Semi no asa

aizō wa kotogotoku

ware ni kaeru.

 

Frinir di cicale stamani –

tornano a me

tutti gli amori e odii.

 

Ishida Hakyō

(1913-1969)

 

Traduzione di Irene Iarocci.

 

🌸 In Giappone compiere 60 anni rappresenta un momento importante della propria vita: si è compiuto l’intero giro del calendario cinese nel suo ciclo sessantennale. Si è quindi pronti a cominciare di nuovo, a riavviare la ruota.

Kanreki: nuovo inizio.

Possibilmente senza guardarsi troppo alle spalle: il tempo è prezioso!

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GARDEN CLUB

VIA MONCUCCO 26/2, MILANO

SABATO 19 MAGGIO 2018 – H. 17.00,

Vi aspettiamo con grande piacere!

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Nella calda notte estiva, in una città del nord del Giappone, risuonano i sonagli e i tamburi della parata del matsuri. Osservo dal mezzo della folla assiepata ai lati della strada i gruppi di danzatori in kimono susseguirsi al ritmo della musica della festa tradizionale. D’improvviso, ecco comparire buffi personaggi mascherati che si muovono a passo di danza ma con movimenti volutamente scomposti, esagerati o furtivi: quelli di una pantomima. Donne e uomini dai giacchini colorati (i tradizionali happi) indossano contemporaneamente – una sul viso, l’altra sulla nuca – le maschere di Okame e Hyottoko, i personaggi del folclore, immacabili e amatissimi.

A loro e ad altri personaggi del folclore onnipresenti nelle feste, nei racconti popolari, nell’artigianato e nelle opere d’arte, sarà dedicata la relazione del XII Milano Netsuke Meeting alla Galleria La Galliavola di Milano, specializzata in arte asiatica e, in particolar modo, nel mondo dei netsuke.

➽ È gradita la prenotazione.

Vi aspettiamo!

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IL FASCINO MILLENARIO DELL’ORIENTE
SARÀ IL FIL ROUGE  DELLA IX EDIZIONE

DI MILANO ASIAN ART 

 

Per un mese – dal 16 maggio al 16 giugno 2018 – coinvolgerà cinque delle maggiori gallerie antiquarie milanesi che da anni si dedicano alla conoscenza e alla promozione del collezionismo dell’Asia orientale.

 

Un filo rosso, che unisce la passione e la competenza di antiquari di chiara fama come Mirco Cattai, Renzo Freschi, Carla e Roberto Gaggianesi de “La Galliavola”, Giuseppe Piva e David Sorgato, che organizzeranno nell’arco di quattro settimane mostre tematiche o dedicate a particolari stili e periodi che metteranno in evidenza, con oggetti di grande bellezza e straordinario valore storico – artistico, le infinite espressioni della creatività asiatica. Partner di Milano Asian Art 2018 il Museo Poldi Pezzoli con una mostra a Palazzolo sull’Oglio sulla prestigiosa raccolta di netsuke di Giacinto Ubaldo Lanfranchi, e una conferenza di Giuseppe Piva sulle lacche giapponesi il 23 maggio alle 18 al Museo delle Culture (Mudec), a sottolineare l’autorevolezza di questo evento nel calendario culturale della città.

🌸 Scarica qui la brochure:http://www.asianart.milano.it/assets/asianart_web.pdf

 

Nell’ambito della manifestazione, presso la Galleria La Galliavola, in corso di Porta Vittoria 17,

venerdì 25 maggio, dalle ore 16,

per il XII Milano Netsuke Meeting:

Arcaici sorrisi. Personaggi del folclore giapponese.

conferenza di Rossella Marangoni

Posti limitati. Si consiglia la prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 02 76007706, oppure: info@lagalliavola.com

 

 

 

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Vi aspettiamo allora

SABATO 19 MAGGIO 2018 – H. 17.00,

IN VIA MONCUCCO 26/2, MILANO

 

SHINTOISMO 

Edizioni Bibliografica, 2018.

 

L’insieme composito di riti, culti e concezioni del sacro di varia provenienza che si svilupparono nel Giappone arcaico e che vennero successivamente compresi nella definizione convenzionale, seppur problematica, di shintō  (lett.“la via dei kami”), è stato considerato a lungo come la religione autoctona giapponese, ancestrale e immutabile, caratterizzata da una supposta “unicità”. Pur essendo ancora a volte presentato in tal modo, lo shintō è da circa un quarantennio sottoposto a una revisione interpretativa volta a metterne in luce la natura di fenomeno religioso eterogeneo e complesso, caratterizzato da una dialettica fra continuità e cambiamento, tra riti della regalità e pratiche di devozione popolare continuamente creati e rinnovati nel corso dei secoli. Questa breve introduzione vuole essere un invito a non limitarsi alle interpretazioni tradizionali e precostituite dello shintō bensì a prendere in esame una visione problematica di questa tradizione che ha interessato tutti gli aspetti della sfera emotiva dei Giapponesi, condizionandone le idee sulla natura, sull’esistenza e sulla morte, sulla società, sulla politica, sull’estetica: una tradizione ben viva nella quotidianità del Giappone contemporaneo.

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