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	<title>Parigi - Rossella Marangoni</title>
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	<title>Parigi - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La Parigi di Kafū.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 09:28:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche il giorno della festa dell’Ascensione era passato ed era metà aprile. A cominciare dall’Avenue des Champs Elysées, ovunque a Parigi gli alberi tutti ingemmati brillavano come gioielli sfavillanti stando in fila nella luce del cielo blu che sembrava appena lavato. Sui battelli a vapore che solcavano la Senna si vedevano dei vivaci ombrellini da&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-parigi-di-kafu/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La Parigi di Kafū.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14018" aria-describedby="caption-attachment-14018" style="width: 501px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-07-alle-16.18.07.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-14018" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-07-alle-16.18.07-600x743.png" alt="" width="501" height="620" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-07-alle-16.18.07-600x743.png 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-07-alle-16.18.07-162x200.png 162w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-07-alle-16.18.07-400x495.png 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-07-alle-16.18.07.png 601w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14018" class="wp-caption-text">Henri Rivière (1865-1951), De la rue Rochechouart, litografia n° 15 della serie Les Trente-six Vues de la Tour Eiffel, 1902.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Anche il giorno della festa dell’Ascensione era passato ed era metà aprile. A cominciare dall’Avenue des Champs Elysées, ovunque a Parigi gli alberi tutti ingemmati brillavano come gioielli sfavillanti stando in fila nella luce del cielo blu che sembrava appena lavato. Sui battelli a vapore che solcavano la Senna si vedevano dei vivaci ombrellini da sole femminili. I gruppi di stranieri che erano venuti a visitare Parigi da ogni paese d’Europa e d’America avevano cominciato a circolare creando un intenso viavai dai Boulevards fin nei pressi dell’Opéra. Davanti al Grand Palais sventolavano molte bandiere, una accanto all’altra: quelle dei paesi le cui opere d’arte erano esposte nei musei. Dappertutto, agli angoli e agli incroci della città, i manifesti della campagna elettorale erano ossessivamente presenti. Davanti al tempio del Panthéon c’era stata una grande rissa tra studenti. I germogli degli alberi crescevano di giorno in giorno trasformandosi in foglie nuove verdi e tenere, più belle anche dei fiori. Il parco nel pomeriggio, la strada principale e l’incrocio, anche se non era domenica, erano pieni di persone che passeggiavano, creando affollamento. Nei caffè e nelle trattorie non si faceva altro che parlare delle corse dei cavalli.</p>
<p style="text-align: justify;">Benché fosse già la terza primavera che trascorreva a Parigi, Teikichi* ebbe la sensazione che questa città non lo avrebbe mai annoiato. Ogni anno aveva l’impressione di trovarsi davanti a una primavera nuova e straordinaria. Nella vita non c’è una cosa così bella come la primavera. È in questa stagione che si scoprono nuovi piaceri. Nella folla che passeggiava, donne truccate in modo variopinto per incantare gli uomini lanciavano occhiate languide. Tutte le donne sconosciute che Lo attiravano, senza nessuna eccezione, suscitavano in lui delle fantasie voluttuose e sembravano cariche di un fascino misterioso. Tuttavia, una volta soddisfatto il proprio desiderio, Teikichi non provava più l’interesse a ricominciare una seconda volta con la stessa compagna e, passando da A a B e da B a C, alla fine aveva cominciato a prendere in giro come capitava le donne che si imbattevano in lui. Le foglie nuove degli alberi erano già cresciute completamente ed era arrivato il tempo in cui i fiori bianchi dell’ippocastano, simili a ciuffi, cominciavano a cadere sulle spalle dei passanti in mezzo al rumore delle carrozze che andavano e venivano. Il forte sole della sera tramontava dietro l’Eglise de la Madeleine e un lato delle case, che si susseguono l’una accanto all’altra, sembrava come incendiato dai riflessi di fiamma. Si sarebbe detto che fosse già estate. Un giorno Teikichi, camminando come al solito in cerca di una trattoria per cenare, si stupì del fatto che la maggior parte delle prostitute che vagavano in quella zona fossero tutte donne che aveva comprato una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un sentimento di vergogna che lo pervase in un istante, Teikichi istintivamente cercò di nascondersi; tuttavia lungo il viale che prosegue dalla Madeleine al Boulevard des Capucines non c’era neanche una strada laterale o un vicolo dove girare, ma soltanto grandi negozi. Per fortuna c’era ancora la calca della sera e, non essendoci altra via, Teikichi prese a camminare confondendosi in mezzo a essa. Le prostitute immediatamente scorsero il suo viso e, con l’aria di parlare tra loro di lui, lo chiamarono lanciandogli dolci occhiate ammiccanti. Alla fine una di loro, sporca, obesa, simile a una mungitrice di mucche, rise, spalancando la grande bocca dalla labbra rosse e spesse come se avesse voluto mangiare un uomo: risultava veramente ripugnante, al punto da essere indescrivibile, Teikichi si sentì come se qualcuno gli avesse buttato addosso e fin nel profondo del cuore una sporcizia indelebile.</p>
<p style="text-align: justify;">Provò disgusto. Capì quanto basso fosse sprofondato nella vergogna. Pensò nostalgicamente che desiderava ritornare in un modo o nell’altro a una vita pura, giudiziosa e onesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza prestare attenzione alla qualità del cibo, consumò in fretta la cena in una trattoria della zona e, inopinatamente, fu colto dal desiderio impulsivo di tornare a casa e riflettere tranquillamente in un posto dove non ci fosse nessuno. Non aveva nessuna idea chiara su cui fissare la propria attenzione, ma soltanto un desiderio irrefrenabile di sprofondare nei propri pensieri. Affrettandosi verso casa prese la carrozza fino a Place de la Concorde, dove cominciò ad aspettarne un’altra per gli Champs Elysées che non arrivava mai. Alla fine arrivarono due carrozze, ma erano piene.</p>
<p style="text-align: justify;">Teikichi cominciò a camminare in fretta a passi lunghi. Era la metà di maggio. Ormai le giornate si erano allungate. L’Arc de Triomphe che domina in lontananza, e dietro il quale il cielo del tramonto era rosso intenso, si ergeva così nero e cupo da incutere paura. L’Avenue des Champs Elysées, l’arteria principale di Parigi, che è ampia e leggermente in pendenza e arriva direttamente fin sotto l’Arco, era occupata da una fila incalcolabile di carrozze e veicoli che oscillavano provocando quasi le vertigini. Era una scena che Teikichi era abituato a vedere ogni giorno, ma, in verità, sebben il suo pensiero fosse quello di arrivare a casa il più presto possibile, si fermò a contemplare con occhi affascinati la veduta di quel quartiere animato e lussuoso che solo Parigi può offrire. Quale potenza, quale profondità nell’eco delle ruote delle carrozze e degli zoccoli dei cavalli che facevano tremare la terra con grande fragore! Nell’immagine delle carrozze popolate da uomini e donne gli sembrava di riconoscere la voce del destino che faceva agire ciecamente esseri umani di un’infinita varietà di razze, professioni, condizioni sociali, età, senza eccezione alcuna. A causa della polvere di uomini e cavalli e del vapore della sera, tutt’intorno si vedeva in modo indistinto. In contrasto col movimento delle carrozze spiccava la silenziosa immobilità di un boschetto di alberi carichi di foglie fitte e tenere che costeggiava i lati della grande strada. Le chiome degli alberi si susseguivano a migliaia, tutte insieme alla stessa altezza, in una successione di colori che andava dal verde degli alberi più vicini folti e rigogliosi, al viola e al blu scuro allungandosi come una fila nere di nuvole fino ai confini del cielo al crepuscolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Addentrandosi nell’ombra degli alberi fin dove lo portarono i suoi passi, potè sentire distintamente il profumo delle foglie nuove e la freschezza dell’aria della sera. Non c’erano spiragli fra le foglie tenere degli alti ippocastani che impedivano di vedere il cielo; tuttavia la luce del chiaro crepuscolo estivo fluttuava ancora più suggestivamente tra i grossi tronchi degli alberi che stavano in gruppo. Gli arbusti fitti, che sembravano attorcigliati, avevano dei colori vaghi e delicati, secondo la prospettiva. Erano attraversati in lontananza da un amabile vialetto di sabbia di color grigio scuro che luccicava procedendo a zig zag verso una destinazione sconosciuta, quasi invitando l’osservatore ai confini tra realtà e sogno. Qua e là ai margini dei tornanti c’erano delle aiuole, ove spiccavano i colori brillanti dei tulipani, il rosso delle dalie e l’ornamento delle rose che, a causa della semioscurità, evocavano proprio l’immagine di abiti da donna immersi nella fioca luce di una camera da letto. Si sentivano anche le voci di uomini e donne che conversavano ininterrottamente fermi sulle panchine all’ombra. Teikichi si sedette su una panchina che era lì a pochi passi con l’impressione di scoprire quel parco per la prima volta quel giorno. Più il rimbombo continuo delle carrozze si allontanava, più riecheggiava suggestivamente attraverso le aiuole fiorite e profumate e attraverso gli alberi. Dietro il boschetto si vedeva l’Avenue Gabriel, una strada secondaria sempre silenziosa e poi un muro bianco che sembrava quello del Palais de l’Elysée, in quel momento illuminato di azzurro dalla luce splendente dei lampioni a gas, allineati ordinatamente ai due lati della strada secondaria. Nascosti all’ombra delle foglie verdi c’erano un’elegante trattoria e il teatro dove si assisteva agli spettacoli e allo stesso tempo si prendeva il fresco della notte estiva. Le luci erano numerose e poiché venivano dal fondo, illuminando le foglie verdi più morbide e sottili della seta, si vedevano strati di verde intenso trasparente che risplendevano fin dve l’occhio poteva arrivare, e la bellezza artificiale superava la bellezza naturale. Teikichi pensò: “Ah, questa è Parigi!” &#8211; città che s’innalza libera sul torbido gorgo del mondo naturale dominato dall’instabilità e dall’inquietudine di rocce, erbacce, acque correnti e stagnanti, muschio verde, zolle di terra, ciottoli…. Oh poter vagabondare tra le vie ornate di fiori, seta, ricami, profumi e lampioni, indifferente al destino della patria, senza pensare alla propria vita, avendo abbandonato i genitori, senza casa né moglie, nello stato pieno di malinconia di chi ha assaporato tutti i piaceri: era questa la fine più suggestiva che si potesse immaginare…</p>
<p style="text-align: right;">Nagai Kafū</p>
<p style="text-align: right;">(1879-1959)</p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Laura Ricca Lazzari.</p>
<p style="text-align: right;">Da: “Nuvole”(<em>Kumo</em>, 1908) in <em><span class="Apple-converted-space"> </span>Pagine dal Giappone Meiji</em>,</p>
<p style="text-align: right;">a cura di Teresa Ciapparoni La Rocca, Roma, Bulzoni, 2009, pp. 242-245.</p>
<p style="text-align: right;">*Teikichi è il protagonista del racconto di Kafū, diplomatico giapponese di stanza presso l&#8217;ambasciata nipponica a Parigi dopo un lungo soggiorno negli Stati Uniti. Al suo personaggio, <em>flâneur</em> e gaudente, lo scrittore attribuisce le proprie esperienze di vita all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f5fc.png" alt="🗼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f5fc.png" alt="🗼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f5fc.png" alt="🗼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La prosa suggestiva di Kafū racconta vivacemente la frenetica vita parigina degli inizi del XX secolo non mancando, però, di descrivere pittoricamente la primavera con mano delicata e accenti lirici. Parigi, nelle parole di uno scrittore giapponese francofilo, diventa lo specchio di un occidentalismo speculare al japonisme di quegli anni. Ma lo sguardo è quello disincantato e irriverente di un autore che aveva intitolato questo racconto, contenuto nella raccolta </em>Furansu monogatari<em>, </em>Dissipazione (Hōtō)<em>, prima che la censura, scandalizzata dai contenuti scabrosi, gli imponesse di cambiarlo. Un autore inconfondibile per temi e atmosfere: Nagai Kafū.</em></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-parigi-di-kafu/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La Parigi di Kafū.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Uno haiku per Parigi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 20:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Haiku e waka delle quattro stagioni]]></category>
		<category><![CDATA[haiku]]></category>
		<category><![CDATA[Masaoka Shiki]]></category>
		<category><![CDATA[Palais Royal]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia giapponese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kumo hitotsu koyoi no sora no daiji nari.   Una sola nuvola. E&#8217; una gran cosa nel cielo della sera. &#160; Masaoka Shiki (1867-1902)</p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/uno-haiku-per-parigi/">Uno haiku per Parigi.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9901" aria-describedby="caption-attachment-9901" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/nube.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-9901" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/nube-600x800.jpg" alt="Ieri, al Palais Royal. Parigi, 30 agosto 2015." width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/nube-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/nube-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/nube-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/08/nube.jpg 1536w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9901" class="wp-caption-text">Ieri, al Palais Royal. Parigi, 30 agosto 2015.</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><em>Kumo hitotsu</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>koyoi no sora no</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>daiji nari.</em></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;">Una sola nuvola.</p>
<p style="text-align: center;">E&#8217; una gran cosa</p>
<p style="text-align: center;">nel cielo della sera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Masaoka Shiki</p>
<p style="text-align: center;">(1867-1902)</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/uno-haiku-per-parigi/">Uno haiku per Parigi.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dei versi per febbraio (passando davanti a una vetrina, a Parigi).</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 21:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Haiku e waka delle quattro stagioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Kokocinski]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ali nere che vibrano elettrizzate dalla luce del giorno per far insinuare una lacrima nell&#8217;oscurità- E la bocca ha perso ogni parola. Così passa la vita.                                                          &#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/dei-versi-per-febbraio-passando-davanti-a-una-vetrina-a-parigi/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Dei versi per febbraio (passando davanti a una vetrina, a Parigi).</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/poesia.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9281" title="poesia" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/poesia-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/poesia-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/poesia-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/poesia-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2015/02/poesia.jpg 1600w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>Ali nere che vibrano</p>
<p style="text-align: center;">elettrizzate dalla luce del giorno</p>
<p style="text-align: center;">per far insinuare una lacrima nell&#8217;oscurità-</p>
<p style="text-align: center;">E la bocca ha perso ogni parola.</p>
<p style="text-align: center;">Così passa la vita.</p>
<p style="text-align: center;"><em>                                                                                                                        </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>                                                                                                                                                Alessandro Kokocinski</em></p>
<p style="text-align: center;"> </p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/dei-versi-per-febbraio-passando-davanti-a-una-vetrina-a-parigi/">Dei versi per febbraio (passando davanti a una vetrina, a Parigi).</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nella città, l&#8217;erranza. L&#8217;ultimo libro che ho letto di Patrick Modiano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 21:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri amori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
		<category><![CDATA[Seguendo il pennello]]></category>
		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Fleurs de ruine]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Modiano]]></category>
		<category><![CDATA[premio Nobel 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Rive Droite]]></category>
		<category><![CDATA[Rive Gauche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; A vent’anni provavo un certo sollievo quando attraversavo la Senna dalla Rive Gauche alla Rive Droite, passando sul pont des Arts. Era già notte. Mi voltavo un’ultima volta per veder brillare, sopra la cupola dell’Istitut, la stella del Nord. Tutti i quartieri della Rive Gauche non erano che la provincia di Parigi. Quando avevo&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/nella-citta-lerranza-lultimo-libro-che-ho-letto-di-patrick-modiano/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Nella città, l&#8217;erranza. L&#8217;ultimo libro che ho letto di Patrick Modiano.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_8775" aria-describedby="caption-attachment-8775" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8387.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8775" title="100_8387" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8387-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8387-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8387-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8387-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8387.jpg 1932w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8775" class="wp-caption-text">Rive Gauche, place de la Sorbonne. Ottobre 2014.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><em>A vent’anni provavo un certo sollievo quando attraversavo la Senna dalla Rive Gauche alla Rive Droite, passando sul pont des Arts.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Era già notte. Mi voltavo un’ultima volta per veder brillare, sopra la cupola dell’Istitut, la stella del Nord.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutti i quartieri della Rive Gauche non erano che la provincia di Parigi. Quando avevo raggiunto la Rive Droite, l’aria mi sembrava più leggera.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi domando oggi da che cosa scappavo attraversando il pont des Arts. Forse il quartiere che avevo conosciuto con mio fratello e che, senza di lui, non era più lo stesso: la scuola della rue du Pont-de-Lodi, il comune del VI arrondissement dove si tenevano le distribuzioni dei premi, l’autobus 63 che attendavamo davanti al Café de Flore e che ci portava al Bois de Boulogne… Ho sentito a lungo come un malessere a camminare per certe vie della Rive Gauche. Ora mi è indifferente, come se fosse stata ricostruita pietra su pietra dopo un bombardamento ma avesse perso la sua anima.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eppure, un pomeriggio d’estate, ho trovato in un lampo, svoltando dalla rue Cardinale, qualche cosa della Saint-Germain-des- Prés della mia infanzia che assomigliava alla città vecchia di Saint Tropez, senza i turisti. Dalla piazza della chiesa la rue Bonaparte discendeva verso il mare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Una volta attraversato il pont des Arts, passavo sotto l&#8217;androne del Louvre, un regno che, anch’esso, mi era familiare da tempo. Sotto quella volta, un odore di cantina, di urina e di legno marcio proveniva dal lato sinistro del passaggio, dove non osavamo mai avventurarci. Il giorno cadeva da una vetrata sporca e tappezzata di tele di ragno e lasciava in penombra dei mucchi di macerie, di travi e dei vecchi utensili di giardinaggio. Eravamo sicuri che lì si nascondessero dei ratti e affrettavamo il passo per sbucare all’aria aperta, nella corte del Louvre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ai quattro lati della corte, l’erba cresceva fra le lastre sconnesse del pavé. Anche lì vi erano mucchi di detriti, di pietre da taglio e di fili di ferro attorcigliati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La corte del Carrousel era bordata di panchine di pietra, ai piedi delle ali del palazzo che inquadravano le due piccole piazze. Non c’era nessuno su quelle banchine, tranne noi. E qualche volta un clochard.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Al centro della prima piazzetta, su un piedistallo così alto che si scorgeva a malapena la statua, il generale La Fayette era perso nei suoi pensieri. Un prato che non veniva mai tagliato circondava quel piedistallo. Potevamo giocare e sdraiarci nelle erbe alte senza che nessun guardiano venisse mai a rimproverarci.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nella seconda piazzetta, fra le siepi, due statue di bronzo, l’una accanto all’altra: Caino e Abele. Le cancellate risalivano al Secondo Impero. I visitatori si ammassavano all’ingresso del museo del Louvre, ma noi eravamo gli unici bambini a frequentare quelle piazzette abbandonate.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La zona più misteriosa si estendeva a sinistra dei giardini del Carrousel, lungo l’ala sud che termina nel padiglione di Flore. Era un lungo viale, separato dai giardini da una cancellata e bordato di lampioni. Come nella corte del Louvre, l’erbaccia cresceva fra le lastre del pavé ma la maggior parte di queste era scomparsa, rivelando porzioni di terra.  In alto, nella rientranza che faceva l’ala del palazzo, un orologio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E, dietro all’orologio, la cella del prigioniero di Zelda. Nessuno di coloro che passeggiavano nei giardini del Carrousel si avventurava per quel viale. Noi giocavamo dei pomeriggi interi fra quelle vasche e le statue in frantumi, le pietre e le foglie morte. Le lancette dell’orologio non si muovevano.  Indicavano per sempre le 5 e mezza. Quelle lancette ci avvolgevano in un silenzio profondo e tranquillizzante. Bastava restare nel viale e niente sarebbe cambiato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>C’era un commissariato di polizia nella corte del Louvre, a destra della volta che conduceva in rue de Rivoli. Un furgone era parcheggiato lì vicino. Degli agenti in uniforme stavano davanti alla porta semiaperta da cui filtrava una luce gialla. Sotto la volta, a destra, l’ingresso principale del commissariato. Per me era quello il posto di frontiera che segnava veramente il passaggio dalla Rive Gauche alla Rive Droite, e verificavo davvero di avere ben in tasca la carta d’identità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I portici di rue de Rivoli, lungo i magazzini del Louvre. La piazza del Palais Royal e il suo ingresso del metrò.  Questo dava accesso a un corridoio dove si succedevano delle piccole botteghe di lustrascarpe con il loro sedile in cuoio, delle vetrine di bigiotteria e di souvenir.  Bastava ora scegliere quella che sarebbe stata la meta del viaggio:  Montmartre o i quartieri dell’ovest.</em></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">Patrick Modiano</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Da <em>Fleurs de ruine</em>, Seuil, 1995, pp. 88-92. La traduzione &#8211; di puro servizio &#8211; è mia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il libro di Patrick Modiano che ho letto più di recente, acquistandolo al volo alla Gibert Joseph di boulevard Saint-Michel, raccolto da un tavolo a lui dedicato dopo l&#8217;assegnazione del Nobel e cercando di capire, fra le molte copertine nuove e le frettolose ristampe, quale <em>poche</em> mi fosse rimasto da leggere essendo, Modiano, uno dei miei scrittori preferiti di sempre. La sua scrittura limpida e tagliente come una lama, essenziale eppure ipnotica e avvincente, i suoi percorsi attraverso la città, vera protagonista delle sue storie, la sua empatia e il suo desiderio di verità. Quanto amo questo scrittore!</p>
<figure id="attachment_8776" aria-describedby="caption-attachment-8776" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8451.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8776" title="100_8451" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8451-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8451-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8451-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8451-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8776" class="wp-caption-text">Louvre, il passaggio verso rue de Rivoli. Ottobre 2014.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/nella-citta-lerranza-lultimo-libro-che-ho-letto-di-patrick-modiano/">Nella città, l’erranza. L’ultimo libro che ho letto di Patrick Modiano.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Promenades japonaises. Hokusai il gigante.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 21:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aki nikki]]></category>
		<category><![CDATA[diario d'autunno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cielo è tutto un correre di nubi mentre usciamo dal metrò a Clemenceau e raggiungiamo la fila che ci spetta. Lì, proprio lì, accanto al Grand Palais, ci fermiamo a guardare il cielo in attesa del nostro turno.  Non abbiamo prenotato, del resto, e due ore van così, sotto le statue impassibili e quasi&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/promenades-japonaises-hokusai-il-gigante/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Promenades japonaises. Hokusai il gigante.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8750" aria-describedby="caption-attachment-8750" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8215.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8750" title="100_8215" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8215-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8215-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8215-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8215-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8215.jpg 1932w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8750" class="wp-caption-text">Hokusai al Grand Palais e tutta Parigi gli rende omaggio. Ottobre 2014.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il cielo è tutto un correre di nubi mentre usciamo dal metrò a Clemenceau e raggiungiamo la fila che ci spetta. Lì, proprio lì, accanto al Grand Palais, ci fermiamo a guardare il cielo in attesa del nostro turno.  Non abbiamo prenotato, del resto, e due ore van così, sotto le statue impassibili e quasi irridenti che occhieggiano dal colonnato: ma non siamo certo qui per loro. Hokusai è qui, cinquecento sue opere ci aspettano, e non solo <em>ukiyoe</em>, ma dipinti, <em>surimono</em> rari e preziosi, libri illustrati (<em>ehon</em>), calendari (<em>egoyomi</em>), manuali di illustrazioni a uso di artisti e artigiani (<em>edehon</em>) e i <em>manga</em> cui è dedicata una parte consistente della mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alle opere più conosciute e riprodotte chissà quante volte su ogni tipo di supporto (chi può dire in quanti modi sarà stata declinata <em>La grande onda presso Kanagawa</em>? dalla copertina dello spartito de <em>La mer</em> di Debussy ai gusci degli smartphone ci sarebbe tutto un mondo da scoprire&#8230;), scopriremo <em>surimono</em> e dipinti molto meno conosciuti o addirittura novità assolute, come la maquette di un bagno pubblico disegnata in ogni parte dall&#8217;artista con tanto di personaggi ritagliabili da inserire nel modellino una volta piegata la carta e costruito il progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una rarità anche alcuni dipinti o prove di opere mai realizzate o andate perdute. Alcune <em>bijin</em> ci deliziano per la loro eleganza.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi ci sono <em>manga</em>, <em>manga</em>, <em>manga</em>. Vetrine e pareti intere. Una passione, quella per questi formidabili disegni, che ha spinto i curatori a ricavarne divertenti animazioni che è possibile ammirare mentre vengono continuamente proiettate sulle pareti di due sale appositamente dedicate.</p>
<figure id="attachment_8752" aria-describedby="caption-attachment-8752" style="width: 420px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8364.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8752 " title="100_8364" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8364-600x800.jpg" alt="" width="420" height="560" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8364-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8364-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8364-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8364.jpg 1932w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8752" class="wp-caption-text">Omaggi a Hokusai in una vetrina di rue des Pyramides e gioco di riflessi. Parigi, ottobre 2014.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Decisamente Parigi ama Hokusai. Tante, tantissime vetrine omaggiano il Maestro, e non solo librerie (quanti sono i libri usciti per l&#8217;occasione su Hokusai? dopo un paio di giorni qui ho smesso di contarli), ma anche pasticcerie, negozi di oggettistica, negozi di tè, ecc. ecc. Sì, Parigi ama Hokusai. Lo vediamo dal pubblico che affolla queste sale in un banale lunedì di ottobre. Un pubblico attento, un pubblico ammirato. Un pubblico feticista che fa la coda anche nel bookshop della mostra per non farsi mancare almeno uno degli innumerevoli gadget prodotti per l&#8217;occasione.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche noi lo amiamo. Ma abbiamo avuto la fortuna di visitare la mostra dedicata a Hokusai a Palazzo Reale a Milano, e di visitarla più volte. Anche quell&#8217;esposizione seguiva un percorso cronologico, anche quella suddivideva le sale con il criterio dei periodi di attività dell&#8217;artista. E&#8217; passato tanto tempo, da allora, ma non ci sembra che l&#8217;approccio critico sia cambiato. Non ci sentiamo in colpa, quindi, di saltare gli acquisti al bookshop. Non ce ne voglia il Maestro. Dopo due ore di coda e tre ore e mezza di visita usciamo dal Gran Palais provati e affamati. Sarà l&#8217;età&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Fuori il sole del primo pomeriggio fa brillare le foglie gialle sugli Champs-Elysées e in lontananza la cupola degli Invalidi manda bagliori. Ci infiliamo di nuovo in metrò, verso Saint-Michel. Nella solita caffetteria di Saint-André-des-Arts ci attende un pausa ristoratrice.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">* La mostra resterà aperta sino al 18 gennaio 2015 ma ci sarà una chiusura dal 21 al 30 novembre per permettere la rotazione tecnica delle opere più fragili. Per informazioni: www.grandpalais.fr</p>
<figure id="attachment_8751" aria-describedby="caption-attachment-8751" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8212.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8751" title="100_8212" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8212-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8212-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8212-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8212-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8751" class="wp-caption-text">Una riproduzione del grande Daruma dipinto da Hokusai (scalal 1:1) attende i visitatori sulla scalinata che conduce al primo piano. Parigi, ottobre 2014.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/promenades-japonaises-hokusai-il-gigante/">Promenades japonaises. Hokusai il gigante.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Promenades japonaises. Automne à Paris.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 21:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo di nuovo a Parigi ed è l&#8217;autunno. Come d&#8217;abitudine le nuvole si rincorrono ma il sole, quando si rivela, è ancora caldo e fa brillare le foglie gialle, le foglie rosse, i marroni e i beige che si mescolano lungo i viali dei parchi, che colorano i marciapiedi. E&#8217; l&#8217;autunno e ogni anno mi&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/promenades-japonaises-automne-a-paris/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Promenades japonaises. Automne à Paris.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/promenades-japonaises-automne-a-paris/">Promenades japonaises. Automne à Paris.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8733" aria-describedby="caption-attachment-8733" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8193.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8733" title="100_8193" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8193-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8193-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8193-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8193-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/100_8193.jpg 1932w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8733" class="wp-caption-text">Montmartre, rue de Saules, terminata, o quasi, la vendemmia. 12 Ottobre 2014.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Siamo di nuovo a Parigi ed è l&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come d&#8217;abitudine le nuvole si rincorrono ma il sole, quando si rivela, è ancora caldo e fa brillare le foglie gialle, le foglie rosse, i marroni e i beige che si mescolano lungo i viali dei parchi, che colorano i marciapiedi. E&#8217; l&#8217;autunno e ogni anno mi sorprende con la sua bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è stata la vigna di Montmartre, a sorprendermi. Con il regalo di foglie di vite coloratissime: un&#8217;illusione di campagna nel cuore della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottobre qui vuol dire mostre che si inaugurano, vuol dire novità della rentrée: libri, esposizioni punteggeranno questa vacanza che, come d&#8217;abitudine, si  svolgerà sotto il segno del Giappone, sempre molto amato in questa città che si mette in fila per i ristoranti della rue SainteAnne come per la grande mostra di Hokusai al Grand Palais.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche queste nuove promenades parisiennes saranno allora japonaises. Com&#8217;è naturale, per me, sempre, ritrovare il Giappone nei percorsi svagati attraverso una città che amo.</p>
<figure id="attachment_8734" aria-describedby="caption-attachment-8734" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/2014-10-09-16.15.15.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-8734" title="2014-10-09 16.15.15" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/2014-10-09-16.15.15-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/2014-10-09-16.15.15-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/2014-10-09-16.15.15-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/2014-10-09-16.15.15-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2014/10/2014-10-09-16.15.15.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8734" class="wp-caption-text">Fra i &quot;tesori&quot; di un bouquiniste, un Giappone appoggiato sul parapetto del lungosenna. Parigi, 9 Ottobre 2014.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/promenades-japonaises-automne-a-paris/">Promenades japonaises. Automne à Paris.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tōkyō olimpica.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2013 20:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tōkyō ce l&#8217;ha fatta. Sarà città olimpica. Ancora un volta.  Amo questa città di un amore irrazionale e forse irragionevole, chissà. E questa città ogni volta che ci ritorno mi ripaga mille volte, in una scoperta continua di luoghi, cose, persone, vite. Tōkyō mi allarga la mente, Tōkyō mi allarga il cuore.  Avrò modo nei&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/tokyo-olimpica/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Tōkyō olimpica.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6632" aria-describedby="caption-attachment-6632" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-6632" title="love tokyo (2)" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-2-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-2-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-2-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-2-400x533.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-6632" class="wp-caption-text">Guardando in su, nella hall del Marunouchi Building. Tōkyō, 24 agosto 2013.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Tōkyō ce l&#8217;ha fatta. Sarà città olimpica. Ancora un volta.  Amo questa città di un amore irrazionale e forse irragionevole, chissà. E questa città ogni volta che ci ritorno mi ripaga mille volte, in una scoperta continua di luoghi, cose, persone, vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Tōkyō mi allarga la mente, Tōkyō mi allarga il cuore. </p>
<figure id="attachment_6633" aria-describedby="caption-attachment-6633" style="width: 400px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-6633 " title="tokyo" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/tokyo-400x533.jpg" alt="" width="400" height="533" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/tokyo-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/tokyo-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/tokyo-600x800.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-6633" class="wp-caption-text">Frammenti rubati in giro per la città. Tōkyō, agosto 2013.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Avrò modo nei giorni prossimi di scriverne ancora. Di questa notizia appresa oggi dalla televisione francese. Di queste immagini di folle esultanti e commosse.  Ora, seduta a un tavolo in una piccola stanza parigina, gettando uno sguardo ogni tanto dalla finestra verso la Tour Eiffel appena dall&#8217;altra parte dell&#8217;avenue Suffren, vicina e illuminata, sento che ancora una volta Tōkyō e Parigi si ritrovano come unite nella mia esperienza, come un&#8217;unica città che riconosco e amo. Del resto lo avevo già scritto, proprio su queste pagine:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/jai-deux-amours-mon-paris-e-tokyo.html">http://www.rossellamarangoni.it/jai-deux-amours-mon-paris-e-tokyo.html</a> </p>
<p style="text-align: justify;">Ora verrà il momento della riflessione, sulle opportunità per l&#8217;economia giapponese, sui benefici per il morale del popolo giapponese, schiacciato dalla tragedia epocale del Tōhoku.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per stasera almeno lasciatemi la semplice gioia, lasciatemi il ricordo delle giornate trascorse a Tōkyō solo due settimane fa, un ricordo che si assomma a quello di tante estati, di tanti viaggi. Lasciatemi il sorriso di queste strade, di questi palazzi, di questi uomini e donne che sono, essi, in realtà, Tōkyō.</p>
<figure id="attachment_6634" aria-describedby="caption-attachment-6634" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-6634" title="love tokyo (1)" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-1-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-1-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-1-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/09/love-tokyo-1-400x533.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-6634" class="wp-caption-text">Su un camion di pompieri. Nella notte di Ueno.  Tōkyō 23 agosto 2013.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/tokyo-olimpica/">Tōkyō olimpica.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Hinamatsuri. Una storia antica di bambole e di bambine.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 23:47:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;arrivo di marzo, insieme a un timido sole e all&#8217;aria più tiepida si presenta, come ogni anno, hina matsuri, la &#8220;festa delle bambine&#8221;, che si celebra il 3 marzo. Su altre pagine, qui, ho raccontato questa tradizione antica e così amata: mukashi-mukashi-hina-matsuri.html Il collegamento fra bambole e bambine è naturale: ogni anno si espongono, in&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/hinamatsuri-una-storia-antica-di-bambole-e-di-bambine/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Hinamatsuri. Una storia antica di bambole e di bambine.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5456" aria-describedby="caption-attachment-5456" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/02/2011_0818PARIGIagosto201100393.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-5456" title="2011_0818PARIGIagosto20110039" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/02/2011_0818PARIGIagosto201100393-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/02/2011_0818PARIGIagosto201100393-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/02/2011_0818PARIGIagosto201100393-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/02/2011_0818PARIGIagosto201100393-400x533.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5456" class="wp-caption-text">Hinadana alla Maison du Japon. Parigi, primavera 2011.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;arrivo di marzo, insieme a un timido sole e all&#8217;aria più tiepida si presenta, come ogni anno, <em>hina matsuri</em>, la &#8220;festa delle bambine&#8221;, che si celebra il 3 marzo. Su altre pagine, qui, ho raccontato questa tradizione antica e così amata:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-hina-matsuri.html">mukashi-mukashi-hina-matsuri.html</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il collegamento fra bambole e bambine è naturale: ogni anno si espongono, in questo giorno, splendide bambole che rappresentano la corte imperiale di epoca Heian. La coppia imperiale e tutta una corte di dame e cortigiani, musicisti, arcieri, sacerdoti sono sistemati su un tana (dana), uno scaffale a gradini rivestito di stoffa rossa, in cui ciascuno trova la sua esatta collocazione nella piramide dei ranghi di corte. Si tratta di corredi spesso preziosi e antichi, tramandati da generazioni di donne all&#8217;interno della famiglia e accresciuti a ogni nuova nascita di bimba con il dono di una bambola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma all&#8217;origine di questa festa, che fa da contrappunto, poco prima dell&#8217;inizio della primavera, a quella dedicata ai maschietti il 5 maggio (<em>tango no sekku</em>), stanno tradizioni e credenze arcaiche ben diverse dalle forme attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Anticamente, infatti, si trattava di HIINA, una grafia diversa per un significato diverso. L&#8217;antico <em>hiina matsuri</em> era una celebrazione degli antenati nelle forme di una bambola maschile e una bambola femminile e il termine <em>hiina</em> era scritto in <em>hiragana: </em><span style="font-size: medium;">ひいな</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi invece si usa il kanji  <span style="font-size: medium;">雛</span>  che si pronuncia <em>hina</em> e che evoca il significato di &#8220;modello&#8221;, forse con un riferimento alle bambole usate come modelli, cioè come sostituti magici delle persone viventi per i riti arcaici di purificazione.</p>
<figure id="attachment_5481" aria-describedby="caption-attachment-5481" style="width: 315px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/03/bambole_00012.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-5481" title="bambole_0001" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/03/bambole_00012-315x600.jpg" alt="" width="315" height="600" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/03/bambole_00012-315x600.jpg 315w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/03/bambole_00012-105x200.jpg 105w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/03/bambole_00012-420x800.jpg 420w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/03/bambole_00012.jpg 1009w" sizes="auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5481" class="wp-caption-text">Eleganti anesama-ningyo (da una vecchia rivista).</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Del resto le bambole stesse sono diverse per materiali e forme, rispetto a quelle che venivano usate anticamente per questi riti. Forse un tempo venivano utilizzate bambole di carta, come le <em>anesama-ningyō</em>, ancora adesso fabbricate con carta <em>chiyogami</em>, dai motivi decorativi tradizionali, piegata a formare figure allungate e aggraziate, dall&#8217;elegante e colorata silhouette. Forse un tempo si trattava di semplici figurette di carta rozzamente tagliata in forme antropomorfe.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, certo, le bambole sono elaborati capolavori artistici di grande valore e di grande bellezza, ma qualcosa dell&#8217;antica festa resta in questa occasione di celebrazione della primavera che arriva. Una festa di grazia e bellezza che il grande regista Kurosawa Akira (1910-1998) ha evocato nel secondo episodio del film <em>Sogni</em> (<em>Yume</em>, 1990), dal titolo &#8220;Il pescheto&#8221; in cui le <em>ningyō</em> si animano improvvisamente su una collina ed eseguono una danza piena di magia davanti allo sguardo incantato di un bambino.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/hinamatsuri-una-storia-antica-di-bambole-e-di-bambine/">Hinamatsuri. Una storia antica di bambole e di bambine.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Frutto dell&#8217;autunno e altro ancora. Il kaki.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 22:02:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È questa, forse, la raffigurazione più celebre di kaki, il frutto che in Giappone evoca l&#8217;autunno, stagione prediletta. Si tratta del capolavoro del grande maestro cinese Mu Qi (chiamato Mokkei in Giappone), uno dei massimi esponenti della scuola pittorica chan, un pittore che influenzò generazioni di pittori giapponesi legati allo zen. &#8220;Nell’apparente semplicità delle nature&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/frutto-dellautunno-e-altro-ancora-il-kaki/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Frutto dell&#8217;autunno e altro ancora. Il kaki.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/frutto-dellautunno-e-altro-ancora-il-kaki/">Frutto dell’autunno e altro ancora. Il kaki.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4522" aria-describedby="caption-attachment-4522" style="width: 491px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/sixpersimmons.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4522" title="sixpersimmons" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/sixpersimmons.jpg" alt="" width="491" height="600" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/sixpersimmons.jpg 491w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/sixpersimmons-163x200.jpg 163w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/sixpersimmons-400x488.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4522" class="wp-caption-text">Mu Qi (giapp. Mokkei) 1210-1275 circa, I cachi, Kyōto, Daitokuji.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">È questa, forse, la raffigurazione più celebre di <em>kaki</em>, il frutto che in Giappone evoca l&#8217;autunno, stagione prediletta. Si tratta del capolavoro del grande maestro cinese Mu Qi (chiamato Mokkei in Giappone), uno dei massimi esponenti della scuola pittorica <em>chan</em>, un pittore che influenzò generazioni di pittori giapponesi legati allo <em>zen</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nell’apparente semplicità delle nature morte <em>chan </em>si cela una molteplicità di contenuti dottrinari come la manifesta unicità di corpo e mente e quindi di vita quotidiana e vita spirituale, e la convinzione della presenza della natura-di-Buddha in ogni essere. In quest’opera del maestro cinese Mu Qi i kaki rappresentano la realtà del mondo fenomenico, ed  esprimono compiutamente il concetto di <em>mujō</em> (impermanenza), che condiziona questo mondo: il carattere di mutevolezza e immutabilità delle cose e dei fenomeni.&#8221;*</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>kaki</em>, frutto dell&#8217;autunno dalla potente simbologia, è una presenza importante anche nella poesia giapponese, sia classica che moderna. Il suo stesso  nome è un<em> kigo</em>, o &#8220;parola di stagione&#8221; secondo la convenzione poetica che assegna ad alcuni termini il compito di evocare una stagione: dire &#8220;<em>kaki</em>&#8221; è richiamare immediatamente l&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio per tutti, questo splendido <em>haiku</em>:</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Te ni nosete</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>kaki no sugata</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>no horebore akaku.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sul palmo della mano</p>
<p style="text-align: justify;">rosseggia, rutilante nella sua pienezza,</p>
<p style="text-align: justify;">un cachi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Santōka</p>
<p style="text-align: justify;">(1882-1940)**</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">O, questo <em>haiku</em> di un grande poeta:</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Kaki kueba</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>kane ga naru nari</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Hōryūji.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre mangio <em>kaki</em></p>
<p style="text-align: justify;">suona la campana.</p>
<p>Hōryūji.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Masaoka Shiki</p>
<p>(1867-1902)***</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Ma il <em>kaki</em> non è solo poetica immagine dell&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: justify;">È anche testimonianza di pace. Nel 1995 durante la preparazione di una mostra a Nagasaki l&#8217;artista Miyajima Tatsuo venne a conoscenza di un albero di <em>kaki</em> sopravvissuto al bombardamento atomico e del fatto che il biologo Ebinuma Masayuki che se ne prendeva cura era riuscito a far crescere dai semi di quell&#8217;albero delle nuove piantine che Ebinuma donava ai bambini in visita a Nagasaki come simbolo di pace.  Miyajima e Ebinuma hanno creato insieme un progetto per piantumare in giro per il mondo nuove piantine di <em>kaki</em> ricavate da quell&#8217;unico esemplare sopravvissuto alla catastrofe. Simbolo di pace e di rinascita. Un&#8217;idea toccante. </p>
<p>Ecco il loro progetto In italiano): <a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/Revive-Time-Kaki-Tree-Project.pdf">Revive Time Kaki Tree Project</a></p>
<p>Passando davanti a un albero di <em>kaki</em> carico di frutti rosso-arancio, assaporando un frutto spaccato e succoso in una tazza, si affollano alla mente immagini, concetti, parole.</p>
<p>Sì, il gusto dell&#8217;autunno ha il dolce sapore del <em>kaki</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">*<span style="font-size: x-small;">Come spiego in <em>Zen</em>, Milano, Electa Mondadori, collana Dizionari delle religioni, 2008, pp. 130-133.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">**Traduzione di Irene Iarocci.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">** *Traduzione di  Irene Starace.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>**** E anche al singolare, è sempre KAKI, o cachi. Si tratta di una parola giapponese. Tutto qui.</p>
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<figure id="attachment_4528" aria-describedby="caption-attachment-4528" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/kaki-acerbi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-4528" title="kaki acerbi" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/kaki-acerbi-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/kaki-acerbi-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/kaki-acerbi-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/10/kaki-acerbi-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4528" class="wp-caption-text">Kaki acerbi, ricordo dell&#39;estate. (Paris, Jardin d&#39;acclimatation, été 2012)</figcaption></figure>
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		<title>Aki ya! E&#8217; arrivato l&#8217;autunno. Con un waka.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/aki-ya-e-arrivato-lautunno-con-un-waka/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 11:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aki nikki]]></category>
		<category><![CDATA[diario d'autunno]]></category>
		<category><![CDATA[Haiku e waka delle quattro stagioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; Akikaze wa mi o wakete shi mo fukanaku ni hito no kokoro no sora ni narurmu. &#160; Il vento d&#8217;autunno non è una lama che fende il corpo; eppure perché il cuore umano si stacca e va errando per l&#8217;aria? &#160; Ki no Tomonori (X sec.) &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/aki-ya-e-arrivato-lautunno-con-un-waka/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Aki ya! E&#8217; arrivato l&#8217;autunno. Con un waka.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4384" aria-describedby="caption-attachment-4384" style="width: 540px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/09/2011_0818PARIGIagosto20110099.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-4384 " title="2011_0818PARIGIagosto20110099" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/09/2011_0818PARIGIagosto20110099-600x800.jpg" alt="" width="540" height="720" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/09/2011_0818PARIGIagosto20110099-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/09/2011_0818PARIGIagosto20110099-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/09/2011_0818PARIGIagosto20110099-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/09/2011_0818PARIGIagosto20110099.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4384" class="wp-caption-text">Primo autunno nel giardino giapponese. Parigi, Musée Albert-Kahn, 2011.</figcaption></figure>
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<p><em>Akikaze wa</em></p>
<p><em>mi o wakete shi mo</em></p>
<p><em>fukanaku ni</em></p>
<p><em>hito no kokoro no</em></p>
<p><em>sora ni narurmu.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il vento d&#8217;autunno</p>
<p>non è una lama</p>
<p>che fende il corpo; eppure</p>
<p>perché il cuore umano si stacca</p>
<p>e va errando per l&#8217;aria?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ki no Tomonori</p>
<p>(X sec.)</p>
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<p>*Dal <em>Kokin waka shū</em>. Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne, Milano, Ariele, 2000.</p>
<p>La traduzione è di Ikuko Sagiyama.</p>
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