Intrecci di raffinata pazienza in una mostra di tessuti Kasuri dal colore profondo dell’oceano.

 

Kasuri sono chiamati i tessuti tinti con metodo a riserva con la tecnica ikat.
I tessuti giapponesi ikat che raccontano di una cultura rurale attraverso simboli figurativi e disegni grafici geometrici. I fili dell’ordito o della trama (o entrambe) sono legati perché durante la tintura non penetri il colore nella fibra creando la “riserva” che una volta slegata, tessendo risulterà bianca su fondo blu e con le caratteristiche fiammature dell’ikat. I più antichi Kasuri provengono da Okinawa, piccola isola nel Pacifico dove questa tecnica pare sia arrivata dall’Indonesia o dalla Malesia. Col passare del tempo si espande verso il Nord, dove si trovano tessuti ikat di seta di canapa o altre fibre. La grande isola di Kyūshū, regione calda del Sud-Ovest del Giappone diventa un centro di produzione, sopratutto per uso famigliare, perché da lì alla fine del ‘700 viene importata dalla Cina, dall’India e dalla Corea la coltivazione del cotone adatto alla tintura con l’indaco.
Kurume è il centro ancora oggi di questi tipici tessuti prodotti sia a mano che industrialmente.
I fili di cotone dopo la preparazione della riserva e la tintura vengono orditi su piccoli telai, determinando i tipici disegni. Le strisce modulari di 38-40 cm di larghezza, lunghe circa 12 m, sono poi usate per confezionare kimono, copri futon (piumini), noren (porte tende).

Kasuri sono il risultato della somma di una paziente tecnica di preparazione sia di tintura che di tessitura.
Quelli presenti in mostra, provenienti dalla raccolta di Laura Todeschini dell’associazione Cultural Paths, sono di cotone tinti con l’indaco.

Mostra

Kasuri, intrecci di raffinata pazienza – Indaco, il colore dell’oceano
Dal 3 al 28 settembre
Da lunedì a domenica, 18:30 – 1:00


Corte dei Miracoli
via Mortara 4, Milano

  (MM2 Porta Genova)

Vernissage domenica 3 settembre
Ore 19:30
Ingresso libero

Immagine incorporata 2

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