Avvolta nella nebbia di primavera, Miyajima apparve davanti ai nostri occhi. Scendeva un'acquerugiola sottile. Marzo 2013.

Avvolta nella nebbia di primavera, Miyajima apparve davanti ai nostri occhi. Scendeva un’acquerugiola sottile. Marzo 2013.

Haru no yo no

yume no ukihashi

todaeshite

mine ni wakaruru

yokogumo no sora.

Si interrompe

il ponte sospeso dei sogni

di una notte di primavera –

file di nubi nel cielo

che dalla vetta si separano.

 

Fujiwara no Teika (Sadaie)

1162-1241

 

Dallo Shinkokinshū, 1:38, Primavera 1. Traduzione di Pierantonio Zanotti.

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I misteriosi croccantini accompagnati da un sake ben secco. La proposta su una vecchia rivista giapponese.

I misteriosi croccantini accompagnati da un sake ben secco. La proposta di una vecchia rivista giapponese.

 

Croccantini misteriosi

Komachiae

 

Preparazione: 20 minuti

Cottura: 5-7 minuti

120 g di pelle di pollo . 1 cetriolo . 2 cucchiai di sake . 1 cucchiaio di sesamo tostato . 2 cucchiai di aceto . 2 cucchiai di brodo dashi . 1 cucchiaio di zucchero . 1 cucchiaio di salsa di soia . sale. peperoncino

Grattare la pelle di pollo con un coltello per togliere il grasso sottopelle, tagliarla a striscioline sottili e farla saltare in padella col sake e 1 pizzico di sale, finché risulta croccante e ben arricciata. Scolare via il grasso. Lavare e pelare parzialmente il cetriolo, tagliarlo a strisce sottili lunghe 5 cm, passarlo sotto l’acqua fredda e scolarlo.

In una ciotola mescolare l’aceto, il brodo dashi, lo zucchero e la salsa di soia, unire le fettine di cetriolo e i riccioli croccanti di pelle di pollo e mescolare bene. Servirne una piccola porzione in ciotoline alte, spargendovi sopra i semi di sesamo e, a gusto, del peperoncino tritato o a listarelle.

Chiedete ai vostri ospiti di indovinare l’ingrediente principale di questo piatto: difficilmente capiranno che si tratta di semplice, povera, ma gustosa pelle di pollo.

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Katsukawa Shuntei (1770-1820), La poetessa Ono no Komachi mentre si guarda allo specchio, 1815 circa.

Katsukawa Shuntei (1770-1820), La poetessa Ono no Komachi mentre si guarda allo specchio, 1815 circa.

Scrive Graziana Canova Tura a corredo della ricetta: ” Mi sono sempre chiesta perché questa ricetta si chiami così. Komachi è il nome di una poetessa del IX secolo, dalla bellezza leggendaria, e non si capisce quindi l’accostamento alla pelle del pollo.”

 

Ma siccome, scrive sempre Graziana, è la poetessa giapponese che ama di più e siccome anch’io amo molto la poesia di Ono no Komachi, trovate qui un suo profilo:

http://www.rossellamarangoni.it/onna-donne-giapponesi-passioni-giapponesi-2-ono-no-komachi.html

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La ricetta dei komachiae è compresa nel prezioso manuale di Graziana Canova Tura

Il giappone in cucina_Sovra.inddIl Giappone in cucina

Milano, Ponte alle Grazie, 2015.

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SUSHI

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Da oggi, al Museo delle Culture, al Museo Poldi Pezzoli e in 6 gallerie antiquarie di Milano!

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CS_Milano&AsianArt_2016-page-002IMG_0001Clicca sui nomi per accedere ai comunicati stampa di presentazione delle mostre:

1-Dalton-Somaré    2-David Sorgato     3-Giuseppe Piva

4-La Galliavola       5-Cattai       6-Freschi

 

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