Rubare gli attimi, cogliere l’eleganza di silhouette che si allontanano di spalle, incuranti degli sguardi altrui. 

Mentre i turisti si affollano cercando di cogliere il gruppo degli sposi con i loro invitati, seduti in file ordinate, elegantissimi.

Ma ciò che amo, io, è guardare di lato, accompagnare con lo sguardo chi si allontana. Inseguirne la bellezza.

Tre stili. Meiji jingū, Tōkyō, aprile 2019.

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La notte buia e fredda, ma i ciliegi erano lì, come sempre, nel parco di Ueno, in piena fioritura.

E qualche gruppo sparuto si attardava ancora sotto agli alberi. Chissà quanti avranno attraversato come noi il parco, per rientrare in hotel, e quanti avranno visto la teoria di lanterne baluginare nel folto dell’erba primaverile. Ma certo, viene più spontaneo volgere lo sguardo verso le cime fiorite…

Eppure quelle lanterne, a Ueno, resteranno a lungo nella nostra memoria. Un ricordo di primavera acceso nella notte di questi giorni.

Lanterna con stampa di Hiroshige. Tōkyō, parco di Ueno, aprile 2017.

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Era primavera, a Kyōto. I ciliegi allora fiorivano in aprile e il giardino secco del Ryōanji era più vicino che mai, essendoci una piattaforma aggettante sulla superficie di ghiaia. Il restauro della residenza dell’abate ci aveva favorito. I ciliegi sembravano più vicini, anzi, erano più vicini, e così le misteriose pietre.

E quella bellezza! Credevamo che sarebbe durata per sempre, dimenticando la fragilità della nostra natura impermanente.

I ciliegi e il Ryōanji. Kyōto, aprile 2009.

 

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La semplicità di geometrie che non ti aspetti, di segni puliti, la levigatezza dei materiali e, d’improvviso, la comparsa di una figura in kimono da cerimonia: è il Gōrakadan, ryōkan esclusivo alle pendici del Fuji. E il personaggio azzimato altri non è che il cameriere incaricato di occuparsi di voi durante il vostro soggiorno.

Era il 2009, come dimenticarlo? Un’esperienza unica e fuggevole nel luogo di villeggiatura dell’imperatore Taishō.

La quintessenza del concetto di omotenashii, il prendersi cura del cliente anticipandone i bisogni, i desideri.

Un luogo in cui ogni particolare è curato per esaltare la bellezza e la semplicità, la bellezza della semplicità.

Pare scontato eppure… eppure noi lo consideriamo un privilegio.

Gōrakadan, Gōra, aprile 2009.

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E così è di nuovo primavera, ma non è una primavera come sempre e noi, come la vivremo?

Guardandola dalla finestra, ricordando come eravamo solo un mese fa.

Ma ora è questo che ci viene chiesto: il coraggio di affrontare questi giorni, i giorni di una crudele primavera.

Un cervo a Miyajima. Marzo 2013.

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