Stanotte. La luna in giardino. Un volto tra le foglie.

E la mente corre a quei versi di Akiko.

Come non pensarci? Poesia della luna e di una donna.

 

なにとなく君に待たるるここちしていでし花の脳ゆうずくよかな。

Nani to naku

Kimi ni mataruru

Kokochi shite

Ideshi hana no nō

Yūzukuyo kana.

Ho avvertito, chissà perché,

che tu m’aspettavi

e sono uscita. La notte.

Improvvisa sbucò la luna

sui campi fioriti.

Yosano Akiko

(1878-1942)

 

Traduzione di Mario Riccò e Paolo Lagazzi.

La luna di agosto. 18 agosto 2016.

La luna di agosto. 18 agosto 2016.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin
In attesa che inizi la danza. Yamagata, hanagasa matsuri, 6 agosto 2013.

In attesa che inizi la danza. Yamagata, hanagasa matsuri, 6 agosto 2013.

In risposta al mio recente post 

http://www.rossellamarangoni.it/odio-lestate-sembra-dire-il-poeta.html

la cara amica Graziana Canova Tura ha scritto questo evocatore

 

Controcommento:

finalmente è estate… mi dispiace tanto per te, e condivido il tuo disgusto per i lati sgradevoli (umani) dell’estate, ma visto che io sto bene solo due mesi all’anno, lasciatemeli godere, con tutte le cose che mi confortano per così breve tempo: il verde glorioso delle montagne ripide di fronte a me, che sembrano quelle polinesiane; il venticello lacustre che si alza all’ora esatta ogni giorno, il sole sulla pelle che dà energia al corpo come se avessi messo due dita in una spina elettrica per ricaricarmi, il frinire delle cicale, il profumo di spiedini di sarde che ricorda il molo di Riccione in estati lontane…. I vestiti leggeri, senza quei chili di cappotti e altro che ci pesano addosso d’inverno, il profumo del bosco rigoglioso dopo un temporale, il gelato al tè verde, dolce-amaro, i fuochi d’artificio sulla montagna, e poi i ricordi delle feste in Giappone: tra tutte obon con le danze, le bancarelle, le lanterne, altri fuochi d’artificio, i ventagli che si muovono lenti, i bambini, gli yukata, le lucciole! 

Graziana

E che la danza abbia inizio! Yamagata, hanagasa matsuri, 7 agosto 2013.

E che la danza abbia inizio! Yamagata, hanagasa matsuri, 7 agosto 2013.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin
Kyōto, nel giardino del Palazzo Imperiale. Un attimo di respiro dalla calura. Agosto 2013.

Kyōto, nel giardino del Palazzo Imperiale. Un attimo di respiro dalla calura. Agosto 2013.

 

Ara tōtō

aoba wakaba no

 hi no hikari.

 

Ah! quale meraviglia

queste giovani e verdi foglie

brillano al sole!

 

Matsuo Bashō

(1644-1694)

Traduzione di P.O. Norton e Elena Pozzi.

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Odio l’estate e lo so, non son la sola. Odio quella luce abbacinante, il calore soffocante, l’umidità, la testa che gira, il cervello che si mette a riposo. Odio l’estate qui, nella pianura, fra le zanzare e le erbe alte che nessuno taglia. Odio tutto quello che porta con sé: corpi sudaticci, schiamazzi e musica a tutto volume, treni in perenne ritardo ai bordi delle risaie. Finestre aperte e discussioni a cui assisti impotente, voci lontane. Ventri, pance, seni mostrati senza pietà. Volgarità e bottiglie di birra abbandonate, bicchierini appiccicaticci di gelato, sacchetti di plastica galleggianti sui corsi d’acqua. Marciapiedi assetati, giardini abbrustoliti, prati polverosi.

Odio l’estate. Ora. Qui.

Non sotto gli abeti nella radura di un bosco in montagna, non sulle rive di un lago alpino, sotto le rocce antiche, non con lo sguardo su una vallata lontana dalla terrazza di un rifugio.

Odio l’estate e lo so, non son la sola.

Almeno qualcuno, un tempo, l’ha scritto. Almeno una, o uno, di cui non so il nome, ha sentito come me. Ha, come me, sognato un impossibile anno, aspettando la stagione amica che porta, finalmente, il vento fra i pini, le gocce di pioggia alla terra assetata. Sollievo per il corpo e per la mente.

*****

 

Matsukage no iwai no mizu wo musubi agete natsu naki toshi to omoikeru kana.

Raccogliendo l’acqua del pozzo all’ombra dei pini, penso a un anno senza estate.

 

Anonimo

dall’antologia poetica Shūishū

 

Inizi dell’XI sec.

(sezione Estate, n° 131)

 

Ho scoperto questo waka in Shirane Haruo, Japan and the Culture of the Four Seasons, New York, Columbia University Press, 2012.

Kyōto, un angolo nascosto, un pomeriggio d'estate. Agosto 2013.

Kyōto, un angolo nascosto, un pomeriggio d’estate. Agosto 2013.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Fior di loto è fiorito,

vorrebbe dirci che

pure nel limo

son nascosti i colori

e sembianze così puri.

Fior di loto è fiorito,

vorrebbe dirci che

va ricordata la lontananza

di chi è caduto nell’oblio;

quella lontananza e grandezza.

Fior di loto è fiorito,

vorrebbe dirci che

la goccia caduta sulla foglia

diventa una gemma d’argento

e brilla di più.

Fior di loto è fiorito,

vorrebbe dirci che

s’arrende a una domanda

così grande da non saper

altro che fiorire.

 

Takano Kikuo

(1927-2006)

 

Traduzione di Matsumoto Yasuko e Paolo Lagazzi.

Da Secchio senza fondo (poesie 1952-1998), Fondazione Piazzolla, 1999.

Nello stagno di Shinobazu era fiorito il loto, una sera di agosto. Tokyo, agosto 2013.

Nello stagno di Shinobazu era fiorito il loto, una sera di agosto. Tokyo, agosto 2013.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin