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	<title>Yoshiwara - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Una scommessa d&#8217;amore.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 10:39:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scommessa sull’amore   Dopo aver fermato il cavallo presso il ponte di Sanjō e aver detto in fretta al servo: «Hai attaccato bene ai finimenti la sacca dei soldi? Torno subito», il sarto di nome Jūzō andò a porgere un breve saluto a Yonosuke e a dichiarare: «Sono venuto a congedarmi da voi. Sto andando&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-una-scommessa-damore/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Una scommessa d&#8217;amore.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13973" aria-describedby="caption-attachment-13973" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-13973" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku-600x455.png" alt="" width="600" height="455" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku-600x455.png 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku-200x152.png 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku-400x303.png 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku-768x582.png 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/saikaku.png 943w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13973" class="wp-caption-text">Foglio dall&#8217;ottavo <em>maki</em> dell&#8217;edizione di <em>Kōshoku ichidai otoko</em> stampata a Ōsaka da Akitaya Ichibee nel II anno dell&#8217;era Ten&#8217;na (1682). Illustra l&#8217;episodio della scommessa sull&#8217;amore.</figcaption></figure>
<p>Scommessa sull’amore <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver fermato il cavallo presso il ponte di Sanjō e aver detto in fretta al servo: «Hai attaccato bene ai finimenti la sacca dei soldi? Torno subito», il sarto di nome Jūzō andò a porgere un breve saluto a Yonosuke e a dichiarare: «Sono venuto a congedarmi da voi. Sto andando a Edo. Tornerò presto», aggiunse. Yonosuke gli donò dell’argento per il viaggio e lo richiamò quando già era sulla soglia per domandargli: «Qual è lo scopo di questo viaggio?» «A essere sincero, mi è capitato di vantarmi affermando che se avessi incontrato donna Murasaki non mi sarei lasciato respingere neppure la prima volta. Una persona mi ha posto come arbitro Ubei, il Topo dei Venti Giorni;* così per una scommessa, vado a Edo a folleggiare con le cortigiane.» «Che uomo divertente! E il pegno?» «Se non mi respinge avrò in regalo l’alloggio di Kiyamachi. Se perdessi…» e sbiancatosi in viso gli tremava la voce.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sii sincero.» «È semplice: se sarò rifiutato mi evireranno senza però uccidermi.» Probabilmente quella persona l’aveva giudicato uno stupido e vi aveva investito dei soldi soltanto per divertirsi. «Con chi hai scommesso?» Gli domandò. «Ho promesso di non dirlo», rispose. «È una faccenda di vitale importanza. Rifletti bene. Ti conviene appendere un rosario alla testa d’oca selvatica,** ché, tanto non devi risparmiare perché non puoi lasciarla in eredità a nessuno. Rivestila invece col <i>fundoshi***</i> di raso rosso arabescato», gli consigliò Yonosuke. Jūzō era un uomo onesto e versò le lagrime che fino allora aveva trattenuto. «Addio», disse, ma non si muoveva. Yonosuke, divertito, concluse: «Ti accompagnerò» e, senza neppure cambiarsi d’abito, si fece preparare un cavallo e partì seguito da Jūzō. Arrivati al negozio del quarto isolato di Honjō, Jūzō e Ubei furono vestiti da gran signori e mandati a Yoshiwara.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi erano poche speranze che riuscissero nell’impresa. Ubei, preoccupato, andò a trovare Riemon, padrone di una casa d’appuntamenti, gli mostrò una lettera di presentazione e gli raccontò che Jūzō era un uomo molto ricco e influente e che desiderava incontrare Murasaki. La padrona disse che sarebbe stato possibile dopo quattro o cinque giorni e, fissata la data, stavano per congedarsi quando Jūzō offrì un pacchetto al padrone sussurrando: «Oggetti preziosi che non si trovano a Edo». In quel momento arrivò Ubei che lo rimproverò: «Avresti dovuto aspettare a dargli del denaro!» «Non è denaro. Sono cose di pregio, in gran voga nella capitale», rispose. Sul pacchetto era scritto «Antica esegesi». Aperto, mostrò sette oggetti del valore complessivo di tre soldi: il perno di un ventaglio, un rivetto di bambù, un ago, una matassina di fili di seta, colla di farina, un bastoncino per pulirsi le orecchie, uno stuzzicadenti con la punta pestata.****</p>
<p style="text-align: justify;">A quella vista il padrone esclamò: «Ma come è possibile che siano preziosi?» Ubei, mortificato, senza neppure rispondergli, condusse via l’amico. Giunse il giorno dell’appuntamento. Jūzō incontrò la <i>tayū******</i>e, lietamente rinfrancato dal sake, allungò una mano dicendo: «Donna Murasaki, anche voi», e afferrò malamente una tazza versandone il contenuto che, attraverso lo scollo della veste, giunse alle ginocchia di lei. Jūzō mostrò di esserne veramente costernato. La <i>tayū</i>, impassibile, si alzò, andò nel bagno e ordinò l’acqua per lavarsi, quindi si abbigliò proprio come prima, con una sottoveste di raso bianco arabescato, una veste rossa a macchie di cerbiatto con le falde e le maniche orlate della stessa seta della fodera, una sopravveste di seta Hachijō, tessuta diagonalmente, di un pallido color aglio. Una cortigiana della capitale non si sarebbe comportata con tanta raffinatezza. Dovrebbero, invece, avere sempre vesti di ricambio uguali. Per il primo incontro non si usa preparare l’alcova per l’ospite. La <i>tayū</i> dunque si coricò da sola, quindi chiamò Jūzō, gli parlò sommessamente, gli sciolse l’<em>obi</em> e se lo lasciò sciogliere e, dopo essersi concessa a lui di buon grado, a testimonianza del loro rapporto al primo incontro, prese la scatola della scrittura e scrisse su un angolo dell’obi inferiore: «Ho abbandonato il mio corpo al signor Jūzō. Non vi è menzogna», e firmò «Scritto da Murasaki». Non era mai capitata una cosa simile. Ubei, stupito, tornò all’alloggio a raccontarlo e Yonosuke volle andare a far visita a Murasaki, che gli spiegò: «Osservandolo bene, ho capito chiaramente che quell’uomo un po’ tonto mi era stato mandato in seguito a una scommessa. Mi sono concessa a lui in odio alla persona che ha osato inviarmelo». Yonosuke, ammirato, battè le mani: «Perché tacervelo? È giunto dalla capitale solo per quello scopo». Cercò quindi di conquistarla, ma fu respinto. Era una donna veramente raffinata.</p>
<p style="text-align: right;">Ihara Saikaku</p>
<p style="text-align: right;">(1642-1693)</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Lydia Origlia.</p>
<p style="text-align: right;">Da: <em>Vita di un libertino</em> (<em>Kōshoku ichidai otoko</em>,  1682), Milano, Guanda, 1988, pp. 228-232.</p>
<p style="text-align: right;">*Soprannome di un intrattenitore di banchetti.</p>
<p style="text-align: right;">**Metafora per &#8220;prepuzio&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;">*** Perizoma.</p>
<p style="text-align: right;">****Stuzzicadenti più grossi della norma venivano pestati in punta per farne degli spazzolini.</p>
<p style="text-align: right;">*****<em>T</em><i>ayū </i>erano le cortigiane di livello più elevato nella gerarchia del quartiere del piacere.</p>
<p style="text-align: center;">✿❀✿❀✿</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Yonosuke, ossia &#8220;uomo di mondo&#8221;, è il libertino per eccellenza della letteratura giapponese, un personaggio proverbiale nato dalla penna felice di Saikaku, figura archetipica del dandy esperto (<em>tsū</em>) del mondo del quartiere del piacere a cui il suo autore attribuisce la seduzione di 3742 donne e 725 ragazzi, secondo il gusto dell&#8217;enumerazione grottesca tipico della &#8220;letteratura del mondo fluttuante&#8221;. Ma in questo episodio Yonosuke compare nelle vesti di un amico preoccupato per la sorte di un uomo ingenuo&#8230;</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-una-scommessa-damore/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Una scommessa d’amore.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sotto il segno di IKI. Una mostra collettiva a Fortunago (Pavia).</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 20:41:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Mostra: IKI &#8211; いき a cura di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili testo critico di Kevin McManus &#160; Palazzo ComunaleFortunago (PV)28 Luglio-15 Settembre 2013 Inaugurazione domenica 28 Luglio 2013 ore 17.30 &#160; Artisti: Francesco Arecco, Mauro Bellucci, Sonia Costantini, Elena Debiasio, Dana De Luca, Ignazio Gadaleta, Flavio Gallozzi, Cesare Galluzzo, Asako Hishiki, Yamamoto Masao, Kaori&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/sotto-il-segno-di-iki-una-mostra-collettiva-a-fortunago-pavia/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Sotto il segno di IKI. Una mostra collettiva a Fortunago (Pavia).</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_6361" aria-describedby="caption-attachment-6361" style="width: 582px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-6361" title="iki_0001" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/07/iki_0001-582x800.jpg" alt="" width="582" height="800" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/07/iki_0001-582x800.jpg 582w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/07/iki_0001-145x200.jpg 145w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/07/iki_0001-400x549.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2013/07/iki_0001.jpg 1770w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /><figcaption id="caption-attachment-6361" class="wp-caption-text">Nakajima Hiroyuki, Iki, 2012, inchiostro sumi su carta orientale.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<div id="id_51ed1027300e42491604599" style="text-align: center;">Mostra:</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>IKI &#8211; いき</strong></span></p>
<p>a cura di Matteo Galbiati e <span style="color: #000000;"><a href="https://www.facebook.com/raffi1404?directed_target_id=0" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=624671138&amp;extragetparams=%7B%22directed_target_id%22%3A0%7D"><span style="color: #000000;">Raffaella Nobili</span></a> </span><br />testo critico di Kevin McManus</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Palazzo Comunale</strong><br /><strong>Fortunago (PV)</strong><br /><strong>28 Luglio-15 Settembre 2013</strong></p>
<p><strong>Inaugurazione domenica 28 Luglio 2013 ore 17.30</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Artisti: Francesco Arecco, Mauro Bellucci, Sonia Costantini, Elena Debiasio, Dana De Luca, Ignazio Gadaleta, Flavio Gallozzi, Cesare Galluzzo, Asako Hishiki, Yamamoto Masao, Kaori Miyayama, Mitsuo Miyahara, Elena Modorati, Ayako Nakamiya, Izumi Oki, Mara Pepe, Tetsuro Shimizu.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div style="text-align: center;">Comunicato stampa</div>
<div style="text-align: justify;">Che struttura ha l&#8217;Iki ? Con che metodo si può chiarirlo e cogliere la sua essenza? E&#8217; forse una parola universale rintracciabile in tutte le lingue? O esiste solo in Giappone e il suo significato ha una specifica natura etnica?&#8221;*Così Kuki Shūzō inizia il suo studio sul fenomeno Iki a cui si ispira la collettiva proposta dalla Galleria Paraventi Giapponesi, Galleria Nobili, che inaugura il prossimo 28 Luglio 2013 presso lo spazio Comunale di Fortunago.<br />Kuki Shūzō pubblica la <em>Struttura dell&#8217;Iki</em> nel 1930 con l&#8217;intenzione di spiegare agli occidentali un&#8217; atteggiamento rintracciabile in un&#8217;area specifica del Giappone e cioè a Tokyo nel periodo Bunka-Bunsei (1804-1830).<br />Cosa è dunque Iki? Innanzi tutto è un fenomeno che nasce all&#8217;interno del quartiere dei piaceri dell&#8217;antica capitale Edo, l&#8217;attuale Tokyo. Esso si esperisce nella vita quotidiana e ruota attorno a tre punti solo apparentemente in contraddizione tra loro: la seduzione, l &#8216;energia spirituale e la rinuncia.<br />In specifico la seduzione viene intesa come tensione duale tra i sessi che sceglie di non perseguire l&#8217;unione perfetta per mantenere la possibilità seduttiva attiva; per fare ciò si avvale dell’ energia spirituale che idealizza la seduzione mediante la forza d &#8216;animo. Con la rinuncia, la noncuranza, la sprezzatura l &#8216;anima dichiara il suo distacco consapevole dal mondo fluttuante l&#8217;Ukiyo, noto per essere stato ampiamente descritto nelle stampe ottocentesche.<br />A Yoshiwara, il quartiere dei piaceri di Edo, si poteva osservare la geisha attempata esercitare sapientemente le sue arti seduttive : con piglio aspro ma accattivante, riluttante, inflessibile e rigorosa , “ella poteva rifiutare la corte di clienti facoltosissimi ma yabo ovvero goffi adducendo che rappresentavano una vergogna per il quartiere”*.<br />Iki storicamente sviluppa una sua estetica formale che si riscontra in svariati aspetti della cultura giapponese: nell’architettura e nelle arti decorative si adottano colori quali il blu, il marrone e il grigio e decorazioni come i moduli di parallele verticali, esemplificazioni visive di una seduzione che evita di raggiungere il proprio scopo. Il colore grigio in quanto espressione della rinuncia – colore che è in tensione tra bianco e nero – è stato proposto da Paraventi giapponesi- Galleria Nobili come filo conduttore per legare tra loro opere eterogenee di artisti giapponesi e italiani.</div>
<div style="text-align: justify;">Per la prima volta e in via eccezionale, oltre agli artisti giapponesi che da tempo promuove la Galleria, si è estesa la partecipazione a questo progetto ad alcuni artisti italiani, i quali, per sensibilità, nel lavoro dimostrano inconsapevolmente una vicinanza all’Iki non solo negli aspetti formali.<br />Il tema scelto, pur essendo relativo a una stagione oramai tramontata ma di particolare interesse per la cultura giapponese, continua a essere generatore di fascino su chi lo sa recepire e costituisce, allo stesso tempo, uno spunto di riflessione esistenziale ed estetica, capace di intrigare anche l&#8217;osservatore occidentale a cui viene offerta una via alternativa alla lettura del quotidiano contemporaneo. </div>
<div style="text-align: justify;">E’ interesse e obiettivo della Galleria Paraventi Giapponesi- Galleria Nobili, quando possibile, mettere a confronto due culture differenti che si misurano su temi complessi al fine di trovare nuovi territori di riflessione utili ad un pubblico attento e sensibile. Il progetto, nato lo scorso autunno presso gli spazi della Galleria, è diventato inoltre itinerante grazie all’interessamento da parte del Comune di Fortunago nella persona di Pino Jelo col sostegno del Sindaco Pier Achille e di Angelo Elefanti (Pro Loco). La manifestazione di Fortunago in Arte ha avuto inizio nel 1996 con una mostra di Emilio Scanavino; l’appuntamento estivo si rinnova di anno in anno nei locali del Palazzo Comunale attraverso la promozione di eventi di arte contemporanea di grande interesse. In questo caso ha permesso la partecipazione di un nucleo ancora più ampio di artisti rispetto alla prima tappa in Galleria.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Orario d’apertura: </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">sabato e domenica ore 16.00 -20.00 &#8211; per appuntamento negli altri giorni, </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">tel. 0383.875213 &#8211; cell. 340.6454695</span></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/sotto-il-segno-di-iki-una-mostra-collettiva-a-fortunago-pavia/">Sotto il segno di IKI. Una mostra collettiva a Fortunago (Pavia).</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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