有明のかすみに匂う朝もよし如月ごろの夕月もよし

Ariake no

kasumi ni niou

asa mo yoshi

kisaragi goro no

yuuzuki mo yoshi.

 

Bella è l’alba

in cui la luna appare

pallida nella foschia.

Bella è anche la luna al tramonto

nel mese di febbraio.

 

Ōtagaki Rengetsu

(1791-1875)

 

Traduzione dal catalogo della mostra La poetessa Ōtagaki Rengetsu monaca viandante, a cura dell’Associazione shodo.it, 2014.

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Introduzione alla cultura giapponese
– la storia, la cultura, la società –

Dal Giappone arcaico al Giappone dei guerrieri

corso a cura di Rossella Marangoni

 

presso l’Associazione Culturale Yamato

CASALE MONFERRATO

 

4 lezioni di 2 ore ciascuna: 

1.      Perché il Giappone. Per qualche stereotipo in meno.  La geografia, la lingua  e quel che ci racconta l’archeologia sul Giappone prima del Giappone.  

2.      Il Giappone antico: l’epoca dei grandi tumuli e dei miti. Lo Shintō, “via degli dei” e il Giappone buddhista e sinizzato. Viaggio fra i templi di Nara.

4.      Il Giappone di periodo Heian: la cultura raffinata della corte imperiale e le origini della letteratura in lingua giapponese.

5.      Il Giappone dei guerrieri: a Kamakura, una nuova aristocrazia e una nuova cultura.

 

DATE: 16-23 febbraio e 2-9 marzo 2019.

Dalle 15.30 alle 17.30.

 

SEDE: Associazione culturale YAMATO, via Garibaldi, 18 – Casale Monferrato

COSTO DEL CORSO (4 lezioni + dispense + materiali di approfondimento in una pagina riservata di questo sito): € 50.

Occorre fare o essere in possesso della tessera dell’Associazione Yamato.

 

NECESSARIA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 13 FEBBRAIO

con e-mail o telefonicamente:
yamato.casale@gmail.com
Tel. 3498508918

 

 

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 Via Marsala 4 – 20121 Milano

 

 

Paraventi Giapponesi- Galleria Nobili
è lieta di invitarvi alla presentazione di

SHINTOISMO 

Editrice Bibliografica, 2018

l’autrice Rossella Marangoni dialoga con Carmen Covito

Domenica 27 Gennaio 2019 ore 16.00
 

L’insieme composito di riti, culti e concezioni del sacro di varia provenienza che si svilupparono nel Giappone arcaico e che vennero successivamente compresi nella definizione convenzionale, seppur problematica, di shintō  (lett.“la via dei kami”), è stato considerato a lungo come la religione autoctona giapponese, ancestrale e immutabile, caratterizzata da una supposta “unicità”. Pur essendo ancora a volte presentato in tal modo, lo shintō è da circa un quarantennio sottoposto a una revisione interpretativa volta a metterne in luce la natura di fenomeno religioso eterogeneo e complesso, caratterizzato da una dialettica fra continuità e cambiamento, tra riti della regalità e pratiche di devozione popolare continuamente creati e rinnovati nel corso dei secoli. Questa breve introduzione vuole essere un invito a non limitarsi alle interpretazioni tradizionali e precostituite dello shintō bensì a prendere in esame una visione problematica di questa tradizione che ha interessato tutti gli aspetti della sfera emotiva dei Giapponesi, condizionandone le idee sulla natura, sull’esistenza e sulla morte, sulla società, sulla politica, sull’estetica: una tradizione ben viva nella quotidianità del Giappone contemporaneo.

 

Carmen Covito, scrittrice, è presidente dell’associazione culturale AsiaTeatro e dirige l’omonima rivista di studi online (www.asiateatro.it). Autrice di romanzi quasi sempre all’insegna della contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi, si occupa da molti anni di diffondere la conoscenza della cultura giapponese. Membro dell’Aistugia (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi) dal 1985, è anche socia fondatrice e vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it che promuove la pratica della calligrafia sino-giapponese. 

 

Partecipazione libera, gradita prenotazione via mail a: info@paraventigiapponesi.it

 

 

PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI
          Via Marsala 4 20121 Milano 
          Lunedì 15.30-19.00; da Martedì/Sabato 11.00-19.00
          Telefono +39026551681

          info@paraventigiapponesi.it

          www.paraventigiapponesi.it

 

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Il nostro matcha di Capodanno. 1° gennaio 2019.

なつかしき冬の朝かな。湯をのめば、湯気がやはらかに、顔にかかれり。

 

natsukashiki fuyu no asa kana

yu o nomeba

yuge ga yawaraka ni kao ni kakareri

 

Quanto care le mattine d’inverno!

 Dolce sul mio volto    

il vapore caldo dell’acqua della tazza.

 

Ishikawa Takuboku

(1885-1912)

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Keisai Eisen (1790-1848), Daikoku, Ebisu e Fukurokuju contano il denaro, stampa nishiki-e, inchiostro e colori su carta.

A Nara il giorno della vigilia di Capodanno è più tranquillo che a Kyōto o ad Ōsaka: la gente paga i suoi debiti con tutto il denaro che ha a portata di mano così che, se dice di non poter pagare, gli esattori accettano quelle parole senza insistere ulteriormente. Dopo le dieci di sera non si parla più di denaro e tutti gli abitanti di Nara godono dell’atmosfera dell’anno nuovo, tenendo quella che chiamano “la festa del focolare”: accendono il fuoco sotto la stufa della cucina e stendono stuoie sul pavimento di terra su cui si siede l’intera famiglia, dal padrone sino all’ultima domestica. In base alla tradizione locale, estraggono dolci di riso di forma rotonda che mangiano dopo aver abbrustolito: è un bello spettacolo che dà l’idea del benessere della casa.

La gente meno abbiente che vive in periferia inizia a celebrare la stagione facendo innanzitutto visita a Inaba, un dipendente del nobile monaco del tempio Daijoin; poi percorre la città al canto di “Ricchezza, ricchezza!” raccogliendo i dolci di riso e le monete di rame che le vengono offerti dalle case. Scene analoghe occorrono in Ōsaka con i venditori di esorcismi.

All’alba del Capodanno si odono le voci dei venditori delle immagini di Daikoku, il dio della fortuna, gridare “Prendete la fortuna! Non lasciatevi sfuggire la fortuna!”; il giorno successivo vendono le immagini di Ebisu, altro dio della fortuna, ripetendo il medesimo verso e, infine, all’alba del terzo giorno passano alla vendita delle immagini di Bishamonten, vendendo per tre giorni gli dei della prosperità.

Il giorno di Capodanno, gli abitanti di Nara, prima di farsi reciprocamente visita, si recano al tempio di Kasuga invitando, per l’occasione, tutti i parenti, anche i cugini alla lontana, per rendere allegra la cerimonia: più grande è il numero della gente radunata, più grande è la loro reputazione agli occhi del mondo!

Ihara Saikaku

(1641-1693)

Da “Il focolare di Nara” in Storie di mercanti, sezione I calcoli del mondo (Seken munezan’yō), a cura di Michele Marra, Torino, Utet, 1983, pp. 249-250.

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