Cap.  9

 

Aoi

 

La festa delle foglie di aoi

 

Nel quale molti e importanti avvenimenti accadono a turbare la vita di Genji e delle persone che lo circondano.

Due anni sono trascorsi dal banchetto sotto ai fiori. L’Imperatore Kiritsubo-in ha abdicato a favore di suo figlio (Suzaku-in), fratello di Genji e figlio della Signora del Kokiden (Kokiden no ōgisaki). Intanto il figlio illegittimo di Genji (Reizei-in) e dell’Imperatrice Fujitsubo no chūgū ottiene il titolo di Principe Ereditario e Genji è promosso Generale.

In occasione del cambio di regno, la Terza Principessa, figlia di Kokiden, è scelta per sostituire la Sacerdotessa di Kamo che si è appena ritirata. Giunge il giorno della Purificazione; è uno spettacolo senza pari quello che ha luogo lungo il Primo Viale. Dame e dignitari assistono alla sfilata del corteo, molto solenne. Spinta dalle dame del suo entourage, la consorte di Genji, Aoi no ue, accetta di recarvisi, nonostante sia spesso assente dalle cerimonie ufficiali. La folla e la moltitudine di carri ostruiscono il passaggio. Grazie alla sua scorta, il carro della consorte di Genji trova finalmente posto, ma l’amante di Genji, la Signora del Padiglione del Sesto Viale (Rokujō no miyasudokoro) ha in questo modo la visuale ostruita, e si sente umiliata da questo fatto.

Poco dopo, Genji si reca presso Murasaki, alla residenza del Secondo Viale, al fine di ritrovare un poco di calma. Prima di condurla alla festa di Kamo, le taglia lui stesso i capelli e scambia con lei dei componimenti poetici.

Il rancore della Signora del Padiglione del Sesto Viale è di una violenza estrema. La disputa sopravvenuta in occasione della cerimonia di Purificazione ha svegliato in lei una gelosia senza limiti verso la consorte di Genji che la dama considera come sua rivale. Il suo rancore è tanto più forte che se ne sente sfibrata. Dal canto suo la sposa di Genji, che è incinta, si ammala. Soffre terribilmente e sembra essere posseduta da uno spirito maligno. Genji, inquieto per lei e per il bimbo che porta, fa chiamare gli esorcisti ma neppure i più grandi specialisti sanno spiegare il male che l’ha colpita.

Fra gli spiriti, forse di morti, forse di esseri viventi, che si manifestarono trasferendosi sul medium e dichiarando alcuni il proprio nome, soltanto uno si rifiutò caparbiamente di allontanarsi dall’inferma e, pur senza provocarle sofferenze particolari, non volle lasciarla neppure per un attimo. Era un’ostinazione fuori dall’ordinario, capace di resistere anche al potere di asceti di grande fama. Si cominciò a sospettare che potesse essere lo spirito vivente di qualcuna delle dame che egli frequentava in segreto.” °°°

Certi accusano la Signora del Padiglione del Sesto Viale, la cui gelosia e il cui rancore vanno crescendo. La malata, la cui fine è vicina, chiede di parlare al proprio sposo che si reca subito al suo capezzale. I suoi discorsi e i suoi modi sono identici a quelli della sua rivale. Genji acquista allora la certezza che lo spirito malvagio della Signora del Padiglione del Sesto Viale si è impossessato di lei. La stessa Signora, del resto, è turbata da quello che sente accaderle:

Ne fu allarmata, dicendosi che per quanto si fosse lamentata per il proprio infelice destino non si era mai augurata che l’altra soffrisse, ma forse, chissà, era davvero possibile che uno spirito tormentato costretto ad allontanarsi dal corpo agisse in tal modo […] da quel giorno della purificazione sul Kamo, quando per un banale incidente era stata umiliata e ignorata, la sua mente non era riuscita a pensare ad altro e il suo cuore non aveva più trovato pace e, forse proprio per questo, quando si concedeva un attimo di sonno, spesso le capitava di vedere in sogno se stessa mentre si recava a casa di una donna molto bella, che forse era proprio la consorte di Sua Signoria, e in preda a un’ira violenta e spaventosa che non aveva riscontro nella realtà la colpiva e la trascinava qua e là, ed era una cosa terribile, agghiacciante, ma se davvero il suo spirito avesse abbandonato il corpo?, si chiedeva smarrita […]“* °°°

Nasce Yūgiri, il figlio di Genji e della sua consorte, Aoi no ue. Il bimbo è molto bello; la sua somiglianza con il Principe Ereditario, figlio illegittimo di Genji, è evidente. Molto colpito dalla malattia della sua sposa, Genji resta presso di lei, ma la dama muore improvvisamente. Il Principe, sconvolto dal dolore, medita di prendere i voti e ritirarsi ma presto cambia idea pensando a Murasaki, la sua giovane protetta.

Poco dopo, riceve una visita dal suo amico Tō no Chūjō che è stato promosso Comandante di Terzo Rango. Questi tenta di distrarlo affrontando svariati argomenti di conversazione. In particolare evoca la relazione del Principe con la Seconda Reggente del Servizio Interno (Gen no Nashi no suke), dama attempata e civetta, che prende in giro.

Nel corso degli anni Murasaki è diventata una bella giovane e la sua somiglianza con la zia, la Principessa del Padiglione del Glicine (Fujitsubo no chūgū) è sempre più evidente agli occhi del Principe. Dopo averle fatto comprendere che la sua età non è più di ostacolo fra di loro, Genji trascorre una prima notte con lei e ne fa la sua sposa. Il giorno dopo Murasaki resta tutto il giorno a letto e si rifiuta di ricevere il Principe: la giovane ha infatti il sentimento di essere stata tradita da colui che amava di un amore innocente: “Era davvero così giovane, pensò commosso, e trascorse l’intera giornata accanto a lei cercando inutilmente di consolarla, ma proprio quella sua ostinazione lo riempiva ancor più di tenerezza.”**

Che lo voglia o meno, Murasaki è ormai diventata la nuova consorte di Genji.

*  Murasaki Shikibu, La Storia di Genji, traduzione di Maria Teresa Orsi, Einaudi, Torino, 2012, p. 184.

** Ivi, p. 202.

°°°  (Pur con tutto il rispetto, mi permetto di alterare la punteggiatura della traduzione allo scopo di rendere la lettura meno difficoltosa).

 

Anonimo, Aoi jō, Genji monogatari emaki, periodo Edo, Nagoyashi hakubutsukan.

 

 

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