Lo scorso anno, nel giardino Genkyūen di Hikone. 23 novembre 2015.

Lo scorso anno, nel giardino Genkyūen di Hikone. 23 novembre 2015.

 

“Il tramonto in autunno: malinconico quando i raggi del sole calano obliqui dalla vetta dietro a cui tramonta, e i corvi a gruppi di due, di tre, di quattro si affrettano disordinatamente al nido; piacevole è anche ammirare gli stormi ordinati dei gabbiani rimpicciolirsi sempre più all’orizzonte. L’armonia del vento e il ronzare degli insetti, quando il sole è calato, infondono una dolce tristezza.”

Sei Shōnagon

(fine X sec.)

 

Da: Note del guanciale (Makura no sōshi), Milano, SE, 2002. Traduzione di Lydia Origlia.

 

Non avevo visto niente del Giappone. Meglio. Fino ad allora avevo visto un altro Giappone. Sì, altri paesaggi, altri luoghi, altre pietre e altre erbe. Ma l’anno scorso per la prima volta, sì, ci siamo andati nel pieno dell’autunno.

E d’improvviso l’autunno giapponese si è rivelato a noi generosamente. Abbracciati da una profusione di colori ne abbiamo visto l’incomparabile bellezza. Come un canto, un canto a piena gola prima che tutto si spenga, che tutto riposi sotto una coltre di neve e ghiaccio.

Negli occhi quella bellezza ritorna ancora e ancora. Insopprimibile nostalgia.

 

A Yuka Kawai.

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