Se progetti per un anno semina grano,

per dieci anni pianta un albero,

per cento anni diffondi bellezza.

 

Seminando grano raccoglierai una volta,

piantando un albero raccoglierai dieci volte,

diffondendo la bellezza raccoglierai cento volte.

 

Guan Zhong*

(684?-654 a.C.)

 

*Citato da Nancy Martin in “Kō, la fragranza di una cultura”, Atti del Convegno Aistugia, Torino, settembre 2002.

La bellezza di ciò che è semplice. Un giardino a Nara. Novembre 2015.

La bellezza di ciò che è semplice. Un giardino a Nara. Novembre 2015.

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Stanotte. La luna in giardino. Un volto tra le foglie.

E la mente corre a quei versi di Akiko.

Come non pensarci? Poesia della luna e di una donna.

 

なにとなく君に待たるるここちしていでし花の脳ゆうずくよかな。

Nani to naku

Kimi ni mataruru

Kokochi shite

Ideshi hana no nō

Yūzukuyo kana.

Ho avvertito, chissà perché,

che tu m’aspettavi

e sono uscita. La notte.

Improvvisa sbucò la luna

sui campi fioriti.

Yosano Akiko

(1878-1942)

 

Traduzione di Mario Riccò e Paolo Lagazzi.

La luna di agosto. 18 agosto 2016.

La luna di agosto. 18 agosto 2016.

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In attesa che inizi la danza. Yamagata, hanagasa matsuri, 6 agosto 2013.

In attesa che inizi la danza. Yamagata, hanagasa matsuri, 6 agosto 2013.

In risposta al mio recente post 

http://www.rossellamarangoni.it/odio-lestate-sembra-dire-il-poeta.html

la cara amica Graziana Canova Tura ha scritto questo evocatore

 

Controcommento:

finalmente è estate… mi dispiace tanto per te, e condivido il tuo disgusto per i lati sgradevoli (umani) dell’estate, ma visto che io sto bene solo due mesi all’anno, lasciatemeli godere, con tutte le cose che mi confortano per così breve tempo: il verde glorioso delle montagne ripide di fronte a me, che sembrano quelle polinesiane; il venticello lacustre che si alza all’ora esatta ogni giorno, il sole sulla pelle che dà energia al corpo come se avessi messo due dita in una spina elettrica per ricaricarmi, il frinire delle cicale, il profumo di spiedini di sarde che ricorda il molo di Riccione in estati lontane…. I vestiti leggeri, senza quei chili di cappotti e altro che ci pesano addosso d’inverno, il profumo del bosco rigoglioso dopo un temporale, il gelato al tè verde, dolce-amaro, i fuochi d’artificio sulla montagna, e poi i ricordi delle feste in Giappone: tra tutte obon con le danze, le bancarelle, le lanterne, altri fuochi d’artificio, i ventagli che si muovono lenti, i bambini, gli yukata, le lucciole! 

Graziana

E che la danza abbia inizio! Yamagata, hanagasa matsuri, 7 agosto 2013.

E che la danza abbia inizio! Yamagata, hanagasa matsuri, 7 agosto 2013.

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invito Maraini Web-page-001

Comunicato stampa
 

In occasione del 150mo Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, è realizzata una mostra dedicata al celebre orientalista ed etnologo italiano Fosco Maraini

 

Negli spazi del palazzo benacense si sviluppa un percorso che mette in risalto la complessa e poliedrica figura di Fosco Maraini: etnologo, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore, esploratore e poeta. La mostra, a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi, si focalizza sul legame profondo di Maraini con il Giappone, legame che ha inciso in maniera determinante su tutto il suo percorso esistenziale e culturale.

 

Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).

 

La mostra è realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.

 

All’interno del palazzo Cominelli viene esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri documenti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mostrano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati alcuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi.

 

L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.

 

L’esposizione è incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.

 

Nella prima sala sono raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.

 

La seconda sala è dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya – dell’arcipelago delle Nanatsu-to – e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel 1954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.

 

Nell’ultima sala viene data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: sono esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji – i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese.

 

La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimonianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.

 

Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato interamente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi – Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significativi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi.

 

IL GIAPPONE DI FOSCO MARAINI
Immagini, appunti, progetti

30 Luglio 2016 – 2 Ottobre 2016

 

in collaborazione con: Comune di San Felice del Benaco Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux

Sede: Fondazione Cominelli Via Padre F. Santabona, 9 25010 Cisano di San Felice del Benaco (BS)

 

Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Ingresso libero

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Freschezza di alghe wakame al mercato Nishiki di Kyōto. Agosto 2009.

Freschezza di alghe wakame al mercato Nishiki di Kyōto. Agosto 2009.

 

Insalata mista con alga wakame

Wakame to tsuna no sarada

 

Preparazione: 20 minuti

10 g di wakame secca . 1 cetriolo . 150 g di tonno sott’olio . 12 pomodori ciliegini . succo di limone

Condimento:

2 cucchiai di salsa di soia . 3 cucchiai di aceto . 1/2 cucchiaino di olio di sesamo

Le dosi sono per 4 persone.

 

Far rinvenire l’alga wakame in acqua fredda per 10 minuti, scolarla e passarla un attimo in acqua bollente, poi scolarla di nuovo e tagliarla a pezzetti, dopo aver eliminato la nervatura. Affettare sottilmente il cetriolo, metterlo in una terrina colma d’acqua salata per 10 minuti e scolarlo, strizzando bene.

Mescolare gli ingredienti del condimento. Scolare il tonno dall’olio, spezzettarlo in una ciotola e spruzzarlo con poco succo di limone. Lavare i pomodorini e tagliarli a metà.

Poco prima di servire mescolare gli ingredienti, condirli con la salsa  e trasferirli in 4 ciotole separate.

☛ Invece dell’olio di sesamo si può usare poco olio leggero e cospargere l’insalata di semi di sesamo tostati.

 

Questa deliziosa ricetta, ideale per l’estate,  è presentata da Graziana Canova Tura nel suo prezioso manuale: 

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Il Giappone in cucina

Milano, Ponte alle Grazie, 2015.

 

 

 

 

Interno di un piccolo ristorante presso l'Adachi Museum. Novembre 2015.

Interno di un piccolo ristorante presso l’Adachi Museum. Novembre 2015.

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