Associazione Yamato 

Casale Monferrato

domenica 21 maggio alle ore 16
 
Rossella Marangoni
 
 “Introduzione al mondo del kimono”  
 
Il kimono è l’abito tradizionale giapponese che contiene in sè tutta la cultura nipponica. 
L’arte, la poesia, l’estetica e la storia saranno esplorati per entrare in questo mondo fatto di ricchi tessuti e di raffinate movenze. 
La presentazione si terrà presso la sede dell’ Associazione Yamato (Casale Monferrato, via Garibaldi 18) e sarà l’introduzione al corso in tre lezioni che si terrà in autunno. 
(Probabili date: 14, 21 e 28 ottobre 2017).
 
I posti sono limitati, si consiglia la prenotazione:  tel. 3351284682   oppure yamato.casale@gmail.com
Gratuito per i soci
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Hamburger di tōfu e verdure

 Tōfu no hanbagā

 

Preparazione: 40 minuti.

Cottura: 10 minuti.

 

1 panetto di tōfu . 1 carota . 1 fungo shiitake grosso o 2 piccoli . 10 g di hijiki secchi . olio . farina bianca . sale . pepe

 

Far rinvenire le alghe hijiki in acqua per circa 30 minuti e così pure i funghi, separati, in una piccola scodella. Mettere il tōfu in un pezzetto di tela bianca pulita e inumidita, chiuderla a sacchetto e premere finché il tōfu ha perso tutta l’acqua ed è divenuto come una ricotta. Pelare la carota e tritarla grossolanamente. Scolare gli hijiki e tritarli. Scolare i funghi (tenere l’acqua dell’ammollo per un’altra ricetta), eliminare il gambo e tritarli.

Da un vecchio libro di cucina giapponese.

Mescolare le tre verdure con il tōfu, salare e pepare a gusto, poi farne delle polpette piatte, tipo hamburger. Infarinarle e cuocerle in poco olio caldo. Per rendere più morbido il risultato finale si può far saltare in poco olio il trito di verdure e lasciarlo raffreddare, oppure si possono usare crude.)

 

🍚🍜🍚🍜🍚🍜🍚

Anche questa deliziosa ricetta casalinga giapponese è stata scelta per noi da Graziana Canova Tura ed è tratta dal suo prezioso manuale:

 

Il Giappone in cucina

nuova edizione riveduta e aggiornata

Milano, Ponte alle Grazie, 2015.

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MILANO

La Galliavola Arte Orientale – via Borgogna, 9 – Milano

Nell’ambito della rassegna: & Milano Asian Art – 11-31 maggio 2017

venerdì  maggio 19 maggio – ore 16

Conferenza: Netsuke. Creature e miraggi nel profondo del mare.

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazioni: 02 76007706  oppure ☛ info@lagalliavola.com

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Foto di Mario Garavaglia.

Occidente verso Oriente:

l’Alto Adige e il Giappone

BOLZANO – Museo Civico – Via Cassa di Risparmio 14

venerdì 12 maggio – ore 18

Vestizione del kimono con conferenza-commento

Tomoko Hoashi – Rossella Marangoni

Rossella Marangoni

Vestizione del kimono

着物

Il kimono (letteralmente “cosa che si indossa, indumento”, da mono, cosa e ki, radice del verbo kiru, indossare), è il costume nazionale giapponese che si indossa in ogni occasione seguendo un preciso codice. Il kimono ha mantenuto la stessa forma originaria che risale al periodo Nara (VIII sec.), epoca ancora sotto l’influenza culturale della Cina dei Tang. Una pezza di tessuto che, chiusa sovrapponendo il lato sinistro a quello destro, forma con l’angolo delle maniche una grossa T. Viene tenuto chiuso dall’uso di una lunga fascia variamente annodata, l’obi. Questo circonda più volte il corpo femminile stringendolo in una sorta di elegante corazza, va annodato a una altezza prestabilita (variabile a seconda dell’età della donna) e legato sulla schiena per mezzo di un nodo la cui forma cambierà a seconda dell’occasione e dell’età di chi lo indossa. Il kimono è costituito da varie parti, ciascuna delle quali ha un nome specifico: hada-juban (abbigliamento intimo), naga-juban (sottoveste), han’eri (colletto decorativo). Ed è accompagnato da vari accessori fra cui i tabi, calze infradito bianche che ben si adattano alle calzature tradizionali, gli zōri.

Ogni donna giapponese, quando indossa il kimono, segue un codice che le permette di scegliere il kimono adatto all’occasione, cui accostare correttamente lo obi e gli accessori più indicati. Questo codice, che potremmo definire una vera e propria grammatica del kimono, si declina attraverso alcune variabili da tenere sempre presenti: il livello di formalità, l’età, la stagione. L’età di chi lo indossa è un importante elemento condizionante la scelta del kimono. Questa determina sia il tipo che i colori e i motivi decorativi. Una giovane donna nubile, in occasione di cerimonie (per esempio Capodanno o la Cerimonia per la maggiore età, il 15 gennaio) indosserà sempre il furisode (lett. “maniche fluttuanti”), o  kimono dalle maniche ampie e lunghe sino a un metro, mentre una donna sposata indosserà il tomesode, con le maniche più corte. Inoltre la posizione del disegno sul kimono è indicativa dell’età della donna: più i disegni sono collocati in basso, verso l’orlo, più si addicono alle donne mature le quali, per quanto riguarda i colori, prediligeranno toni smorzati.

Ma saranno poi le stagioni a dettare la scelta dei colori, dei motivi decorativi, oltre ovviamente che del tipo di kimono, che sarà più o meno pesante. La quantità e la complessità delle parti che compongono il kimono e la lunghezza e pesantezza dell’obi fanno sì che a volte si reputi necessaria la presenza di una persona che aiuti a indossarlo. La vestizione del kimono diventa allora una vera e propria cerimonia il cui rituale rimanda alla tradizione estetica classica del Giappone.

In occasione di Occidente verso Oriente, la vestizione del kimono verrà presentata dalla maestra Tomoko Hoashi con il commento di Rossella Marangoni, dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi (Aistugia).

 

Prenotazione posti presso il Museo civico: tel. 0471997960.

Per informazioni: associazioneartbolzanobozen@gmail.com

Organizzazione: Associazione Art Bolzano/Bozen

Con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.

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BOLZANO

Biblioteca Civica “Cesare Battisti”

via Museo 47 – 39100 Bolzano – tel. 0471/997 940 

giovedì 11 maggio – ore 18

Breve come un sospiro: introduzione alla poesia haiku.

Ovvero cantare il mondo in 17 sillabe.

 Conferenza di Rossella Marangoni

 

L’impressione di un istante: lo haiku non è che questo. Un componimento poetico brevissimo (solo 17 sillabe), il più breve che si ricordi, nato in Giappone nella prima metà del XVI secolo. Un genere poetico classico ancora amatissimo e praticato, in Giappone e non solo.  

Espressione lirica di sintesi estrema, di grande potere evocatore, lo haiku è solo in apparenza semplice. Nasconde molti segreti, nasconde un mondo. Ed è proprio questo mondo che la conferenza intende raccontare: per cercare di rivelarne la bellezza, per invitare alla lettura e, perché no?, all’ascolto di un’ispirazione.

 

🌹Al termine, presentazione del libro di haiku della poetessa Liliana Ianeva Satta, Bocciolo.

Per informazioni: associazioneartbolzanobozen@gmail.com

 

 

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