Petali al Koishikawa Korakuen, splendido giardino dei signori Tokugawa di Mito. Quartiere di Iidabashi, Tōkyō, 14 aprile 2017.

 

Non è neve, lo sappiamo. Forse è pioggia. Una pioggia che non bagna, però. Una pioggia che tinge di rosa la città. E’ il vento di primavera che disperde i petali e basta avvicinare lo stagno in un parco, un rivolo d’acqua, un prato, i gradini della stazione sopraelevata di Uguisudani e subito li si vede turbinare, volteggiare, cadere senza parere ai vostri piedi, appiccicandosi alle suole. Ma sì, è la pioggia di primavera quella che imperversa sulla città, che irrompe per le strade, che si riversa sulle vostre spalle. Una pioggia carica di tutto ciò che sapete cogliere. Un mondo di significati racchiuso nella vostra mano.

Oggi ci siamo nutriti di bellezza. Una mostra sulla cerimonia del tè al Museo Nazionale di Ueno: un dialogo non troppo muto fra capolavori assoluti di pittura cinese (Liang Kai, Muqi! che emozione!), ceramica, contenitori e utensili foggiati dai grandi maestri e frotte di visitatori fra cui spiccavano molte maestre dell’arte del tè nei rigorosi e raffinati kimono iromuji dai colori primaverili. Un’occasione unica di incontro con opere d’arte provenienti da diversi musei e raccolte qui per l’occasione. Questa sì un’imperdibile occasione.

Poi una piccola fuga. Un pomeriggio di passeggiate e fascinazioni in uno dei giardini più belli della Edo delle residenze principesche dei feudatari di nobiltà guerriera, il Koishikawa Korakuen. Pochi turisti e ricordi, tanti, di un antico passato.

Un gioiello nascosto fra i palazzi e in cui la città sembra allontanarsi. E tanto basti per oggi. La stanchezza pesa sulle palpebre e invita al sonno.

 

 

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3 Risposta to “Haru nikki. Note di primavera. 2.”

  1. Barbara ha detto:

    Mito è stata una gradevole scoperta, e oltre al giardino mi ha incantata visitare il Kobuntei, la villa perfetta che fece costruire Noriaki Tokugawa per accogliere i suoi ospiti intellettuali e poeti, in sessioni conviviali, proprio dentro il Kairakuen. Se visitata in una splendida giornata di sole accarezzata da una brezza gentile e rigenerante, è davvero incantevole e si vorrebbe restarvi per ore – se non fosse che il tempo, per un turista, è tiranno, e che ogni città ha tante altre cose da visitare, etc. etc.
    Prima di Mito ero stata ad Aizu-Wakamatsu, tappa importante per me dato che sto interessandomi della guerra Boshin. Anche lì sono stata “catturata” da una splendida villa, il Bukeyashiki, e da un piccolo giardino con una deliziosa chashitsu in mezzo a un lago, lo Oyakutei…

  2. Rossella ha detto:

    Gentilissima Barbara! Anche noi avevamo intenzione di andare a Mito ma ancora non ci siamo riusciti… c andrei non solo per il celebre giardino ma anche perché il feudo di Mito è stato sede di un’importante scuola storiografica durante il periodo Edo ed è sempre emozionante vedere i luoghi di cui hai studiato. O almeno, è emozionante per me. Circa i giardini… come si fa a decidere quale è il più bello? Sarei proprio in difficoltà se dovessi scegliere! Molto dipende anche dalla stagione, però, secondo me. Alcuni li ho visti in stagioni diverse: il Korakuen di Okayama, ad esempio, in estate e in autunno. Come il giardino del Chishakuin di Kyoto, ecc. ecc. O il giardino del Nezu museum, visto in autunno e… l’altro ieri! Meglio in autunno, molto meglio. Ma scegliere no, non me lo chieda. Ancora buon viaggio!

  3. Barbara ha detto:

    Io invece domani sarò al Kairakuen, proprio a Mito.
    Certo, viene annoverato come il terzo giardino più bello del Giappone…Ma solo a Tokyo io ne ho visti almeno 3 che mi hanno tolto il fiato, e allora come si fa a dare retta alle classifiche? Questa volta ho scelto anche Mito proprio perchè dopo aver visto, nel mio secondo viaggio (2011) il Korakuen di Okayama, e nel mio quarto viaggio il Kenrokuen di Kanazawa, mi mancava proprio Mito per poter dire di aver rispettato la tradizione. Ma, ripeto, ho visto altri giardini qui che mi hanno rubato un pezzo di cuore…e Lei, cara Rossella? Il suo giardino preferito?

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