Capitolo 8

 

Hana no en

花宴 

Il banchetto sotto ai fiori

 

Nel quale si racconta di danze di primavera dalla bellezza incomparabile e dell’incontro di Sua Signoria Genji con la Dama della Luna velata.

In primavera, alla fine del secondo mese, l’Imperatore Kiritsubo-in (padre di Genji) che è all’apogeo del suo regno, organizza un banchetto sotto al ciliegio del Padiglione Meridionale. La Signora del Padiglione del Glicine (Fujitsubo no chūgū) e la Signora del Kokiden (Kokiden no ōgisaki), entrambe consorti imperiali, affiancano l’Imperatore. Musiche e danze si susseguono fino al tramonto. Il Principe Ereditario (Suzaku-in), figlio della Signora del Kokiden, incorona Genji di fiori e lo incoraggia a danzare, in ricordo della festa delle foglie d’autunno. Sua Signoria esegue allora qualche movimento della danza detta del Canto dell’usignolo di primavera; lo spettacolo è di una bellezza incomparabile.

A sua volta, il Secondo Comandante della Guardia Imperiale e Capo della Cancelleria (Tō no Chūjō) interpreta brillantemente la danza detta del Giardino di salici e fiori. Per congratularsi l’Imperatore gli fa dono di una veste.

Al momento della recitazione di componimenti poetici, il talento di Genji è ancora una volta molto apprezzato. E la stessa Fujitsubo, l’Imperatrice, “ogni volta che lo guardava, si chiedeva perché mai la Dama del Kokiden l’odiasse tanto e non poteva fare a meno di affliggersi per l’attrazione che provava per lui.

“Fosse stato possibile

contemplare quel fiore

al pari degli altri

non una sola stilla di affanno

si sarebbe posata sul mio cuore”,

mormorò fra sé, ma come avrebbe potuto lasciar trapelare i suoi sentimenti?*

Al termine del banchetto Genji, leggermente ubriaco, entra negli appartamenti delle dame per rendere visita alla consorte preferita dell’Imperatore, la Signora del Padiglione del Glicine,  ma trova la sua porta chiusa.

Mentre tenta di raggiungerla attraverso un’altra galleria, scorge sul suo cammino una donna che nasconde il suo viso dietro a un ventaglio. La giovane sconosciuta, che recita un componimento poetico dedicato alla luna, altri non è che la sesta figlia del Ministro della Destra, promessa al principe Ereditario Suzaku-in, poi chiamata la Dama della Luna velata (Oborozukiyo no kimi). Genji, ignorando la sua identità, la ferma e la attira a sé. Spaventata, la giovane tenta di chiamare aiuto, poi, riconoscendo la voce del Principe, “ne trasse un po’ di conforto. Era turbata dagli avvenimenti, ma non desiderava essere giudicata insensibile o scontrosa. Egli, forse ancora sotto l’effetto dell’ebbrezza, non si rassegnava a lasciarla andare e dal canto suo la donna era troppo giovane e arrendevole per opporsi a lui”. **I due trascorrono la notte insieme e, all’alba, si scambiano i ventagli.  Si lasciano mentre nelle stanze attigue le dame della residenza si stanno svegliando.

Il giorno successivo Genji trascorre l’intera giornata con Murasaki. La fanciulla non cessa di crescere in bellezza e i suoi progressi nello studio del sō no koto sono straordinari. In seguito si reca alla residenza del Ministro della Sinistra e visita la sua consorte (Aoi no ue), sempre estremamente fredda nei suoi confronti.

Il Ministro si congratula con Genji per l’esecuzione della danza del giorno prima.

Intanto, dopo la notte trascorsa con lei, Sua Signoria non smette di pensare alla Dama della Luna velata.

In occasione di un altro banchetto che ha luogo sotto i glicini presso la residenza del Ministro della Destra, egli la ritrova attraversando gli appartamenti delle dame e la osserva attraverso le tende. Gli amanti si scambiano allora dei componimenti poetici: “egli si avvicinò e attraverso un’apertura della sottile tenda del kichō la prese per mano.

Smarrito sul monte Irusa

dove vibrano gli archi di catalpa

mi apparirà ancora

la luna che ho appena

intravisto all’alba?

Perché dunque? – provò a dire a caso, ed ella, forse incapace di resistere, gli disse di rimando:

Se davvero vi sta a cuore

come potreste

smarrirvi, anche se la luna

tesa come la corda di un arco

non compare nel cielo?”  ***

 

* Murasaki Shikibu, La Storia di Genji, traduzione di Maria Teresa Orsi, Einaudi, Torino, 2012, p. 166 .

** Ivi, p.167.

*** Ivi, p. 172.

Genji monogatari gajō, periodo Momoyama, Kyōto Kokuritsu Hakubutsukan.

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