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	<title>Dacia Maraini - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Universo Maraini: un&#8217;idea personale di poesia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2012 20:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico […] proponi dei suoni ed attendi che il tuo patrimonio d’esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. È dunque la parola come musica e come scintilla. Potrei facilmente proseguire. E quanto mi divertirei! Sarebbe logico per esempio dire che la&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/universo-maraini-unidea-personale-di-poesia/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Universo Maraini: un&#8217;idea personale di poesia.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4183" aria-describedby="caption-attachment-4183" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/ukiyoe.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-4183" title="ukiyoe" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/ukiyoe-600x581.jpg" alt="" width="600" height="581" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/ukiyoe-600x581.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/ukiyoe-200x193.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/ukiyoe-400x387.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/ukiyoe.jpg 1166w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4183" class="wp-caption-text">Shibata Zenshin (1807-1891), Rane.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico […] proponi dei suoni ed attendi che il tuo patrimonio d’esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. È dunque la parola come musica e come scintilla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em><em>Potrei facilmente proseguire. E quanto mi divertirei! Sarebbe logico per esempio dire che la poesia metasemantica è squisitamente tangenziale. Il linguaggio comune, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa. Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni di fecondazione secondaria, ad improvvise moltiplicazioni catalitiche nei duomi del pensiero, dei moti più segreti. […]</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Elencherei parole tonde e gialle, lunghe e calde, voluttuose e lisce, oppure parole polverose e bigie, sfilacciate e verdi, parole a pallini e salate, parole massicce, fredde, nerastre, indigeste, angosciose.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Invece sarò semplice, piano, in interessante; andrò a capofitto contro le vigenti mode. Avrò forse l’illusione di rimanere onesto. Racconterò soltanto come fui preso dal fascino della poesia metasemantica. […]</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>È chiaro che un vero amore metasemantico nasce in un terreno predisposto. Nel caso mio il fatto d’essere cresciuto parlando lingue diverse, e d’averne poi imparate delle altre, alcune di cui peregrine assai, mi ha reso cosciente sin da piccolo della parola come oggetto, cosa, fastello di suoni, polline di sogni. La parola era un giocattolo, un fuoco d’artifizio, un telescopio con trappole. La parola poteva venir rigirata, rivoltata come un guanto, annodata come uno spago e ne venivano fuori sempre nuvolette nuove, altri sorprendenti gingilli. Quelle di una lingua scivolavano in quelle di un’altra. […]</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<figure id="attachment_4186" aria-describedby="caption-attachment-4186" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/Nuvole-e-cime.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-4186" title="Nuvole e cime" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/Nuvole-e-cime-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/Nuvole-e-cime-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/Nuvole-e-cime-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/Nuvole-e-cime-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/08/Nuvole-e-cime.jpg 2048w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4186" class="wp-caption-text">Nuvole e cime: piccolo omaggio a Fosco Maraini.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><em>Piano piano imparai ad amare le parole col gusto che il musicista ha per i suoni ed i timbri, il pittore per i colori e gli impasti, lo scultore per le forme e la pelle della materia; ma in più c’era tutta l’infinita ricchezza semantica, il mondo sconfinato dei pensieri e dei sentimenti che le parole risvegliano e mettono in moto, che sono capaci d’evocare con precisione terribile o vaghezza dolcissima. La parola era infine un tesoro e una bomba. Ma soprattutto era una caramella, qualcosa da rigirare tra lingua e palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di sapori e delizie. […]</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Confesserò inoltre – ciò che farà certo ridere, o peggio sorridere, i benpensanti &#8211;  che quasi ogni parola è frutto d’un lungo studio. Certe espressioni proprio non mi venivano per mesi, sapevo quello che cercavo, ma il sassolino giusto la marea non me lo gettava mai sulla spiaggia. Poi un certo giorno, magari facendomi la barba, cambiando una gomma della macchina, studiando gli ideogrammi cinesi o seduto nella neve al sole, eccoti il sassolino cercato. Adesso mi resta solo da sperare di non aver scritto in una lingua privata e segreta, come dire per me solo; ciò che proprio mi dispiacerebbe.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">Il giorno ad urlapicchio</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center">Ci son dei giorni smègi e lombidiosi<br /> col cielo dagro e un fònzero gongruto<br /> ci son meriggi gnàlidi e budriosi<br /> che plògidan sul mondo infrangelluto,</p>
<p style="text-align: center;">ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi<br /> un giorno tutto gnacchi e timparlini,<br /> le nuvole buzzìllano, i bernecchi<br /> ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;</p>
<p style="text-align: center;">è un giorno per le vànvere, un festicchio<br /> un giorno carmidioso e prodigiero,<br /> è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio<br /> in cui m&#8217;hai detto &#8220;t&#8217;amo per davvero&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tratto da :</p>
<p>Dacia e Fosco Maraini, <em>Il gioco dell’universo. Dialoghi immaginari tra un padre e una figlia</em>, Milano, Mondadori, 2007, pp. 140-148.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; color: #993366;"><strong>Universo Maraini. Un arbitrario, personale zibaldone per ricordarlo.</strong></span></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/universo-maraini-unidea-personale-di-poesia/">Universo Maraini: un’idea personale di poesia.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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