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Editore: Editrice Bibliografica

Collana: I movimenti e le idee

Anno edizione: 2017

Pagine: 117 p. 

EAN: 9788870759211

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SHOZO KOIKE

Ruten

Mutevolezza

流転

 

prorogata fino al 21 dicembre 2018

 

Le stagioni, la natura, lo spirito, la vita: tutto ha un continuo mutare. Il cambiamento come passaggio da un aspetto all’altro, come rinascita e arricchimento. Come il fiore di loto che affonda le radici nel fango, ma risale per distendersi sulla superficie delle acque stagnanti ed affiora per aprirsi in tutta la sua bellezza. Il rapporto con la natura è da sempre un elemento fondamentale nella cultura giapponese. Fiori e animali, rocce e fiumi, così come il paesaggio, posseggono un’anima e una natura divina, soggetti degni di veri e propri ritratti e non solo descritti come puro elemento decorativo. Attraverso le molteplici gradazioni dell’inchiostro la natura diventa poesia ed è raccontata con tutta la sua grazia. Nella tavolozza ad olio il paesaggio diventa protagonista con il racconto delle stagioni, attraverso una pennellata sensibile e lieve ed un gioco di velature. Viene così rivelata l’essenza dell’artista, la parte legata all’occidente dove ha scelto di vivere e la parte orientale, quella dell’anima.

 

Il maestro Shozo Koike 

Nato a Okaya (Nagano) in Giappone, vive in Italia dai primi anni novanta del secolo scorso. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti “Taiheiyo” di Tokyo e un percorso lavorativo e artistico in terra nipponica, il desiderio di approfondire le conoscenze artistiche lo porta in Italia a studiare restauro. A Firenze si diploma in restauro dei dipinti e negli stessi anni segue il corso di disegno all’Accademia di Belle Arti. Dopo un lungo periodo fiorentino, si trasferisce in Piemonte a Casale Monferrato. La passione per l’arte occidentale lo ha portato a vivere in Europa ma l’essenza della propria anima orientale lo ha riavvicinato alla tecnica giapponese di pittura a inchiostro sumi-e. La pittura a inchiostro e la condivisione della cultura giapponese lo portano in varie città d’Italia dove tiene workshop e corsi. L’attività artistica prosegue con mostre personali e collettive dal 1981 in Giappone e in Italia.

 

La Galliavola Arte Orientale

corso di Porta Vittoria, 17

Milano

www.lagalliavola.com

 

☛ Per informazioni:

tel. 02 76007706

info@lagalliavola.com

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IKEBANA

La via dei fiori

IVREA, MUSEO CIVICO P.A. GARDA

 

19, 20 e 21 ottobre 2018

Colui che si dedica con amore e serietà all’arte dell’Ikebana intraprende, secondo la cultura Giapponese, la via spirituale dei fiori, detta Kadō.

L’arte orientale continua ad essere di casa al Museo Garda che ospiterà, dal 19 al 21 ottobre p.v. “Ikebana – la via dei fiori”, la mostra di portata internazionale, realizzata con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Guelpa, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone in Italia e della Regione Piemonte.

Artisti della scuola Wafu Kai di Ivrea guidata da Ingrid Galvagni Tosei, le scuole  Ohara di Milano, Kagei Adachi di Zurigo, Sogetsu di Roma, Firenze, Venezia e Merano, e Ichiyo di Ginevra, insieme per la prima volta in Italia, esporranno le loro ikebana al museo civico P.A. Garda.

Ospite d’onore della mostra sarà Geneviève Kokera Ausenda, Grand Master Ohara, che, per tutta la sua vita con grande passione e impegno, ha contribuito a diffondere l’arte dell’ikebana.

Un valore aggiunto di rilievo sarà offerto dalle immagini di Nicola Galvagni, fotoreporter italiano che vive e lavora a Parigi.

L’ikebana, l’arte giapponese di disporre i fiori, s’identifica con la rappresentazione simbolica della natura, del suo ciclo vegetativo e dell’alternarsi delle stagioni. La parola Ikebana significa “rendere visibile la vita dei fiori“. Gli elementi principali che compongono un ikebana sono tre: l’acqua, i vegetali ed i recipienti che  possono essere di diversa natura: ceramica, vetro, raku, legno e materiali plastici e  metallici e rappresentano un elemento molto importante, tant’è che alcuni artisti nell’arte dell’ikebana sono anche ceramisti o collezionisti di vasi di pregevole fattura.

Le origini dell’ikebana si fanno risalire al VI-VII secolo d.C. Se ne ha memoria dall’epoca di Ono no Imoko, un ambasciatore che fu inviato presso la corte imperiale cinese e che, impressionato dalla bellezza dei giardini e delle offerte floreali nei templi, al suo rientro in patria si ritirò sulle colline di Kyoto e divenne monaco, trasformando la spontanea e semplice offerta floreale al Buddha in una vera e propria forma d’arte.

Nella seconda metà del XV secolo fu il monaco Senkei Ikenobo a cogliere, con ancora superiore sensibilità artistica, gli insegnamenti del suo illustre predecessore. La sua fama era tale che richiamava nel suo tempio di Kyoto pellegrini da tutto il Giappone. Decise così di fondare una propria scuola sull’arte della composizione floreale che, in origine, era praticata esclusivamente da monaci e da nobili e, solo in un secondo momento, si diffuse trasversalmente in tutti i ceti con il nome di ikebana. 

In una fase successiva si svilupparono in Giappone molte altre scuole ognuna con il proprio stile.

Wafu Kai 

La scuola Wafu fu fondata nel 1896 da Wafu Teshigahara. Nel 1946 il direttore della scuola (iemoto), figlio primogenito del fondatore, ha introdotto uno nuovo stile di ikebana. Artista instancabile, ha presentato le sue opere in tutto il mondo, volendo trasmettere tramite l’ikebana un messaggio di pace e comprensione tra i popoli. La sua personale visione dell’arte dell’ikebana, riassunta nel motto “arrange flowers that you like – suitably – in a container that you like” , si diffuse in Giappone, Stati Uniti e Sud America.  Dal 1992, l’attuale iemoto segue le orme dei suoi due predecessori. 

Ohara 

La scuola Ohara, fondata da Unshin Ohara alla fine del XIX secolo ma ufficialmente solo nel 1912, enfatizza le caratteristiche stagionali, i processi di crescita naturale e la bellezza degli ambienti naturali. Si tratta di un indirizzo che ha sviluppato, in particolare, lo stile definito moribana per rappresentare attraverso le composizioni floreali un’idea di  paesaggio con connotazioni letterarie e pittoriche e definiti Bunjin e Rimpa.

Kagei Adachi 

Choka Adachi, fondatore della scuola Kagei Adachi nel 1912, aveva come scopo liberare l’ikebana dalle forme e dagli stili tradizionali. I criteri da lui propugnati erano enfatizzare l’asimmetria, l’acqua in quanto elemento vitale delle piante, doveva essere visibile come parte della composizione. 

Sogetsu 

La Scuola Sogetsu (letteralmente “Erba e Luna”) venne fondata nel 1927 da Sofu Teshigahara, artista interessato al mondo moderno e fortemente influenzato dall’apertura delle frontiere del Giappone. Egli “tolse” l’ikebana dalla sua posizione abituale: il tokonoma. Utilizzando nuovi materiali e tecniche innovative affermò che: l’ikebana può essere fatto da tutti in ogni momento, in qualsiasi luogo con qualsiasi materiale. 

Ichiyō

La scuola Ichiyō, fondata nel 1937 da Meikof Kasuya e sua sorella Ichiyō, ha cercato di adattare l’ikebana al modo di vivere contemporaneo pur mantenendo tradizioni e insegnamenti del passato. Nel 1983, Akihiro Kasuya divenne il terzo iemoto della scuola e introdusse performance teatrali, realizzando ikebana in cui predomina equilibrio e tecnica della tensione. 

INFO

tel. 0125 410512

e-mail musei@comune.ivrea.to.it

www.museogardaivrea.it

Inaugurazione venerdì 19 ottobre dalle 17,00 alle 19,00 

Giorni apertura dell’esposizione : 

sabato 20 ottobre: dalle 15.00 alle 19.00

domenica 21 ottobre: dalle 15,00 alle 17,00 

Ingresso Museo e Mostre: intero € 5,00   Ridotto € 4,00

Il Museo Civico P.A. Garda aderisce all’Abbonamento Torino Musei Piemonte.

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E fra i corsi proposti, anche il mio sulla storia delle donne in Giappone, da gennaio 2019.

 

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