e la rarefazione del linguaggio sono un viatico per la ricerca di uno spessore espressivo sempre più pregnante e massimamente significativo.
La mostra ha come presupposto concettuale un’idea del Tempo diversa dalla visione lineare e teleologica autoctona. Il termine Enkan suru kisetsu, traslitterazione degli ideogrammi 円環する季節, sottende l’idea buddista della circolarità della Storia. Archetipo presente in varie culture, in Giappone essa assume una sfumatura policronica, spostando l’attenzione sulla costante presenza del qui e ora. Il dipanarsi del tempo sembra, in questo caso, essere una giustapposizione di infiniti momenti presenti. In questa ottica il passato e il presente coabitano lo stesso spazio nello stesso intervallo temporale. Su questa base è facile intuire la pertinenza del titolo Eterne Stagioni come ritorno instancabile e continuo di valori condivisituttora attuali e palpitanti.
 
Il progetto nasce da un correlato interesse di alcuni artisti contemporanei proprio verso questo tipo di contenuti artistici e anche da una proposta critica di verifica delle loro motivazioni interiori che generano e stimolano questi collegamenti e connessioni artistico-culturali.
L’allestimento, pensato da Matteo Galbiati e dalla Galleria, vede avvicinare, in dialogo intenso e lirico, i paraventi della collezione della stessa Galleria – di vari periodi e dimensioni – alle opere di Asako Hishiki, Kaori Miyayama, Ayako Nakamiya Tetsuro Shimizu.
Alle pareti si crea, così, un percorso dinamico e sorprendente dove antico e contemporaneo, Oriente e Occidente creano collisioni armoniche e poetiche. La mostra, quindi, non separa ambiti e contesti, ma li unisce e avvicina, mettendo in luce tanto la sfera culturale, quanto quella dell’esperienza umana.
 
Come accennato la mostra si concluderà nel 2017 con un nuovo allestimento a Palazzo Monferrato ad Alessandria, grazie al contributo e alla produzione dell’Associazione Libera-Mente – Laboratorio di Idee.
 
Catalogo vanillaedizioni edito in occasione della mostra al Museo d’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani disponibile su richiesta.
 
 
 
Eterne stagioni 円環する季節
Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei
 
a cura di Matteo Galbiati
idea e progetto di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili
 
25 Novembre 2016 – 10 Gennaio 2016
Inaugurazione giovedì 24 Novembre ore 18.00
 
PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI
Via Marsala 4, 20121 Milano
Telefono +39026551681
Orari: lunedì 15.30-19.00; da martedì a sabato 11.00-19.00
info@paraventigiapponesi.it
www.paraventigiapponesi.it

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24 – 25 settembre 2016 

V Edizione

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Orari: Sabato dalle 13:00 alle 20:00 – Domenica dalle 13:00 alle 20:00
Ingresso libero – Info: 02 49524744

 

Giunto alla sua quinta edizione, JAPAN SUNDAYS, il festival dedicato alla cultura giapponese tradizionale e contemporanea, torna negli spazi di WOW Spazio Fumetto sabato 24 e domenica 25 settembre con un programma ricco di appuntamenti. Grazie alla partecipazione di associazioni, esperti, appassionati e studiosi le giornate saranno animate da dimostrazioni, seminari, workshop, lezioni aperte e tante altre attività legate alla musica, alla cucina e alle arti nipponiche. Sabato 24 settembre aprirà, sempre a WOW Spazio Fumetto, la mostra “Giappone: 365 giorni di festa”, che approfondirà il tema scelto come focus per questa edizione: la festa in Giappone.  

Giunto alla sua quinta edizione, il festival Japan SunDays – che gode del prezioso patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano – è stato premiato fin dal primo anno da un successo di pubblico e di critica tali da trasformare l’iniziativa in un evento dalla personalità ben riconoscibile.

Anche questa edizione è frutto della co-organizzazione tra Associazione Culturale Tanuki e WOW Spazio Fumetto, che ha reso possibile già dallo scorso anno raddoppiare lo spazio a disposizione dell’iniziativa. Tutto il Museo sarà dedicato a performance, lezioni aperte, dimostrazioni, proiezioni, stand, mostre e incontri con esperti del settore e laboratori mirati, sempre nell’accogliente cornice di WOW Spazio Fumetto. Lo scopo: invitare il pubblico milanese ad approfondire, curiosare e sperimentare la migliore produzione artistica nipponica a Milano, incoraggiando così l’incontro e la conoscenza tra artisti, associazioni e pubblico, in un connubio unico tra passato e presente di cultura del Sol Levante.

Nel palinsesto degli eventi grande spazio verrà dato ai laboratori, organizzati sia di mattina che durante i due pomeriggi. Anche quest’anno, inoltre, il pubblico troverà all’interno di WOW Spazio Fumetto – oltre al già fornito bookshop del Museo – svariati stand dove sarà possibile ammirare e comprare artigianato e oggettistica giapponese e conoscere le attività di maestri e artigiani.

LE MOSTRE

Questa quinta edizione vedrà un importante focus dedicato al ricchissimo e variegato panorama delle feste in Giappone. Per l’occasione è stata allestita la mostraGiappone: 365 giorni di festa” che, ospitata al primo piano di WOW Spazio Fumetto e realizzata dall’Associazione culturale Tanuki, presenta al pubblico la ricchezza e la varietà delle feste in Giappone, numerosissime e diffuse in tutto l’arcipelago, di cui verranno analizzate le principali.

La mostra presenta una panoramica sulle grandi e piccole feste di origine religiosa: i matsuri, innumerevoli e sparsi per tutto il Giappone, vengono celebrati localmente da piccole e grandi comunità. Di origine religiosa o laica, antiche o di importazione recente, danno luogo a grandi festeggiamenti, canti, danze, giochi, sfilate, bevute. Esaltano il piacere di stare insieme, la gioia di divertirsi, fra attrazioni, bancarelle da fiera, spettacoli tradizionali e concerti di taiko: sono momenti della vita sociale molto importanti, perché rinsaldano i legami della comunità. Questa atmosfera carica di vitalità è ben rappresentata nei manga (i fumetti giapponesi) e nell’animazione giapponese di cui la mostra propone alcuni esempi che documentano l’importanza e l’onnipresenza del tempo della festa nella cultura giapponese.

Verranno anche prese in esame le ricorrenze annuali (nenjūgyōji) che ancora ritmano il calendario giapponese (come Shōgatsu, il Capodanno, e Obon, la Festa del ritorno dei morti) e che rappresentano scadenze rituali di origine antica passate dalla società contadina a quella urbana. La mostra illustrerà le caratteristiche comuni ai vari matsuri e ne presenterà gli esempi più significativi attraverso la rappresentazione che ne hanno dato gli autori di manga e di anime (l’animazione giapponese). Ad arricchire ulteriormente la mostra, una selezione di preziosi oggetti giapponesi provenienti dalla collezione del Consolato Generale del Giappone di Milano, che patrocina l’intera manifestazione: diorami, ventagli, oggetti tipici del folklore delle feste.

 

Durante il festival sarà possibile visitare anche una personale del fotografo svizzero Matteo Aroldi, significativamente intitolata “Matsuri”. Matsuri è infatti il termine giapponese per festa: durante l’arco dell’anno, numerosi matsuri si tengono in tutte le località del Giappone. Dai più piccoli e locali ai più famosi, da quelli con radici antichissime ad altri più recenti, attirano comunque moltitudini di persone. Il centro dell’evento è di solito un tempio shintoista, dedicato all’antico culto animista originario dell’arcipelago, oppure buddhista. Ma non sono rare le feste dedicate ai più disparati argomenti, o legate a momenti particolari. Famose tra queste ultime sono ad esempio i matsuri che si svolgono in occasione della fioritura dei sakura, i ciliegi giapponesi, o il momiji matsuri, la festa degli aceri, in autunno. Questo lavoro fotografico illustra alcuni tra gli innumerevoli matsuri celebrati nella grande metropoli di Tokyo e in altre parti del Giappone: Kurayami Matsuri a Fuchu, Takahata Momiji Toro a Takahata-Fudo, Ebisu Matsuri a Hiroshima, Tori no-ichi ad Asakusa, la celebre Yosakoi di Omotesando, Hanabi Matsuri a Tanagawa e molte altre.

Fotografo professionista dal 1987, Matteo Aroldi inizia la carriera professionale come fotoreporter viaggiando numerose volte attraverso i paesi asiatici, collaborando con varie riviste e agenzie. I numerosi viaggi lo portano a realizzare servizi fotografici a sfondo naturalistico e sociale, attraverso le montagne dell’Himalaya quanto nelle variegate situazioni umane del sud-est asiatico. Da molti anni si occupa prevalentemente di fotografia di architettura ma, a lato della sua attività principale, realizza regolarmente lavori nell’ambito della fotografia di natura, documentazione di eventi e reportage. Ha vissuto a lungo in Giappone, paese in cui ha tenuto numerose esposizioni e che visita regolarmente.

Sempre dedicata alla fotografia la terza esposizione ospitata di Japan SunDays: verranno esposti i suggestivi scatti della fotografa e artista giapponese Yuka Kawai dedicati al mondo del kimono, dal titolo “Kimono Life”. La fotografa, che vive nella cittadina di Hida Furukawa – nelle montagne del Giappone centrale – sarà a Milano in occasione di questa sua prima mostra italiana.

Sarà inoltre possibile visitare anche durante Japan SunDays la mostra a ingresso libero Pokémania, curata da Alberto Brambilla e ospitata a WOW Spazio Fumetto dal 1° settembre fino al 2 ottobre: una mostra-omaggio alla storia dei Pokémon, nati nel 1996 come videogioco e poi trasposti come serie animata, fumetto, gioco di carte, serie di figurine e gadget.

Il programma dettagliato sarà presto online sul sito web http://japansundays.wix.com/japansundays e sulla pagina Facebook www.facebook.com/japansundays

GLI APPUNTAMENTI E I LABORATORI

Sabato 24 settembre

La giornata di sabato partirà la mattina, quando inizieranno i primi laboratori su pre-iscrizione.

Vasta la scelta delle arti con cui confrontarsi nell’arco di tutta la giornata: due seminari di calligrafia giapponese (mattina e pomeriggio) tenuti dal maestro Bruno Riva e da alcuni calligrafi dell’Associazione Culturale Shodo.it (15€ comprensivo di materiale a corso); workshop pomeridiano di ikebana, l’arte giapponese della disposizione dei fiori recisi, tenuto da Sachiko Yamaguchi, Maestra di Ikebana della scuola Senshū (25€); due laboratori di disegno manga, “Shōjo” (mattina) e “Shonen” (pomeriggio) tenuti da Sabrina Sala, mangaka ed esperta di animazione giapponese (15€ comprensivo di materiale a corso); e, per la prima volta a Japan SunDays, un workshop di legatoria giapponese (watoji), a cura di Luca Cisternino, che si terrà al mattino ma con possibilità di replica pomeridiana  (25€ comprensivo di materiale).

Per tutti i laboratori è necessaria la preiscrizione tramite mail all’indirizzo japan.sundays@gmail.com o telefonando allo 02 49524744. Le iscrizioni chiuderanno giovedì 22 settembre.

Dalle 13:00 ci sarà l’apertura al pubblico del festival, con la possibilità per tutti di visitare le mostre, curiosare tra gli stand, conoscere e acquistare cibo e prodotti dell’artigianato giapponese e assistere ad attività totalmente gratuite. Tanti gli eventi, tra cui la presentazione del libro gioco The sushi game (Terre di Mezzo editore), in anteprima assoluta, con partecipazione della scrittrice Francesca Scotti; uno spettacolo di kamishibai, forma di narrazione tramite immagini simile ai nostrani cantastorie, con Pino Zema; una presentazione a più voci delle mostre e del tema scelto per questa quinta edizione di Japan SunDays, i matsuri e le feste tradizionali; una dimostrazione di judo con Tokyo Kodokan Milano e l’incontro con il disegnatore Vincenzo Filosa, autore di quello che è stato definito uno dei migliori libri a fumetti pubblicati in Italia nel 2015, Viaggio a Tokyo (Canicola Edizioni) e ora curatore della collana Coconino Gekiga, genere di manga dai temi maturi.

Il programma completo sarà presto online.

Domenica 25 settembre

La giornata di domenica partirà la mattina, quando inizieranno i primi laboratori su pre-iscrizione.

Vasta la scelta delle arti con cui confrontarsi nell’arco di tutta la giornata. Una novità assoluta il workshop mattutino di artigianato giapponese Tsumami Zaiku tenuto da Veronica Piccolo di Momo Kanzashi (25€ comprensivo di materiale), che spiegherà come costruire delicati fiori di stoffa per adornare fermagli e altri accessori secondo la secolare tecnica giapponese di piegatura della seta. Gli altri workshop di domenica saranno: il laboratorio mattutino di kamishibai (forma di narrazione per immagini) a cura di Pino Zema, dove ai partecipanti verranno spiegate tutte le fasi di realizzazione di una storia: dalla suddivisione in scene al disegno delle immagini, all’adattamento del testo e alla narrazione finale (10€ comprensivo di materiale); due laboratori di pittura sumi-e (mattina e pomeriggio) a cura del maestro Shozo Koike (20€ a corso, comprensivo di materiale); un laboratorio pomeridiano di disegno manga tenuti da Talita Lilia Riberi dell’Accademia Europea di Manga (15€ comprensivo di materiale a corso); un laboratorio pomeridiano sul prezioso tè verde matcha a cura della teeria Tête a Thè, che permetterà di imparare a preparare correttamente il pregiato tè in polvere utilizzato per la cerimonia del tè e ne proporrà la degustazione (25€ comprensivo di degustazione con dolcetti giapponesi).

Per tutti i laboratori è necessaria la preiscrizione tramite mail all’indirizzo japan.sundays@gmail.com o telefonando allo 02 49524744. Le iscrizioni chiuderanno giovedì 22 settembre.

Dalle 13:00 ci sarà l’apertura al pubblico del festival, con la possibilità per tutti di visitare le mostre, curiosare tra gli stand, conoscere e acquistare cibo e prodotti dell’artigianato giapponese e assistere ad attività totalmente gratuite. Tanti gli eventi, tra cui un incontro con lo studioso Andrea Pancini sul tema del matsuri nella cultura giapponese; una dimostrazione dell’arte marziale del karate, a cura del maestro Shuhei Matsuyama e della Hakuyukai Karatedo – Scuola di Karate tradizionale e goshindo;  la presentazione dell’antica e preziosa tecnica artigianale dello shibori e della tintura a mano giapponese; una conferenza sulla varietà e ricchezza delle feste nella regione del Tōhoku tenuta dalla studiosa Sumiko Furukawa, originaria di quella regione; una spettacolare e suggestiva performance calligrafica di Bruno Riva e dell’Associazione culturale Shodo.it sul tema delle feste del riso.

Il programma completo sarà presto online.

Organizzazione: Associazione Culturale Tanuki

(Alessandro Castrati, Rossella Marangoni, Maya Quaianni, Laura Ritorto)

WOW Spazio Fumetto Museo del Fumetto, dellIllustrazione e dellImmagine Animata

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Museo Poldi Pezzoli

via Manzoni 12

Milano

(MM1 Duomo, MM3 Montenapoleone)

LA CULTURA GIAPPONESE AL MUSEO POLDI PEZZOLI-page-001Questa conferenza inaugura il ciclo di due conferenze che il Museo Poldi Pezzoli di Milano dedica alla cultura giapponese nell’ambito della mostra “Ore giapponesi”.

Le conferenze, che si terranno il 14 settembre alle ore 18 (Keiko Ando) e il 28 settembre alle ore 18 (Rossella Marangoni), sono a ingresso libero sino a esaurimento dei posti.

 

Vi aspettiamo!

 

 

Museo POLDI Pezzoli

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Comunicato stampa
 

In occasione del 150mo Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, è realizzata una mostra dedicata al celebre orientalista ed etnologo italiano Fosco Maraini

 

Negli spazi del palazzo benacense si sviluppa un percorso che mette in risalto la complessa e poliedrica figura di Fosco Maraini: etnologo, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore, esploratore e poeta. La mostra, a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi, si focalizza sul legame profondo di Maraini con il Giappone, legame che ha inciso in maniera determinante su tutto il suo percorso esistenziale e culturale.

 

Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).

 

La mostra è realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.

 

All’interno del palazzo Cominelli viene esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri documenti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mostrano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati alcuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi.

 

L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.

 

L’esposizione è incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.

 

Nella prima sala sono raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.

 

La seconda sala è dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya – dell’arcipelago delle Nanatsu-to – e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel 1954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.

 

Nell’ultima sala viene data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: sono esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji – i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese.

 

La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimonianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.

 

Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato interamente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi – Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significativi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi.

 

IL GIAPPONE DI FOSCO MARAINI
Immagini, appunti, progetti

30 Luglio 2016 – 2 Ottobre 2016

 

in collaborazione con: Comune di San Felice del Benaco Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux

Sede: Fondazione Cominelli Via Padre F. Santabona, 9 25010 Cisano di San Felice del Benaco (BS)

 

Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Ingresso libero

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Eccomi di nuovo!

Sono stata assente per un po’ da queste pagine ma con una buona giustificazione: una mostra di kimono a Treviso!

Alla mostra, che presenta kimono di pregio provenienti dalla Kodai Yūzen Gallery di Kyōto, affiancherò un seminario sull’estetica del kimono, il 15, 16 e 17 luglio, e una vestizione del kimono, con la maestra Tomoko Hoashi, domenica 17 luglio.

 

Venite a visitarla presso il complesso Umberto 1°, a Treviso, fino al 17 luglio.

http://www.nipponbashi.it/2016/06/06/di-chi-sono-queste-maniche/

Vi aspettiamo con gioia!

 

Poster 2 TV

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