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	<title>anitya - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Kaze, ombra. Una mostra alla galleria Paraventi giapponesi di Milano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 11:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diario d'autunno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; La Galleria PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI in collaborazione con Fortunagoinarte  ha il piacere di invitarVi a OMBRA KAGE 影 6 novembre &#8211; 4 dicembre 2014inaugurazione giovedì 6 novembre ore 18.30 a cura diMatteo Galbiati e Raffaella Nobili opere di Pietro Coletta, Marco Grimaldi, Asako Hishiki, Fukushi Ito, Takimoto Mitsukuni,Ayako  Nakamiya, Patrizia Novello, Pietro Pasquali, Valdi Spagnulo  La Galleria Paraventi&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/kaze-ombra-una-mostra-alla-galleria-paraventi-giapponesi-di-milano/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Kaze, ombra. Una mostra alla galleria Paraventi giapponesi di Milano.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8881" aria-describedby="caption-attachment-8881" style="width: 558px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/11/kage-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-8881" title="kage 1" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/11/kage-1-558x800.jpg" alt="" width="558" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/11/kage-1-558x800.jpg 558w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/11/kage-1-139x200.jpg 139w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/11/kage-1-400x572.jpg 400w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8881" class="wp-caption-text">Pietro Coletta, Spirale, 2011, legno bruciato e ferro, 103x72 cm Foto Matteo Zarbo</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<table width="600" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top">
<table width="600" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="20">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<div>
<div style="text-align: center;">La Galleria PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI</p>
<p>in collaborazione con</p>
<p>Fortunagoinarte<br /> </p>
</div>
<div>
<p align="center">ha il piacere di invitarVi a</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong>OMBRA</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;">KAGE</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;">影</span></p>
<p style="text-align: center;">6 novembre &#8211; 4 dicembre 2014<br /><span style="text-decoration: underline;"><strong>inaugurazione giovedì 6 novembre ore 18.30</strong></span></p>
<p>a cura di<br />Matteo Galbiati e Raffaella Nobili</p>
<p>opere di Pietro Coletta, Marco Grimaldi, Asako Hishiki, Fukushi Ito, Takimoto Mitsukuni,<br />Ayako  Nakamiya, Patrizia Novello, Pietro Pasquali, Valdi Spagnulo<br /> </p>
<p style="text-align: justify;">La Galleria Paraventi Giapponesi- Galleria Nobili ha il piacere di presentare a Milano OMBRA | KAGE | <strong>影</strong> , mostra liberamente ispirata a <em>Il Libro d’ombra</em> <strong>(陰翳礼讃)</strong>, saggio sull’estetica del quotidiano, scritto da Tanizaki Juni’chiro e pubblicato in Giappone nel 1933.<br />La collettiva proposta di artisti giapponesi e italiani è stata realizzata grazie al supporto e contributo del Comune di Fortunago e dell’associazione Fortunagoinarte e, concepita per essere sviluppata a tappe, il primo appuntamento si è svolto lo scorso mese di agosto presso gli spazi della sala consigliare del borgo medioevale, un luogo di incontri e mostre d’arte che vanta una storia espositiva ventennale e che ha visto avvicendarsi alcuni trai i protagonisti maggiori dell’arte contemporanea.<br />La seconda tappa, che prevede un nuovo allestimento presso la Galleria Nobili, aprirà il prossimo 6 novembre 2014 con l’inedita presenza di alcune opere degli artisti presenti nella prima fase e l’inserimento dello scultore Takimoto Mitsukuni.<br />Tanizaki scrive <em>Il libro d’ombra</em> nel 1933, periodo in cui la società tradizionale giapponese stava mutando notevolmente sotto l’influsso di modelli estetici occidentali, ravvisabili nella nuova e cangiante  fisionomia urbana.  L’irruzione della luce elettrica, a discapito di sistemi di illuminazione più desueti, cambia inevitabilmente l’impressione del mondo cui l’autore è uso. Il rapporto tra la percezione di luce e ombra in Occidente ed Oriente è il pretesto usato da Tanizaki per indagare i cambiamenti in corso. La luce moderna è sentita come accecante rispetto alla penombra degli interni tradizionali giapponesi, dove i materiali e gli oggetti tipici di uso quotidiano quali paraventi in foglia d’oro, ceramiche vissute e cristalli resi opachi dal tempo, vibrano e sono nobilitati da diversi toni e gradi d’ombra.<br />Quanto gli occidentali cercano luce e chiarezza privilegiando la vista come senso cardine, così gli orientali sviluppano nelle arti e nella letteratura una forte propensione all’ombra, cui è strettamente connesso il concetto di <em>sabi</em>.<br />Il <em>wabi sabi,</em><strong> 侘寂</strong>, è un valore estetico giapponese basato sull’accettazione della transitorietà delle cose secondo la dottrina buddhista di <em>anitya</em>. Traducibile con <em>bellezza imperfetta</em> è riferibile a quegli oggetti, naturali o artificiali, capaci di evocare in noi una sensazione di serena malinconia.<br /><em>Wab</em><em>i </em>è la semplicità rustica e <em>sabi </em>la bellezza o serenità che proviene dalla consapevolezza del trascorrere del tempo: così la vita umana e degli oggetti è evidenziata dalla patina, dall’usura, da difetti ed eventuali imperfezioni.<br />La mostra presentata si ispira fortemente al testo di Tanizaki osservando come l’ombra, diventi mezzo per cui è possibile il recupero e l’esercizio amplificato di tutti i sensi e non solo della vista. Ombra che non si manifesta come oscurità e buio solamente, ma anche attraverso un altro modo di intuire e percepire il colore.<br />Data la natura itinerante del progetto, la mostra presenta, in ogni occasione di allestimento, una progettazione adeguata e specificatamente pensata per i luoghi prescelti: a Fortunago, antico borgo medioevale in cui il ritmo di vita più lento rispetto alla città favorisce un’attenzione differente, gli spazi non convenzionali a disposizione hanno permesso di esperire le opere con ideali condizioni e giusto tempo. La scelta prevalente ha riguardato opere di scultori che hanno permesso di rivolgersi all’oggetto nello spazio e di aprire una relazione stretta tra la sua corporeità fisica e l’incorporeità cangiante della sua ombra che, per le peculiari condizioni di luce, poteva evolvere e cambiare durante l’arco della giornata. Il cambiamento della percezione nell’osservatore apriva un rapporto con la dimensione del tempo, e le influenze delle diverse condizioni di luce date dal passaggio dei giorni e delle stagioni differenti.<br />Negli spazi della galleria a Milano le condizioni saranno nuovamente diverse e suggeriranno livelli inediti di lettura delle opere proposte, insistendo e accentuando la riflessione su Tanizaki da cui tutto ha avuto origine.<br /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>con il Patrocinio della Provincia di Pavia e di I Borghi più Belli d&#8217;Italia<br />con il Patrocinio e il contributo di Comune di Fortunago<br />organizzazione e coordinamento Fortunagoinarte<br />con il supporto di Michele Perego personal promoter San Paolo Invest e Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili<br /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni e richiesta immagini ad esclusivo uso stampa contattare:</p>
<div style="text-align: center;"><strong>PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI</strong><br />Via Marsala 4 Milano &#8211; Telefono <a href="tel:%2B39026551681" target="_blank">+39026551681</a><br />Raffaella Nobili <a href="tel:%2B393396008358" target="_blank">+393396008358</a><br />Alessio Nobili    <a href="tel:%2B393480687073" target="_blank">+393480687073</a><br />Orari: lunedì 15.00-19.00; da martedì a sabato 11.00-13.00 e 14.00-19.00</div>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center" valign="top">
<table width="600" border="0" cellspacing="0" cellpadding="10">
<tbody>
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<td valign="top"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Impermanenza: a proposito di un incontro a Milano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 19:46:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<figure id="attachment_5087" aria-describedby="caption-attachment-5087" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/tetto1.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-5087" title="tetto" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/tetto1-600x229.jpg" alt="" width="600" height="229" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/tetto1-600x229.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/tetto1-200x76.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/tetto1-400x152.jpg 400w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5087" class="wp-caption-text">Oltre il tetto, i ciliegi. Ryoanji, primavera 2007.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;"><em>&#8220;A cosa paragonare il mondo e la vita dell&#8217;uomo?</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>All&#8217;ombra della luna quando nella goccia di rugiada tocca il becco dell&#8217;uccello acquatico</em>.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dōgen Zenji (1200-1253)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>MUJŌ</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong> Impermanenza</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La nozione di impermanenza del mondo fenomenico è uno degli insegnamenti centrali del Buddhismo. La riflessione su questo tema ne percorre tutta la storia ed è presente in tutte le scuole. Si tratta del concetto del carattere fugace, transitorio di ogni essere senziente, di ogni azione, di ogni fenomeno. Non solo, anche i sentimenti, gli stati della coscienza, le sensazioni sono soggetti a questo dominio. Si tratta di un concetto che definisce un’assenza di continuità fra le azioni, una sorta di vacuità temporale che permette al singolo momento del presente di esistere ma, al contempo, a nessun attimo di esistere indipendentemente dal passato e dal futuro, cioè da quella rete di eventi che lo avvolge in una interdipendenza che solo con la liberazione dai pensieri illusori e la percezione della totalità nel <em>satori</em> si può  esperire, superando le forme di dualismo prodotte dalla mente per classificare in categorie razionali la realtà indifferenziata. La percezione umana della realtà è illusoria: come non esiste infatti separazione fra l’io conoscente e gli oggetti, non esistono neppure il tempo e lo spazio. L’impermanenza è uno dei tre sigilli del Dharma, una delle tre caratteristiche dell’esistenza condizionata (s. <em>trilaksana</em>), insieme all’inesistenza del sé (s. <em>anatman</em>) e alla sofferenza (s. <em>duhkha</em>). Credere nella durata dei fenomeni che appaiono eterni o aspirare all’immortalità non è allora che illusione, manifestazione dell’ignoranza e causa dell’incessante moto di rinascite e morti che alimenta il ciclo del <em>samsara</em>. Credere nella permanenza di ciò che non lo è causa dolore. Al concetto di impermanenza è strettamente collegato quello di vacuità (s. <em>sunyata</em>).  </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Nome</p>
<p>sanscrito: <em>anitya</em>, pali: <em>anicca</em>, cinese: <em>wuchang</em>, giapponese: <em>mujō</em></p>
<p><em> </em></p>
<figure id="attachment_5080" aria-describedby="caption-attachment-5080" style="width: 403px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/AA424885picture-desk-call-jiun-onko.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5080" title="AA424885picture desk call jiun onko" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/AA424885picture-desk-call-jiun-onko.jpg" alt="" width="403" height="234" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/AA424885picture-desk-call-jiun-onko.jpg 403w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/AA424885picture-desk-call-jiun-onko-200x116.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/01/AA424885picture-desk-call-jiun-onko-400x232.jpg 400w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5080" class="wp-caption-text">Jiun Onko (1718-1804), &quot;Come un sogno&quot;, rotolo verticale, inchiostro su carta, Sylvan Barnet and William Burto Collection.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Proprio davanti ai vostri occhi vi si porge l’occasione di vedere come gli attimi passano senza tregua, i giorni scorrono in perenne mutamento, e tutto rapidamente trapassa. (…) Fate tesoro di ogni attimo fuggente e non contate sul domani. Pensate soltanto a questo giorno e a questa ora, perché il domani è cosa incerta; e nessuno sa che cosa il futuro porterà. Apprestate la vostra mente a seguire il buddhismo come se aveste soltanto un giorno di vita.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Dōgen Zenji</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da:</p>
<p>Rossella Marangoni, <em>Zen</em>, collana &#8220;Dizionari delle religioni&#8221;, Milano, Electa Mondadori, 2008, p. 130.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Parleremo di MUJŌ 無常 </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong>giovedì 17 gennaio, alle ore 18.30</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">in occasione della mostra personale dell’artista<br /><span style="font-size: large;"><strong>Tetsuro Shimizu</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p><span style="font-size: large;">alla <strong>Galleria Paraventi Giapponesi &#8211; Galleria Nobili</strong>,</span></p>
<p>via Marsala 4, </p>
<p>Milano</p>
<p>Ingresso libero.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/impermanenza-a-proposito-di-un-incontro-a-milano/">Impermanenza: a proposito di un incontro a Milano.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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