Geisha, la grammatica del kimono.

Geisha, la grammatica del kimono.

 

Geisha, termine giapponese dal forte potere evocativo sia nell’immaginario nipponico che in quello occidentale, è composto dai caratteri gei芸, arte e sha者, persona. Le geisha, infatti, sono artiste particolarmente educate fin dall’infanzia nelle arti della danza, del canto e della musica e il cui ruolo era ed è rimasto quello di intrattenere gli uomini con la loro compagnia elegante e discreta, attraverso performance artistiche e una conversazione brillante e colta.

 

Emblemi di eleganza e raffinatezza, le geisha, che per tanti secoli dettarono legge nel campo della moda, sono ora considerate come le vere e preziose conservatrici della tradizione. Ciò è vero non solo nella ritualità di gesti antichi ma anche nell’estetica dell’apparire. Così la geisha indossa il kimono (letteralmente “cosa che si indossa, indumento” da mono, cosa e ki, radice del verbo kiru, indossare), che è il costume nazionale giapponese e lo indossa in ogni occasione seguendo, come fanno del resto tutte le donne giapponesi che pure lo indossano ormai raramente, un preciso codice. Il kimono ha mantenuto la stessa forma originaria che risale al periodo Nara (VIII sec.), epoca ancora sotto l’influenza culturale della Cina dei T’ang. Una pezza di tessuto che, chiusa sovrapponendo il lato sinistro a quello destro, forma con l’angolo delle maniche una grossa T. Viene tenuto chiuso dall’uso di una lunga fascia variamente annodata, lo obi. Lo obi circonda più volte il corpo femminile stringendolo in una sorta di elegante corazza, va annodato a una altezza prestabilita (variabile a seconda dell’età della donna) e legato sulla schiena per mezzo di un nodo la cui forma cambierà a seconda dell’occasione e dell’età di chi lo indossa.

Ogni donna giapponese quando indossa il kimono segue un codice che le permette di scegliere il kimono adatto all’occasione cui accostare correttamente lo obi e gli accessori più indicati.

Questo codice, che potremmo definire una vera e propria grammatica del kimono, viene seguito ancor più rigorosamente dalla geisha, cui è assolutamente proibito sbagliare essendo il kimono uno degli elementi imprescindibili dell’estetica della sua professione.

Questa grammatica si declina attraverso alcune variabili da tenere sempre presenti: il livello di formalità, l’età, la stagione.

La geisha indossa il kimono in un modo del tutto particolare, distinguibile però solo da un occhio esperto. Anche se ormai è quasi totalmente abbandonata la sovrapposizione di tre kimono dalle sfumature cromatiche accuratamente accostate e il kimono è indossato su un semplice sotto-kimono a contatto con la pelle, lo hagajuban, la fodera e una serie di colletti sovrapposti permettono un gioco di sfumature e motivi decorativi. L’ampiezza delle maniche, il colletto più allentato sulla nuca a permettere la visione del motivo “a coda di rondine” – disegnato sulla pelle nuda dalla pasta bianca dello oshiroi, nella zona considerata più sensuale – l’apertura svasata verso il l’orlo, lo obi annodato più basso, che concede un incedere più sinuoso sono tutti elementi che caratterizzano il modo di indossare il kimono di una geisha. Una visione di grande bellezza e di sottile sensualità.