Tokyo, aprile 2019.

 

Poesia di primavera

ハルノウタ

 

Scrivo il carattere primavera

e guardandolo con attenzione

vedo che nasconde il sole nel petto

e se piano      lo sfoglio

di sicuro un gallo canterà scuotendo la cresta

 

canta perché vuole cantare

   anche senza molta esperienza

                sognando appassionatamente

                      scrivo perché voglio scrivere

                in ogni angolo del foglio,

   le vene della primavera espandono i propri confini

e quando si affida di nuovo

        una barchetta di foglie di bambù alle sue fragili

         onde increspate

si lasciano dormire le cose accadute

          e si avanza tagliando le onde del tempo

fino a a venire spinti su una riva appena nata

 

un amico che ormai non c’è più accoccolato

era intento a esaminare l’erba

artemisia         elicriso      fior di loto

non importava             il nome

(tutte erbe di promavera)

ciò che strappava           con tanto impegno

era la lanugine         della terra in primavera

che non lasciava sfuggire neppure          un lamento

               ciò che germogliava in forma di fiamma

         e sembrava la promessa del tempo

quella volta in silenzio io lo accettavo

 

scrivo di seguito più volte

il carattere primavera 春

e così facendo il sole cala dietro i monti

primavera, primavera, primavera,

come volesse controllare quei segni uno per uno

tramonta con tutto il suo peso

(2015)

 

Hachikai Mimi

(n. 1973)

 

Traduzione di Maria Teresa Orsi.

In Poeti giapponesi, a cura di Maria Teresa Orsi e Alessandro Clementi degli Albizzi, Torino, Einaudi, 2020, pp. 284-287.

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