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	<title>Nakagami Kenji - Rossella Marangoni</title>
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		<title>読む。Yomu/leggere. Rileggendo &#8220;Mille anni di piacere&#8221; di Nakagami Kenji.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2012 17:43:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;   Quello che mi ha sempre colpito, in Nakagami Kenji (1946-1992), è la scrittura. Incisiva, ruvida, mai consolatoria nella scelta di storie in cui la violenza e il sesso stanno a descrivere con brutalità una realtà dura come quella dei villaggi-ghetto in cui erano (e ancora sono, spesso) relegati i burakumin, i fuoricasta. E&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/%e8%aa%ad%e3%82%80%e3%80%82yomuleggere-rileggendo-mille-anni-di-piacere-di-nakagami-kenji/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">読む。Yomu/leggere. Rileggendo &#8220;Mille anni di piacere&#8221; di Nakagami Kenji.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_3880" aria-describedby="caption-attachment-3880" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/colline.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-3880" title="colline" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/colline-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/colline-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/colline-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/colline-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3880" class="wp-caption-text">Colline dopo colline, attraversando Shikoku. Era il 2009.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Quello che mi ha sempre colpito, in Nakagami Kenji (1946-1992), è la scrittura. Incisiva, ruvida, mai consolatoria nella scelta di storie in cui la violenza e il sesso stanno a descrivere con brutalità una realtà dura come quella dei villaggi-ghetto in cui erano (e ancora sono, spesso) relegati i <em>burakumin</em>, i fuoricasta. E questa realtà fatta di spietatezza e di ansia di sopravvivenza Nakagami la conosceva bene, nato com&#8217;era in quella stessa comunità. I Vicoli (<em>roji</em>) sono l&#8217;ambiente che fa da sfondo alle storie di cui è protagonista un&#8217;umanità dolente e ai margini, fra cui spiccano personaggi di grande forza, mai rassegnati, mai domi. Ma il linguaggio crudo ed efficace, in Nakagami, spesso si fa poesia. Il tono lirico che percorre le sue pagine non fa che accentuare il dolore e il sentimento di ingiustizia che impregnano la vita di ognuno. E invita a guardarci dentro e a guardare il cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nakagami Kenji è stato uno dei più grandi scrittori giapponesi del XX° secolo: leggerlo non lascia indifferenti, leggerlo apre gli occhi e la mente alla complessità. E rivela un Giappone spesso volutamente &#8220;dimenticato&#8221;. Anche dagli studiosi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando le arrivò all&#8217;orecchio il rumore del vento che attraversava alberi e cespugli sulla collina retrostante e faceva sbattere le assi della porta, zia Oryū comprese che era giunto l&#8217;inverno nei Vicoli sempre tiepidi come un pozzo angusto, e pensò che l&#8217;inverno arrivava anche a Buenos Aires dove si erano stabiliti gli uomini partiti verso nuove terre e nuovi cieli lasciando i loro bambini, e che in quel ghetto laggiù che dicevano simile ai Vicoli il vento doveva ugualmente soffiare disperdendo e sollevando le foglie, doveva farle volteggiare per meglio schernire il loro splendore sfolgorante al sole come l&#8217;uccello dorato delle illusioni effimere. Zia Oryū chiuse gli occhi e mentre si sforzava di ascoltare ebbe l&#8217;impressione che le sue orecchie volassero lontano come le foglie che turbinavano al vento e continuassero ad avanzare nell&#8217;aria indefinitamente. Ciò che vede, ciò che sente, tutto è gioia per lei. Ecco che segue il sentiero tracciato sul limitare del bosco lussureggiante e quando sbuca sulla cresta della collina dietro ai Vicoli uscendo da una folta macchia illuminata dai raggi che filtrano attraverso gli alberi, assomiglia ancor più a uno spirito tremolante, e se un tronco brilla di luce lo tocca per vedere cos&#8217;è, se un filo d&#8217;erba si piega, se sente un fruscio, fa un giro per andare a guardare. Rendendosi conto che è a causa di una cavalletta che ci è saltata sopra, zia Oryū, che pur essendo diventata uno spirito è rimasta monella, allunga la mano con decisione e le afferra le antenne. &#8220;C&#8217;è qualcosa che sta toccando le mie antenne&#8221;, pensa la cavalletta, eppure non c&#8217;è un alito di vento e non sono sopraggiunti altri insetti a portare altri pericoli, non sembra esserci alcun rischio imminente, però è più prudente scappare, fa un balzo in avanti ma viene seguita da zia Oryū che l&#8217;ha già raggiunta. C&#8217;è solo un salto da lì al mare che pare una cintura d&#8217;abito da festa sulla quale siano state versate gocce di robbia la mattina, di giada a mezzogiorno e d&#8217;uva alla sera, andando lungo i campi dalla bassa collina al bosco di pini piantati controvento, tra il verde degli alberi di ineffabile bellezza, zia Oryū passa di corsa come un piccolo animale bianco venuto dal fondo delle montagne a leccare il sale marino e va a mettersi sulla spiaggia per ricevere il vento al largo. &#8211; Oryū, sei proprio diventata vecchia! non sei piena di dolori, a star sempre coricata? &#8211; dice il suo spirito a lei che è inchiodata sul suo giaciglio nel ventre della collina dietro ai Vicoli, e ridacchia immaginando quale piacere sarebbe essere per un istante uno spirito fuggito da quel vecchio corpo decrepito che non può più muoversi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; No, non sento nessun dolore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Così si rivolgeva al proprio spirito zia Oryū, nello stesso modo in cui rispondeva alle domande di alcune donne dei Vicoli che si prendevano cura di lei e le preparavano da mangiare da quando non si sollevava più dal suo futon, e dopo aver visto quello spirito volteggiare al vento e allontanarsi lungo la spiaggia in direzione di una barca tirata in secca era infine venuta a pensare, dopo tanto tempo, che ogni cosa era gioia. Lei era libera.</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Nakagami Kenji, <em>Mille anni di piacere</em>, traduzione di Antonietta Pastore, Torino, Einaudi, 2007, pp.  137-139.</p>
<figure id="attachment_3882" aria-describedby="caption-attachment-3882" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/100_4301.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-3882" title="100_4301" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/100_4301-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/100_4301-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/100_4301-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/100_4301-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3882" class="wp-caption-text">Guardando verso il mare, non lontano da Nagasaki. Estate 2009.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/%e8%aa%ad%e3%82%80%e3%80%82yomuleggere-rileggendo-mille-anni-di-piacere-di-nakagami-kenji/">読む。Yomu/leggere. Rileggendo “Mille anni di piacere” di Nakagami Kenji.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>C&#8217;era una volta una libraia. Io.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 23:07:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a febbraio ho lavorato in mezzo ai libri. E i libri hanno sempre costituito il mio rifugio, il mio riferimento, il mio altrove, i miei amori. La mia vita. Ora,  non per scelta ma per sgradevole destino, ho perso il mio lavoro e sono a casa. Certo, una casa piena di libri. Circondata e&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/cera-una-volta-una-libraia-io/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">C&#8217;era una volta una libraia. Io.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/cera-una-volta-una-libraia-io/">C’era una volta una libraia. Io.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a febbraio ho lavorato in mezzo ai libri. E i libri hanno sempre costituito il mio rifugio, il mio riferimento, il mio altrove, i miei amori. La mia vita.</p>
<p>Ora,  non per scelta ma per sgradevole destino, ho perso il mio lavoro e sono a casa. Certo, una casa piena di libri. Circondata e protetta dagli scaffali progettati da mio padre per contenere tutti questi nostri indispensabili amici. Manca però la gioia improvvisa dell&#8217;apertura dei pacchi delle novità, della scoperta di un titolo finalmente tradotto, di una ristampa tanto attesa. Anche queste piccole quotidiane felicità fanno la bellezza del mestiere di libraio.</p>
<p>Ora le novità le devo inseguire sugli scaffali delle librerie in cui ho ripreso a entrare dopo un tristissimo periodo di rigetto. Ora ritrovo le pile, l&#8217;odore della carta, il disordine dei cataloghi e degli scaffali. Ma non è più la stessa cosa.</p>
<p>Ora sono solo lettrice. Non sono più libraia. E mi tocca centellinare gli acquisti, in mancanza di uno stipendio.  Ho tanto, tantissimo tempo per leggere, ma molto meno denaro per comprare libri. Certo, le biblioteche sono preziose alleate. Ma nemiche di chi prende appunti a margine, glossa, commenta e colloquia con l&#8217;autore sulle le sue stesse pagine.</p>
<figure id="attachment_3748" aria-describedby="caption-attachment-3748" style="width: 480px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-3748 " title="mia libreria" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-600x450.jpg" alt="" width="480" height="360" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/mia-libreria.jpg 2048w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3748" class="wp-caption-text">Forse disordinati lo sono un po&#39;, i miei scaffali...</figcaption></figure>
<p>Oh, lo so,  non smetterò mai di leggere, non smetterò mai di innamorarmi di un autore.  La curiosità intellettuale è la prima cosa a farci vivere. </p>
<p>Solo che non potrò più raccontare le mie scoperte ai clienti, suggerire letture, percorsi, titoli. Ricordo persone che periodicamente mi venivano a chiedere consigli di letture giapponesi, suggerimenti, e ci si scambiava pareri sulle reciproche scoperte. A quanti ho suggerito Murakami Haruki quando ben pochi lo leggevano? A quanti avrò fatto scoprire <em>Mille anni di piacere </em>di Nakagami o il Sōseki di <em>Io sono un gatto</em>?</p>
<p>Ecco, mi manca la condivisione della scoperta, la condivisione degli entusiasmi. Il dialogo delle intelligenze, anche, che a volte si instaurava.</p>
<p>Arrivavano, li mettevo sul comodino. Leggevo la sera o sul treno. In ogni momento libero. In fila alla posta o in sala d&#8217;attesa dal medico. Nessun attimo andava sprecato. Così potevo raccontare delle novità librarie a ragion veduta. Motivare pareri. E dare consigli mirati.</p>
<p>E ora? Continuerò a leggere nei luoghi e nelle ore più disparate. Questo è certo.</p>
<p>E continuerò a parlare di libri con qualcuno, sì. I miei allievi dei corsi di cultura giapponese, per esempio.</p>
<p>E magari lo farò anche qui.</p>
<p>Ebbene, si volta pagina. </p>
<figure id="attachment_3746" aria-describedby="caption-attachment-3746" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-3746" title="scaffali giapponesi" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/06/scaffali-giapponesi.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3746" class="wp-caption-text">Un angolo della mia piccola biblioteca nipponica ...</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/cera-una-volta-una-libraia-io/">C’era una volta una libraia. Io.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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