Il rosa nel verde. Ciliegi al Togo jinja. Tōkyō, aprile 2017.

吹く風よ

心しあらば

この春の

桜はよきて

ちらさざらなむ

 

fuku kaze yo

kokoro shiaraba

kono haru no

sakura wa yokite

chirasazaranumu   

 

Se possiede un cuore

il vento che soffia, vorrei

che in questa primavera

soffiasse lontano dai fiori di ciliegio

per non farli cadere.

 

Anonimo

Dal Genji shaku (Il Genji spiegato, 1160 circa)

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2 Risposta to “Uno waka per aprile.”

  1. Rossella ha detto:

    Buongiorno Barbara san, detto fatto: ho ripreso a scrivere i post sulla raccolta Hyakunin isshu. E prometto di essere d’ora in poi più assidua: sono reduce da un periodo davvero ricco di impegni… ma bello!
    Venendo al “Genji shaku”, si tratta di un commentario del Genji monogatari opera di Fujiwara no Koreyuki (? – 1175), il quale decise di raccogliere tutte le sue note di lettura, le sue glosse, scritte a margine sulla sua copia del capolavoro di Murasaki. Era un costume consolidato, quello di annotare a margine, durante la lettura, il testo del Genji monogatari, sia per segnalare i riferimenti letterari, le “fonti”, di cui si era servita Murasaki, come fece Koreyuki, sia per annotare, a mano a mano che se ne perdeva l’uso, il significato di espressioni desuete. Queste note però andavano perse con la scomparsa dei testi su cui erano state vergate, in seguito a incendi, terremoti, traslochi o varie vicissitudini. Koreyuki però decise di riportarle in un unico volume che, sotto il titolo sia di “Genji Shaku” che di “Koreyuki shaku”, è considerato il primo commentario esistente al Genji monogatari. Per maggiori informazioni: Thomas Harper, Haruo Shirane (eds), Reading the Tale of Genji. Sources from the First Millenium, Columbia University Press, 2015.
    A presto!

  2. Barbara ha detto:

    Buongiorno Rossella, perdoni la mia ignoranza ma non sono riuscita a trovare informazioni in merito. Che cosa significa “Genji Shaku”? E’ una variante del Genji Monogatari?
    So che è molto impegnata in questo periodo, spero che appena le sarà possibile possa riprendere i suoi bellissimi post sullo Hyukunin isshu.
    Grazie ancora per il suo blog!

    Barbara da Roma

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