Il rosa nel verde. Ciliegi al Togo jinja. Tōkyō, aprile 2017.

吹く風よ

心しあらば

この春の

桜はよきて

ちらさざらなむ

 

fuku kaze yo

kokoro shiaraba

kono haru no

sakura wa yokite

chirasazaranumu   

 

Se possiede un cuore

il vento che soffia, vorrei

che in questa primavera

soffiasse lontano dai fiori di ciliegio

per non farli cadere.

 

Anonimo

Dal Genji shaku (Il Genji spiegato, 1160 circa)

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Davanti alla  finestra. 20 marzo 2018.

Waga haru mo

Jojokichi zo

Ume no hana 

                                                                                 

Fiori di pruno:

 è un’estasi

la mia primavera.

Kobayashi Issa

(1763-1828)

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Alzando lo sguardo. Nel giardino. Koishikawa Korakuen, Tōkyō, aprile 2017.

Una conversazione infantile

Adokenai hanashi

 

Chieko dice che a Tōkyō,

non c’è cielo.

Dice di voler vedere

un vero cielo.

Colto di sorpresa,

io guardo su.

Attraverso il fogliame

fresco dei ciliegi

intravedo quel bel cielo

che da piccolo

ho visto tante,

veramente tante volte.

Le nuvole opache sospese

sull’orizzonte

sono umidità appena rosata

del mattino.

Guardando lontano, Chieko

dice:

“Il vero cielo di Chieko

è quello blu

che si vede

tutti i i giorni

sul monte

Atatarayama”.

Abbiamo parlato del cielo

come due bambini.

 

Takamura Kotarō

(1883-1956)

 

Traduzione di Takeshita Toshiaki.

Takamura fu scultore e poeta. Scritta con un linguaggio colloquiale, questa poesia in versi liberi è dedicata alla moglie Chieko, ammalata di tubercolosi e sofferente, negli ultimi anni della sua vita, di una forma di schizofrenia. Alla moglie, Naganuma Chieko (1886-1938), pittrice, disegnatrice e esponente del gruppo di “nuove donne” (atarashii onna) che aveva dato vita alla rivista Seitō (Calze blu, 1911), dedicò la sua più celebre raccolta di versi, Chiekoshō (1941), da cui è tratto questo componimento.

 

Chieko wa Tōkyō ni sora ga nai to iu/honto no sora ga mitai to iu./Watashi wa odoroite sora o miru./ Sakurawakaba no aida ni aru no wa,/ kitte mo kirenai/ mukashinajimi no kireina sora da./ Don’yori kemuru chihei no bokashi wa/ usumomoiro no asa no shimeri da./ Chieko wa tōku o minagara iu,/ Atatarayama no yama no ue ni/ mainichi deteiru aoi sora ga/ Chieko no konto n sora da to iu./ Adokenai sora no hanashi de aru.

La copertina del primo numero della rivista Seitō, disegnata da Naganuma Chieko.

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Otonashi no taki: la cascata senza suono. Ohara, Kyōto, 1915.

谷風に解くる氷のひ孫とにうちいづる波や春のはつ花

Tanikaze ni

tokuru  kōri no

hima goto ni

uchiizuru nami ya

haru no hatsuhana.

 

Al soffio del vento, nella valle

il ghiaccio si schiude

e da ogni squarcio

spumose germogliano le onde:

sono esse i primi fiori della primavera?

 

Minamoto no Masazumi

 (attivo fra la fine del IX e l’inizio del X sec.)

Traduzione di Ikuko Sagiyama.

da Fujiwara no Kintō, Wakanrōeishū. Raccolta di poesie giapponesi e cinesi da intonare, a cura di Andrea Maurizi e Ikuko Sagiyama, Milano, Edizioni Ariele, 2016.

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