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	<title>Murakami Haruki - Rossella Marangoni</title>
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	<title>Murakami Haruki - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Yomu. Leggere. Murakami, ad esempio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 22:26:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A Tazaki Tsukuru piaceva guardare la stazione JR di Shinjuku. Ogni volta che ci andava, comprava al distributore automatico un biglietto di accesso e saliva di solito al binario 9 o 10. Era lì che arrivavano i treni rapidi della linea Chūō. Treni a lunga percorrenza, diretti a Matsumoto o a Kōfu. I passeggeri, in&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/yomu-leggere-murakami-ad-esempio/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Yomu. Leggere. Murakami, ad esempio.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9180" aria-describedby="caption-attachment-9180" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-9180" title="Tokyo_0005" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-600x398.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-200x132.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005-400x265.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/Tokyo_0005.jpg 1620w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9180" class="wp-caption-text">Sulla binario di Ochanomizu. Il nostro primo viaggio a Tokyo, 1998.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>A Tazaki Tsukuru piaceva guardare la stazione JR di Shinjuku.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ogni volta che ci andava, comprava al distributore automatico un biglietto di accesso e saliva di solito al binario 9 o 10. Era lì che arrivavano i treni rapidi della linea Chūō. Treni a lunga percorrenza, diretti a Matsumoto o a Kōfu. I passeggeri, in confronto a quelli che salivano e scendevano ai binari delle linee metropolitane, erano molti meno, e anche le partenze non erano altrettanto frequenti. Quindi si poteva sedere su una panchina e assaporare con calma l&#8217;atmosfera.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Andava a vedere le stazioni come altri vanno ai concerti o al cinema, a ballare, allo stadio, o a guardare le vetrine. Quando aveva tempo e non sapeva cosa fare, o quando aveva qualche pensiero che lo preoccupava, i suoi passi lo portavano quasi automaticamente in una stazione. Al binario, seduto su una panchina, beveva un caffè comprato al chiosco e controllava su un orario in formato ridotto (che teneva nella cartella) l&#8217;ora di partenza dei treni: non faceva nient&#8217;altro. Poteva passare giornate intere in quel modo. Da studente, osservava la configurazione dell&#8217;edificio, il flusso dei passeggeri, i movimenti dei controllori, e annotava scrupolosamente quello che gli sembrava importante, ma ormai non avrebbe avuto senso.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I rapidi rallentavano e si fermavano al binario. Le porte si aprivano, i passeggeri scendevano uno dopo l&#8217;altro. Era uno spettacolo che bastava a dargli un quieto senso di appagamento. Quando capiva che un treno partiva in perfetto orario, senza inconvenienti, anche se succedeva in una stazione di una compagnia diversa dalla sua, si sentiva orgoglioso. Di un orgoglio pacato e privo di ostentazione.</em> &#8220;*</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo<em> L&#8217;incolore Tazaki Tsukuro e gli anni di pellegrinaggi</em>o di Murakami ho ritrovato lo scrittore che conoscevo e amavo. La storia di un giovane ingegnere, un costruttore (perché <em>tsukuru </em>sta per &#8220;fare&#8221;) di stazioni che si crede &#8220;senza qualità&#8221;, incolore, appunto, (certo in contrapposizione anche allo stretto gruppo di amici che frequentava al liceo, ognuno dei quali recava nel nome il riferimento a un colore), ma di cui emerge a poco a poco l&#8217;intima ricchezza e profondità, mi ha riconciliata con uno dei miei scrittori preferiti. Uno scrittore da cui mi ero allontanata per &#8220;prendermi una pausa&#8221;. Non che non continuassi ad amare i suoi libri di un tempo, che non continuassi a seguire gli spostamenti dei suoi personaggi in giro per le strade della metropoli, dai vicoli di Kabukichō ai locali di Ikebukuro, dalle caffetterie lungo Omotesandō alle viuzze di Hachiōji.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è che il monumento ambizioso di <em>1Q84</em> mi è sembrato &#8211; sin dalle prime pagine &#8211; eccessivo, un esercizio di mestiere, una dimostrazione di abilità che non mi ha dato nessuna emozione. D&#8217;improvviso mi sentivo, allora,  tradita da uno dei miei scrittori prediletti: non avevo forse acquistato <em>Sotto il segno della pecora, </em>il suo primo romanzo ad essere tradotto in italiano (ahimè, allora, dall&#8217;inglese), nel lontano 1992?</p>
<figure id="attachment_9182" aria-describedby="caption-attachment-9182" style="width: 386px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-9182" title="IMG" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-386x600.jpg" alt="" width="386" height="600" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-386x600.jpg 386w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-128x200.jpg 128w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/IMG1-514x800.jpg 514w" sizes="(max-width: 386px) 100vw, 386px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9182" class="wp-caption-text">Quel libro di Murakami comprato tanti anni fa...</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E, da allora, non avevo forse atteso con ansia la pubblicazione in Italia di ogni sua opera, dopo che il rappresentante di turno ce ne aveva anticipato l&#8217;uscita, passando in libreria a prenotarne le copie? Non l&#8217;avevo consigliato con passione a destra e a manca, ogni volta che se ne presentava l&#8217;occasione?</p>
<p style="text-align: justify;">Non l&#8217;avevo scelto come autore di culto attraverso cui parlare di Tōkyō nel mio libretto su quella città?  E ora? Che (mi) stava accadendo?</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, quelle due lune in cielo mi avevano dato la sgradevole sensazione che Murakami &#8220;facesse troppo il Murakami&#8221;. A furia di voler stupire, mi sembrava tutto troppo prevedibile. Quel libro era per me una costruzione ardita e complessa dalle fondamenta fragili, inconsistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Confesso: temevo di averlo perso per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sentivo non solo abbandonata ma, a leggere dell&#8217;entusiasmo suscitato a livello planetario da un romanzo per me tedioso e addirittura fastidioso come <em>1Q84</em>, mi sentivo anche emarginata: una lettrice incapace di cogliere la grandezza di un&#8217;opera che non stava lasciando nessuno indifferente. Una lettrice incapace? Ah, no, scusate: una lettrice esigente, ecco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo qualche capitolo già sentivo la sgradevole sensazione di essere stata turlupinata. E allora che si fa? Si chiude il libro. Fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è arrivato <em>Tazaki Tsukuru</em> a riportarmi lo scrittore che amavo, a restituirmi intatto il piacere di leggerlo, di farmi assorbire dalla pagina, catturare dalla storia, dai discorsi, dai dialoghi e dai pensieri dei personaggi che incontrano Tazaki nel suo peregrinare alla ricerca delle sorgenti del proprio dolore. Una storia di amicizia e di rinascita.</p>
<p style="text-align: justify;">Così questa lettura mi ha riconciliata con Murakami e mi ha riportata al ricordo di angoli di Tōkyō che amo e che rivedo attraverso le sue parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra un buon <em>livre de chevet</em>, per iniziare bene le letture dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon anno di buone letture, allora. A voi e a me.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p> * Haruki Murakami, <em>L&#8217;incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggi</em>o, Torino, Einaudi, 2014. Traduzione di Antonietta Pastore.</p>
<p> <a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-9183" title="tazaki" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki-125x200.jpg" alt="" width="125" height="200" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki-125x200.jpg 125w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/01/tazaki.jpg 250w" sizes="(max-width: 125px) 100vw, 125px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/yomu-leggere-murakami-ad-esempio/">Yomu. Leggere. Murakami, ad esempio.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>C&#8217;era una volta una libraia. Io.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 23:07:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a febbraio ho lavorato in mezzo ai libri. E i libri hanno sempre costituito il mio rifugio, il mio riferimento, il mio altrove, i miei amori. La mia vita. Ora,  non per scelta ma per sgradevole destino, ho perso il mio lavoro e sono a casa. Certo, una casa piena di libri. Circondata e&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/cera-una-volta-una-libraia-io/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">C&#8217;era una volta una libraia. Io.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a febbraio ho lavorato in mezzo ai libri. E i libri hanno sempre costituito il mio rifugio, il mio riferimento, il mio altrove, i miei amori. La mia vita.</p>
<p>Ora,  non per scelta ma per sgradevole destino, ho perso il mio lavoro e sono a casa. Certo, una casa piena di libri. Circondata e protetta dagli scaffali progettati da mio padre per contenere tutti questi nostri indispensabili amici. Manca però la gioia improvvisa dell&#8217;apertura dei pacchi delle novità, della scoperta di un titolo finalmente tradotto, di una ristampa tanto attesa. Anche queste piccole quotidiane felicità fanno la bellezza del mestiere di libraio.</p>
<p>Ora le novità le devo inseguire sugli scaffali delle librerie in cui ho ripreso a entrare dopo un tristissimo periodo di rigetto. Ora ritrovo le pile, l&#8217;odore della carta, il disordine dei cataloghi e degli scaffali. Ma non è più la stessa cosa.</p>
<p>Ora sono solo lettrice. Non sono più libraia. E mi tocca centellinare gli acquisti, in mancanza di uno stipendio.  Ho tanto, tantissimo tempo per leggere, ma molto meno denaro per comprare libri. Certo, le biblioteche sono preziose alleate. Ma nemiche di chi prende appunti a margine, glossa, commenta e colloquia con l&#8217;autore sulle le sue stesse pagine.</p>
<figure id="attachment_3748" aria-describedby="caption-attachment-3748" style="width: 480px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-3748 " title="mia libreria" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-600x450.jpg" alt="" width="480" height="360" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3748" class="wp-caption-text">Forse disordinati lo sono un po&#39;, i miei scaffali...</figcaption></figure>
<p>Oh, lo so,  non smetterò mai di leggere, non smetterò mai di innamorarmi di un autore.  La curiosità intellettuale è la prima cosa a farci vivere. </p>
<p>Solo che non potrò più raccontare le mie scoperte ai clienti, suggerire letture, percorsi, titoli. Ricordo persone che periodicamente mi venivano a chiedere consigli di letture giapponesi, suggerimenti, e ci si scambiava pareri sulle reciproche scoperte. A quanti ho suggerito Murakami Haruki quando ben pochi lo leggevano? A quanti avrò fatto scoprire <em>Mille anni di piacere </em>di Nakagami o il Sōseki di <em>Io sono un gatto</em>?</p>
<p>Ecco, mi manca la condivisione della scoperta, la condivisione degli entusiasmi. Il dialogo delle intelligenze, anche, che a volte si instaurava.</p>
<p>Arrivavano, li mettevo sul comodino. Leggevo la sera o sul treno. In ogni momento libero. In fila alla posta o in sala d&#8217;attesa dal medico. Nessun attimo andava sprecato. Così potevo raccontare delle novità librarie a ragion veduta. Motivare pareri. E dare consigli mirati.</p>
<p>E ora? Continuerò a leggere nei luoghi e nelle ore più disparate. Questo è certo.</p>
<p>E continuerò a parlare di libri con qualcuno, sì. I miei allievi dei corsi di cultura giapponese, per esempio.</p>
<p>E magari lo farò anche qui.</p>
<p>Ebbene, si volta pagina. </p>
<figure id="attachment_3746" aria-describedby="caption-attachment-3746" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-3746" title="scaffali giapponesi" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3746" class="wp-caption-text">Un angolo della mia piccola biblioteca nipponica ...</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/cera-una-volta-una-libraia-io/">C’era una volta una libraia. Io.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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