Poesie d’agosto, poesie d’estate. Oggi: Daigū Ryōkan.

Nella foresta dello Eiheiji, prefettura di Fukui, agosto 2007.

Estate

 

Dove potermi riparare dalla calura estiva

se non nel venerato tempio di Izuruta?

Qui mi allieta il canto delle cicale,

dalle piante mi viene una fresca brezza.

 

***

 

D’estate, nella notte profonda,

i bambù sono coperti di rugiada.

Il rumore del mortaio è cessato.

L’erba del giardino trasuda umidità,

cantano le rane, lontano e vicino,

in alto e in basso, lampeggiano le lucciole.

Non mi è possibile dormire,

accarezzo il cuscino, pensando a tante cose.

 

***

 

Un’estate, quando il riso era maturo,

camminavo per la campagna con il bastone.

Appena mi vide, un vecchio contadino

m’invitò per una bevuta di sake.

Usammo le frasche come sedili,

le foglie di paulonia come piatti.

Dopo alcuni bicchieri, steso a terra,

sotto il cielo, mi addormentai felice.

 

Daigū Ryōkan

(1758-1831)

 

Traduzione dal giapponese di Luigi Soletta.

Da: Poesie di Ryōkan, monaco dello zen, a cura di Luigi Soletta, Milano, La Vita Felice, 1994, pp. 71-72.

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