<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Kawabata Yasunari - Rossella Marangoni</title>
	<atom:link href="https://www.rossellamarangoni.it/tag/kawabata-yasunari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.rossellamarangoni.it</link>
	<description>segni giapponesi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Feb 2026 15:05:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/09/cropped-ro-mon-512-32x32.png</url>
	<title>Kawabata Yasunari - Rossella Marangoni</title>
	<link>https://www.rossellamarangoni.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Incipit. Apriamo un libro</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 15:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incipit]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Stagioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sui miei scaffali]]></category>
		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Yomu - Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Teresa Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[stagioni in Giappone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rossellamarangoni.it/?p=17096</guid>

					<description><![CDATA[<p>Incipit su un incipit&#8230; Maria Teresa Orsi su Kawabata È stato un tunnel a farmi venire l&#8217;idea di esplorare i punti di contatto tra la letteratura e i luoghi che essa evoca. Non in astratto, in generale, alla ricerca di teorie che allarghino gli orizzonti della critica; ma secondo le mie personali passeggiate, per citare&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Incipit. Apriamo un libro</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/">Incipit. Apriamo un libro</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_17202" aria-describedby="caption-attachment-17202" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-17202" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-400x581.jpg" alt="" width="400" height="581" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-400x581.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-551x800.jpg 551w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-138x200.jpg 138w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-768x1115.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami.jpg 964w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-17202" class="wp-caption-text">Takahashi Hiroaki, Notte di neve a Ikegami.</figcaption></figure>
<h1 class="wp-block-heading"><span style="color: #9f3e81;">Incipit su un incipit&#8230;</span></h1>
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #333333;">Maria Teresa Orsi su Kawabata</span></h2>



<p>È stato un tunnel a farmi venire l&#8217;idea di esplorare i punti di contatto tra la letteratura e i luoghi che essa evoca. Non in astratto, in generale, alla ricerca di teorie che allarghino gli orizzonti della critica; ma secondo le mie personali passeggiate, per citare Umberto Eco, attraverso i &#8220;boschi letterari&#8221; giapponesi in cui mi avventuro ormai da molti anni. C&#8217;è anche un tunnel in quei boschi: è quello che compare in una delle più celebri pagine della letteratura giapponese del Novecento: &#8220;Usciti dalla lunga galleria di confine, si era già nel paese delle nevi&#8221;.</p>



<p>Così inizia <em>Il paese delle nevi </em>(<em>Yukiguni</em>) di Kawabata Yasunari, un romanzo la cui stesura è durata parecchi anni e che non è costruito su un intreccio convenzionale, procedendo piuttosto in modo rapsodico e dando voce a sensazioni immediate che non passano attraverso il filtro di un ragionamento logico. Un esempio di letteratura nella sua più alta espressione, dunque, che non richiede, anzi rifiuta riscontri concreti. Quell&#8217;incipit così scolpito ed essenziale, introducendo alla raffinata, evocativa prosa di Kawabata, mi era sempre sembrato un perfetto, allusivo richiamo a un mondo simbolico, lontano, ovattato, sfuggente come sfuggono i colori quando a dominare è il bianco bagliore della neve. E in effetti lo scrittore non ha inserito elementi che consentano di identificare un luogo reale con il paese delle nevi. La sua collocazione è quanto meno incerta e a un&#8217;analisi filologicamente rigorosa del testo si potrebbe dire che non esiste.</p>



<p>Insomma, non avevo mai pensato quel tunnel come qualcosa di diverso da un geniale artificio letterario, sebbene fosse ragionevole ipotizzare che si trovasse &#8211; e si trovi tuttora &#8211; vicino a Yuzawa, una cittadina del Nord-ovest del Giappone, ai tempi di Kawabata nota come suggestivo <em>onsen</em> tra le montagne, oggi &#8220;promossa&#8221; anche a frequentata stazione sciistica. [&#8230;]</p>



<p>Andando a Yuzawa, speravo soltanto di assaporare l&#8217;atmosfera degli <em>onsen</em> isolati dal mondo, prediletti da tanti scrittori e intellettuali proprio perché sono il luogo ideale per un relax fatto di riflessione e di vicinanza alla natura. Era inverno, e dirigendomi verso quello che l&#8217;immaginazione mi spingeva a considerare il paese delle nevi mi attraeva l&#8217;idea che avrei trovato calde fonti di acqua termale circondate da cumuli di neve. Durante il viaggio da Tokyo, su un comodo treno ad alta velocità, per quanto ci si avvicinasse alla destinazione, il paesaggio era sì invernale, ma brullo: alberi spogli, campi addormentati, un grigio diffuso che i pochi sempreverdi non riusciva a ravvivare. Anche quando le colline circostanti cominciarono a trasformarsi in veri rilievi montuosi, il colpo d&#8217;occhio non mutava, curva dopo curva, galleria dopo galleria. Poi l&#8217;ennesimo tunnel, mentre l&#8217;altoparlante annunciava che eravamo in prossimità della stazione di Yuzawa. E dopo il tunnel un quadro straordinario, inaspettato. La neve era diventata padrona assoluta, sembrava plasmare ogni cosa: un brusco passaggio dall&#8217;oscurità a una luce capace &#8211; Kawabata aveva davvero ragione &#8211; di &#8220;tingere di bianco il fondo della notte&#8221;.</p>



<p>Maria Teresa Orsi, Fabio Sebastiano Tana, <em>La neve di Yuzawa. Immagini dal Giappone</em>, Torino, Einaudi, 2021, pp. 3 e 4.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/">Incipit. Apriamo un libro</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Domenica del Kimono</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/la-domenica-del-kimono-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 19:48:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Kimono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<category><![CDATA[kimono]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rossellamarangoni.it/?p=16434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una giovane donna Keiko&#160;indossava lo stesso kimono della sera prima. Sulla seta lucente, di un pallidissimo azzurro, erano disegnati pivieri in volo tra fiocchi di neve. Gli uccelli erano colorati, ma nell’insieme il kimono era piuttosto spento per una ragazza giovane come lei. Le tinte erano troppo tenui per un kimono da festa. “È un&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/la-domenica-del-kimono-2/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La Domenica del Kimono</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/la-domenica-del-kimono-2/">La Domenica del Kimono</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading"><span style="color:#0076a9" class="has-inline-color">Una giovane donna</span></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="391" height="600" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2022/01/Shinsui_Ito-1st_Series_of_Modern_Beauties-Catching_fireflies-00035871-051002-F06.jpg" alt="" class="wp-image-16436" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2022/01/Shinsui_Ito-1st_Series_of_Modern_Beauties-Catching_fireflies-00035871-051002-F06.jpg 391w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2022/01/Shinsui_Ito-1st_Series_of_Modern_Beauties-Catching_fireflies-00035871-051002-F06-130x200.jpg 130w" sizes="(max-width: 391px) 100vw, 391px" /><figcaption>Ito Shinsui,<em> Hotarugari (Cacciando lucciole)</em>, shinhanga, 1931.</figcaption></figure>



<p><em>Keiko&nbsp;indossava lo stesso kimono della sera prima. Sulla seta lucente, di un pallidissimo azzurro, erano disegnati pivieri in volo tra fiocchi di neve. Gli uccelli erano colorati, ma nell’insieme il kimono era piuttosto spento per una ragazza giovane come lei. Le tinte erano troppo tenui per un kimono da festa.</em></p>



<p><em>“È un kimono stupendo. L’ha forse disegnato la signorina Ueno?” domandò Oki.</em></p>



<p><em>“No” rispose Keiko. “L’ho disegnato io. Ma non è venuto proprio come l’avevo in mente.” Così dicendo, Keiko arrossì.</em></p>



<p><em>I toni tenui del kimono tuttavia mettevano in risalto i tratti perfetti del suo volto, e rendevano più vivace la sua espressione. Inoltre, nell’accostamento dei colori e nelle variazioni delle forme degli uccelli vi era una freschezza giovanile. I fiocchi di neve sparsi parevano danzare nello spazio.</em></p>



<p>Kawabata Yasunari (1899-1972)</p>



<p></p>



<p>Da<em> Bellezza e tristezza</em> (<em>Utsukushisa to kanashimi to</em>, 1961-63). Traduzione di Atsuko Ricca Suga.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/la-domenica-del-kimono-2/">La Domenica del Kimono</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Come una favola.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-come-una-favola/</link>
					<comments>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-come-una-favola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 17:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mukashi mukashi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
		<category><![CDATA[Sui miei scaffali]]></category>
		<category><![CDATA[Yomu - Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti in un palmo di mano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rossellamarangoni.it/?p=14718</guid>

					<description><![CDATA[<p>“La mia pietra tombale sia una stele alta più di lei. Fatele abbracciare la mia pietra tombale e seppellitela in mare”. Poiché il padre morendo in un lago di sangue aveva espresso questo desiderio, i due figli gli costruirono una tomba d’ineguagliabile splendore. Il padre aveva trovato morte crudele per mano della giovane vedova e&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-come-una-favola/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Come una favola.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-come-una-favola/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Come una favola.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14720" aria-describedby="caption-attachment-14720" style="width: 477px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Kuniyoshi-La-principessa-prega-per-la-pioggia1840.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-14720 " src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Kuniyoshi-La-principessa-prega-per-la-pioggia1840-557x800.jpg" alt="" width="477" height="685" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Kuniyoshi-La-principessa-prega-per-la-pioggia1840-557x800.jpg 557w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Kuniyoshi-La-principessa-prega-per-la-pioggia1840-139x200.jpg 139w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Kuniyoshi-La-principessa-prega-per-la-pioggia1840-400x575.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Kuniyoshi-La-principessa-prega-per-la-pioggia1840.jpg 742w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14720" class="wp-caption-text">Utagawa Kuniyoshi (1797-1861), <em>La principessa prega per la pioggia</em> (Ame no Komachi), 1844 circa.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">“La mia pietra tombale sia una stele alta più di lei. Fatele abbracciare la mia pietra tombale e seppellitela in mare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché il padre morendo in un lago di sangue aveva espresso questo desiderio, i due figli gli costruirono una tomba d’ineguagliabile splendore. Il padre aveva trovato morte crudele per mano della giovane vedova e dell’amante di lei.</p>
<p style="text-align: justify;">I due figli della moglie precedente sollevarono come fosse un fuscello la lapide alta più della nemica, e la trasportarono su una scogliera della costa. Così spaventoso era l’abisso, che un sasso tirato di lì toccava il mare piccolo come un seme e l’occhio non poteva seguirlo fino alle onde, dalla vertigine. Lì i figli denudarono la donna e con una corda la legarono alla lapide. Poi spinsero giù la lapide. La donna d’istinto si strinse braccia e gambe alla lapide in caduta. La pietra rotolò giù gemendo da parer viva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che accade? A metà precipizio la lapide s’arrestò un istante, poi invece di riprendere a rotolare, non si mette a scivolare giù bel bello con la donna a bordo come fosse una slitta? E nell’immergersi nel mare, non si trasforma in una barchetta? E la barchetta non punta dritta come un razzo verso il mare aperto? I due fratelli che avevano assistito alla scena, più che abbracciarsi si gettarono uno sull’altro: “O padre, perdonaci!” Gridarono sentendosi mancare.</p>
<p style="text-align: justify;">Accorse l’amante della donna. La barca della donna è veloce come una rondine che trascorre [sic] nel cielo azzurro. Non c’è nave che possa tenerle dietro. Allora egli corse alla tomba del marito della donna e tornò reggendo come fosse un fuscello il basamento della lapide, poi si buttò in mare avvinghiato a quello. In effetti la pietra si trasformò in barca e partì come un razzo.</p>
<p style="text-align: justify;">La barca dell’uomo raggiunse la barca della donna. L’uomo disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“Ora è nostro dovere render grazie all’uomo che abbiamo ucciso”.</p>
<p style="text-align: justify;">“No, non dobbiamo render grazie a mio marito. Quando ti nascerà in cuore gratitudine, la tua barca si trasformerà in lapide”.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna non aveva ancora finito di dirlo che la barca dell’uomo si trasformò in lapide, e portandolo con sé affondò tra le spume marine. Vedendo ciò la donna disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“Barca mia, diventa una lapide e segui il mio amato fin in fondo al mare”.</p>
<p style="text-align: justify;">E così nuda, affondò stretta alla lapide come una sirena.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’uomo, furibondo per esser colato a picco da solo, supplicò colui che aveva ucciso di suo pugno:</p>
<p style="text-align: justify;">“O lapide, diventa barchetta e galleggia sul mare dove si culla la barca della mia amata”. Così, prima ancora d’arrivare sul fondo risalì a galla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa mai accadde allora? La donna che se ne andava a fondo e l’uomo che risaliva a galla s’incrociarono senz’accorgersene e solo la donna sprofondò fino in fondo al mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa donna è la principessa del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le sentii raccontare questa favola, pensai che avrebbe fatto un suicidio d’amore. Infatti andò a buttarsi in mare con l’amante. L’uomo morì ma lei, nell’attimo che riprese coscienza, con un grido si strinse al marito tradito. In seguito, quando mi vide disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“È andato tutto come nella favola. Tale e quale, fino alla fine”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Kawabata Yasunari</p>
<p style="text-align: right;">(1899-1972)</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Ornella Civardi.</p>
<p style="text-align: right;"> “La principessa del mare” (<em>Ryūgū no otohime</em>, 1926),</p>
<p style="text-align: right;">da <i>Racconti in un palmo di mano. Suggestioni e artifici</i>, Venezia, Marsilio, 1990, pp. 143-145.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f41a.png" alt="🐚" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f41a.png" alt="🐚" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f41a.png" alt="🐚" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quasi una favola, questo delizioso, breve racconto di Kawabata, una delle sue celebri storie &#8220;in un palmo di mano&#8221;, che ha l&#8217;atmosfera di una vicenda arcaica. Ma l&#8217;allusione a un doppio suicidio d&#8217;amore per annegamento rimanda, almeno nella mia mente, a una prassi ancora ben viva negli anni in cui scrive, e oltre, se penso alla tragica morte nel Tamagawa dello scrittore Dazai Osamu e della sua compagna, Yamazaki Tomie, nel 1948.</p>
<p style="text-align: justify;">Nota.  Ho sentito necessario modificare parzialmente la punteggiatura della traduzione su cui mantengo, comunque, qualche perplessità. </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;"> </p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-come-una-favola/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Come una favola.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-come-una-favola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/</link>
					<comments>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 16:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mukashi mukashi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
		<category><![CDATA[Sui miei scaffali]]></category>
		<category><![CDATA[Tokyoe. Immagini di Tokyo.]]></category>
		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Yomu/leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Asakusa]]></category>
		<category><![CDATA[Asakusa Kurenai dan]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<category><![CDATA[La banda di Asakusa]]></category>
		<category><![CDATA[Ryounkaku]]></category>
		<category><![CDATA[Tōkyō]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rossellamarangoni.it/?p=14286</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Riprendiamo il racconto dall’inizio. Le due attrici d’opera con l’ombrello che attraversavano la Kagurazaka sotto la pioggia autunnale… sono passati appena quindici giorni dal grande terremoto. In quel momento ho ricordato Asakusa in inverno, sotto una pioggia sottile, quattro-cinque anni prima. Erano i tempi d’oro dell’opera al Nihonkan, Sawada Ryūkichi eseguiva sulle scene la&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14287" aria-describedby="caption-attachment-14287" style="width: 457px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14287" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-517x800.jpg" alt="" width="457" height="707" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-517x800.jpg 517w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-129x200.jpg 129w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-388x600.jpg 388w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku.jpg 576w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14287" class="wp-caption-text">La torre Ryounkaku di Asakusa in una foto d&#8217;epoca. 1910 circa.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo il racconto dall’inizio. Le due attrici d’opera con l’ombrello che attraversavano la Kagurazaka sotto la pioggia autunnale… sono passati appena quindici giorni dal grande terremoto.</p>
<p style="text-align: justify;">In quel momento ho ricordato Asakusa in inverno, sotto una pioggia sottile, quattro-cinque anni prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano i tempi d’oro dell’opera al Nihonkan, Sawada Ryūkichi eseguiva sulle scene la “Sonata al chiaro di luna”. Una compagnia teatrale russa spinta qui dalla rivoluzione si esibiva a teatro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una era la signora Gan Stalsky. Ci ballava anche Anna Pavlova, che ora dovrebbe essere al Kagetsuen di Tsurumi. C’erano poi i tre fratelli Lubovsky: Anna, Daniel, Israel. La sorella maggiore, Anna, aveva dodici-tredici anni, Israel ne aveva circa nove. Anna era di una nobile bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Io, studente del primo anno del liceo, aspettavo con l’amico A. L’uscita di Anna dal camerino. Insieme ai tre Lubovsky c’era un vecchio russo cencioso. Anche il mantello di Anna, che pure le stava bene, era strappato. Provai un senso di stupore doloroso per tanta povertà.</p>
<p style="text-align: justify;">I quattro, padre e figli, sostarono un attimo davanti a una pista di roller-skate che stava a nord del Mikuniza. Il collo della ragazza mi arrivava all’altezza delle spalle, e io ne sbirciavo la pelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Anna pestò con le scarpe infangate i piedi di uno studente delle medie, diventò tutta rossa e sorrise dolcemente. Anche lo studente arrossì. Poi, giunti sul bordo del laghetto, babbo Lubovsky comprò una minuscola porzione di caldarroste.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrarono in una pensione economica dall’aspetto miserabile davanti al Mikuniza. Noi rimanemmo lì, gli occhi alzati verso il piano superiore dell’edificio, e A. disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“Domani alloggerò nella stanza accanto, mi comprerò Anna. 50 yen dovrebbero bastare”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attimo dopo cominciò a piovere. Quindi, ci voltammo per ripararci sotto le grondaie del Mikuniza e lì avemmo una sorpresa. Una persona appoggiata al muro guardava intenta in su, verso il piano in cui alloggiava Anna. Era lo studente cui poco prima era stato pestato il piede.</p>
<p style="text-align: justify;">La desiderai a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un po’ di tempo sto coltivando l’idea di scrivere uno strano romanzo ambiguo ambientato nel parco di Asakusa, in cui appaiono solo donne di estrazione umile, come le operaie della manifattura di tabacco di Kuramae, le impiegate dei cinema, le ragazze del circo, le equilibriste del pallone… ho pensato di inserirci anche Anna e Lin Jin Hua, la ragazza cinese dai movimenti acrobatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra che aggiungerei, una straniera infelice, è la direttrice del Water Circus, arrivato quest’anno dall’America. Sulle rovine arse dell’Azumaza, si è esibita nel tuffo dalla cima di una scala di cento piedi in un piccolo laghetto.</p>
<p style="text-align: justify;">All’altezza di cinquanta piedi appariva come una grossa donna in volo nel tentativo di imitare un gabbiano, ed è stata così convincente da sembrarlo davvero, magnifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicono che lei, per dirla alla giapponese, abbia fatto <i>mizusakazuki</i>* con gli altri membri del circo prima di salire sulla scala. Da giù si capiva che lì soffiava forte un gelido inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">D’un tratto, si piega, si lancia all’indietro, prima a capofitto, poi fa ruotare lentamente il corpo a mezz’aria e si tuffa nel laghetto entrando in acqua con i piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della sua impresa la direttrice è stata molto scontrosa. Così come non ha sorriso neanche una volta agli spettatori mentre saliva la scala, dopo essersi tuffata in acqua è arrivata a riva con due-tre bracciate a stile libero, ed è tornata ai camerini senza neanche voltarsi indietro. Ha sempre mantenuto l’aria depressa di chi non ha nessun interesse in quello che fa. Siamo rimasti colpiti da quella donna. Abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto vederla tuffarsi dalla cima della torre a dodici piani lì vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Sto coltivando l’idea di scrivere uno strano romanzo…&#8221; cari lettori, una decina d’anni dopo queste parole, è cominciata la stesura di questo racconto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Kawabata Yasunari</p>
<p style="text-align: right;">(1899-1972)</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Costantino Pes.</p>
<p style="text-align: right;">Da: <em>La banda di Asakusa</em> (<em>Asakusa kurenai dan</em>, 1930), Torino, Einaudi, 2007, pp. 123-124.</p>
<p style="text-align: right;">* Cerimonia per dirsi addio bevendo insieme acqua da una tazzina per <em>sake</em>.</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3a1.png" alt="🎡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3a1.png" alt="🎡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3a1.png" alt="🎡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Forse nessun libro come </em>La banda di Asakusa<em> è capace di precipitarci così prepotentemente nel gorgo della Asakusa degli anni Venti, con i suoi teatri di varietà, la torre a dodici piani ricca di negozi e ristoranti (che verrà abbattuta dal grande terremoto del 1923 e mai più ricostruita), il luna park, gli spogliarelli, la prostituzione, i mendicanti, gli sfaccendati, i malfattori&#8230; tutto un mondo che Kawabata ritrae magistralmente e racconta con partecipazione nelle pagine del suo &#8220;strano romanzo&#8221;. Forse un&#8217;opera insolita per chi ha letto opere più tarde dello scrittore, ma imprescindibile. Per conoscere Kawabata e, naturalmente, per conoscere Tōkyō.</em></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mukashi mukashi. Contro l&#8217;epidemia, leggiamo! La ragazzina di Kawabata.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-la-ragazzina-di-kawabata/</link>
					<comments>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-la-ragazzina-di-kawabata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 17:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mukashi mukashi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
		<category><![CDATA[Seguendo il pennello]]></category>
		<category><![CDATA[Sui miei scaffali]]></category>
		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Yomu - Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti in un palmo di mano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rossellamarangoni.it/?p=13784</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella carrozza cinque nonnine mezzo appisolate si raccontavano che quest’inverno andava bene col raccolto dei mandarini. Il cavallo correva e dimenava la coda come a scacciare i gabbiani. Kanzō il vetturino ha un immenso amore per il cavallo. Inoltre è l’unico in questa contrada a possedere una carrozza da otto. Ed è così pignolo, che&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-la-ragazzina-di-kawabata/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Contro l&#8217;epidemia, leggiamo! La ragazzina di Kawabata.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-la-ragazzina-di-kawabata/">Mukashi mukashi. Contro l’epidemia, leggiamo! La ragazzina di Kawabata.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13785" aria-describedby="caption-attachment-13785" style="width: 494px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-13785" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12-590x800.jpg" alt="" width="494" height="670" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12-590x800.jpg 590w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12-148x200.jpg 148w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12-400x542.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12-768x1041.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/03/Tsutsui_Toshimine-No_Series-Beneath_the_flowering_cherry-00037984-050827-F12.jpg 885w" sizes="auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13785" class="wp-caption-text">Tsutsui Toshimine (1863-1934), Sotto il ciliegio in fiore.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nella carrozza cinque nonnine mezzo appisolate si raccontavano che quest’inverno andava bene col raccolto dei mandarini. Il cavallo correva e dimenava la coda come a scacciare i gabbiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Kanzō il vetturino ha un immenso amore per il cavallo. Inoltre è l’unico in questa contrada a possedere una carrozza da otto. Ed è così pignolo, che la sua è sempre la meglio tenuta tra le carrozze della contrada. Quando si avvicina una salita, per il bene del cavallo smonta giù con un salto dal suo posto di cassetta. In segreto nutre l’orgoglioso convincimento che questo suo saltar giù e saltar su sia di magistrale scioltezza. Gli riesce, poi, perfino seduto a cassetta, d’indovinare dal rollio della carrozza se qualche bambino si è appeso a dondolare dietro alla vettura, e allora si lancia giù con una falcata disinvolta e gli accomoda un bel cazzotto in testa. Perciò i bambini della contrada mirano alla carrozza di Kanzō più che ad ogni altra cosa, e pure la temono più di ogni altra cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, però, i bambini non c’è verso che si facciano acciuffare. Ossia, non si riesce a coglierli in flagrante, a ciondolare appesi come scimmie dietro alla carrozza. Di solito lui si lancia giù agile come un gatto, lascia passare avanti la carrozza, accomoda un bel cazzotto in testa ai bambini che ciondolano ignari, e dice trionfante:</p>
<p style="text-align: justify;">«Stupidi che non siete altro.»</p>
<p style="text-align: justify;">Provò a saltar giù un’altra volta dal suo posto a cassetta. E con questa fanno tre. Una ragazzina di dodici tredici anni con le guance in fiamme cammina spedita. Ansima e sussulta con le spalle, e le luccicano gli occhi. Però ha addosso un vestito rosa. Le calze le sono scivolate giù fino alle caviglie. E non porta scarpe. Kanzō lancia alla ragazza un’occhiata di fuoco. Lei volge lo sguardo verso il mare di lato, e continua a zampettare dietro la carrozza.</p>
<p style="text-align: justify;">Kanzō tornò a cassetta con uno schiocco di lingua. Al pensiero che la ragazzina, di una bellezza aristocratica mai vista da quelle parti, doveva certo essere venuta in vacanza in qualche villa della costa, ebbe un attimo di titubanza, ma poi si infuriò, perché era saltato giù non una bensì tre volte senza acchiapparla. Eran già almeno due miglia e mezza che questa ragazzina veniva avanti appesa appesa alla carrozza. Dalla rabbia, Kanzō nella corsa frustava perfino il cavallo tanto amato.</p>
<p style="text-align: justify;">La carrozza entrò in un paesino. Kanzō suonò forte la tromba e corse ancor di più. Quando si guardò indietro, la ragazzina stava correndo bella impettita coi capelli liberi sulle spalle. Dalla mano le penzolava una calza. Un attimo dopo la ragazzina doveva essersi appiccicata alla carrozza. Quando Kanzō si guardò alle spalle, oltre il vetro dietro la cassetta, per un istante intravide la ragazzina che si rannicchiava. Tuttavia la quarta volta che Kanzō saltò giù, la ragazzina camminava già staccata dalla carrozza.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ehi, fin dove vai?»</p>
<p style="text-align: justify;">La ragazzina tiene gli occhi bassi e sta zitta.</p>
<p style="text-align: justify;">«Hai intenzione di venire appesa così fino al porto?»</p>
<p style="text-align: justify;">E la ragazzina sempre zitta.</p>
<p style="text-align: justify;">«Fino al porto?»</p>
<p>La ragazzina annuì.</p>
<p>«Ehi, guardati i piedi. I piedi! Non vedi che ti sanguinano? Sei una con del fegato tu eh?»</p>
<p>Pe non smentirsi Kanzō fece la faccia scura.</p>
<p>«Dai, che ti faccio salire. Sali dietro! Che a star appesa lì il cavallo si stanca, sai. Se te lo chiedo io vieni su no? Non voglio mica esser preso per scemo, io.»</p>
<p>Disse, e le aprì lo sportello.</p>
<p>Poco dopo, quando Kanzō si voltò a guardare dal suo posto a cassetta, la ragazzina se ne stava buona buona, timida, a capo chino, senza neanche pensare a tirar via l’orlo del vestito ch si era preso nello sportello, e della faccia caparbia di prima non c’era più traccia.</p>
<p>Eppure, sulla via del ritorno dal porto, che era a due miglia e mezza da lì, si accorse a un tratto che la stessa ragazzina veniva dietro alla carrozza. Kanzō arrendevole le aprì lo sportello della vettura.</p>
<p style="text-align: justify;">«Signore, non mi va di salir dentro. Non voglio salir dentro.»<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">«Guarda il sangue dai piedi. Il sangue! Non vedi che hai le calze tutte rosse? Sei terribile, lo sai?»</p>
<p style="text-align: justify;">Piano piano, su per la costa di cinque miglia, la carrozza si avvicinò al paesino di prima.</p>
<p style="text-align: justify;">«Signore, mi fa scendere qui per piacere?»</p>
<p style="text-align: justify;">Kanzō diede un’occhiata al ciglio della strada: un paio di scarpine erano sbocciate comefiori bianchi sull’erba secca.</p>
<p style="text-align: justify;">«Porti scarpe bianche anche d’inverno?»</p>
<p style="text-align: justify;">«Ma io, era estate quando son venuta qui.»</p>
<p style="text-align: justify;">La ragazzina s’infilò le scarpe e, senza voltarsi. Come un airone tornò di volo al riformatorio sulla collina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Kawabata Yasunari</p>
<p style="text-align: right;">(1899-1972)</p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Ornella Civardi.</p>
<p style="text-align: right;">“Le scarpette estive” (1926), da <i>Racconti in un palmo di mano</i>, in <i>Romanzi e racconti</i>, a cura di G. Amitrano, Mondadori, Milano, 2003, pp. 1095-1097.</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4ef.png" alt="📯" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4ef.png" alt="📯" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4ef.png" alt="📯" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Una pagina di Kawabata per portarci in un villaggio sulla costa, in un tempo lontano, per farci viaggiare con la fantasia, mentre aspettiamo che passi la bufera. Coraggio a noi tutti!</em></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-la-ragazzina-di-kawabata/">Mukashi mukashi. Contro l’epidemia, leggiamo! La ragazzina di Kawabata.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-la-ragazzina-di-kawabata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asakusa, Tokyo. Kawabata e una &#8220;modan garu&#8221;.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/asakusa-tokyo-kawabata-e-una-modan-garu/</link>
					<comments>https://www.rossellamarangoni.it/asakusa-tokyo-kawabata-e-una-modan-garu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 23:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Yomu/leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Asakusa]]></category>
		<category><![CDATA[Asakusa Kurenai dan]]></category>
		<category><![CDATA[epoca Taisho]]></category>
		<category><![CDATA[Kasho Takabatake]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<category><![CDATA[La banda di Asakusa]]></category>
		<category><![CDATA[modan garu]]></category>
		<category><![CDATA[modern girl]]></category>
		<category><![CDATA[moga]]></category>
		<category><![CDATA[Ryounkaku]]></category>
		<category><![CDATA[Tōkyō]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossellamarangoni.it/?p=4814</guid>

					<description><![CDATA[<p>La finestra est: dritto davanti agli occhi, il bar Kamiya; in basso a sinistra, l&#8217;edificio della stazione di Asakusa, delle ferrovie Tōbu, un terreno libero circondato da una staccionata; l&#8217;Ōkawa. Il ponte Azuma: un ponte provvisorio e il cantiere della società Zenitaka; il cantiere del ponte di ferro delle ferrovie Tōbu. Il parco Sumida: il&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/asakusa-tokyo-kawabata-e-una-modan-garu/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Asakusa, Tokyo. Kawabata e una &#8220;modan garu&#8221;.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/asakusa-tokyo-kawabata-e-una-modan-garu/">Asakusa, Tokyo. Kawabata e una “modan garu”.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4815" aria-describedby="caption-attachment-4815" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/ASAKUSA-1921.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-4815" title="ASAKUSA 1921" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/ASAKUSA-1921-600x401.jpg" alt="" width="600" height="401" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/ASAKUSA-1921-600x401.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/ASAKUSA-1921-200x133.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/ASAKUSA-1921-400x267.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/ASAKUSA-1921.jpg 1748w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4815" class="wp-caption-text">Veduta della torre Ryounkaku di Asakusa verso il 1921.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La finestra est: dritto davanti agli occhi, il bar Kamiya; in basso a sinistra, l&#8217;edificio della stazione di Asakusa, delle ferrovie Tōbu, un terreno libero circondato da una staccionata; l&#8217;Ōkawa. Il ponte Azuma: un ponte provvisorio e il cantiere della società Zenitaka; il cantiere del ponte di ferro delle ferrovie Tōbu. Il parco Sumida: il cantiere sulle rive del fiume; su questa riva, un&#8217;officina per il taglio delle pietre e una folla di barchette, il ponte Kototoi. La riva opposta: la fabbrica della Sapporo Beer; la stazione di Kinshibori; la cisterna del gas di Ōjima; la stazione di Oshiage; il parco Sumida, la scuola elementare, la zona industriale; il tempio shintōista Mimeguri; la villa Ōkura, il canale di drenaggio di Arakawa, il monte Tsukuba avvolto da nuvole invernali.</p>
<p style="text-align: justify;">Haruko, le mani nelle tasche del <em>kimono</em>, passeggiando di finestra in finestra, contempla i tetti di Tōkyō:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ma è un paesotto! Tōkyō sembra la suola di un vecchio geta, e questi geta sono pure incrostati di fango&#8230; pare un villaggio in disordine, no?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Un villaggio, dici.  Formidabile! &#8211; con queste parole d&#8217;improvviso uno degli uomini l&#8217;abbraccia e la bacia.</p>
<p>Poi, un secondo uomo, in silenzio, la bacia.</p>
<p>I rimanenti due aspettano il loro turno e la baciano in silenzio.</p>
<p>Nel frattempo Haruko, senza tirare fuori le mani dalle tasche, rimane ferma a occhi chiusi, poi:</p>
<p>&#8211; Io, la sposa della torre di Asakusa&#8230; non avete del rossetto?</p>
<p>*</p>
<p>Non avete rossetto?&#8230; In questo momento la bimba sta premendo il naso contro la rete della finestra ovest.</p>
<p><figure id="attachment_4817" aria-describedby="caption-attachment-4817" style="width: 350px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/KASHO-Takabatake-1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4817" title="KASHO Takabatake 1920" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/KASHO-Takabatake-1920.jpg" alt="" width="350" height="464" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/KASHO-Takabatake-1920.jpg 350w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2012/11/KASHO-Takabatake-1920-150x200.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4817" class="wp-caption-text">Una modan garu (moga, modern girl) di periodo Taisho, disegnata da Kasho Takabatake, 1920 circa.</figcaption></figure></p>
<p>(&#8230;) </p>
<p style="text-align: justify;">La finestra ovest: l&#8217;ufficio postale di Asakusa, come un cassonetto della spazzatura rovesciato a terra. Le lettere dorate della grande insegna di dolci Kaminari <em>okoshi</em>. L&#8217;ufficio circoscrizionale di Asakusa. Il Denpōin. Il viale principale: le decorazioni di fine anno alle vetrine dei negozi, automobili e tram che si trascinano per la grande strada, come una processione di scarabei, bandiere per la celebrazione dell&#8217;arruolamento nell&#8217;esercito, in fondo il Senshōji in cemento, il tetto in rame nella pallida luce del crepuscolo. Sul lato destro del viale, i tetti della Nakamise, il quartiere dei cinema. A sinistra, l&#8217;ufficio della compagnia telefonica e i bagni pubblici. I grandi magazzini Matsuzakaya di Ueno. La stazione di Ueno. Il grigio bosco di Ueno e il fumo bianco dei treni. Il museo della casata imperiale. L&#8217;auditorium Yasuda dell&#8217;università imperiale e la biblioteca universitaria. La chiesa Nicolai. Il tempio shintōista di Yasukuni. Il nuovo edificio del Parlamento&#8230; poi, sopra un mare di case, nelle mattine e nelle sere limpide, il magnifico Fuji.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">Kawabata Yasunari</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">(1930)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trad. di Costantino Pes.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La banda di Asakusa</em> (<em>Asakusa Kurenai dan</em>), Torino, Einaudi, 2007, pagg. 101-103.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/asakusa-tokyo-kawabata-e-una-modan-garu/">Asakusa, Tokyo. Kawabata e una “modan garu”.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rossellamarangoni.it/asakusa-tokyo-kawabata-e-una-modan-garu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un Capodanno di Kawabata</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/un-capodanno-di-kawabata/</link>
					<comments>https://www.rossellamarangoni.it/un-capodanno-di-kawabata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[Kawabata Yasunari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossellamarangoni.it/wop/?p=335</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da quando aveva preso l’abitudine di ascoltare le campane di fine anno alla radio?  Sicuramente da quando era iniziata la trasmissione,  diversi anni prima.  Mentre la radio diffondeva il suono delle campane,  il commentatore raccontava la storia di varie campane dei templi più famosi e antichi di tutto il Giappone.  Col suono delle campane, l’anno&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/un-capodanno-di-kawabata/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Un Capodanno di Kawabata</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/un-capodanno-di-kawabata/">Un Capodanno di Kawabata</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_1218" aria-describedby="caption-attachment-1218" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-1218" title="Eiheiji" src="http://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2010/01/Eiheiji-600x450.jpg" alt="La grande campana dello Eiheiji, Fukuiken. Agosto 2007." width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2010/01/Eiheiji-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2010/01/Eiheiji-199x150.jpg 199w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2010/01/Eiheiji-399x300.jpg 399w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-1218" class="wp-caption-text">La grande campana dello Eiheiji, Fukuiken. Agosto 2007.</figcaption></figure></p>
<p>Da quando aveva preso l’abitudine di ascoltare le campane di fine anno alla radio?  Sicuramente da quando era iniziata la trasmissione,  diversi anni prima.  Mentre la radio diffondeva il suono delle campane,  il commentatore raccontava la storia di varie campane dei templi più famosi e antichi di tutto il Giappone.  Col suono delle campane, l’anno vecchio se ne andava, e arrivava quello nuovo.  A volte i commenti degeneravano in uno stile troppo manierato o sentimentale.  Ma il suono delle campane echeggiava egualmente cupo e solenne a lunghi intervalli,  trascinandosi dietro l’antica tristezza popolare.  La radio alternava le campane dei templi del Nord a quelle  dei templi del Sud,  e terminava immancabilmente con le campane dei templi di Kyōto.  Altre volte trasmettevano le campane dei templi di Kyōto, che riecheggiavano traversando l’aria della vecchia capitale.</p>
<p>Ogni anno,  nell’ora in cui la radio trasmetteva il suono delle campane, sua moglie e sua figlia erano solite sfaccendare per la casa.  Se non stavano ancora preparando il pranzo del giorno di capodanno, mettevano in ordine la casa,  disponevano i fiori o preparavano i kimono da festa.  Ōki ascoltava la radio, comodamente seduto nel soggiorno.  Le campane gli riportavano al ricordo tutti gli avvenimenti dell’anno che stava per finire e ne era commosso.  La commozione era a volte violenta, a volte amara.  I pensieri potevano anche essere dolorosi, o colmi di rimpianto.  E anche se il tono sentimentale dell’annunciatore poteva dargli fastidio, il suono delle campane non mancava mai di toccarlo nel profondo del cuore.  Aveva perciò a lungo sognato di trovarsi a Kyōto nella notte dell’ultimo dell’anno, invece di ascoltare per radio il suono delle vere campane dei templi antichi.</p>
<p>Il desiderio a un tratto si era trasformato in una decisione e  Ōki aveva preso il treno per Kyōto.</p>
<p>[…]</p>
<p>Dopo aver sentito le campane, Ōki si recò con la compagnia al vicino tempio shintoista di Gion per la rituale preghiera del capodanno. Per strada incrociò gente che camminava scuotendo i bastoncini dai quali penzolava una cordicella dalla punta accesa. Era il fuoco sacro del tempio, col quale si accendeva il primo fuoco del fornello a casa per cuocere la zuppa della festa di capodanno.</p>
<p>Si trattava di una vecchia usanza dei cittadini di Kyōto.</p>
<p>Kawabata Yasunari, <em>Bellezza e tristezza</em>, Torino, Einaudi, pp.3-4 e 19.</p>
<p>Traduzione di Atsuko Suga.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/un-capodanno-di-kawabata/">Un Capodanno di Kawabata</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rossellamarangoni.it/un-capodanno-di-kawabata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
