Scenografie di nubi nel cielo di inizio settembre.

 

 

Kaika ame uruu shinshū no chi

tōyō kaze suzushi yo ni naran to hossuru ten.

Mentre dai fiori di robinia la pioggia irrora il terreno nei primi giorni d’autunno,

il vento tra le foglie di paulonia rinfresca l’aria sul far della sera.

 

-Bai Juyi

(772-846)

 

Aki kinu to

me in wa sayaka ni

mienedomo

kaze no oto ni zo

odorokarenuru.

Non vedo ancora

chiari segni 

dell’autunno,

ma il fruscio del vento

mi sorprende.

 

-Fujiwara no Toshiyuki

(?-901)

 

Traduzione di Andrea Maurizi (Bai Juyi) e Ikuko Sagiyama (Fujiwara no Toshiyuki).

Fonte: Fujiwara no Kintō, Wakanrōeishū. Raccolta di poesie giapponesi e cinesi da intonare, a cura di Andrea Maurizi e Ikuko Sagiyama, Milano, Edizioni Ariele, 2016, pp. 68 e 69.

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“Cerimonie della sera”, acquerello di Satō Giei.

 

Cerimonie della sera

 

Il motto del maestro zen: “Leggere prima, a libro aperto, i sūtra, poi fare le pulizie”, invita la grande assemblea  (ossia la comunità), a partire dalle tre del pomeriggio, prima della meditazione della sera, a recitare dei lunghi testi, come per esempio il sūtra del Diamante. Detto ciò, leggere – e interpretare – dei testi antichi, e per di più scritti in cinese: l’impresa è ardua. Il novizio partecipa a questa interminabile seduta ma è assalito da dubbi e si domanda quali meriti possono esserne ricavati. Non c’è che l’esperienza a insegnargli, con l’andar del tempo, che è perfettamente indifferente che il monaco, intellettualmente o meno, penetri nel senso della sua lettura. La recitazione dei sūtra va presa come una preghiera che conduce alla concentrazione mentale. Chi si spingerebbe a sostenere che il lavoro del malato è quello di esaminare la ricetta e di immagazzinare dei termini specialistici? Non è meglio se si segue fedelmente la prescrizione del medico e ci si rimette al suo sapere? Ebbene, qui è la stessa cosa: i meriti del recupero provengono dal fondo di se stessi. Un tempo, fu nel momento in cui Longtan soffiò sulla lanterna tenuta in mano dal suo discepolo Deshan che quest’ultimo, improvvisamente, conobbe il Risveglio. Prese un importante commento del sūtra del Diamante e lo gettò nel fuoco dicendo:

“Analizzare tutti i sistemi filosofici è come porre un solo pelo sottile nel grande vuoto del cielo; sforzarsi di padroneggiare le attività del mondo, è voler riempire un grande valle gettandovi semplicemente una goccia d’acqua!”

Altrimenti detto, dottrina, sūtra e conoscenze non hanno che un’importanza secondaria e non valgono più che la fiamma di una lampada che si tiene in mano.

 

 

Satō Giei

(1920-1967)

Fonte:

Satō Giei, Journal d’un apprenti moine zen (Unsui nikki, 1966),

traduit du japonais par Roger Mennesson, Arles, Philippe Picquier, 2010, pp. 86-87.

Edizione giapponese pubblicata da The institute for Zen studies nel 1972.

❖Mia traduzione “di servizio” dall’edizione in lingua francese.

 

➽ Maggiori informazioni sul libro e il suo autore le trovate in questa pagina:

https://www.rossellamarangoni.it/una-lettura-per-lestate-unsui-nikki-il-diario-di-un-novizio-zen.html

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Sede del corso: 

SPAZIO IPAZIA 

vicolo Cortazza 10, Abbiategrasso (Milano) e online in aula virtuale ZOOM.

 

Il corso vuole essere un’introduzione alla storia del teatro in Giappone  e alla  sua grande tradizione, dalle origini nel mito e nel rito alla fioritura dei generi classici (noh, kabuki, bunraku) fino alle moderne arti del palcoscenico. Un viaggio affascinante alla scoperta di una tradizione vivente fonte di continuo incanto e meraviglia, alla scoperta dell’attore, delle maschere, delle macchine sceniche ma anche delle storie che il teatro giapponese ci racconta. 

Ogni lezione sarà corredata da dispense.

10 lezioni di 2 ore ciascuna, il sabato – dalle 15.30  alle 17.30

Il corso si compone di 2 moduli, costituiti da lezioni monografiche che possono essere scelte liberamente.  

Inizio corso: sabato 26 settembre 2020, ore 15.30.

 

Date: 

Primo modulo: 26 settembre, 3, 10, 17 e 24 ottobre 2020.

Secondo modulo: 7, 14, 21 e 28 novembre, 12 dicembre 2020.

 

 Primo modulo:

Mito, arcaiche rappresentazioni e nascita di una tradizione classica. Dal mito, al rito, alla tradizione classica del noh, della farsa kyōgen, del teatro di figura.

  1. Il mito e le forme più antiche della rappresentazione (kagura, sarugaku, gigaku, bugaku).
  2. La tradizione classica: il noh.
  3. Le storie del noh: fra dramma e poesia.  
  4. La tradizione classica della farsa: il kyōgen
  5. La tradizione classica dei burattini: il bunraku.

Secondo modulo:

Verso la modernità. Un teatro popolare, un teatro totale, e per tutti. Dalla grande tradizione del kabuki, al teatro del XX secolo fino alle storie d’amore e di vendetta che il teatro racconta.

1.Una forma classica di teatro totale: il kabuki (parte prima).

2. Macchine sceniche e corpi in movimento: il kabuki (parte seconda).

     3. Le storie del teatro: storie d’amore e di morte. 

4. Le storie del teatro: storie d’eroi e di vendette.

5.Verso la modernità: teatro-danza, spettacoli di narrazione, musical e… cinema.

Al termine di ogni lezione degustazioni varie.

 

BONUS per gli iscritti al corso completo o a uno dei due moduli.

Ogni iscritto avrà diritto ad accedere a una pagina  riservata appositamente dedicata al corso su questo sito: 

www.rossellamarangoni.it

 

Costi:

Corso complessivo (i 2 moduli, 10 lezioni): 70 €.

Solo 1° modulo (5 lezioni): 40 €.

Solo 2° modulo (5 lezioni): 40 €.

Singola lezione: 10 €.

Scarica qui il programma in pdf: IPAZIA Corso TEATRO Giapponese PROGRAMMA

 

Legenda immagini:

1.Paul Binnie, Heisei yakusha o-kagami: Ennosuke – Kurozuka, 1997

fonte: https://www.scholten-japanese-art.com/printsV.php?printID=529

2.Rielaborazione di una stampa d’attore di Utagawa Toyokuni (1769-1825).

 

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Editrice Bibliografica vi aspetta al corso online:

“L’esperienza del sacro in Giappone: introduzione allo Shintō, la via degli dei”

tenuto da Rossella Marangoni.

Articolato in tre lezioni da 90 minuti, il corso vuole approfondire alcuni aspetti dello Shintoismo, un’affascinante tradizione religiosa, i cui culti d’origine più antica sono ancora ben presenti e vitali nel Giappone contemporaneo.

 

Iscrivetevi sul nostro sito: http://bit.ly/corsomarangoni

 

Il programma

Martedì 22 settembre 2020, 18:00-19:30

Il pensiero religioso giapponese. Cos’è lo Shintō, perché lo Shintō.

Peculiarità dell’esperienza del sacro in Giappone; sincretismo, non esclusività delle fedi, una religiosità “fluttuante”.

Animismo? Panteismo? Politeismo? Facciamo un po’ di chiarezza: definizioni dello Shintō vecchie e nuove.

 

Martedì 29 settembre 2020, 18:00-19:30

Essere shintō, vivere shintō: etica, pratiche, luoghi.

I kami, oggetto di venerazione. Interazione uomo-natura-kami.

I segni della sacralità. Lo shintai, “corpo” del kami.

La purezza e la morale, la contaminazione, la morte.

Vitalismo shintō e culti collettivi.

La visita al tempio.

 

Martedì 6 ottobre 2020, h 18:00-19:30

Il Kojiki, i miti, la creazione del mito, l’utilizzo del mito.

Lo Shintō e la questione del potere.

I miti cosmogonici, l’utilizzo politico dei miti nei clan e nella casa imperiale.

La questione della divinità del sovrano.

I riti, manifestazioni della relazione con il divino.

 

La quota comprende

 

  • tre lezioni da 90 minuti in videoconferenza con la docente;
  • il volume Shintoismo di Rossella Marangoni in ebook;
  • l’accesso alla sezione “Area riservata” del sito www.rossellamarangoni.it dove saranno caricati materiali testuali, audio e video per approfondire i contenuti del corso.

 

Biografia della docente

 

Laureata in Lingua e letteratura giapponese all’Università di Torino, tiene conferenze, corsi e seminari presso alcune istituzioni milanesi, in particolare su tematiche collegate all’esperienza del sacro in Giappone e alla cultura teatrale ed estetica del periodo Edo. Autrice di Zen, dizionario iconografico, opera tradotta in più lingue, e di numerosi saggi sulla cultura giapponese, è membro dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi. Per Editrice Bibliografica ha pubblicato anche Zen e Buddhismo nella collana Movimenti, idee e fenomeni.

 

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Fresche acque. Kawagoe, agosto 2009.

 

Ricordo di Narahashi, Mishima

 

In una minuscola striscia di giardino avevano scavato la bocca di una fonte.

Qua e là crescevano fusti di zenzero.

Lungo il muretto bianchi fiori di lespedeza                                 cespugli così rigogliosi!

Veramente un buco in affitto, quasi da vergognarsene.

 

Eppure c’era sempre                  quella trasparente

fredda acqua sorgiva. Confetti di rugiada

       celeste            perle di rugiada terrena.

Nessuna tubatura a portare acqua intiepidita, ma in cambio

l’anguria penzolante dalla corda, gocciolava di frescura vermiglia.

 

Sia papà che cantava i suoi versi , sia mamma

che dal buio della cucina sciacquava nella pignatta il riso da bollire,

di quest’acqua           andavano fieri.

 

Anche nel sogno           le alghe si allungavano fluttuanti,

il piccolo alla fine tornerà        a questa nascosta            città d’acqua

il sorriso fluttuante        un invito delle mani.

(2001)

 

Ōoka Makoto

(1931-2017)

 

Traduzione di Alessandro Clementi degli Albizzi.

 

Da: Poeti giapponesi, a cura di Maria Teresa Orsi e Alessandro Clementi degli Albizzi,

Torino, Einaudi, 2020, pp. 48-49.

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