Convegno internazionale in onore di Fosco Maraini

Lugano, Università della Svizzera italiana, 15 Novembre 2012

SCALARE LA PROFONDITÀ DELLA MENTE.
Tradizioni meditative nelle religioni dell’Asia orientale  

International Conference in Honour of Fosco Maraini
Lugano, Università della Svizzera italiana, November 15th 2012
CLIMBING THE DEPTH OF THE MIND. 
Meditative Traditions in East Asian Religions  

 
La ricerca rivolta a profondità interiori e cammini spirituali altri è di grande attualità, anche se a volte le nostre idee in merito sono un po’ vaghe. Un’ occasione per scoprire o approfondire  tale ambito è il Convegno   Scalare le profondità della mente. Tradizioni meditative dell’Asia orientale  
Giovedì 15 novembre    a Lugano si parlerà di percorsi sciamanici, di meditazioni yoga e zen,  della spiritualità del medioevo   occidentale , e anche  del mood della beat generation  e dellenuove forme di spiritualità in internet.

Il Convegno è promosso dalla Città di Lugano/Museo delle Culture in onore di   Fosco Maraini (1912-2004), antropologo, scrittore e viaggiatore fiorentino, la cui famiglia era di origini luganesi. Maraini fu uno dei pochi veri cosmopoliti che la cultura recente abbia avuto e, a 100 anni esatti dalla sua nascita, il convegno  porta a Lugano alcuni tra i più importanti studiosi   di  filosofie e religioni orientali e di movimenti culturali del ‘900.
 
Today there is a wide interest for inner depth e spiritual paths, but often with indefinite ideas. The Conference CLIMBING THE DEPH OF THE MIND. Meditative practices in east Asia gives the opportunity to learn more about all this. On Thursday November 15th  in Lugano the topics will be shamans’ journeys, yoga and zen meditation and Western spirituality of the Middle-Ages, but also the mood the Beat Generation and new spirituality on the internet.
The Conference, promoted by the City of Lugano/Museo delle Culture is dedicated to Fosco Maraini (1912-2004), anthropologist, writer and photographer who was born and died in Florence, in a family with its roots in Lugano. Maraini was one of the few real cosmopolitans of recent time and, exactly 100 years after his birth, the Conference gather in Lugano some major academic experts  in the fields of oriental religion and philosophies and meditation practices of yesterday and today.
 
 
Università della Svizerra italiana, Via Buffi 13, Lugano.  Auditorio, 9:00 – 18:30
Informazioni e iscrizioni / Information and registration: adriana.mazza@lugano.ch /+41 58 866 72 13

 

 
Programma/ Schedule  (PDF : www.mcl.lugano.ch)

9:00 – Giovanna Masoni Brenni , Capo Dicastero Attività Culturali, Municipio di Lugano / Head of Cultural Department, City of Lugano / Alberto Galluccio , Console Generale d’Italia in Lugano / Consul General of Italy in Lugano / Dacia Maraini , Scrittrice, giornalista, poeta / Novelist, journalist, poet

10:00 – Francesco Paolo Campione , Museo delle Culture, Lugano – Fosco Maraini: the cosmopolite / Fosco Maraini il cosmopolita  

10:45 – Roberte Devaux Hamayon , École Pratique des Hautes Études, Paris – Shamans’ movements and roads. Examples from the hunting peoples of the Siberian forest in pre-soviet times  / Movimenti e strade degli sciamani. L’esempio dei popoli cacciatori della foresta siberiana in epoca pre-sovietica

11:30  – Pausa / Coffee break

11:45 – Corrado Bologna , Università della Svizzera italiana, Lugano – Topografia dell’interiorità nell’Occidente medioevale /  Inner topography in western Middle Ages

12:30  – Giorgio Milanetti ,  Università «La Sapienza», Roma – Yogic itineraries and other immaterial travels: some examples from ancient and medieval India  / Itinerari dello yoga e altri viaggi immateriali: alcuni esempi dall’India antica e medievale

13:15  –  Buffet offerto ai relatori e al pubblico / Free standing lunch  for contributors and audience

14:45 – Kristofer Schipper , École Pratiques des Hautes Études, Paris / Universiteit te Leiden –Mountains and streams without end  / Montagne e ruscelli senza fine

15:30 – Massimo Raveri , Università «Ca’ Foscari», Venezia – Paths of inner silence. Zen gardens and the meditation on paradise /  Sentieri del silenzio interiore. I giardini zen e la meditazione sul paradiso

16:15  – Pausa / Coffee break

16:30 – Pietro Bellasi , Università degli Studi di Bologna – Kerouac e la Beat Generation: i sognatori occidentali dell’Oriente  / Kerouac and the Beat Generation: Western dreamers of the Orient;  

17:15 – Birgit Stæmmler , Universität  Tübingen – Travelling into the past to heal the present / Viaggiare nel passato per guarire il presente.  

18:00 – Mieko Maraini, Membro del Comitato per le celebrazioni marainiane / Member of Committee for Maraini’s celebrations

18:30  – Aperitivo / Cocktail
 

———————————————————————————————————————

Sede  /   Venue   –  Università della Svizzera italiana (Auditorio) , via G. Buffi 13, CH-Lugano  –www.usi.ch  
Orario / Time  –   9.00-18:30 
Lingue / Languages  – IT / EN con traduzioni simultanee  / with simultaneous translations
Condizioni di partecipazione  / Participation terms   – No admission fee; registration is kindly requested / La partecipazione è gratuita, si prega di iscriversi  
Informazioni e iscrizioni  /   Information and registration   – Adriana Mazza;  T.+4158 866 7213;adriana.mazza@lugano.ch – www.mcl.lugano.ch  

Organizzazione  / Promoters   – Città di Lugano/Museo delle Culture; Gabinetto Scientifico-Letterario G. P. Vieusseux, Firenze; Università «Ca’ Foscari» / Dipartimento di Sudi sull’Asia e sull’Africa mediterranea, Venezia; Università della Svizzera italiana, Lugano. Under the patronage of / Patrocini –   Stiftung Ada Ceschin Pilone, Zürich; Fondazione OrientArt, Lugano


Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Il XXXVI Convegno dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi è interamente dedicato a Fosco Maraini nel centenario della nascita.

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA PER GLI STUDI GIAPPONESI

(AISTUGIA)

 

VARIAZIONI SU TEMI DI FOSCO MARAINI

per il centenario della nascita (1912-2012)

 

 

XXXVI Convegno di Studi sul Giappone

 

Firenze, 20-22 settembre 2012

 

 

Dalla quarta di copertina di Dacia e Fosco Maraini, Dialogo con l'universo (Milano, Mondadori, 2007)

 

Qui il programma: Programma del Convegno Aistugia 2012.                                                                                                                                                                                                                                                                          

 

 

 

 

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

 

Fosco Maraini (in terza di copertina di Paropàmiso, Milano, Mondadori, 2003).

 

“Viaggiare a piedi, soprattutto se  non ci sono mezzi di comunicazione, è veramente bellissimo, perché c’è un connubio, uno sposalizio col paesaggio che non si ha certo quando si viaggia in macchina o in treno, e tanto meno in aereo. Oggi, quando si va dall’Italia al Giappone ci si mettono undici ore, ma non si vede niente.

E poi bivaccare, dormire fuori, è un contatto con la natura che approfondisce di moltissimo la percezione. Non a caso la montagna è stata il mio primo amore. Quello che è importante quando si arrampica non è tanto la conquista della vetta, è il tu per tu con la roccia, con la neve, col ghiaccio che è insostituibile: toccare, vedere, gli odori, i colori: è un’esperienza indimenticabile, è come una danza.

Da questo punto di vista sono stato fortunato: in casa mia non c’era l’abitudine di andare in montagna; è stata una scoperta fatta insieme a Bernardo che era mio compagno di scuola fin dal primo ginnasio. Per la montagna è molto importante avere un compagno, soprattutto se è uno con cui si va d’accordo, della medesima forza, della medesima età, perché da soli si procede fino  a un certo punto… “Insieme e a piedi” è un bel motto. L‘ho capito andando in montagna nell’adolescenza, e questa scoperta della montagna ha segnato tutta la mia vita.”

 

Tratto da:

Fosco Maraini, Viaggiator curioso. Conversazione con Maria Pia Simonetti, Firenze, Passigli, 2001, pagg. 63-64.

 

Universo Maraini. Un arbitrario, personale zibaldone per ricordarlo.

Piccolo omaggio a Maraini. Da un battello. Agosto 2012.

 

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Shibata Zenshin (1807-1891), Rane.

 

Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico […] proponi dei suoni ed attendi che il tuo patrimonio d’esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. È dunque la parola come musica e come scintilla.

Potrei facilmente proseguire. E quanto mi divertirei! Sarebbe logico per esempio dire che la poesia metasemantica è squisitamente tangenziale. Il linguaggio comune, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa. Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni di fecondazione secondaria, ad improvvise moltiplicazioni catalitiche nei duomi del pensiero, dei moti più segreti. […]

 

Elencherei parole tonde e gialle, lunghe e calde, voluttuose e lisce, oppure parole polverose e bigie, sfilacciate e verdi, parole a pallini e salate, parole massicce, fredde, nerastre, indigeste, angosciose.

Invece sarò semplice, piano, in interessante; andrò a capofitto contro le vigenti mode. Avrò forse l’illusione di rimanere onesto. Racconterò soltanto come fui preso dal fascino della poesia metasemantica. […]

 

È chiaro che un vero amore metasemantico nasce in un terreno predisposto. Nel caso mio il fatto d’essere cresciuto parlando lingue diverse, e d’averne poi imparate delle altre, alcune di cui peregrine assai, mi ha reso cosciente sin da piccolo della parola come oggetto, cosa, fastello di suoni, polline di sogni. La parola era un giocattolo, un fuoco d’artifizio, un telescopio con trappole. La parola poteva venir rigirata, rivoltata come un guanto, annodata come uno spago e ne venivano fuori sempre nuvolette nuove, altri sorprendenti gingilli. Quelle di una lingua scivolavano in quelle di un’altra. […]

 

Nuvole e cime: piccolo omaggio a Fosco Maraini.

Piano piano imparai ad amare le parole col gusto che il musicista ha per i suoni ed i timbri, il pittore per i colori e gli impasti, lo scultore per le forme e la pelle della materia; ma in più c’era tutta l’infinita ricchezza semantica, il mondo sconfinato dei pensieri e dei sentimenti che le parole risvegliano e mettono in moto, che sono capaci d’evocare con precisione terribile o vaghezza dolcissima. La parola era infine un tesoro e una bomba. Ma soprattutto era una caramella, qualcosa da rigirare tra lingua e palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di sapori e delizie. […]

 

Confesserò inoltre – ciò che farà certo ridere, o peggio sorridere, i benpensanti –  che quasi ogni parola è frutto d’un lungo studio. Certe espressioni proprio non mi venivano per mesi, sapevo quello che cercavo, ma il sassolino giusto la marea non me lo gettava mai sulla spiaggia. Poi un certo giorno, magari facendomi la barba, cambiando una gomma della macchina, studiando gli ideogrammi cinesi o seduto nella neve al sole, eccoti il sassolino cercato. Adesso mi resta solo da sperare di non aver scritto in una lingua privata e segreta, come dire per me solo; ciò che proprio mi dispiacerebbe.

 

Il giorno ad urlapicchio

 

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dagro e un fònzero gongruto
ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infrangelluto,

ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzìllano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

è un giorno per le vànvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,
è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.

 

 

Tratto da :

Dacia e Fosco Maraini, Il gioco dell’universo. Dialoghi immaginari tra un padre e una figlia, Milano, Mondadori, 2007, pp. 140-148.

 

 

Universo Maraini. Un arbitrario, personale zibaldone per ricordarlo.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

 

Una delle foto più celebri di Fosco Maraini: una donna Ama dell'isola di Hekura, pescatrice di molluschi.

 

“Certo, è vero, ho fotografato di tutto come un matto, di sopra e di sotto, da destra e da sinistra, dai quindici agli ottantacinque anni. (…) Ho sempre fotografato perché il gioco mi dava gioia e basta, con voluttà quasi amorosa. Girare intorno ad una montagna, una marina, un edificio, una persona, un volto, un rito, una folla, un parapiglia, scattandone immagini plurime è sempre stato una forma di segreto e gaudioso possesso, un atto d’amore”. *

Fosco Maraini, 1999

 

 

* La citazione è tratta dal saggio di Cosimo Chiarelli, ” ‘Una kodak dello spirito’. La poetica visiva di Fosco Maraini” in:  Francesco Paolo Campione (a cura di), Teorema Maraini, Lugano, Edizioni Città di Lugano/MCL, 2008, pp. 69-79.

 

  Universo Maraini. Un arbitrario, personale zibaldone per ricordarlo.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin