Quali petali sull’acqua. Kyōto, marzo 2013.

 

Jigoku nashi

gokuraku no nashi

ware mo nashi

tada aru mono wa

hito to banbutsu.

 

Nè inferno né paradiso né io. Tutto quanto esiste è l’uomo e la moltitudine delle cose.

 

Yamagata Bantō

(1748-1821)

 

Da Yume no shiro (Al posto dei sogni). Traduzione di Adriana Boscaro.

 

Yamagata Bantō, figlio di contadini e mercante egli stesso, fu un intellettuale di periodo Edo fortemente influenzato dalle idee e dalle scienze occidentali. 

Su di lui è possibile leggere alcune pagine di Katō Shuichi in Storia della letteratura giapponese, 2 vol., Dal XVI al XVIII sec. (Venezia, Marsilio, 1989).

Yume no shiro, la sua opera più celebre, composta probabilmente fra il 1802 e il 1820, è un compendio della conoscenza delle scienze occidentali  acquisita in Giappone sino alla seconda metà del XVIII secolo. Fu pubblicata solo nel 1916, anche se alcune parti dovettero circolare, almeno a livello di manoscritti, durante la vita dell’autore e, in generale, in epoca Edo.

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Pagine Zen n. 123 (Anno ventunesimo)
Con 8 nuovi approfondimenti

 

– Taiko Monogatari
Storie di costruzione
di Chiara Codetta Raiteri – www.youtube.com/watch?v=DvZp1hmseFo
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/taiko-monogatari-storie-di-costruzione

 

清風徐来
La fresca brezza arriva lentamente
Calligrafia di Bruno Riva – shodo.it

– Kokeshi
Il Tōhoku fra tradizione e design
Recensione di Anna Lisa Somma – www.bibliotecagiapponese.it
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kokeshi-il-tohoku-fra-tradizione-e-design

 

– Kuki Shuzō: Iki
o l’estetica della singolarità
di Laura Ricca
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kuki-shuzo-iki-o-l-estetica-della-singolarita

 

– Dalla necessità alla bellezza
Un’indagine su “Mottainai” (2^ parte)
di Rossella Marangoni – www.rossellamarangoni.it
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/dalla-necessita-alla-bellezza-un-indagine-su-mottainai-seconda-parte

 

– Tra antenati e legami perduti
Incontri con le itako del Tōhoku (1^ parte)
di Marianna Zanetta – www.mariannazanetta.com
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/tra-antenati-e-legami-perduti-incontri-con-le-itako-del-tohoku-prima-parte

 

– Scorci di Kyōto
Tre opere inedite di Hōen nella collezione del Museo d’Arte Orientale di Venezia
di Francesca Storti
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/scorci-di-kyoto-tre-opere-inedite-di-hoen-nella-collezione-del-museo-d-arte-orientale-di-venezia

 

– Il tavolo del letterato cinese (2^ e ultima parte)
di Carla Gaggianesi – www.lagalliavola.com
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/il-tavolo-del-letterato-cinese-seconda-parte

 

 – L’influenza del teatro Kabuki sull’Ukiyo-e
di Paolo Linetti – pao.lin@live.it
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/l-influenza-del-teatro-kabuki-sull-ukiyo-e

 

Questo il link all’intero numero 123 di Pagine Zen
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/archivio/pagine-zen-123

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Pagine Zen n. 122 (anno ventesimo)
con 5 nuovi approfondimenti
 
– Tawaraya Sōtatsu (1570? – 1640?)
Un artista all’avanguardia
di Marta Molinari
con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/tawaraya-sotatsu-un-artista-all-avanguardia

– Johakyū 序破急
Introduzione, sviluppo, conclusione.
Calligrafia di Bruno Riva – shodo.it

– Il tavolo del letterato cinese (prima parte)
di Carla Gaggianesi – www.lagalliavola.com
con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/il-tavolo-del-letterato-cinese-prima-parte

– Un’indagine su “Mottainai” (Prima parte)
di Rossella Marangoni – www.rossellamarangoni.it
con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/un-indagine-su-mottainai-prima-parte

– Un Okimono di avorio del Museo d’Arte Orientale di Venezia
Figura femminile con acqua, arco e frecce.
di Silvia Begotto

– L’immagine della donna nello Shintō
di Giulia Zucconi
con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/l-immagine-della-donna-nello-shinto

– Kaze no denwa
Il telefono del vento
di Giampiero Raganelli
con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kaze-no-denwa-il-telefono-del-vento

– Amae
Il lato dolce del Giappone
di Fabiola Palmeri – www.facebook.com/nipponstorytelling/

– Pagine giapponesi
Immagini e racconti dal Giappone attraverso i libri della Biblioteca Braidense
Recensione di Anna Lisa Somma – www.bibliotecagiapponese.it

 
— Questo il link all’intero numero di Pagine Zen n. 122
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/archivio/pagine-zen-122
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Yoshida Hiroshi, Il giardino degli iris a Horikiri (Horikiri no shōbu), dalla serie Dodici scene di Tōkyō (Tōkyō jūni dai), 1928.

 

Un giardino dove chiacchierare con gli amici, quando il sole tramonta. Un giardino di iris, un paesaggio irreale, uscito da una parete come in una leggenda cinese e in cui passeggiare, bere il tè, lasciar passare i giorni, oziosamente.
Sognare, è quello che possiamo fare noi, che non andiamo in vacanza.

Sognare è scatenare la nostra fantasia, spalancando i nostri occhi interiori noi, che non abbiamo paesaggi davanti, che non abbiamo montagne, che non abbiamo mare.
Sognare, è forse quello che sappiamo fare meglio, recitandoci poesie, raccontandoci storie, mentre scorre la notte.

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Takeuchi Keishu (1861-1943), La carpa, 1908.

Tradizionalmente in Giappone il periodo fra il 5 e il 21 maggio era indicato come “tarda primavera” (banshun) e a segnarne l’inizio era la festa dei bambini (tango no sekku), una delle cinque feste tradizionali che punteggiavano il corso dell’anno:

Go jo arite

nochi no otoko ya

hatsu nobori.

Avere cinque figlie

e, dopo, un bambino, ah

la prima carpa fluttuante.

 

Masaoka Shiki

(1867-1902)

 

Gli stendardi multicolori a forma di carpa, i cosiddetti satsuki nobori (o “stendardi del quinto mese”) si gonfiavano – e ancora si gonfiano – alla brezza tiepida che viene dal sud, la brezza profumata chiamata tradizionalmente kunpū.

Koinobori, stampa di autore sconosciuto, 1950 circa.

Perché la carpa? Perché la sua strenua ostinazione nel risalire la corrente è simbolo della capacità di affrontare con coraggio qualsiasi avversità: modello per qualsiasi individuo, certo, ma che nella società tradizionale giapponese (notoriamente più incline a vedere la donna come “buona moglie e madre saggia” ossia ryōsai kenbo, e a imporle questo modello, che a considerarla come individuo autonomo), era proposto come esempio per i maschietti. E, dunque, la festa dei maschietti diventava festa delle carpe, inalberando, sui pennoni di bambù posti sulle case, quelle maniche a vento a forma di koi, multicolori e svolazzanti.

Nell’antica Cina, del resto, si riteneva che le carpe potessero risalire delle rapide chiamate Ryūmon (Porta del Dragone) e che qui si trasformassero in dragoni, signori dei cieli e delle acque. La carpa diventò così, nel mondo sinogiapponese, simbolo di ascesa sociale, di successo nella vita. 

Intrigante, a questo proposito è la stampa di Utagawa Hiroshige (1797-1858) della serie Sakana zukushi, dedicata alla carpa.

Utagawa Hiroshige, Carpa, dalla serie “Grandi pesci”, 1840 circa.

Durante il periodo Edo, acquistare una stampa con la raffigurazione di una carpa che risale la corrente aveva un forte valore talismanico e, in questa in particolare, tale connotazione era rafforzata dai versi di anonimo che accompagnano la rappresentazione del pesce: “Alla fine non c’è dubbio che diventerà un dragone fra le nuvole del palazzo – la forza della carpa che risale le rapide del fiume” (sue tsui in kumoi no ryū to narinubeshi kawase wo noboru noi no ikioi).

Capacità di affrontare le avversità, coraggio, resistenza: in questa nostra particolare stagione, questa faticosa, crudele e interminabile primavera, l’insegnamento della carpa può valere anche per noi, mi sembra.

Lasciamo allora che sventoli al vento caldo, contro il cielo.

Utagawa Kuniyoshi, Tango no sekku (La festa dei bambini), dalla serie Gayū go sekku no chi (Gioco elegante delle cinque feste), 1840.

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