Tetti e rami. Kyōto Gosho, agosto 2013.

木の枝の瓦にさはる暑さかな。

ki no eda no kawara ni sawaru atsusa kana.

 

Il ramo di un albero

gratta sulle tegole.

– Caldo.

 

Akutagawa Ryūnosuke

(1892-1927)

Traduzione di Lorenzo Marinucci.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

BOLZANO

Biblioteca Civica “Cesare Battisti”

via Museo 47 – 39100 Bolzano – tel. 0471/997 940 

giovedì 11 maggio – ore 18

Breve come un sospiro: introduzione alla poesia haiku.

Ovvero cantare il mondo in 17 sillabe.

 Conferenza di Rossella Marangoni

 

L’impressione di un istante: lo haiku non è che questo. Un componimento poetico brevissimo (solo 17 sillabe), il più breve che si ricordi, nato in Giappone nella prima metà del XVI secolo. Un genere poetico classico ancora amatissimo e praticato, in Giappone e non solo.  

Espressione lirica di sintesi estrema, di grande potere evocatore, lo haiku è solo in apparenza semplice. Nasconde molti segreti, nasconde un mondo. Ed è proprio questo mondo che la conferenza intende raccontare: per cercare di rivelarne la bellezza, per invitare alla lettura e, perché no?, all’ascolto di un’ispirazione.

 

🌹Al termine, presentazione del libro di haiku della poetessa Liliana Ianeva Satta, Bocciolo.

Per informazioni: associazioneartbolzanobozen@gmail.com

 

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

 

Miyajima, il monte Misen. Aprile 2013.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kasumi tatsu

haru no yamabe wa

tōkeredo

fukikuru kaze wa

hana no ka zo suru.

 

Le montagne primaverili

avvolte nella foschia

sono lontane,

ma il vento che ne spira

profuma di fiori.

 

Ariwara no Motokata

(inizi X sec.)

 

Traduzione di Ikuko Sagiyama.

 

 

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Nel nostro giardino. Marzo 2017.

yo no naka wa

jikoku no ue no

hanami kana

 

In questo mondo

– sopra all’inferno –

contempliamo i fiori.

 

Kobayashi Issa

(1763-1828)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

 

La luna di marzo. Fra i boccioli del pesco del giardino. 12 marzo 2017.

Haru no yo no

yami wa ayanashi

ume no hana

ito koso miene

ka ya wa kakururu.

 

Folli sono le tenebre

nella  notte di primavera.

Celano, è vero,

il colore del fiore di susino,

ma il profumo, come fanno a velarlo?

 

Ōshikōshi no Mitsune

 (X sec.)

 

Dal Kokin waka shū (Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne), Milano, Ariele, 2000. Traduzione di Sagiyama Ikuko.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin