In casa, seppellito in mezzo a libri e libretti nello scaffale dedicato alla poesia giapponese, ho ritrovato un vecchio volumetto di Guanda. Vecchio sì:  risale a quando ancora il poeta e critico Roberto Sanesi, uno dei miei “amori” di ragazza, ne curava una collana di grande pregio, la “Piccola fenice”.

Così ho ritrovato un poeta, così ho ritrovato Kusano Shinpei.

Kusano, poeta nato a Fukushima nel 1903 e morto nel 1988, è forse sconosciuto alla maggioranza, almeno in Italia. Eppure la sua poesia, non convenzionale nel metro, anche se spesso legata alla tradizione nell’utilizzo dei riferimenti naturali, nella trama delicata delle risonanze, mi colpisce per la forza inattesa delle immagini. Apprendo dalla prefazione di Cid Corman che Kusano era un uomo gentile e empatico, che sapeva ascoltare le persone e che era amato dagli animali che lo seguivano nelle sue passeggiate, una sorta di Issa moderno. So che ebbe una vita difficile ma che non si stancò di appoggiare e far conoscere poeti ignorati,  so che si dava generosamente.

Non si risparmiava, Kusano Shinpei, e mi domando cosa avrebbe fatto, quanto avrebbe dato di sè, della sua poesia, alla sua terra, se avesse assistito alla tragedia che ha colpito il suo Tōhoku. Così voglio ricordarlo qui, cogliendo dei versi da queste pagine ingiallite di un libretto che, vedo, reca impresso come anno di pubblicazione il 1969. Ero una bambina, allora, e sicuramente questo libro l’ho acquistato parecchi anni dopo, su una bancarella o in una vecchia libreria milanese che offriva a prezzi stracciati i fondi di magazzino di grandi e piccoli editori e di cui, ai tempi della scuola, avevo fatto un po’ la mia casa: la gloriosa libreria “Accademia” di Galleria Vittorio Emanuele.

La libreria ha chiuso da secoli, ma quei tesori che avevo accaparrato con la gioia del cercatore d’oro che ha trovato il filone giusto  sono ancora da qualche parte negli scaffali affollati che mi circondano e che mi rivelano inattese e continue riscoperte.

 

 

Fradicia nella pioggia dalla

pioggia. da

sola in se stessa. la

roccia è.

milioni di anni.

in una.

vaga.

nebbia leggera è.

 

Kusano Shinpei

 

Trad. di Cid Corman, Susumu Kamaike e M. Datini jr. 

In Rane e altre cose, a cura di Cid Corman, Guanda, Parma, 1969.

Yamadera. Gli alberi e la roccia. 7 agosto 2013.

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