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SI FA PRESTO A DIRE HAIKU

Ovvero un universo in 17 sillabe. Introduzione alla poesia breve giapponese.

Guida alla lettura e… alla scrittura.

 

Un corso in 4 lezioni della durata di 2 ore.

Inizio corso: domenica 22 gennaio, ore 15.30.

 

L’impressione di un istante: lo haiku non è che questo. Un componimento poetico brevissimo (solo 17 sillabe suddivise), il più breve che si ricordi, nato in Giappone nella prima metà del XVI secolo. Un genere poetico classico ancora amatissimo e praticato, in Giappone e non solo.  

Kinkoku Yukoi, Il poeta Basho, 1820. The British Library.

Espressione lirica di sintesi estrema, di grande potere evocatore, lo haiku è solo in apparenza semplice. Nasconde molti segreti, nasconde un mondo. Ed è proprio questo mondo che il corso intende raccontare: per cercare di rivelarne la bellezza, per invitare alla lettura e, perché no?, alla scrittura.

 

Programma:

1° incontro: Il mondo poetico giapponese: da dove nascono gli haiku. Nascita di un genere e analisi della struttura poetica.

2° incontro: Temi, convenzioni e “follie” negli esempi dei grandi maestri.

3° incontro: Lo haiku e noi 1: come è stato reinterpretato lo haiku nella poesia occidentale.

4° incontro: Lo haiku e noi 2: laboratorio di scrittura. 

Saranno distribuiti testi e dispense. Saranno mostrate immagini che aiutino a comprendere l’ambiente naturale giapponese e la percezione dell’alternarsi della stagioni che sono alla base della creazione degli haiku.

 

Dove: Associazione culturale giapponese Yamato

via Garibaldi, 18/20

15033 Casale Monferrato (AL)

Quando: domenica 22 gennaio, 5 e 19 febbraio e sabato 18 marzo 2017; dalle 15.30 alle 17.30.

POSTI LIMITATI, RICHIESTA LA PRENOTAZIONE
Informazioni e adesioni :
yamato.casale@gmail.com
3498508918

 

 

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Gion. Novembre 2015.

Gion. Novembre 2015.

 

Associazione Culturale Yamato

via Garibaldi 18

Casale Monferrato

 

sabato 3 dicembre – ore 15.30

Viaggio in Giappone.  Stagioni, paesaggi, incontri.

conferenza di Rossella Marangoni

 

La tradizione del viaggio di piacere, in Giappone, ha una lunga storia. Spostarsi da un luogo all’altro per godere di qualcosa che non si trova nella propria terra d’origine (paesaggi, monumenti, cibi particolari, spettacoli) è un’attività che ha sempre appassionato i giapponesi. Si ripercorrono le orme di antichi viaggiatori – di poeti, di monaci, di artisti – si rievocano antiche epopee, si ammirano paesaggi e si gode di un momento di libertà insieme a un gruppo di amici. Perché il viaggio, in Giappone, è un’esperienza soprattutto culturale,  che si nutre però di piccoli piaceri, di rari momenti di raffinatezza, di coccole e delizie.

Per chi visita il Giappone, ormai meta turistica di moda, penetrare in una realtà così multisfaccettata e complessa può apparire disorientante o difficile da decodificare. Ma con qualche trucco e un po’ di sana curiosità, il viaggio in Giappone può rivelarsi una continua, appagante sorpresa.

 

Posti limitati. E’ richiesta la prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni:

yamatoAssociazione culturale giapponese Yamato, Casale Monferrato

➺ tel. 3498508918

➺ e-mail: yamato.casale@gmail.com

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Ricevo e con molto piacere, a mia volta, vi invito …

Paravento giapponese a sei ante con i tre amici dell'inverno, periodo Edo, 178 x 376 cm.

Paravento giapponese a sei ante con i tre amici dell’inverno, periodo Edo, 178 x 376 cm.

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Eterne stagioni

円環する季節

Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei

25 Novembre– 10 Gennaio 2017

Inaugurazione 24 Novembre ore 18.00

a cura di Matteo Galbiati

idea e progetto di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili

La Galleria Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili, dopo averla presentata con notevole successo al Museo d’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS) in collaborazione con la Fondazione Cominelli, ripropone la mostra Eterne Stagioni con un allestimento inedito, ripensato appositamente per gli spazi della sua sede nel cuore di Brera.
La mostra sviluppa un inusuale dialogo e confronto tra una collezione di antichi paraventi giapponesi e la sensibilità delle ricerche visive riscontrabile nelle opere di alcuni artisti contemporanei giapponesi.

 

Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano nelle istituzioni pubbliche, rientra nel programma espositivo previsto dalla Galleria per il 2016-17 e culminerà con la tappa conclusiva – con un ulteriore nuovo ed arricchito allestimento – presso Palazzo Monferrato ad Alessandria, prevista per la primavera del 2017.
La mostra si configura come un viaggio attraverso storie e tradizioni differenti ed è il frutto di una ricerca sperimentale che porta l’arte antica del Giappone mettersi a confronto e dialogo con quella di alcuni suoi artisti contemporanei, a testimonianza di come le distanze e i confini temporali della cultura nipponica, con le sue culture e i suoi linguaggi, non siano mai così profondi e separati.
Byōbu (così si chiamano in Giappone i paraventi tradizionali), grandi capolavori dell’arte degli artigiani del passato, fragili e allo stesso tempo robusti, essenziali e al contempo preziosamente poetici e lirici, sono parte integrante della cultura quotidiana tradizionale giapponese e popolano da secoli le abitazioni, suddividendo spazi, creando ambienti, generando ritmi, aprendo visioni e illustrando i significati di storie e miti. La loro effimera delicatezza si sposa con la rarefatta perfezione formale delle loro realizzazioni e testimonia quella carica di concentrato sapere proprio della sensibilità culturale del Paese del Sol Levante.
Se l’estetica artistica di questi oggetti – erano e sono di uso quotidiano – impone immagini sobrie e contenuti carichi di elementi e letture simboliche, questa stessa tensione sensibile viene altrimenti intercettata da artisti orientali contemporanei che, avendo avuto modo di formarsi in Giappone e trasferitisi poi in Italia, hanno innestato la loro arte con le nuove contaminazioni derivate dall’arte occidentale, sviluppando un linguaggio eterogeneo in cui echeggiano silenziosamente i valori di un’estetica classica e tradizionale, sebbene rivisitata e aggiornata con i principi artistici contemporanei.
Non è un caso, infatti, che molti artisti, avuto modo di ammirare i Byōbu, vi abbiano ravvisato un forte richiamo con la loro ricerca poetica e ne abbiano percepito intime affinità e convergenze.
Attengono all’estetica giapponese i caratteri specifici legati al mondo della comunicazione retorica, dell’inespresso e dell’allusività (Haragei), caratteristiche che hanno determinato nei secoli l’apparente semplificazione delle forme e dei mezzi espressivi, caricando ogni afflato artistico di densità simbolica. Queste posizioni sono ampiamente condivise dagli artisti chiamati in questa mostra, per i quali proprio la riduzione e la rarefazione del linguaggio sono un viatico per la ricerca di uno spessore espressivo sempre più pregnante e massimamente significativo.
La mostra ha come presupposto concettuale un’idea del Tempo diversa dalla visione lineare e teleologica autoctona. Il termine Enkan suru kisetsu, traslitterazione degli ideogrammi 円環する季節, sottende l’idea buddista della circolarità della Storia. Archetipo presente in varie culture, in Giappone essa assume una sfumatura policronica, spostando l’attenzione sulla costante presenza del qui e ora. Il dipanarsi del tempo sembra, in questo caso, essere una giustapposizione di infiniti momenti presenti. In questa ottica il passato e il presente coabitano lo stesso spazio nello stesso intervallo temporale. Su questa base è facile intuire la pertinenza del titolo Eterne Stagioni come ritorno instancabile e continuo di valori condivisituttora attuali e palpitanti.
 
Il progetto nasce da un correlato interesse di alcuni artisti contemporanei proprio verso questo tipo di contenuti artistici e anche da una proposta critica di verifica delle loro motivazioni interiori che generano e stimolano questi collegamenti e connessioni artistico-culturali.
L’allestimento, pensato da Matteo Galbiati e dalla Galleria, vede avvicinare, in dialogo intenso e lirico, i paraventi della collezione della stessa Galleria – di vari periodi e dimensioni – alle opere di Asako Hishiki, Kaori Miyayama, Ayako Nakamiya Tetsuro Shimizu.
Alle pareti si crea, così, un percorso dinamico e sorprendente dove antico e contemporaneo, Oriente e Occidente creano collisioni armoniche e poetiche. La mostra, quindi, non separa ambiti e contesti, ma li unisce e avvicina, mettendo in luce tanto la sfera culturale, quanto quella dell’esperienza umana.
 
Come accennato la mostra si concluderà nel 2017 con un nuovo allestimento a Palazzo Monferrato ad Alessandria, grazie al contributo e alla produzione dell’Associazione Libera-Mente – Laboratorio di Idee.
 
Catalogo vanillaedizioni edito in occasione della mostra al Museo d’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani disponibile su richiesta.
 
 
 
Eterne stagioni 円環する季節
Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei
 
a cura di Matteo Galbiati
idea e progetto di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili
 
25 Novembre 2016 – 10 Gennaio 2016
Inaugurazione giovedì 24 Novembre ore 18.00
 
PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI
Via Marsala 4, 20121 Milano
Telefono +39026551681
Orari: lunedì 15.30-19.00; da martedì a sabato 11.00-19.00
info@paraventigiapponesi.it
www.paraventigiapponesi.it

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Nei presi del cstello di Hikone. In una bellissima giornata di novembre. Autunno 2015.

Nei pressi del castello di Hikone. In una bellissima giornata di novembre. Autunno 2015.

Yama kurete

momiji no ake wo

ubai keri.

 

Si oscura la montagna,

e ruba il rosso

alle foglie d’autunno.

 

Yosa Buson

(1715-1783)

 

Traduzione di Elena Dal Pra.

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