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Davanti alla  finestra. 20 marzo 2018.

Waga haru mo

Jojokichi zo

Ume no hana 

                                                                                 

Fiori di pruno:

 è un’estasi

la mia primavera.

Kobayashi Issa

(1763-1828)

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Chanoyu non è che questo.

Bollire l’acqua, preparare il tè e bere.


Sen no Rikyū

(1522-1591)

Un percorso all’origine della cerimonia del tè e del maestro che l’ha codificata. Un rito di intima comunicazione alla ricerca di ideali estetici di essenzialità, asimmetria e bellezza effimera.
(Ingresso gratuito per i soci ordinari)
 
POSTI LIMITATI, è richiesta la PRENOTAZIONE
 
Informazioni e prenotazioni:
 tel. 3498508918
Ass. Yamato – Casale Monferrato, via Garibaldi 18
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Kajita Hanko (1870-1917), Pensando (1903), stampa a colori.

Per tutte noi. A tutte noi.

 

Genshi, josei wa taiyō de atta.

 

“In origine, la donna era un sole, un essere autentico.

Oggi la donna è una luna, una luna dal volto livido come quello di un malato, che vive attraverso un altro e non brilla che per mezzo di un altro.

Ora Seitō alza la voce.

Seitō è nata, una neonata dell’intelligenza e del lavoro delle donne giapponesi di oggi…

Ciò che fanno le donne provoca il riso ma io so, io, ciò che si nasconde dietro quelle risate eccessive… E non ho paura. […]

In origine, la donna era un sole, un essere autentico.

Oggi la donna è una luna, una luna dal volto livido come quello di un malato, che vive attraverso un altro e non brilla che per mezzo di un altro.

Noi ora dobbiamo ritrovare il sole che ci hanno nascosto.

“La parola al nostro sole, ai nostri talenti nascosti!” Questo è il grido che noi lanciamo a noi stesse, questa è la nostra sete, insopprimibile e insaziabile, questo è l’istinto che scuote tutto il nostro essere. Questo grido, questa sete e questo istinto che, tutti insieme, daranno vita al nostro spirito appassionato…

Allora potrà brillare, molto in alto, il trono del nostro genio…  […]

Voglio, con tutte le donne, credere al nostro genio nascosto. Fiduciosa in questa possibilità, voglio dal fondo del cuore rallegrarmi della felicità per noi di essere nate donne in questo mondo. La nostra salvezza risiede nel nostro genio, non nelle nostre preghiere agli dei o a Buddha, e neppure nei templi e nelle chiese.

Noi non attendiamo più una rivelazione divina. Riveliamoci a noi stesse, attraverso i nostri sforzi, svelando il segreto della nostra natura; riveliamoci a noi stesse da noi stesse.

Noi non crediamo né ai miracoli né ai misteri lontani. Noi sveleremo i segreti della nostra natura, diventeremo miracoli e misteri.

Proseguiamo incessantemente le nostre preghiere appassionate e la concentrazione spirituale! Andiamo sino in fondo, persistiamo!

Fino al giorno in cui nascerà il nostro genio nascosto, fino al giorno in cui brillerà il nostro sole nascosto…

Quel giorno sarà nostra ogni cosa, il mondo intero!

Quel giorno saremo degli esseri superiori, unici al mondo; non avremo più bisogno di riflettere sulla nostra esistenza e sulla nostra indipendenza nel cuore della terra: saremo degli esseri autentici.

Impareremo quanto la solitudine possa essere ricchezza e gioia.

Allora le donne non saranno più delle lune.

Quel giorno le donne saranno il sole che erano in origine: saranno degli esseri autentici.”

 

“In origine, la donna era un sole, un essere autentico”, questo è il celebre messaggio che la giovane Hiratsuka Raichō (1886-1971) rivolse alle sue compagne nel settembre 1911, sul n° 1 di Seitō (Calze blu, 1911-1916), prima rivista letteraria esclusivamente redatta ed editata da donne.

 

A tutte loro, al loro coraggio, alla loro energia, alla loro resistenza, il mio ricordo, il mio omaggio.

A tutte loro e a tutte noi.

 

 

 

Il gruppo di Tōkyō della Seitōsha, scattata l’11 dicembre 1911, dopo  una riunione nel giardino del tempio Shōrin-ji 勝林寺 a Mannenyama 万年山 (Tōkyō, Hongō) pubblicata nel numero del gennaio 1912, p. 170. Hiratsuka Raichō è la seconda persona in piedi a partire da sinistra.

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