Perché c’è sempre la primavera. E la primavera sta per arrivare, anche in questi giorni grigi e scuri in cui l’ansia ci prende perché il silenzio intorno a noi ci fa rabbrividire.

Ci sono state primavere, giorni in cui il cielo ci sorprendeva per il suo colore intenso, alberi che ci comparivano davanti come un regalo. Petali volteggiavano attorno a noi e passeggiavamo sotto le chiome fiorite pensando che sarebbe stato così per sempre.

Torneranno quei giorni, torneremo a meravigliarci della bellezza dei petali, torneremo a tenerci per mano sotto le chiome lussureggianti. Con pazienza, con coraggio, con speranza restiamo in attesa, ascoltando, fuori dalla finestra, il silenzio rotto dal canto degli uccelli ritornati per noi.

Il ciliegio perfetto accanto al padiglione del tè. Giardini di Hamarikyū, Tōkyō, aprile 2019.

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Son giorni duri, questi. Giorni difficili.

Ci salverà un po’ di bellezza? Sì, ci salverà, lo sento, se sapremo ricordare i momenti felici, se sapremo apprezzare le piccole cose, se sapremo viaggiare con il ricordo e la fantasia.

Lo scorso aprile, a Matsumoto, il sole si era nascosto ma i ciliegi – eh sì, i ciliegi! – erano lì, ad aspettarci.

La ringhiera rossa della veranda “da cui si ammira la luna” spiccava fra il bianco e il nero del castello, imponente e al tempo stesso elegante. 

E lungo il fossato i ciliegi sussurravano al vento tiepido, raccontandoci una storia di primavera e di meraviglia.

Tutt’intorno a noi ci osservavano le montagne…

Matsumotojō, aprile 2019.

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A volte basta guardare verso il basso, girare un angolo, in un luogo segreto che pochi conoscono, per ritrovarsi circondati da una nascosta bellezza.

È un giardino appartato, poco lontano dalle folle che visitano il Todaiji, eppure quasi solitario.

Un luogo tranquillo, in cui sostare e ritrovare la quiete.

Le colline attorno sono comprese nel paesaggio che si dispiega davanti ai vostri occhi eppure sono i piccoli particolari che a volte catturano l’attenzione, che restano impressi nel ricordo come un regalo.

Piccola tsukubai. Giardino Isuien, Nara, aprile 2017.

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Una nascosta bellezza, quieta e appagante.

Forse qualcuno vorrebbe chiamarla wabi ma non fa per me usare a casaccio wabi, sabi, zen.

La” passeggiata del filosofo” è poco lontana, eppure il brusio della folla qui non arriva.

Ci fermiamo ogni volta e lo spirito se ne rallegra.

Una quieta bellezza. Hōnenji, Kyōto. Aprile 2019.

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Brilla, d’oro e di luce, la grande lanterna sopra di noi.

Oggetto di nascosta e rara bellezza che pochi guardano, distratti dal luogo e dal suo potere di suggestione.

Izumo Taisha, sede degli dei: è qui che si raccontano le antiche storie del Giappone.

Una lanterna all’Izumo Taisha, aprile 2019.

 

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