Oro della paglia di riso e della corda, e il verde “sparato” nella vecchia fotografia: sono i colori di un’estate giapponese. I tetti spioventi di strati e strati di paglia delle minka sotto i quali si allevavano tradizionalmente i bachi da seta (le antiche fattorie che in quella regione hanno i tetti come mani in preghiera secondo lo stile gasshō zukuri), le ruote dei carri appese quali decorazioni, e il colore acceso dell’erba intorno, e il canto ostinato delle cicale: sì, era l’estate.

                                                         Sotto il tetto d’oro, Takayama, agosto 2005.

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Era a Uji. Era il giardino del Paradiso della Terra Pura.

Sull’acqua limpida del laghetto davanti al Padiglione della Fenice, l’incontro fra i pini e i cespugli fioriti. 

Per me un’immagine di pura bellezza.

Nel giardino del Byōdōin. Uji, maggio 2019.

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Spazzare il mare di sabbia. Non monaci, ma giardinieri rastrellano la ghiaia nel cortile del Kyōto gosho. Il bianco e il vermiglio della Jomeimon, i colori della vitalità shintoista, i colori del sacro imperiale, scandiscono il porticato antistante la Sala delle Cerimonie, lo Shishiden.

Una perfetta simmetria, una perfetta alternanza di colori e, nel mio ricordo, una dolcissima primavera.

Kyōto, Palazzo Imperiale, aprile, 2009.

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Fiori nell’acqua davanti all’ingresso di un negozio. La primavera fa capolino nel bacile di pietra. Perché la bellezza può essere tranquilla e non magniloquente. Modesto, questo piccolo angolo ci rivela ciò che rende unico il viaggio in Giappone: la bellezza del quotidiano.

Un regalo che portiamo dentro di noi quando torniamo a casa.

Davanti all’ingresso. Kinosaki Onsen, aprile 2017.

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Hida Furukawa ga, natsukashii.

Ho nostalgia di giorni di festa, di viaggi in treno, di cibi e profumi, di paesaggi. Ho nostalgia del Giappone.

E della notte del grande tamburo, la notte dell’okoshidaiko, la notte del 19 aprile.

Ma quest’anno la voce del grande tamburo è spenta. Più vivo, allora, è il ricordo.

Il grande tamburo nella parata notturna del matsuri. Hida Furukawa, 19 aprile 2019.

Per saperne di più su questo affascinante matsuri, vi rimando al mio saggio per Pagine Zen che trovate a questo link:

https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/battiti-del-cuore-nel-cuore-della-notte-il-matsuri-di-hida-furukawa

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