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	<title>Nijo - Rossella Marangoni</title>
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	<title>Nijo - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La dama e Luna all&#8217;Alba.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 12:47:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Verso l’ottavo mese, Sua Altezza [l’imperatore in ritiro Go Fukakusa] era infastidito da un malessere non definito, ma che continuava a disturbarlo; non assaggiava cibo e sudava. Passarono così alcuni giorni e incominciammo a chiederci agitati che cosa fosse. Venne il medico e iniziò il trattamento della moxa, gliela applicò in  dieci punti, ma le&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-dama-e-luna-allalba/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La dama e Luna all&#8217;Alba.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14631" aria-describedby="caption-attachment-14631" style="width: 454px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/50061g1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-14631 " src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/50061g1-530x800.jpeg" alt="" width="454" height="685" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/50061g1-530x800.jpeg 530w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/50061g1-133x200.jpeg 133w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/50061g1-398x600.jpeg 398w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/50061g1.jpeg 728w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14631" class="wp-caption-text">Toyohara (Yōshū) Chikanobu (1838-1912), <em>Setsugetsuka</em>, 1885. Ritratto immaginario di una dama di corte di epoca antica.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Verso l’ottavo mese, Sua Altezza [l’imperatore in ritiro Go Fukakusa] era infastidito da un malessere non definito, ma che continuava a disturbarlo; non assaggiava cibo e sudava. Passarono così alcuni giorni e incominciammo a chiederci agitati che cosa fosse. Venne il medico e iniziò il trattamento della <i>moxa</i>, gliela applicò in<span class="Apple-converted-space">  </span>dieci punti, ma le sue condizioni non mutarono. Dall’ottavo giorno del nono mese incominciarono i riti per la longevità, ma dopo sette giorni Sua Altezza non migliorava e tutti si domandavano afflitti che cosa si potesse fare. Era venuto l’Ajari [Alto Sacerdote Imperiale presso il tempio Ninnaji]* che in primavera mi aveva mostrato le lacrime delle sue maniche e che sempre, quando ero mandata a portagli un messaggio, cercava di parlarmi, benché io riuscissi a eluderlo. Quella volta mi mandò una lettera appassionata e chiese insistentemente che gli rispondessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto infastidita, strappai l’estremità del nastro di carta sottile [che mi tratteneva i capelli] e vi scrissi il solo ideogramma “Sogno” e, senza neppure porgergliela, la abbandonai e uscii. Quando ricomparvi alla sua presenza mi buttò un rametto di <i>shikimi</i>. Lo raccolsi e andai in un angolo a osservarlo. Sulle foglie era scritto:</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Nel cogliere lo shikimi</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>al risveglio all’aurora</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>le maniche erano asperse;</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>del sogno interrotto</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>la fine mi affascina</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi parve elegante e originale, e il mio animo mutò un poco, tanto che provai più gusto a portargli i messaggi e, quando mi parlava, gli rispondevo con serenità. Giunto a palazzo, aveva incontrato Sua Altezza che si era lamentato di trovarsi in quella condizione. [L’Ajari] disse: “Mandatemi qualcuno con l’oggetto accarezzato nell’uditorio, al momento in cui inizierà l’esorcismo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima parte della notte, all’ora in cui avrebbero dovuto incominciare [gli esorcismi], Sua Altezza mi disse: “prendi la mia veste e portala all’uditorio”. Tutti i monaci si trovavano ognuno nella propria stanza, intenti a vestirsi per partecipare alla funzione. Non c’era nessuno. Entrai nel luogo in cui egli era solo.</p>
<p style="text-align: justify;">“Dove posso lasciare l’oggetto accarezzato?” domandai. “Nella camera accanto al luogo degli esorcismi” mi rispose.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi andai. La sala era nitidamente illuminata dal chiarore delle lucerne; d’improvviso egli mi raggiunse, sorprendentemente abbigliato con una morbida veste. Mi domandavo che cosa significasse, allorché mi sussurrò: “Ci si smarrisca pure su una strada oscura, Buddha ci guiderà” e piangendo mi abbracciò. Era terribilmente imbarazzante; ma per lui, perché era una persona a cui non si potesse gridare “che fate?”, pazientai. Continuavo a supplicare: “Anche nel cuore, di Buddha…” ma non fui esaudita. Mentre ancora il rimpianto di quel sogno mi pareva irreale, i monaci che l’avrebbero accompagnato [negli esorcismi] annunciarono: “È giunta l’ora” ed entrarono. Fuggì dalla porta opposta, dopo avermi sussurrato: “Nella seconda parte della notte, ancora una volta, assolutamente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo iniziò l’esorcismo. Egli si comportava come se non fosse accaduto niente, ma io pensavo che non si sarebbe dovuto presentare [di fronte al Buddha] ed ero atterrita. Contemplavo la sua ombra proiettata vividamente dal lume delle lucerne: mi assalì un’ansia dolorosa per le tenebre de mondo futuro. Non bruciavo d’amore, eppure, nella seconda parte della notte, tornai segretamente da lui. La funzione era terminata e potemmo incontrarci con più agio. Il suo viso sconvolto dl pianto mi turbò. Già la notte si schiariva e si udivano rumori. Volle darmi la veste che indossava sulla nuda pelle, e chiese in pegno la mia. Ce la scambiammo e ci separammo. Ne avevo nostalgia, non riuscivo a dimenticare il suo aspetto commuovente. Tornata nella mia camera, mi coricai e mi accorsi che a una falda di quella veste era appuntato un foglio di carta di <i>mayumi</i> con un angolo strappato e i versi:</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Se realtà</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>o sogno sia, ancora</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>distinguere non so,</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>tristezza è rimasta,</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>con la luna di una notte d’autunno</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">[Non immaginavo] come avesse trovato il tempo per scriverla, ma mi pareva di capire che i suoi sentimenti non erano comuni; e allora cercai ogni occasione propizia per andare da lui. Trascorremmo le notti a incontrarci. Mi vergognavo per quello che il cuore di Buddha avrebbe provato a causa di quell’esorcismo, le cui formule erano state proferite con animo impuro. Nonostante ciò, dopo il ventisette, il male [di Sua Altezza] migliorò, il trentasettesimo giorno i voti si compirono e l’Ajari lasciò il Palazzo.</p>
<p style="text-align: justify;">La notte precedente alla partenza mi disse: “In quale altra occasione sperare? La polvere si accumulerà sul pavimento del luogo delle preghiere, nel luogo degli esorcismi non salirà più il fumo del <i>goma</i>. Se hai i miei stessi sentimenti, indossiamo le [tonache dalle] maniche tinte di nero intenso, rifugiamoci in una remota casa di montagna dove trascorrere questa breve vita senza timori”. Questo discorso mi impaurì.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Le parole con cui piangendo mi lasciò, ai rintocchi della campana che annunciava l’alba, mi commossero.</p>
<p style="text-align: right;">Nijō</p>
<p style="text-align: right;">(n.1258-m.dopo il 1306)</p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Lydia Origlia.</p>
<p style="text-align: right;">Da: <i>Towazugatari. Diario di una concubina imperiale</i>, Milano, Editoriale Nuova, 1981, pp. 78-80. </p>
<p style="text-align: right;">Questa stessa traduzione è attualmente in commercio in Italia con il titolo </p>
<p style="text-align: right;"><em>Diario di una concubina imperiale (Towazugatari)</em> ed è pubblicata  da SE (2008).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: right;">*A questo amante, il principe imperiale Shōjo (fratellastro degli imperatori GoFukakusa e Kameyama e</p>
<p style="text-align: right;">sacerdote capo del Ninnaji), Nijō nel diario attribuirà l&#8217;appellativo di Ariake no Tsuki, “Luna all’Alba”.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f318.png" alt="🌘" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f315.png" alt="🌕" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f312.png" alt="🌒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La confessione non sollecitata (tale è la traduzione del termine &#8220;towazugatari&#8221;) di Dama Nijō &#8211; vissuta in epoca Kamakura alla corte dell&#8217;imperatore in ritiro Go Fukakusa (1243-1304, regno 1247-1259) e di suo fratello Kameyama (1249-1305, regno 1260-1274) &#8211; è uno dei classici della letteratura giapponese meno conosciuti, certo anche a causa della perdita del testo che, smarrito per secoli, venne fortunosamente ritrovato solo nel 1938 dal professor Yamagishi Tokuhei (1894-1987) durante una ricerca nella sezione geografica della Biblioteca Imperiale di Tōkyō. Nondimeno il testo si rivelò da subito di grande interesse sia perché documenta la vita della corte di Kyōto durante lo shogunato di Kamakura, quando il centro del potere reale era ormai lontano dalla capitale imperiale, sia perché presenta aspetti dell&#8217;esistenza delle donne utili a ricostruire la storia della condizione femminile in Giappone, sgomberando il campo da ogni facile idealizzazione. In questo senso </em>Towazugatari<em> è un testo importante per i gender studies e proprio per questo è sottoposto da qualche anno a una serrata analisi critica, soprattutto da parte degli studiosi anglosassoni. Il brano che ho scelto qui mi sembra esemplare del ruolo peculiare che occupa nella letteratura giapponese. La confessione di Dama Nijō ha ancora molto da dirci: ne consiglio vivamente la lettura.</em></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-dama-e-luna-allalba/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La dama e Luna all’Alba.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Rileggendo il Genji monogatari: un capitolo al giorno. 3. Utsusemi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2012 17:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>     Capitolo 3                                                                                                 Utsusemi    &#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/rileggendo-il-genji-monogatari-un-capitolo-al-giorno-3-utsusemi/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Rileggendo il Genji monogatari: un capitolo al giorno. 3. Utsusemi.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/UTSUSEMImon.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4071" title="UTSUSEMImon" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/UTSUSEMImon.jpg" alt="" width="76" height="80" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/rotolo1.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-4072" title="rotolo" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/rotolo1-83x200.jpg" alt="" width="83" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-size: large;"><strong>C</strong></span>apitolo 3</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: x-large;"><strong>                                                                                             </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large; color: #993366;">Utsusemi</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993366; font-size: x-large;">     空蝉</span></p>
<p style="text-align: center;">                                                                   </p>
<p style="text-align: center;">                             La spoglia della cicala                                                                                      </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">N</span>el quale si racconta del desiderio tormentoso di Genji di rivedere la moglie del Governatore di Iyo e dei suoi tentativi di ritornare a trovarla, mentre lei si sottrae a qualsiasi nuovo incontro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">N</span><em>on riusciva a dormire: finora non era mai stato trattato così male da nessuno, ma quella notte per la prima volta aveva conosciuto l&#8217;amarezza del mondo e ne era così umiliato da chiedersi se valesse la pena di vivere. Sdraiato accanto a lui, il ragazzo aveva gli occhi pieni di lacrime e ciò lo faceva apparire ancora più grazioso. Assomigliava alla donna che, al tocco delle sue mani, gli era parsa sottile e minuta, i capelli non molto lunghi, e questa somiglianza che, chissà, forse nasceva solo dalla sua immaginazione, lo turbava. Si rendeva conto che cercare a tutti i costi di raggiungerla sarebbe stato sconveniente e così passò la notte presa dal suo rammarico e se ne andò prima che albeggiasse, senza neppure scambiare con il ragazzo le solite frasi, cosicché questi ne fu profondamente dispiaciuto e deluso. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">A</span>nche la donna è tormentata ma decisa a resistere, da donna sposata quale è:  &#8220;<em>era turbata e infelice, ma questa volta non le giunse alcun messaggio. Forse si era stancato di lei, e se da una parte le dispiaceva che la storia si concludesse in quel modo, d&#8217;altro canto temeva ancora più che quelle visite inopportune si ripetessero; meglio che tutto finisse così, si diceva, ma pure restava immersa in malinconici pensieri</em>&#8220;. </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">M</span>a Genji non rinuncia a fare ogni tentativo di rivedere la sposa del Governatore Delegato di Iyo e incarica di nuovo il giovane fratello di lei a organizzare un incontro. Questi riesce a far introdurre di nascosto il carro di Genji nel cortile della residenza del Governatore. Subito gli viene detto che la dama sta giocando a go con un&#8217;ospite che altri non è che la giovane e graziosa  figlia del Governatore di Iyo (denominata Dama dell&#8217;ala occidentale). Genji si nasconde per poter spiare le due donne e le osserva. Finita la partita, quando tutti si sono ritirati e tutto è buio, il ragazzo riesce a far entrare Genji nella stanza più interna, dove le due dame dormono. O meglio, la Dama dell&#8217;ala occidentale, giovane e spensierata non ha tardato ad addormentarsi, mentre la sposa del Governatore riflette solitaria, cercando di convincersi &#8220;di essere felice che il giovane Signore avesse rinunciato a lei&#8221;. Ma Il fruscio delle vesti di Genji  tradisce la presenza di qualcuno nel buio e la donna &#8220;<em>spaventata e quasi senza rendersene conto si alzò e, con indosso la sola veste di seta grezza, scivolò fuori dalla stanza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">C</span>osì Genji scosta la trapunta e non si accorge subito che la donna che sta dormendo non è quella a cui mirava, ma quando se ne accorge: &#8220;<em>Ne fu stupito e contrariato, ma a questo punto sarebbe stato ridicolo fare capire il suo errore alla donna che di certo avrebbe giudicato la cosa quanto meno stravagante. Sarebbe stato altrettanto assurdo inseguire l&#8217;altra, visto che lo sfuggiva con tanta ostinazione e che certo lo avrebbe ritenuto uno sciocco e, d&#8217;altra parte, se quella era la giovane donna che poco prima aveva intravisto alla luce della lampada, forse valeva la pena di restare, si disse, e bisogna ammettere che il suo comportamento dimostrava una certa leggerezza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">F</span>a dunque credere alla giovane di aver usato un sotterfugio per arrivare proprio sino a lei e la fanciulla, inesperta in queste faccende, gli crede. Si scambiano così dolci promesse d&#8217;amore; infine,  Genji le raccomanda il silenzio e se ne va, dopo aver raccolto una leggera veste (quasi la spoglia di una cicala) sicuramente lasciata dietro di sé, durante la fuga, dalla sposa del Governatore Delegato di Iyo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;">M</span>a tornato alla sua residenza di Nijō, Genji sente ancora la delusione per il mancato incontro con la dama che lo rifiuta e, tenendo con sé la veste di seta che ancora conserva il profumo della donna, le scrive una poesia che poi affida al fratello di lei, il giovane messaggero:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ai piedi dell&#8217;albero</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>dove la cicala</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>ha lasciato la sua spoglia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>ancora più rimpiango</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>colei che se n&#8217;è andata</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">e la donna, leggendola, &#8220;<em>pur essendo riuscita a far tacere il suo cuore, si rendeva conto che l&#8217;interesse che egli le aveva dimostrato non era certo superficiale: se soltanto tutto fosse avvenuto tempo prima, quando ancora non era la moglie del Governatore! si diceva, ma ormai non vi era via d&#8217;uscita</em> (&#8230;)&#8221;. *</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">* <span style="font-size: x-small;">Murasaki Shikibu, <em>La Storia di Genji</em>, traduzione di Maria Teresa Orsi, Einaudi, Torino, 2012, pp. 52-59.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<figure id="attachment_4075" aria-describedby="caption-attachment-4075" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/Genji-3-5_00021.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-4075" title="Genji  3, 5_0002" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/Genji-3-5_00021-600x673.jpg" alt="" width="600" height="673" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/Genji-3-5_00021-600x673.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/Genji-3-5_00021-178x200.jpg 178w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/07/Genji-3-5_00021-400x448.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4075" class="wp-caption-text">Tosa Mitsuyoshi, Genji monogatari: Utsusemi, periodo Momoyama, Kyōto National Museum.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/rileggendo-il-genji-monogatari-un-capitolo-al-giorno-3-utsusemi/">Rileggendo il Genji monogatari: un capitolo al giorno. 3. Utsusemi.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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