Richiamando il kami (Le nostre nipotine giapponesi). Arima onsen, dicembre 2015.

 
 
冬空れいろうと
円きばかりにて
子供の声。
 
Fuyuzora reirōto
maruki bakari nite
kodomo no koe.
 
Il cielo invernale splende.
Voci di bimbi in cerchio.
 
Ogiwara Seisensui
(1884-1976)
 
Traduzione di Irene Starace.
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Giovedì 21 dicembre alle ore 18.30.

Al termine un piccolo rinfresco* e artisti ospiti a sorpresa

per festeggiare e scambiarci gli Auguri di Natale
 
Vi aspettiamo numerosi !​

 

* Ingresso con contributo (7 euro).

Per informazioni e prenotazioni:

Anabasi arteinmovimento – Via Casale 3/A Milano
tel. 02 49435121 –
3398489670 info@anabasi.org www.anabasi.org

=> Essendo la sede un atelier di danza, è richiesto ai partecipanti di togliersi le scarpe.

 

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Un onabe delizioso a casa dell’amica. Kyōto, aprile 2017.

Onabe di manzo e verdure

Yaminabe

Preparazione: 30 minuti.

Cottura: 20 minuti.

 

200 g di manzo, tenero e venato leggermente di grasso, tagliato a macchina sottile . 200 g di daikon (o rape) . 100 g di carote . 200 g di patate . 2 foglie di hakusai (o verza) . 2 ciuffetti di spinaci . 1 grosso porro . 1 tōfu . 1/2 konnyaku (facoltativo) . 3 pezzetti di mochi (facoltativi) . 6 cucchiai di salsa di soia . 1 cucchiaio di mirin . sale

Le dosi sono per 4 persone.

 

Pelare daikon e carote e tagliarli a rettangoli sottili. Sbucciare le patate e ridurle a tocchetti. Lavare le foglie di hakusai e tagliarle a pezzi rettangolari. Lavare accuratamente gli spinaci. Lavare il porro e tagliarlo a fette diagonali. Tagliare il tōfu a cubetti con il lato di 3 cm, il konnyaku a pezzetti rettangolari e il mochi a cubetti con il lato di circa 2 cm.

Mettere in pentola (dev’essere di ferro o di terracotta) 5-6 tazze di acqua con 1 pizzico di sale e, quando bolle, cuocervi le patate a tocchetti per 3 minuti. Unire konnyaku, daikon e carote, poi la salsa di soia e il mirin. Aggiungere le fette di porro, i cubetti di tōfu e di mochi, poi la carne e i pezzi di hakusai e lasciar cuocere per 5 minuti, poi unire gli spinaci, far riprendere il bollore e, appena questi ultimi sono appassiti, servire in ciotole fonde. Si può portare in tavola la pentola e lasciare che ognuno si serva con un mestolo, possibilmente di legno, nella propria ciotola.

Un piatto invernale, da cucinare in una pentola di ferro e sul fuoco, nel buio (yami) di un’antica cucina di campagna, accompagnato da qualche cosa di saporito“. Così ce lo descrive Graziana Canova Tura nel suo libro.

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Anch’io ho un piccolo ricordo legato a questo piatto delizioso. Ricordo la serata trascorsa a casa di una cara amica, nella zona di Higashiyama, a Kyōto, poco lontano dal Gingakuji. Con molta semplicità Ryoko san ha sistemato la pentola di ferro sul fornello elettrico, preparato per l’occasione su un piccolo tavolo nel mezzo della stanza a tatami, e ha scartato tutti gli ingredienti che avevamo comprato insieme nel pomeriggio al supermercato. Il piatto si è cucinato davanti a noi, fra le nostre chiacchiere e il piacere di ritrovarsi insieme dopo un anno. Fra i nostri progetti e i nostri racconti l’onabe era condivisione e gusto. Mentre il buio della sera avvolgeva la città fuori dalla finestra, e la collina si punteggiava di luci, la cenetta per noi aveva il sapore prelibato dell’amicizia.

 

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Anche questa gustosa ricetta casalinga giapponese è stata scelta per noi da Graziana Canova Tura ed è tratta dal suo prezioso manuale:

 

Il Giappone in cucina

nuova edizione riveduta e aggiornata

Milano, Ponte alle Grazie, 2015.

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Da qui è possibile scaricare l’invito valido per 2 persone:Buddhismo.Venezia-Invito

Vi aspetto con grande gioia!

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I verdi, i rossi: tripudio d’autunno nel giardino ai piedi del castello di Hikone. Novembre 2015.

Kaze fukeba

otsuru momijiba

mizu kiyomi

chiranu kage sae

soko ni mietsutsu.

 

Quando soffia il vento

le foglie screziate cadono

sull’acqua del laghetto così limpida

che perfino le foglie ancora sul ramo

si vedono riflesse sul fondo.

 

Ōshikōshi no Mitsune

(X sec.)

Dal Kokinwakashū (Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne).

 

Traduzione di Pierantonio Zanotti.

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