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	<title>libri - Rossella Marangoni</title>
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	<title>libri - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Il nuovo libro è questo! Mottainai, per non sprecare nulla.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 17:12:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mottainai. L&#8217;arte di non sprecare. Mottainai è un’antica parola giapponese che invita a non sprecare. Oggi torna al centro di una nuova sensibilità ambientale, basata sul riuso, sulla cura per le cose e su un’idea semplice ma potente: rispettare ciò che abbiamo è un modo concreto per prenderci cura del pianeta. Nato nel mondo rurale&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/il-nuovo-libro-e-questo-mottainai-per-non-sprecare-nulla/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il nuovo libro è questo! Mottainai, per non sprecare nulla.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-17243 " src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/03/cop.jpg" alt="" width="554" height="793" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/03/cop.jpg 1046w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/03/cop-400x573.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/03/cop-559x800.jpg 559w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/03/cop-140x200.jpg 140w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/03/cop-768x1100.jpg 768w" sizes="(max-width: 554px) 100vw, 554px" /></p>
<p><i>Mottainai. L&#8217;arte di non sprecare.</i></p>
<p><i>Mottainai </i>è un’antica parola giapponese che invita a non sprecare. Oggi torna al centro di una nuova sensibilità ambientale, basata sul riuso, sulla cura per le cose e su un’idea semplice ma potente: rispettare ciò che abbiamo è un modo concreto per prenderci cura del pianeta. Nato nel mondo rurale di un tempo, il <i>mottainai </i>dopo lo tsunami del 2011 ha assunto risonanze nuove e profondissime. Non significa solo “usare fino in fondo” gli oggetti, ma imparare a guardarli con rispetto: dalla carta al tessuto, dagli utensili quotidiani ai piccoli frammenti, tutto può avere una seconda vita e continuare a raccontare una storia. Questo libro accompagna il lettore alla scoperta dei molti volti del <i>mottainai</i>: dalla parsimonia creativa delle campagne giapponesi agli oggetti “senza spreco” che, nel dopoguerra e negli anni del boom economico, sono diventati fonte di ispirazione, pezzi da collezione, persino opere d’arte. Per scoprire come ogni cosa – se guardata con nuovi occhi – può trasformarsi in una risorsa, in un gesto di bellezza e in un atto di rispetto verso il mondo che abitiamo.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p>Quanto costa? 12 euro.</p>
<p>Quanto è lungo? 160 pagine.</p>
<p>Chi lo pubblica? Editrice Bibliografica, Milano.</p>
<p>Per saperne di più:&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.editricebibliografica.it/scheda-libro/rossella-marangoni/mottainai-9788893577175-581950.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.editricebibliografica.it/scheda-libro/rossella-marangoni/mottainai-9788893577175-581950.html</a></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/il-nuovo-libro-e-questo-mottainai-per-non-sprecare-nulla/">Il nuovo libro è questo! Mottainai, per non sprecare nulla.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Eccomi di nuovo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 22:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Seguendo il pennello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Niente scuse. E&#8217; passato troppo tempo, lo so, e intanto è iniziato l&#8217;anno, con tanti progetti di corsi, conferenze, incontri ed esperienze che faremo insieme, con grande entusiasmo. Con la curiosità di sempre. Con rinnovata energia. Finito finalmente il libro sullo shintō, una piccola introduzione che mi ha obbligata ad acrobazie di sintesi e mi&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/eccomi-di-nuovo-2/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Eccomi di nuovo!</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Niente scuse.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; passato troppo tempo, lo so, e intanto è iniziato l&#8217;anno, con tanti progetti di corsi, conferenze, incontri ed esperienze che faremo insieme, con grande entusiasmo. Con la curiosità di sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Con rinnovata energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Finito finalmente il libro sullo shintō, una piccola introduzione che mi ha obbligata ad acrobazie di sintesi e mi ha richiesto non poche forze, posso finalmente riprendere ogni discorso interrotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tornare a parlare di Giappone e di cultura giapponese.</p>
<p style="text-align: justify;">Possibilmente fuori dai sentieri battuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio come piace a me.</p>
<figure id="attachment_12157" aria-describedby="caption-attachment-12157" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2018/01/DSCN0580.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-12157" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2018/01/DSCN0580-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2018/01/DSCN0580-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2018/01/DSCN0580-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2018/01/DSCN0580-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2018/01/DSCN0580-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12157" class="wp-caption-text">Riflessione nella quiete. Giardino del Nezu museum. Tokyo, dicembre 2015.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/eccomi-di-nuovo-2/">Eccomi di nuovo!</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;L&#8217;arte del sushi&#8221;: presentazione con Graziana Canova Tura alla Libreria Gogol and Company di Milano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2016 21:43:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2016/05/SUSHI.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10626" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2016/05/SUSHI-600x300.jpg" alt="SUSHI" width="600" height="300" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2016/05/SUSHI-600x300.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2016/05/SUSHI-200x100.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2016/05/SUSHI-400x200.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2016/05/SUSHI.jpg 1134w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/larte-del-sushi-presentazione-con-graziana-canova-tura-alla-libreria-gogol-and-company-di-milano/">“L’arte del sushi”: presentazione con Graziana Canova Tura alla Libreria Gogol and Company di Milano.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Monozukushi. Le mie liste. Letture d&#8217;estate.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 15:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Capita a volte di svegliarsi e di sentirsi un po&#8217; Sei Shōnagon: in vena di affermare con sicurezza ciò che amiamo e ciò che odiamo, ciò che ci irrita e ciò che ci appassiona. E&#8217; lo spirito del monozukushi (la lista esaustiva) che si è impossessato di noi e non se ne va, finché quella&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/monozukushi-le-mie-liste-letture-destate/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Monozukushi. Le mie liste. Letture d&#8217;estate.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9853" aria-describedby="caption-attachment-9853" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/Yanagawa-Shigenobu-court-lady-1822.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-9853" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/Yanagawa-Shigenobu-court-lady-1822-600x706.jpg" alt="Yanagawa Shigenobu, Dama di corte (ukiyoe del 1822 circa)." width="600" height="706" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/Yanagawa-Shigenobu-court-lady-1822-600x706.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/Yanagawa-Shigenobu-court-lady-1822-170x200.jpg 170w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/Yanagawa-Shigenobu-court-lady-1822-400x471.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/Yanagawa-Shigenobu-court-lady-1822.jpg 1274w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9853" class="wp-caption-text">Yanagawa Shigenobu, Dama di corte (ukiyoe del 1822 circa).</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Capita a volte di svegliarsi e di sentirsi un po&#8217; Sei Shōnagon: in vena di affermare con sicurezza ciò che amiamo e ciò che odiamo, ciò che ci irrita e ciò che ci appassiona.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; lo spirito del <em>monozukushi</em> (la lista esaustiva) che si è impossessato di noi e non se ne va, finché quella lista, neanche fossimo una dama di corte di periodo Heian o un austero letterato di fine periodo Kamakura come Kenkō Hōshi&#8230; E allora lasciamoci andare a questo gioco. Lasciatemi divertire. Tanto, appunto, è solo un gioco.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>E&#8217; un&#8217;estate di lettura feroce, forse per sfuggire al caldo, per ritrovarmi in storie che rinfrescano come bere a una nuova sorgente.</p>
<p>Da giugno a oggi, in ordine di lettura, la lista è questa:</p>
<ul>
<li>Jane Austen<em>, Northanger Abbey </em></li>
<li>Jane Austen,<em> Persuasione </em></li>
<li>Jane Austen<em>, Ragione e sentimento </em></li>
<li>Jane Austen,<em> Mansfield Park</em>,</li>
</ul>
<p>Patrick Modiano,<em> Romans</em> nell&#8217;edizione &#8220;Quarto&#8221; Gallimard:</p>
<ul>
<li><em>Villa triste</em> (rilettura)</li>
<li><em>Livret de famille</em>  </li>
<li><em>Rue des boutiques obscures</em> (rilettura)</li>
<li><em>Remise de peine</em>  </li>
<li><em>Chien de printemps</em>  </li>
<li><em>Dora Bruder</em> (rilettura)</li>
<li><em>Accident nocturne</em>  </li>
<li><em>Un pedigree</em> (rilettura)</li>
<li><em>Dans le café de la jeunesse perdue </em>  </li>
<li><em>L&#8217;horizon</em> (rilettura)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Higuchi Ichiyō, <em>Acque torbide</em> (Nigorie)</li>
<li>Nina Berberova. <em>C&#8217;est moi qui souligne</em></li>
<li>Tayama Katai, <em>Il futon</em></li>
<li>Itō Seikō, <em>Radio Imagination</em> (in lettura)</li>
<li>George Eliot, <em>Middlemarch</em> (in lettura) </li>
</ul>
<p>E in attesa sul comodino&#8230;</p>
<ul>
<li>Ishikawa Jun, <em>Fugen ! Tôkyô, années 1930</em></li>
<li>Ferenc Karinthy, <em>Epepe</em></li>
</ul><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/monozukushi-le-mie-liste-letture-destate/">Monozukushi. Le mie liste. Letture d’estate.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Excusatio non petita (ovvero&#8230; non si tratta così un blog).</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 21:26:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuyu nikki/Diario d'inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pigrizia? No, tanto lavoro. Lavoro e studio. A volte mi sento come una farfalla, anzi, meglio, un moscone che si muove disordinatamente per le vie della città. Vorticosamente. È la natura del mio lavoro: momenti di riflessione, di letture appassionate e poi, e insieme, incontri in tanti ambienti diversi, con tante persone, conosciute il tempo&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/excusatio-non-petita-ovvero-non-si-tratta-cosi-un-blog/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Excusatio non petita (ovvero&#8230; non si tratta così un blog).</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9347" aria-describedby="caption-attachment-9347" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/Richelieu.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-9347" title="Richelieu" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/Richelieu-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/Richelieu-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/Richelieu-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/Richelieu-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/Richelieu.jpg 1932w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9347" class="wp-caption-text">A Parigi, rue de Richelieu. Ottobre 2014.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><em>Pigrizia? No, tanto lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lavoro e studio. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A volte mi sento come una farfalla, anzi, meglio, un moscone che si muove disordinatamente per le vie della città. Vorticosamente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È la natura del mio lavoro: momenti di riflessione, di letture appassionate e poi, e insieme, incontri in tanti ambienti diversi, con tante persone, conosciute il tempo di un progetto, il breve spazio di un pomeriggio a un festival in cui ci si incontra dopo una serie di telefonate, qualche mail, serrati scambi di idee.  Tanti volti e molti sorrisi. Tutti in un attimo, qui, ora, nel momento presente. E domani chissà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Poi c&#8217;è un punto fermo: le lezioni, le persone che mi stanno davanti, che mi ascoltano con pazienza, che escono il sabato pomeriggio, o la domenica mattina, rinunciando al riposo, al relax per ritrovarsi lì, ad ascoltare, a scambiarsi osservazioni e riflessioni, e non si dimenticano di ringraziarti e salutarti prima di uscire in strada per le ultime spese del weekend, o per un caffè o un tè fra amiche.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono i miei allievi, sono amiche e amici: tutti adulti, tutti con il loro bagaglio di esperienze, di preoccupazioni, di stanchezza, di curiosità, di interessi. Forse di sogni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza di loro, che senso avrebbe studiare? Che senso avrebbe cercare di essere una persona migliore?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Forse non ho molto tempo da dedicare a questo blog, forse sembro distratta. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma quando sembro assente, sapete che sono di là, davanti alla mia piccola biblioteca nipponica. Forse sto cercando quel libro che non ricordo più dove ho messo e che mi servirà per la prossima lezione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>So che mi perdonate, vero?</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: right;">Ai miei allievi. A tutti e a ciascuno.</p>
<figure id="attachment_9348" aria-describedby="caption-attachment-9348" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/LIBRI-18.02.51.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-9348" title="LIBRI 18.02.51" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/LIBRI-18.02.51-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/LIBRI-18.02.51-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/LIBRI-18.02.51-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/LIBRI-18.02.51-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/LIBRI-18.02.51.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9348" class="wp-caption-text">A casa, sugli scaffali.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/excusatio-non-petita-ovvero-non-si-tratta-cosi-un-blog/">Excusatio non petita (ovvero… non si tratta così un blog).</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Yomu. Leggere. Murakami, ad esempio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 22:26:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A Tazaki Tsukuru piaceva guardare la stazione JR di Shinjuku. Ogni volta che ci andava, comprava al distributore automatico un biglietto di accesso e saliva di solito al binario 9 o 10. Era lì che arrivavano i treni rapidi della linea Chūō. Treni a lunga percorrenza, diretti a Matsumoto o a Kōfu. I passeggeri, in&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/yomu-leggere-murakami-ad-esempio/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Yomu. Leggere. Murakami, ad esempio.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9180" aria-describedby="caption-attachment-9180" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-9180" title="Tokyo_0005" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-600x398.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-200x132.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-400x265.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005.jpg 1620w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9180" class="wp-caption-text">Sulla binario di Ochanomizu. Il nostro primo viaggio a Tokyo, 1998.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>A Tazaki Tsukuru piaceva guardare la stazione JR di Shinjuku.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ogni volta che ci andava, comprava al distributore automatico un biglietto di accesso e saliva di solito al binario 9 o 10. Era lì che arrivavano i treni rapidi della linea Chūō. Treni a lunga percorrenza, diretti a Matsumoto o a Kōfu. I passeggeri, in confronto a quelli che salivano e scendevano ai binari delle linee metropolitane, erano molti meno, e anche le partenze non erano altrettanto frequenti. Quindi si poteva sedere su una panchina e assaporare con calma l&#8217;atmosfera.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Andava a vedere le stazioni come altri vanno ai concerti o al cinema, a ballare, allo stadio, o a guardare le vetrine. Quando aveva tempo e non sapeva cosa fare, o quando aveva qualche pensiero che lo preoccupava, i suoi passi lo portavano quasi automaticamente in una stazione. Al binario, seduto su una panchina, beveva un caffè comprato al chiosco e controllava su un orario in formato ridotto (che teneva nella cartella) l&#8217;ora di partenza dei treni: non faceva nient&#8217;altro. Poteva passare giornate intere in quel modo. Da studente, osservava la configurazione dell&#8217;edificio, il flusso dei passeggeri, i movimenti dei controllori, e annotava scrupolosamente quello che gli sembrava importante, ma ormai non avrebbe avuto senso.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I rapidi rallentavano e si fermavano al binario. Le porte si aprivano, i passeggeri scendevano uno dopo l&#8217;altro. Era uno spettacolo che bastava a dargli un quieto senso di appagamento. Quando capiva che un treno partiva in perfetto orario, senza inconvenienti, anche se succedeva in una stazione di una compagnia diversa dalla sua, si sentiva orgoglioso. Di un orgoglio pacato e privo di ostentazione.</em> &#8220;*</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo<em> L&#8217;incolore Tazaki Tsukuro e gli anni di pellegrinaggi</em>o di Murakami ho ritrovato lo scrittore che conoscevo e amavo. La storia di un giovane ingegnere, un costruttore (perché <em>tsukuru </em>sta per &#8220;fare&#8221;) di stazioni che si crede &#8220;senza qualità&#8221;, incolore, appunto, (certo in contrapposizione anche allo stretto gruppo di amici che frequentava al liceo, ognuno dei quali recava nel nome il riferimento a un colore), ma di cui emerge a poco a poco l&#8217;intima ricchezza e profondità, mi ha riconciliata con uno dei miei scrittori preferiti. Uno scrittore da cui mi ero allontanata per &#8220;prendermi una pausa&#8221;. Non che non continuassi ad amare i suoi libri di un tempo, che non continuassi a seguire gli spostamenti dei suoi personaggi in giro per le strade della metropoli, dai vicoli di Kabukichō ai locali di Ikebukuro, dalle caffetterie lungo Omotesandō alle viuzze di Hachiōji.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è che il monumento ambizioso di <em>1Q84</em> mi è sembrato &#8211; sin dalle prime pagine &#8211; eccessivo, un esercizio di mestiere, una dimostrazione di abilità che non mi ha dato nessuna emozione. D&#8217;improvviso mi sentivo, allora,  tradita da uno dei miei scrittori prediletti: non avevo forse acquistato <em>Sotto il segno della pecora, </em>il suo primo romanzo ad essere tradotto in italiano (ahimè, allora, dall&#8217;inglese), nel lontano 1992?</p>
<figure id="attachment_9182" aria-describedby="caption-attachment-9182" style="width: 386px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9182" title="IMG" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-386x600.jpg" alt="" width="386" height="600" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-386x600.jpg 386w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-128x200.jpg 128w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-514x800.jpg 514w" sizes="auto, (max-width: 386px) 100vw, 386px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9182" class="wp-caption-text">Quel libro di Murakami comprato tanti anni fa...</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E, da allora, non avevo forse atteso con ansia la pubblicazione in Italia di ogni sua opera, dopo che il rappresentante di turno ce ne aveva anticipato l&#8217;uscita, passando in libreria a prenotarne le copie? Non l&#8217;avevo consigliato con passione a destra e a manca, ogni volta che se ne presentava l&#8217;occasione?</p>
<p style="text-align: justify;">Non l&#8217;avevo scelto come autore di culto attraverso cui parlare di Tōkyō nel mio libretto su quella città?  E ora? Che (mi) stava accadendo?</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, quelle due lune in cielo mi avevano dato la sgradevole sensazione che Murakami &#8220;facesse troppo il Murakami&#8221;. A furia di voler stupire, mi sembrava tutto troppo prevedibile. Quel libro era per me una costruzione ardita e complessa dalle fondamenta fragili, inconsistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Confesso: temevo di averlo perso per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sentivo non solo abbandonata ma, a leggere dell&#8217;entusiasmo suscitato a livello planetario da un romanzo per me tedioso e addirittura fastidioso come <em>1Q84</em>, mi sentivo anche emarginata: una lettrice incapace di cogliere la grandezza di un&#8217;opera che non stava lasciando nessuno indifferente. Una lettrice incapace? Ah, no, scusate: una lettrice esigente, ecco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo qualche capitolo già sentivo la sgradevole sensazione di essere stata turlupinata. E allora che si fa? Si chiude il libro. Fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è arrivato <em>Tazaki Tsukuru</em> a riportarmi lo scrittore che amavo, a restituirmi intatto il piacere di leggerlo, di farmi assorbire dalla pagina, catturare dalla storia, dai discorsi, dai dialoghi e dai pensieri dei personaggi che incontrano Tazaki nel suo peregrinare alla ricerca delle sorgenti del proprio dolore. Una storia di amicizia e di rinascita.</p>
<p style="text-align: justify;">Così questa lettura mi ha riconciliata con Murakami e mi ha riportata al ricordo di angoli di Tōkyō che amo e che rivedo attraverso le sue parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra un buon <em>livre de chevet</em>, per iniziare bene le letture dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon anno di buone letture, allora. A voi e a me.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p> * Haruki Murakami, <em>L&#8217;incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggi</em>o, Torino, Einaudi, 2014. Traduzione di Antonietta Pastore.</p>
<p> <a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-9183" title="tazaki" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki-125x200.jpg" alt="" width="125" height="200" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki-125x200.jpg 125w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki.jpg 250w" sizes="auto, (max-width: 125px) 100vw, 125px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/yomu-leggere-murakami-ad-esempio/">Yomu. Leggere. Murakami, ad esempio.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il ghigno della maschera. Ripensando al noh&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2013 11:10:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bertolt Brecht ammirava il teatro giapponese e collezionava maschere del nō. &#160; Die Maske des Bösen &#160; An meiner Wand hängt ein japanisches Holzwerk Maske eines bosen Dämons, bemalt mit Goldlack Mitfühlend sehe ich Die geschwollenen Stirnadern, andeutend Wie austrengend es ist, böse zu seim. &#160; La maschera del cattivo &#160; Dalla mia parete pende&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/il-ghigno-della-maschera-ripensando-al-noh/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il ghigno della maschera. Ripensando al noh&#8230;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7164" aria-describedby="caption-attachment-7164" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/Nohmen-Ja-p.-Momoyama.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-7164" title="Nohmen Ja p. Momoyama" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/Nohmen-Ja-p.-Momoyama-600x788.jpg" alt="" width="600" height="788" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/Nohmen-Ja-p.-Momoyama-600x788.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/Nohmen-Ja-p.-Momoyama-152x200.jpg 152w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/Nohmen-Ja-p.-Momoyama-400x525.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/Nohmen-Ja-p.-Momoyama.jpg 1220w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7164" class="wp-caption-text">Ja, maschera di demone. Periodo Momoyama (metà XVI sec.), Tokyo, Mitsui Bunko.</figcaption></figure>
<p>Bertolt Brecht ammirava il teatro giapponese e collezionava maschere del <em>nō</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Die Maske des Bösen</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>An meiner Wand hängt ein japanisches Holzwerk</em></p>
<p><em>Maske eines bosen Dämons, bemalt mit Goldlack</em></p>
<p><em>Mitfühlend sehe ich</em></p>
<p><em>Die geschwollenen Stirnadern, andeutend</em></p>
<p><em>Wie austrengend es ist, böse zu seim.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La maschera del cattivo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla mia parete pende un lavoro giapponese, di legno,</p>
<p>maschera di un cattivo demone, laccata d’oro.</p>
<p>Con senso partecipe vedo</p>
<p>le vene gonfie della fronte mostrare</p>
<p>quanto sia faticoso essere cattivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Traduzione di Franco Fortini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Citato in “Beltolt Brecht e il teatro Nō” in Falvia Arzeni, <em>L’immagine e il segno. Il giapponismo nella cultura europea tra Ottocento e Novecento</em>, Bologna, Il Mulino, 1987, p. 214.  </p>
<figure id="attachment_7167" aria-describedby="caption-attachment-7167" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/libri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-7167" title="libri" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/libri-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/libri-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/libri-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/libri-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/12/libri.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7167" class="wp-caption-text">Sui miei scaffali...</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto faccio scoperte affascinanti fra gli scaffali della mia piccola biblioteca giapponese. Questo libro, acquistato parecchi anni fa, è una di queste scoperte. L&#8217;avevo ripreso in mano per indagare i rapporti fra Rilke e la poesia <em>haiku</em> e vi ho trovato questo saggio su Brecht e il teatro classico giapponese e, insieme, tutta una serie di saggi dedicati al rapporto fra la cultura tedesca e la cultura giapponese. Utile per guardare a una forma di giapponismo poco conosciuta e frequentata (almeno da me): quella che attinse la Germania guglielmina.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/il-ghigno-della-maschera-ripensando-al-noh/">Il ghigno della maschera. Ripensando al noh…</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sul comodino. Libri in lettura. Liberarsi del superfluo, gioire del poco.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 22:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricetta per questi tempi? Non so, ma per me quello che suggerisce la scrittrice Dominique  Loreau, che vive da anni in Giappone è una possibilità per liberarsi delle zavorre che ci impediscono di vivere più serenamente. E che sono spesso zavorre che ci autoimponiamo: dai troppi bagagli di un viaggio, ai troppi oggetti di&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/sul-comodino-libri-in-lettura-liberarsi-del-superfluo-gioire-del-poco/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Sul comodino. Libri in lettura. Liberarsi del superfluo, gioire del poco.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una ricetta per questi tempi? Non so, ma per me quello che suggerisce la scrittrice Dominique  Loreau, <a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/comodino-200x197.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6079" title="comodino-200x197" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/comodino-200x197.jpg" alt="" width="200" height="197" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/comodino-200x197.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/comodino-200x197-64x64.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>che vive da anni in Giappone è una possibilità per liberarsi delle zavorre che ci impediscono di vivere più serenamente. E che sono spesso zavorre che ci autoimponiamo: dai troppi bagagli di un viaggio, ai troppi oggetti di cui ci circondiamo. Vivere più leggeri, e quindi più liberi, più autentici, afferma Loreau, è uno dei sogni più facilmente realizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo ho apprezzato subito <em>L&#8217;infiniment peu</em> (edito da J&#8217;ai lu, Paris 2012) e ora me lo tengo caro sul comodino.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>&#8216;Più in fretta, anzi, più grande&#8217; è oggi sorpassato. La ricerca della semplificazione, il richiamo ala frugalità diventano LA tendenza. Saturazione di informazioni pletoriche, perpetui dilemmi fra carriera e qualità della vita&#8230; la rinuncia al consumismo e ai suoi danni si erge infine in virtù del potere liberatorio. Una volta che i nostri bisogni vitali sono assicurati (abbigliarsi, nutrirsi e avere un alloggio), applicare la filosofia dell&#8217;infinitamente poco permette di affrontare qualsiasi cambiamento o rovescio di situazione. E&#8217; allora facile godere di quel &#8216;poco&#8217; nel quale nessuna delusione è possibile mentre ogni scintilla di gioia è istintivamente rianimata.</em>&#8221; scrive Dominique Loreau nel libretto che un&#8217;amica mi ha regalato il mese scorso. Un libro dal formato minuto perché risponde alla richiesta dell&#8217;autrice alla casa editrice che il libro avesse le dimensioni dei tascabili giapponesi, leggibili agevolmente anche in un&#8217;affollata carrozza della metropolitana di Tōkyō. Un libro lillipuziano, questo, da reggere in una sola mano e da poter far scivolare agevolmente in una tasca o nel cassetto di un comodino; un libro da leggere d&#8217;un fiato ossia, secondo le statistiche giapponesi, in meno di 90 minuti, ma che subito rivela la propria utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Una citazione che ho trovato in questo libretto mi sembra particolarmente illuminante, ed è di Setouchi Jakuchō, intellettuale (sua è una delle più recenti &#8220;traduzioni&#8221; in giapponese moderno del <em>Genji monogatari</em>),  scrittrice e monaca buddhista: &#8220;<em>Con tutto quello che capita di questi tempi &#8211; Fukushima, la crisi economica mondiale  -, abbiamo due scelte: continuare disperatamente a consumare in modo frenetico o fare la scelta di una vita frugale.  Questa seconda soluzione è, in realtà, l&#8217;unica</em>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Ora che la mia vita è cambiata ed è diventata anche più precaria dal punto di vista economico (destino che condivido con milioni di persone, comunque), il libro della Loreau mi ha aiutato come una piccola lanterna del buio della notte. Come un sorriso.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo un appunto, che provenendo da una persona che vive come me circondata da qualche migliaio di libri e che per buona parte della vita ha lavorato  in una libreria è del tutto comprensibile:  in quel poco che Loreau consiglia non potrò mai far stare i libri. Restano la mia vita, l&#8217;unica cosa da cui davvero mi è impossibile separarmi. Almeno per il momento.</p>
<figure id="attachment_6082" aria-describedby="caption-attachment-6082" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/LIBRI.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-6082" title="LIBRI" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/LIBRI-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/LIBRI-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/LIBRI-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/LIBRI-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/06/LIBRI.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6082" class="wp-caption-text">Uno degli scaffali di casa, zona dei libri francesi.</figcaption></figure>
<p>***</p>
<p>Cosa c’è in questo momento sul comodino?</p>
<p>Vediamo…</p>
<p><strong>In (ri)lettura:</strong></p>
<p><em>Emma </em>di Jane Austen, sempre assolutamente delizioso.</p>
<p><strong>Angeli custodi, ognuno per ragioni diverse:</strong></p>
<p><em>L’art de la semplicité</em> di Dominique Loreau, un metodo (vedi sopra),</p>
<p><em>Night Watch </em>di Terry Pratchett, lo dice il titolo stesso,</p>
<p><em>Michael Kohlhaas</em> di Heinrich von Kleist, per me, fondamentale,</p>
<p><em>Abissi d’acciaio</em> di Asimov, perché sì</p>
<p><em>La caduta</em> di Albert Camus</p>
<p>Quest’ultimo libro perché mi ha insegnato – tanto, tantissimo tempo fa – che occorre sempre assumersi la responsabilità delle proprie azioni.</p>
<p style="text-align: left;"> </p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/sul-comodino-libri-in-lettura-liberarsi-del-superfluo-gioire-del-poco/">Sul comodino. Libri in lettura. Liberarsi del superfluo, gioire del poco.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un&#8217;interessante segnalazione. Letture d&#8217;estate in offerta all&#8217;Azalai di Milano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2012 20:27:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3871" aria-describedby="caption-attachment-3871" style="width: 519px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/AZALAI.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3871" title="AZALAI" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/AZALAI.jpg" alt="" width="519" height="389" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/AZALAI.jpg 519w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/AZALAI-200x149.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/AZALAI-400x299.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3871" class="wp-caption-text">Libri su Giappone, Asia e non solo.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/uninteressante-segnalazione-letture-destate-in-offerta-allazalai-di-milano/">Un’interessante segnalazione. Letture d’estate in offerta all’Azalai di Milano.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Livres de chevet. Letture sul mio comodino. Kafu e non solo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 22:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si accumulano i miei angeli custodi notturni sul comodino, accanto alla lampada. Alcuni vengono, sostano e vanno al ritmo delle pagine lette &#8211; e più intenso è l&#8217;interesse, più breve è il periodo di sosta, in precario equilibrio sulla pila in cui formati e generi si mescolano disordinatamente. Ho sempre considerato Nagai Kafū (1879-1959) uno&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/livres-de-chevet-letture-sul-mio-comodino-kafu-e-non-solo/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Livres de chevet. Letture sul mio comodino. Kafu e non solo.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/livres-de-chevet-letture-sul-mio-comodino-kafu-e-non-solo/">Livres de chevet. Letture sul mio comodino. Kafu e non solo.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si accumulano i miei angeli custodi notturni sul comodino, accanto alla lampada. Alcuni vengono, sostano e vanno al ritmo delle pagine lette &#8211; e più intenso è l&#8217;interesse, più breve è il periodo di sosta, in precario equilibrio sulla pila in cui formati e generi si mescolano disordinatamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/comodino-200x1971.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3837" title="comodino-200x197" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/comodino-200x1971.jpg" alt="" width="200" height="197" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/comodino-200x1971.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/comodino-200x1971-64x64.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Ho sempre considerato Nagai Kafū (1879-1959) uno scrittore molto interessante, per quella sua fascinazione per la cultura francese che alimentava la sua ribellione nei confronti dei diktat familiari, per la sua irriducibile indipendenza, di idee e d&#8217;atteggiamenti, per il suo gran rifiuto ad aderire all&#8217;associazione degli scrittori giapponesi di sostegno al militarismo, in un&#8217;epoca in cui questo significava coraggio, per quel suo anacronistico attaccamento alla vecchia Tōkyō <em>d&#8217;antan</em>, alla cultura del quartiere &#8220;dei fiori e dei salici&#8221;.</p>
<figure id="attachment_3833" aria-describedby="caption-attachment-3833" style="width: 180px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/KAFU-PP.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3833" title="KAFU PP" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/KAFU-PP.jpg" alt="" width="180" height="231" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/KAFU-PP.jpg 180w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/KAFU-PP-155x200.jpg 155w" sizes="auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3833" class="wp-caption-text">Copertina della traduzione francese di Udekurabe.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Avevo letto a suo tempo,  pubblicato in italiano, <em>Al giardino delle peonie e altri racconti</em>, tradotto da Luisa Bienati per Marsilio nella bella collana di letteratura giapponese &#8220;Mille gru&#8221; (Venezia, 2000). Poi era stata la volta di <em>Le bambou nain</em>, tradotto dal giapponese da Catherine Cadou e pubblicato in francese da Philippe Picquier. E non mi ero fatta mancare neppure Voitures de nuit, una raccolta di racconti fra cui lo splendido <em>Saison de pluies</em>, nella classica traduzione francese di Roger Brylinski (UGE 10/18, 1992). Ma, lo confesso, era da qualche mese che guardavo impolverarsi sullo scaffale della stanza giapponese la traduzione italiana di <em>Udekurabe</em>, pubblicata lo scorso anno con il fantasioso titolo <em>La luce della luna. Storia di una geisha </em>(tanto per non farci mancare il riferimento a Golden, vero?), da Castelvecchi e tradotto da Viviana Cerqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente l&#8217;ho spostato sul comodino e in due sere l&#8217;ho letto. Si tratta di una delle opere più importanti di Kafū (datata 1917), una delle più conosciute e più lette, anche se non la più riuscita. I personaggi sono solo sbozzati, la trama è meccanica (non sono certo io a dirlo, bensì Donald Keene). Ed è vero. Ma è impareggiabile la descrizione dell&#8217;ambiente, tanto caro a Kafū <em>sensei</em>, del mondo delle geisha (geisha, appunto, non geishe&#8230;), con le sue storie tortuose di amori, di passioni e di denaro, di uomini ricchi e di donne avide, di vite difficili, di sogni svaniti, ma soprattutto di invidie e rivalità che hanno al centro la bella Komayo.  Non a caso il romanzo si intitola <em>Udekurabe</em>, &#8220;rivalità&#8221; appunto. E la lezione del naturalismo francese e di Zola si sente, a volte, come un soffio. Senza nessuna pesantezza. Perchè Kafū è un grande scrittore, e questo non va dimenticato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le donne di <em>Udekurabe</em> non sono certo creature idealizzate, bensì ritratte nella loro umanità dolente, fatta di errori e di frivolezze, di preoccupazioni e di incertezze. Allo stesso modo gli uomini che ne cercano la compagnia non possono godere di nessuna indulgenza, di nessun trattamento di favore da parte dello scrittore. </p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno meglio di Kafū ha mai potuto dipingere la vita delle geisha e l&#8217;ambiente che le circonda all&#8217;inizio del XX secolo (un ambiente, intendiamoci, ormai diverso da quello dei quartieri del piacere di periodo Edo, così splendidamente ritratto da Utamaro. Certo, i tempi sono ormai cambiati quando scrive Kafū e la vita di queste &#8220;donne d&#8217;arte&#8221; sembra scivolare sempre più verso il fragile confine della  prostituzione, anche se qui si tratta di amanti fissi (che possono anche essere più di uno) che mantengono la geisha e non è questione di fuggevoli incontri di poche ore.</p>
<figure id="attachment_3835" aria-describedby="caption-attachment-3835" style="width: 482px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/TAWARAYA-com.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-3835 " title="TAWARAYA com" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/TAWARAYA-com-536x800.jpg" alt="" width="482" height="720" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/TAWARAYA-com-536x800.jpg 536w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/TAWARAYA-com-134x200.jpg 134w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/TAWARAYA-com.jpg 1109w" sizes="auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3835" class="wp-caption-text">Un comodino un po&#39; speciale in un ryōkan unico: il mitico Tawaraya di Kyōto. Attorno al 10 di aprile del 2009.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Se il libro è bello,  la sua lettura, confesso, mi ha irritata un po&#8217;. Non so se il libro sia stato tradotto direttamente dal giapponese. Impossibile dedurlo dal colophon. Ma, in ogni caso, l&#8217;impressione è che non vi sia stato nessun editing e nessuna revisione.  Così un po&#8217; di errori di stampa si sommano all&#8217;antipaticissima scelta di rendere al plurale il termine geisha. E così per tutto il romanzo si assiste a un proliferare di &#8220;geishe&#8221; di qui e di &#8220;geishe&#8221; di là.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi viene allora spontanea una considerazione:  vale a dire che nessuno si sognerebbe più di rendere al plurale &#8220;film&#8221;, quando scrive in italiano o traduce. Quindi per i prestiti inglesi si sopprime il plurale mentre per i prestiti giapponesi si inventa il plurale.  Curioso, ecco.</p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p>Cosa c’è in questo momento sul comodino?</p>
<p>Vediamo…</p>
<p><strong>In (ri)lettura:</strong></p>
<p><strong></strong><em>Voltures de nuit </em>di Nagai Kafū </p>
<p><strong>Angeli custodi, ognuno per ragioni diverse:</strong></p>
<p><em>L’art de la semplicité</em> di Dominique Loreau, un metodo</p>
<p><em>Night Watch </em>di Terry Pratchett, lo dice il titolo stesso</p>
<p><em>Michael Kohlhaas</em> di Heinrich von Kleist, per me, fondamentale</p>
<p><em>Abissi d’acciaio</em> di Asimov, perché sì</p>
<p><em>La caduta</em> di Albert Camus</p>
<p>Quest’ultimo libro perché mi ha insegnato – tanto, tantissimo tempo fa – che occorre sempre assumersi la responsabilità delle proprie azioni.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/livres-de-chevet-letture-sul-mio-comodino-kafu-e-non-solo/">Livres de chevet. Letture sul mio comodino. Kafu e non solo.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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