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	<title>Una sera un libro - Rossella Marangoni</title>
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	<title>Una sera un libro - Rossella Marangoni</title>
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		<title>Incipit. Apriamo un libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 15:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incipit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incipit su un incipit&#8230; Maria Teresa Orsi su Kawabata È stato un tunnel a farmi venire l&#8217;idea di esplorare i punti di contatto tra la letteratura e i luoghi che essa evoca. Non in astratto, in generale, alla ricerca di teorie che allarghino gli orizzonti della critica; ma secondo le mie personali passeggiate, per citare&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Incipit. Apriamo un libro</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/">Incipit. Apriamo un libro</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_17202" aria-describedby="caption-attachment-17202" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-17202" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-400x581.jpg" alt="" width="400" height="581" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-400x581.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-551x800.jpg 551w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-138x200.jpg 138w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami-768x1115.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2026/02/Hiroaki-Takahashi-Notte-di-neve-a-Ikegami.jpg 964w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-17202" class="wp-caption-text">Takahashi Hiroaki, Notte di neve a Ikegami.</figcaption></figure>
<h1 class="wp-block-heading"><span style="color: #9f3e81;">Incipit su un incipit&#8230;</span></h1>
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #333333;">Maria Teresa Orsi su Kawabata</span></h2>



<p>È stato un tunnel a farmi venire l&#8217;idea di esplorare i punti di contatto tra la letteratura e i luoghi che essa evoca. Non in astratto, in generale, alla ricerca di teorie che allarghino gli orizzonti della critica; ma secondo le mie personali passeggiate, per citare Umberto Eco, attraverso i &#8220;boschi letterari&#8221; giapponesi in cui mi avventuro ormai da molti anni. C&#8217;è anche un tunnel in quei boschi: è quello che compare in una delle più celebri pagine della letteratura giapponese del Novecento: &#8220;Usciti dalla lunga galleria di confine, si era già nel paese delle nevi&#8221;.</p>



<p>Così inizia <em>Il paese delle nevi </em>(<em>Yukiguni</em>) di Kawabata Yasunari, un romanzo la cui stesura è durata parecchi anni e che non è costruito su un intreccio convenzionale, procedendo piuttosto in modo rapsodico e dando voce a sensazioni immediate che non passano attraverso il filtro di un ragionamento logico. Un esempio di letteratura nella sua più alta espressione, dunque, che non richiede, anzi rifiuta riscontri concreti. Quell&#8217;incipit così scolpito ed essenziale, introducendo alla raffinata, evocativa prosa di Kawabata, mi era sempre sembrato un perfetto, allusivo richiamo a un mondo simbolico, lontano, ovattato, sfuggente come sfuggono i colori quando a dominare è il bianco bagliore della neve. E in effetti lo scrittore non ha inserito elementi che consentano di identificare un luogo reale con il paese delle nevi. La sua collocazione è quanto meno incerta e a un&#8217;analisi filologicamente rigorosa del testo si potrebbe dire che non esiste.</p>



<p>Insomma, non avevo mai pensato quel tunnel come qualcosa di diverso da un geniale artificio letterario, sebbene fosse ragionevole ipotizzare che si trovasse &#8211; e si trovi tuttora &#8211; vicino a Yuzawa, una cittadina del Nord-ovest del Giappone, ai tempi di Kawabata nota come suggestivo <em>onsen</em> tra le montagne, oggi &#8220;promossa&#8221; anche a frequentata stazione sciistica. [&#8230;]</p>



<p>Andando a Yuzawa, speravo soltanto di assaporare l&#8217;atmosfera degli <em>onsen</em> isolati dal mondo, prediletti da tanti scrittori e intellettuali proprio perché sono il luogo ideale per un relax fatto di riflessione e di vicinanza alla natura. Era inverno, e dirigendomi verso quello che l&#8217;immaginazione mi spingeva a considerare il paese delle nevi mi attraeva l&#8217;idea che avrei trovato calde fonti di acqua termale circondate da cumuli di neve. Durante il viaggio da Tokyo, su un comodo treno ad alta velocità, per quanto ci si avvicinasse alla destinazione, il paesaggio era sì invernale, ma brullo: alberi spogli, campi addormentati, un grigio diffuso che i pochi sempreverdi non riusciva a ravvivare. Anche quando le colline circostanti cominciarono a trasformarsi in veri rilievi montuosi, il colpo d&#8217;occhio non mutava, curva dopo curva, galleria dopo galleria. Poi l&#8217;ennesimo tunnel, mentre l&#8217;altoparlante annunciava che eravamo in prossimità della stazione di Yuzawa. E dopo il tunnel un quadro straordinario, inaspettato. La neve era diventata padrona assoluta, sembrava plasmare ogni cosa: un brusco passaggio dall&#8217;oscurità a una luce capace &#8211; Kawabata aveva davvero ragione &#8211; di &#8220;tingere di bianco il fondo della notte&#8221;.</p>



<p>Maria Teresa Orsi, Fabio Sebastiano Tana, <em>La neve di Yuzawa. Immagini dal Giappone</em>, Torino, Einaudi, 2021, pp. 3 e 4.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/incipit-apriamo-un-libro/">Incipit. Apriamo un libro</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Uno Chiyo e il teatro dei burattini</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/uno-chiyo-e-il-teatro-dei-burattini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 14:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato sulla rivista di studi online AsiaTeatro un mio nuovo saggio sul legame fra la scrittrice Uno Chiyo e il teatro dei burattini: Rossella Marangoni, “Uno Chiyo e il ningyō jōruri” Abstract: Nel 1942, dopo essere rimasta incantata davanti a un burattino del ningyō jōruri, la scrittrice Uno Chiyo (1897-1996) si reca sull’isola di Shikoku&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/uno-chiyo-e-il-teatro-dei-burattini/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Uno Chiyo e il teatro dei burattini</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/uno-chiyo-e-il-teatro-dei-burattini/">Uno Chiyo e il teatro dei burattini</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="600" height="470" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-600x470.jpeg" alt="" class="wp-image-17069" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-600x470.jpeg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-400x313.jpeg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-200x157.jpeg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-768x601.jpeg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-1536x1202.jpeg 1536w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-2048x1603.jpeg 2048w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/IMG_1433-1568x1227.jpeg 1568w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Copia di <em>Ningyōshi Tenguya Kyūkichi</em> autografata da Uno Chiyo.</figcaption></figure>



<p>Pubblicato sulla rivista di studi online AsiaTeatro un mio nuovo saggio sul legame fra la scrittrice Uno Chiyo e il teatro dei burattini:</p>



<p>Rossella Marangoni, “Uno Chiyo e il ningyō jōruri”</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-asiateatro wp-block-embed-asiateatro"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="NHDAQNVE7M"><a href="https://www.asiateatro.it/uno-chiyo-e-il-ningyo-joruri/">Uno Chiyo e il ningyō jōruri</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Uno Chiyo e il ningyō jōruri&#8221; &#8212; AsiaTeatro" src="https://www.asiateatro.it/uno-chiyo-e-il-ningyo-joruri/embed/#?secret=aCaBLdyTRS#?secret=NHDAQNVE7M" data-secret="NHDAQNVE7M" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>Abstract: Nel 1942, dopo essere rimasta incantata davanti a un burattino del ningyō jōruri, la scrittrice Uno Chiyo (1897-1996) si reca sull’isola di Shikoku per incontrare l’anziano maestro intagliatore di buratttini che ne è l’artefice, Tenguya Kyūkichi (1858-1943). Da quell’incontro scaturirà un breve racconto, sorta di resoconto di quella visita durata una decina di giorni, dal titolo <em>Ningyōshi Tenguya Kyūkichi</em> (Il fabbricante di burattini Tenguya Kyūkichi). Il racconto uscirà prima a puntate nell’autunno 1942 e sarà poi pubblicato in volume nel 1943 per i tipi di Buntaisha. Nella narrazione che Uno Chiyo ascolta e trascrive, il vecchio artigiano ricostruisce i sessant’anni della sua attività e, al tempo stesso, apre una finestra su un mondo passato, quello del teatro dei burattini di tradizione popolare, fiorito all’interno delle comunità contadine della prefettura di Tokushima e ormai in declino. Il saggio mira a mettere in evidenza il lavoro accurato di trascrizione delle parole del vecchio maestro da parte della scrittrice, e la centralità di questo breve testo nella sua riscoperta delle arti tradizionali performative del Giappone popolare.</p>



<p>Buona lettura!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="408" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-600x408.jpg" alt="" class="wp-image-17070" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-600x408.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-400x272.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-200x136.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-768x523.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-1536x1045.jpg 1536w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8-1568x1067.jpg 1568w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2023/11/SHIKOKU-Awa-ningyo-8.jpg 1628w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Burattini all&#8217;Awa Jurobei Yashiki, teatro e museo a Tokushima, isola di Shikoku. Mia foto del 2002.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/uno-chiyo-e-il-teatro-dei-burattini/">Uno Chiyo e il teatro dei burattini</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Wunderkammer. Piccole meraviglie di parole e visioni. I ciliegi a Mukōjima.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/wunderkammer-piccole-meraviglie-di-parole-e-visioni-i-ciliegi-a-mukojima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 17:57:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; WUNDERKAMMER &#160; &#160; &#160; TŌKYŌ Cupe nuvole celavano il fiume Sumida. Dal finestrino del piccolo treno a vapore egli contemplava i ciliegi dell&#8217;isoletta Mukōjima. I ciliegi fioriti gli parevano uno spettacolo triste, quasi fossero una fila di stracci. Eppure in quegli alberi piantati all&#8217;epoca di Edo egli finì per riscoprire se stesso. &#160;&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/wunderkammer-piccole-meraviglie-di-parole-e-visioni-i-ciliegi-a-mukojima/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Wunderkammer. Piccole meraviglie di parole e visioni. I ciliegi a Mukōjima.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-15797" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale-200x110.jpg" alt="" width="200" height="110" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale-200x110.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale-400x221.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale-768x424.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale-600x331.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/canocchiale.jpg 907w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>WUNDERKAMMER</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TŌKYŌ</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Cupe nuvole celavano il fiume Sumida. Dal finestrino del piccolo treno a vapore egli contemplava i ciliegi dell&#8217;isoletta Mukōjima. I ciliegi fioriti gli parevano uno spettacolo triste, quasi fossero una fila di stracci. Eppure in quegli alberi piantati all&#8217;epoca di Edo egli finì per riscoprire se stesso.</em></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Akutagawa Ryūnosuke (1892-1927)</p>
<p>da &#8220;Vita di uno stolto (<em>Aru aho no isshō</em>, 1927)&#8221; in <em>La ruota dentata e altri racconti</em>, traduzione di Lydia Origlia, Milano, SE, 1990, p. 67.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><figure id="attachment_15796" aria-describedby="caption-attachment-15796" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/Sumida-gabbiani.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-15796" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/Sumida-gabbiani-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/Sumida-gabbiani-600x450.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/Sumida-gabbiani-200x150.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/Sumida-gabbiani-400x300.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/05/Sumida-gabbiani-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-15796" class="wp-caption-text">E i ciliegi già sfiorivano, lungo il Sumidagawa. Tokyo, aprile 2013.</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/wunderkammer-piccole-meraviglie-di-parole-e-visioni-i-ciliegi-a-mukojima/">Wunderkammer. Piccole meraviglie di parole e visioni. I ciliegi a Mukōjima.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sulla letteratura consolatoria.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 20:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Yomu - Leggere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse la cosa più saggia è sempre tornare ai classici. Anche nella letteratura giapponese. Confesso che esplorare i banchi delle librerie alla ricerca di letteratura giapponese in questo periodo mi lascia sempre delusa e non perché non ci siano proposte. Solo che nessun libro &#8220;mi chiama&#8221;, come direbbe il protagonista di un anime che avevo&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/sulla-letteratura-consolatoria/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Sulla letteratura consolatoria.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/sulla-letteratura-consolatoria/">Sulla letteratura consolatoria.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse la cosa più saggia è sempre tornare ai classici. Anche nella letteratura giapponese.</p>
<p style="text-align: justify;">Confesso che esplorare i banchi delle librerie alla ricerca di letteratura giapponese in questo periodo mi lascia sempre delusa e non perché non ci siano proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che nessun libro &#8220;mi chiama&#8221;, come direbbe il protagonista di un anime che avevo amato tempo fa. Tutti questi mici e micetti, gattini che cadono dal cielo o caffetterie magiche, ristoranti incantati o tazze di tè che dispensano felicità, oggetti che fanno stare bene e altre amenità di questo genere no, non fanno per me.</p>
<p style="text-align: justify;">È quella che chiamo &#8220;letteratura consolatoria&#8221;, un genere che scala le classifiche come niente, che risolve, oserei dire. Risolve il regalo all&#8217;amica ma anche il momento di noia, risolve un pomeriggio domenicale di pioggia e, ne sono certa, ha risolto parecchi regali di Natale.</p>
<p style="text-align: justify;">No, questa letteratura &#8220;incantata&#8221; che racconta un Giappone di maniera, altrettanto fiabesco, no, non fa per me. Io ho bisogno di storie &#8220;larger than life&#8221; (non mi viene al momento nessuna espressione altrettanto efficace), che mi incidano, non che mi sfiorino, che mi lascino tracce, che sia impossibile dimenticare.</p>
<p style="text-align: justify;">Che mi insegnino qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa letteratura consolatoria non riesce a toccarmi, non mi commuove, e mi sembra artificiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lascia indietro il Giappone che incontri per strada, negli sguardi delle persone, sui treni della serata che riportano a casa,. </p>
<p style="text-align: justify;">Meglio tornare ai classici, allora. Antichi, moderni o contemporanei che siano ti prendono per mano e non ti lasciano andare. Diventano parte di te.</p>
<p><figure id="attachment_15766" aria-describedby="caption-attachment-15766" style="width: 515px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15766" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto-600x800.jpeg" alt="" width="515" height="687" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto-600x800.jpeg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto-150x200.jpeg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto-400x533.jpeg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto-768x1024.jpeg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/04/Kyoto.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 515px) 100vw, 515px" /></a><figcaption id="caption-attachment-15766" class="wp-caption-text">Kyōto, una libreria dalle parti di Teramachi, 2015.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/sulla-letteratura-consolatoria/">Sulla letteratura consolatoria.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pagine Zen n° 123 è uscito e disponibile online. Buona lettura!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 22:38:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Seguendo il pennello]]></category>
		<category><![CDATA[kabuki]]></category>
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		<category><![CDATA[Mottainai]]></category>
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		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; Pagine Zen n. 123 (Anno ventunesimo) Con 8 nuovi approfondimenti   &#8211; Taiko Monogatari Storie di costruzione di Chiara Codetta Raiteri &#8211; www.youtube.com/watch?v=DvZp1hmseFo Con approfondimento al link: https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/taiko-monogatari-storie-di-costruzione   &#8211; 清風徐来 La fresca brezza arriva lentamente Calligrafia di Bruno Riva – shodo.it &#8211; Kokeshi Il Tōhoku fra tradizione e design Recensione di Anna Lisa&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/pagine-zen-n-123-e-uscito-e-disponibile-online-buona-lettura/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Pagine Zen n° 123 è uscito e disponibile online. Buona lettura!</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-15591" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online-600x650.jpg" alt="" width="600" height="650" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online-600x650.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online-185x200.jpg 185w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online-400x433.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online-768x832.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online.jpg 1901w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>&#8212; </b></span></span></span></strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2021/01/pag-zen-123-è-online.jpg"><span style="color: #993366;"><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Pagine Zen n. 123 </b></span></span></strong><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">(Anno ventunesimo)</span></span></strong></span><br />
 <span style="color: #993366; font-size: small;"><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Con 8 nuovi approfondimenti</b></span></strong></span><br />
 </a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>&#8211; Taiko Monogatari</b></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Storie di costruzione</b></i></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">di Chiara Codetta Raiteri &#8211; </span></span></span></strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DvZp1hmseFo" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.youtube.com/watch?v%3DDvZp1hmseFo&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191609000&amp;usg=AFQjCNFYsnXtfafAW4AIU2wOsY49Y-d0Ow"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">www.youtube.com/watch?v=<wbr></wbr>DvZp1hmseFo</span></span></span></a></strong><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento al link:</strong></span></span></span><br />
 <strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/taiko-monogatari-storie-di-costruzione" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/taiko-monogatari-storie-di-costruzione&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191609000&amp;usg=AFQjCNEhuVO_gpcC13YnS_JAC4sqfp7bAA"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/<wbr></wbr>taiko-monogatari-storie-di-<wbr></wbr>costruzione</span></span></span></a></strong></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>&#8211; </b></span></span><span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode';"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>清風徐来</b></span></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>La fresca brezza arriva lentamente</b></i></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Calligrafia di Bruno Riva – </span></span></span></strong><strong><a href="http://shodo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://shodo.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191609000&amp;usg=AFQjCNGwTiyb9ZeVtpnJ8JmcaUmrdAWlUQ"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">shodo.it</span></span></span></a></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>&#8211; Kokeshi</b></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Il T</b></i></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>ō</b></i></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>hoku fra tradizione e design</b></i></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Recensione di Anna Lisa Somma &#8211; </span></span></span></strong><strong><a href="http://www.bibliotecagiapponese.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.bibliotecagiapponese.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191609000&amp;usg=AFQjCNFXNUZ1PkVPPRxjwjKGJka6jMDXtQ"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">www.bibliotecagiapponese.it</span></span></span></a></strong><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento </strong><strong>al link:</strong></span></span></span><br />
 <strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kokeshi-il-tohoku-fra-tradizione-e-design" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kokeshi-il-tohoku-fra-tradizione-e-design&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191609000&amp;usg=AFQjCNEvy4HPkBMldT1EyI7vhfuHDGxzyw"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/<wbr></wbr>kokeshi-il-tohoku-fra-<wbr></wbr>tradizione-e-design</span></span></span></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>&#8211; Kuki Shuzō: Iki</b></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>o l&#8217;estetica della singolarità</b></i></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">di Laura Ricca</span></span></span></strong><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Con approfondimento <strong>al link:</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kuki-shuzo-iki-o-l-estetica-della-singolarita" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kuki-shuzo-iki-o-l-estetica-della-singolarita&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNGHotDpIJ6ibb5EXnuXyFJ2pSVsmg">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/<wbr></wbr>kuki-shuzo-iki-o-l-estetica-<wbr></wbr>della-singolarita</a></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>&#8211; Dalla necessità alla bellezza</b></span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Un&#8217;indagine su “Mottainai”</b></i></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> (2^ parte)</span></span></span></strong><br />
 <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">di Rossella Marangoni &#8211; <a href="http://www.rossellamarangoni.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.rossellamarangoni.it&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNFgqZDZXnu4e4d_fkzVm_nZIlKiYg">www.rossellamarangoni.it</a></span></span></span></strong> <br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento al link:</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/dalla-necessita-alla-bellezza-un-indagine-su-mottainai-seconda-parte" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/dalla-necessita-alla-bellezza-un-indagine-su-mottainai-seconda-parte&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNHvg83Lj45XyapIAgTR_h1chEbrww">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/<wbr></wbr>dalla-necessita-alla-bellezza-<wbr></wbr>un-indagine-su-mottainai-<wbr></wbr>seconda-parte</a></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><b>&#8211; Tra antenati e legami perduti</b></strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><i><b>Incontri con le itako del Tōhoku</b></i></strong><strong> (1^ parte)</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>di Marianna Zanetta &#8211; <a href="http://www.mariannazanetta.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.mariannazanetta.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNE7jxuLxsv2288GLkimQYVGseIAOw">www.mariannazanetta.com</a> </strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento al link:</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/tra-antenati-e-legami-perduti-incontri-con-le-itako-del-tohoku-prima-parte" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/tra-antenati-e-legami-perduti-incontri-con-le-itako-del-tohoku-prima-parte&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNElOcpS5ktEaoTna16C4-iVJD9jCw">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/tra-<wbr></wbr>antenati-e-legami-perduti-<wbr></wbr>incontri-con-le-itako-del-<wbr></wbr>tohoku-prima-parte</a></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><b>&#8211; Scorci di Kyōto</b></strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><i><b>Tre opere inedite di Hōen nella collezione del Museo d&#8217;Arte Orientale di Venezia</b></i></strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>di Francesca Storti</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento al link:</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/scorci-di-kyoto-tre-opere-inedite-di-hoen-nella-collezione-del-museo-d-arte-orientale-di-venezia" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/scorci-di-kyoto-tre-opere-inedite-di-hoen-nella-collezione-del-museo-d-arte-orientale-di-venezia&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNGlwJ1vAd9T2y2v-m5zZdB3b4T_qA">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/<wbr></wbr>scorci-di-kyoto-tre-opere-<wbr></wbr>inedite-di-hoen-nella-<wbr></wbr>collezione-del-museo-d-arte-<wbr></wbr>orientale-di-venezia</a></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><b>&#8211; Il tavolo del letterato cinese</b></strong><strong> (2^ e ultima parte)</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>di Carla Gaggianesi &#8211; <a href="http://www.lagalliavola.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.lagalliavola.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNGR5REWJ0jCRex1C-v8gSbBEEiw7w">www.lagalliavola.com</a> </strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento al link:</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/il-tavolo-del-letterato-cinese-seconda-parte" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/il-tavolo-del-letterato-cinese-seconda-parte&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNHUuVhaEbmzbOQTQ3lBFO5dgJeEIQ">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/il-<wbr></wbr>tavolo-del-letterato-cinese-<wbr></wbr>seconda-parte</a></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><b>&#8211; L&#8217;influenza del teatro Kabuki sull&#8217;Ukiyo-e</b></strong> </span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>di Paolo Linetti &#8211; <a href="mailto:pao.lin@live.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pao.lin@live.it</a> </strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Con approfondimento al link:</strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/l-influenza-del-teatro-kabuki-sull-ukiyo-e" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/l-influenza-del-teatro-kabuki-sull-ukiyo-e&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNHcUZNkTm5-pab6cM1ih1bzPDqilQ">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/approfondimenti/l-<wbr></wbr>influenza-del-teatro-kabuki-<wbr></wbr>sull-ukiyo-e</a></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #ff0000;">☛</span><b> Questo il link all&#8217;intero numero 123 di Pagine Zen</b></strong></span></span></span><br />
 <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="https://temizen.zenworld.eu/paginezen/archivio/pagine-zen-123" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://temizen.zenworld.eu/paginezen/archivio/pagine-zen-123&amp;source=gmail&amp;ust=1611586191610000&amp;usg=AFQjCNGIETOrp5L0Mg9h0LZlUt4EwehWTA">https://temizen.zenworld.eu/<wbr></wbr>paginezen/archivio/pagine-zen-<wbr></wbr>123</a></strong></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/pagine-zen-n-123-e-uscito-e-disponibile-online-buona-lettura/">Pagine Zen n° 123 è uscito e disponibile online. Buona lettura!</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Letture sotto gli aceri. Avvolto nelle nebbie.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 22:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aki nikki]]></category>
		<category><![CDATA[diario d'autunno]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Cees Nooteboom]]></category>
		<category><![CDATA[letture sotto gli aceri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il treno è vecchio, lento, dipinto di verde. Da qualche parte alla mia destra deve esserci il sentiero che ho percorso poco fa. A Nagiso prendo per la seconda volta l’autobus per Tsumago, sono un pendolare, lo faccio tutti i giorni. Ma oggi non vado direttamente al minshuku, passeggio ancora un po’ nel cortile&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/letture-sotto-gli-aceri-avvolto-nelle-nebbie/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Letture sotto gli aceri. Avvolto nelle nebbie.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_15394" aria-describedby="caption-attachment-15394" style="width: 513px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15394" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435-600x800.jpg" alt="" width="513" height="684" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435-600x800.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435-150x200.jpg 150w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435-400x533.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435-768x1024.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/10/DSCF6435.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px" /></a><figcaption id="caption-attachment-15394" class="wp-caption-text">Camminando nel giardino. Adachi bijutsukan, novembre 2015.</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il treno è vecchio, lento, dipinto di verde. Da qualche parte alla mia destra deve esserci il sentiero che ho percorso poco fa. A Nagiso prendo per la seconda volta l’autobus per Tsumago, sono un pendolare, lo faccio tutti i giorni. Ma oggi non vado direttamente al <em>minshuku</em>, passeggio ancora un po’ nel cortile del tempio, lungo le vecchie case di legno che mi ricordano un paesino di montagna nelle Asturie, tra le tombe ammassate, la ghiaia risponde al mio passo. Le prime luci si sono accese, le nebbie si levano dal fiume e avvolgono l’alto cartello con regole e proibizioni che i Tokugawa hanno messo qui in epoche passate, cingono il ponte, percorrono il sentiero, mi abbracciano e mi portano a casa. Lascio le mie scarpe accanto a quattro paia di scarponi, gli escursionisti hanno già fatto il bagno e dobbiamo andare a tavola, sorrisi, inchini, assaggi, il muto fraternizzare dei viaggiatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sake mi ha rilassato, il bagno fa il resto, stasera non vado a dormire subito, stasera traduco una poesia. E mentre da altri angoli del <em>mishuku</em> mi giungono fievoli, giovani voci nella lingua che non posso capire, mi occupo delle parole di Han-Shan, poeta cinese dell’epoca della dinastia T’ang, che visse da eremita su una montagna vicino a T’ien-T’ai.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Chiedono la via della Montagna Fredda.</p>
<p>La Montagna Fredda: nessuna via ci arriva.</p>
<p>D’estate il ghiaccio non si scioglie.</p>
<p>Il sole nascente svanisce nella nebbia.</p>
<p>Come vi sono giunto?</p>
<p>Il mio cuore non è uguale al tuo.</p>
<p>Se il tuo cuore fosse come il mio</p>
<p>Avresti già capito, saresti già qui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se scali la via della Montagna Fredda</p>
<p>La via della Montagna Fredda sale sempre più:</p>
<p>La lunga gola nascosta da cardi e massi,</p>
<p>L&#8217;ampio ruscello, l&#8217;erba velata di nebbia.</p>
<p>Il muschio è scivoloso anche senza pioggia,</p>
<p>Il pino canta ma non c&#8217;è vento.</p>
<p>Chi può spezzare i legami con il mondo</p>
<p>E venire qui con me tra le nuvole bianche?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Montagna Fredda è una casa</p>
<p>Senza travi e senza muri.</p>
<p>Le sei porte a sinistra e a destra sono aperte</p>
<p>La sala è il cielo azzurro,</p>
<p>Le stanze tutte vuote, senza forma.</p>
<p>Il muro a oriente confine col muro a occidente</p>
<p>e in mezzo il nulla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se mi nascondo sulla Montagna Fredda</p>
<p>E vivo di erbe e di bacche</p>
<p>Per tutta la vita, perché ti dai pena?</p>
<p>Ciascuno segue il suo destino fino alla fine,</p>
<p>Giorni e mesi fluiscono come acqua,</p>
<p>Il tempo è una scintilla di pietra focaia.</p>
<p>Tu vai avanti nel mondo che gira,</p>
<p>Io sto qui, felice, solo tra le pietre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin dal principio la Montagna Fredda è la mia casa</p>
<p>Vagavo nelle valli, lontano dal rumore.</p>
<p>Via, e mille cose non lasciano segno.</p>
<p>Libero, e tutto scorre tra le infinite stelle.</p>
<p>Non è una cosa, ma è davanti a me.</p>
<p>Ora conosco la perla del Buddha</p>
<p>E conosco il suo uso: sconfinata e perfetta e tonda come uno zero.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Cees Nooteboom</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da:</p>
<p><em>Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone</em>, traduzione di Laura Pignatti, Milano, Iperborea, 2017, pp. 90-92.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/letture-sotto-gli-aceri-avvolto-nelle-nebbie/">Letture sotto gli aceri. Avvolto nelle nebbie.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Chiacchiere a Yoshiwara.</title>
		<link>https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-chiacchiere-a-yoshiwara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 18:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mukashi mukashi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA']]></category>
		<category><![CDATA[Sui miei scaffali]]></category>
		<category><![CDATA[Una sera un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Yomu - Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Acque torbide]]></category>
		<category><![CDATA[Higuchi Ichiyō]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura di periodo Meiji]]></category>
		<category><![CDATA[Nigorie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Demoni Bianchi, così le ha soprannominate qualcuno. Esseri in grado di creare uno scenario simile al più profondo e insondabile degli inferi. I loro sotterfugi non sono mai percepibili, ma dicono che senza difficoltà possano far perdere la testa ad un uomo per poi lasciarlo affogare in un lago di sangue, oppure condannarlo a&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-chiacchiere-a-yoshiwara/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Chiacchiere a Yoshiwara.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14698" aria-describedby="caption-attachment-14698" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14698" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000-600x495.jpg" alt="" width="522" height="431" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000-600x495.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000-200x165.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000-400x330.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000-768x633.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/06/Shimura_Tatsumi-Two_Subjects_of_Japanese_Women_Vol_2-Lipstick-010572-06-25-2010-10572-x2000.jpg 1828w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14698" class="wp-caption-text">Shimura Tatsumi (1907-1980), Il rossetto.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Demoni Bianchi, così le ha soprannominate qualcuno. Esseri in grado di creare uno scenario simile al più profondo e insondabile degli inferi. I loro sotterfugi non sono mai percepibili, ma dicono che senza difficoltà possano far perdere la testa ad un uomo per poi lasciarlo affogare in un lago di sangue, oppure condannarlo a risalire una montagna di spine oberato dai suoi debiti. Le loro voci gentili, quelle con cui cercano di adescare i passanti salutandoli con un &#8220;buonasera, signore!&#8221;, sì, proprio quelle ora suonano come il verso di un fagiano che ingoia un serpente, che a sentirlo ci farebbe tremare. Eppure anche loro, come tutti gli altri, avevano passato dieci mesi* nel ventre materno. E quando erano piccole, anche loro si erano attaccate al seno della madre per poi essere cullate e trastullate con filastrocche scandite da leggeri battiti di mano. Sì, erano adorabili, allora. A quei tempi, quando gli veniva offerto di scegliere tra il denaro e dei dolci, loro rispondevano &#8220;voglio il biscotto <em>okoshi</em>&#8220;** e tendevano la mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, ormai non sono più così sincere nel loro lavoro, ma accade talvolta che, per un cliente su cento, arrivino a versare vere lacrime. &#8220;Ehi, sentite questa&#8221; dice una &#8220;riguarda Tatsu-san, quello della tintoria. Anche ieri era là dai Kawadaya a spassarsela felicemente con Oroku, quella ragazzaccia. Era una cosa disgustosa. Lui l&#8217;aveva trascinata fuori e se la facevano l&#8217;un l&#8217;altra perfino in strada. Ma cosa pensa di fare quello, andare avanti sempre a folleggiare in quel modo? Quanti anni pensate che abbia? Due anni fa ne aveva già trenta. Ogni volta che lo vedo lo prego di mettere la testa a posto, di procurarsi almeno una casa &#8211; Sì, sì.. &#8211; mi risponde sempre lui in modo vago e ipocrita, ma il fatto è che non mi ascolta per niente. Sapete, suo padre sta invecchiando e sua madre è un po&#8217; cieca. Lui non dovrebbe farli preoccupare, dovrebbe darci subito un taglio e mettersi a risparmiare. Io sarei ben disposta lavargli il suo <em>hanten</em>*** e ricucirgli i calzoni da lavoro, ma lui, con quel suo spirito frivolo, quando si deciderà a prendermi in casa? Appena ci penso mi viene a schifo starmene qui a fare questo lavoro, non mi va nemmeno  più di darmi da fare per attirare i clienti. Ah, non ne posso più!&#8221; si lamentava. Con quella stessa voce con cui è solita ingannare i clienti, parla ora della spietatezza della gente. E afflitta dal mal di testa, riflette sul da farsi. &#8220;Ah&#8221; dice un&#8217;altra &#8220;è già il sedici della festa del <em>bon</em>. Ecco, oggi vanno in visita al tempio del dio Enma e portano anche i loro figli: sembrano così felici quei piccoli con addosso i loro bei kimono, e per quella paghetta che hanno appena ricevuto. Senza dubbio i loro genitori non possono che essere due persone piene di risorse. Chissà, mio figlio Yotarō avrà preso un giorno di ferie dal suo padrone e adesso sarà in giro da qualche parte a divertirsi. Ma sono sicura che, dovunque vada, starà provando invidia per gli altri ragazzi, cosa vuoi, con due genitori come noi, un padre che non la smette di bere e senza una fissa dimora, e una madre come me, ridotta a imbellettarsi in questo modo vergognoso per vivere. Se anche sapesse dove abito, di sicuro non verrebbe a trovarmi. L&#8217;anno scorso, quando sono andata a Mukōjima per ammirare i fiori, mentre camminavo sull&#8217;argine del fiume con le altre colleghe, vestita da signora con i capelli acconciati in uno chignon ovale, l&#8217;ho incontrato in un chiosco del tè. &#8211; Ehi! &#8211; l&#8217;ho chiamato. Sembrò stupefatto nel vedermi così, tutta truccata come una giovane. &#8211; Siete voi, madre? &#8211; mi chiese con aria disgustata. Figuriamoci se mi vedesse quando mi acconcio i capelli con un grande <em>shimada</em> facendo bella mostra di un fermaglio di fiori alla moda&#8230; e se mi sentisse mentre scherzo con i clienti. Quanto lo rattristerebbe, povero figlio mio, ancora così giovane. L&#8217;anno scorso, quando l&#8217;ho visto, mi comunicò che in quel periodo prestava servizio in un negozio di candele a Komagata. &#8220;Per quanto possa essere dura, io non mi darò per vinto e continuerò a lavorare, lo giuro&#8221; mi disse. &#8220;Mi darò da fare e farò in modo che tu e mio padre possiate condurre una vita agiata. Nel frattempo cerca di tirare avanti con qualche mestiere onesto, sii paziente, fa&#8217; in modo di cavartela da sola fino ad allora. E non prendere marito, per favore&#8221; mi raccomandò. Purtroppo per una donna è difficile guadagnarsi da vivere solo fabbricando scatole di fiammiferi, e non sono forte abbastanza da poter far la serva presso qualche cucina. Considerando dei lavori ugualmente faticosi, ho scelto questo che è più facile per tirare avanti. Certo, non ho fatto questa scelta a cuor leggero, neanche per sogno, ma quel caro ragazzo mi eviterà perché non gli sono stata di parola. E questa acconciatura <em>shimada</em>, di solito non mi sta affatto a cuore, ma oggi me ne vergogno così tanto&#8221; concluse nella penombra della sera, davanti allo specchio, con le lacrime agli occhi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Higuchi Ichiyō</p>
<p style="text-align: right;">(1872-1896)</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Paola Cavaliere e Atsuko Azuma.</p>
<p style="text-align: right;">Da <em>Acque torbide</em> (<em>Nigorie</em>, 1895), Milano, Jouvence, 2015, pp. 39-42.</p>
<p style="text-align: right;">*Tradizionalmente si conta come un mese di gravidanza anche quello del concepimento.</p>
<p style="text-align: right;">E la gravidanza è indicata con l&#8217;espressione <em>totsuki tōka</em> (dieci mesi e dieci giorni).</p>
<p style="text-align: right;">**Sottili biscotti fatti con farina di riso o di miglio in vendita tradizionalmente davanti al Sensōji di Asakusa, a Tōkyō.</p>
<p style="text-align: right;">***Giacca da lavoro per operai e artigiani.</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f458.png" alt="👘" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f484.png" alt="💄" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f458.png" alt="👘" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno, come Higuchi Ichiyō, è mai riuscito a dar voce al dolore delle donne dei quartieri del piacere. L&#8217;acuta sensibilità, le esperienze personali, l&#8217;aver gestito un negozietto ai margini del quartiere e l&#8217;aver potuto osservare la vita e le sofferenze di quelle donne hanno permesso a Ichiyō di poter raccontare l&#8217;altra faccia del mondo dei fiori e dei salici, quella sordida, quella dura, quella più lontana dal romanticismo o dalla versione idealizzata creata ad uso degli stranieri che ancora permane in molto dell&#8217;immaginario comune &#8211; e non solo di quello maschile. In questo romanzo breve molte sono le voci che si levano, molti i personaggi di cui sono raccontate le vicende, storie che passano di bocca in bocca, fra pettegolezzi e compassione. Senza compiacimento alcuno.</p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-chiacchiere-a-yoshiwara/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Chiacchiere a Yoshiwara.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 16:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mukashi mukashi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Riprendiamo il racconto dall’inizio. Le due attrici d’opera con l’ombrello che attraversavano la Kagurazaka sotto la pioggia autunnale… sono passati appena quindici giorni dal grande terremoto. In quel momento ho ricordato Asakusa in inverno, sotto una pioggia sottile, quattro-cinque anni prima. Erano i tempi d’oro dell’opera al Nihonkan, Sawada Ryūkichi eseguiva sulle scene la&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14287" aria-describedby="caption-attachment-14287" style="width: 457px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14287" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-517x800.jpg" alt="" width="457" height="707" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-517x800.jpg 517w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-129x200.jpg 129w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku-388x600.jpg 388w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Ryounkaku.jpg 576w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14287" class="wp-caption-text">La torre Ryounkaku di Asakusa in una foto d&#8217;epoca. 1910 circa.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo il racconto dall’inizio. Le due attrici d’opera con l’ombrello che attraversavano la Kagurazaka sotto la pioggia autunnale… sono passati appena quindici giorni dal grande terremoto.</p>
<p style="text-align: justify;">In quel momento ho ricordato Asakusa in inverno, sotto una pioggia sottile, quattro-cinque anni prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano i tempi d’oro dell’opera al Nihonkan, Sawada Ryūkichi eseguiva sulle scene la “Sonata al chiaro di luna”. Una compagnia teatrale russa spinta qui dalla rivoluzione si esibiva a teatro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una era la signora Gan Stalsky. Ci ballava anche Anna Pavlova, che ora dovrebbe essere al Kagetsuen di Tsurumi. C’erano poi i tre fratelli Lubovsky: Anna, Daniel, Israel. La sorella maggiore, Anna, aveva dodici-tredici anni, Israel ne aveva circa nove. Anna era di una nobile bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Io, studente del primo anno del liceo, aspettavo con l’amico A. L’uscita di Anna dal camerino. Insieme ai tre Lubovsky c’era un vecchio russo cencioso. Anche il mantello di Anna, che pure le stava bene, era strappato. Provai un senso di stupore doloroso per tanta povertà.</p>
<p style="text-align: justify;">I quattro, padre e figli, sostarono un attimo davanti a una pista di roller-skate che stava a nord del Mikuniza. Il collo della ragazza mi arrivava all’altezza delle spalle, e io ne sbirciavo la pelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Anna pestò con le scarpe infangate i piedi di uno studente delle medie, diventò tutta rossa e sorrise dolcemente. Anche lo studente arrossì. Poi, giunti sul bordo del laghetto, babbo Lubovsky comprò una minuscola porzione di caldarroste.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrarono in una pensione economica dall’aspetto miserabile davanti al Mikuniza. Noi rimanemmo lì, gli occhi alzati verso il piano superiore dell’edificio, e A. disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“Domani alloggerò nella stanza accanto, mi comprerò Anna. 50 yen dovrebbero bastare”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attimo dopo cominciò a piovere. Quindi, ci voltammo per ripararci sotto le grondaie del Mikuniza e lì avemmo una sorpresa. Una persona appoggiata al muro guardava intenta in su, verso il piano in cui alloggiava Anna. Era lo studente cui poco prima era stato pestato il piede.</p>
<p style="text-align: justify;">La desiderai a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un po’ di tempo sto coltivando l’idea di scrivere uno strano romanzo ambiguo ambientato nel parco di Asakusa, in cui appaiono solo donne di estrazione umile, come le operaie della manifattura di tabacco di Kuramae, le impiegate dei cinema, le ragazze del circo, le equilibriste del pallone… ho pensato di inserirci anche Anna e Lin Jin Hua, la ragazza cinese dai movimenti acrobatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra che aggiungerei, una straniera infelice, è la direttrice del Water Circus, arrivato quest’anno dall’America. Sulle rovine arse dell’Azumaza, si è esibita nel tuffo dalla cima di una scala di cento piedi in un piccolo laghetto.</p>
<p style="text-align: justify;">All’altezza di cinquanta piedi appariva come una grossa donna in volo nel tentativo di imitare un gabbiano, ed è stata così convincente da sembrarlo davvero, magnifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicono che lei, per dirla alla giapponese, abbia fatto <i>mizusakazuki</i>* con gli altri membri del circo prima di salire sulla scala. Da giù si capiva che lì soffiava forte un gelido inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">D’un tratto, si piega, si lancia all’indietro, prima a capofitto, poi fa ruotare lentamente il corpo a mezz’aria e si tuffa nel laghetto entrando in acqua con i piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della sua impresa la direttrice è stata molto scontrosa. Così come non ha sorriso neanche una volta agli spettatori mentre saliva la scala, dopo essersi tuffata in acqua è arrivata a riva con due-tre bracciate a stile libero, ed è tornata ai camerini senza neanche voltarsi indietro. Ha sempre mantenuto l’aria depressa di chi non ha nessun interesse in quello che fa. Siamo rimasti colpiti da quella donna. Abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto vederla tuffarsi dalla cima della torre a dodici piani lì vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Sto coltivando l’idea di scrivere uno strano romanzo…&#8221; cari lettori, una decina d’anni dopo queste parole, è cominciata la stesura di questo racconto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Kawabata Yasunari</p>
<p style="text-align: right;">(1899-1972)</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Costantino Pes.</p>
<p style="text-align: right;">Da: <em>La banda di Asakusa</em> (<em>Asakusa kurenai dan</em>, 1930), Torino, Einaudi, 2007, pp. 123-124.</p>
<p style="text-align: right;">* Cerimonia per dirsi addio bevendo insieme acqua da una tazzina per <em>sake</em>.</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3a1.png" alt="🎡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3a1.png" alt="🎡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3a1.png" alt="🎡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Forse nessun libro come </em>La banda di Asakusa<em> è capace di precipitarci così prepotentemente nel gorgo della Asakusa degli anni Venti, con i suoi teatri di varietà, la torre a dodici piani ricca di negozi e ristoranti (che verrà abbattuta dal grande terremoto del 1923 e mai più ricostruita), il luna park, gli spogliarelli, la prostituzione, i mendicanti, gli sfaccendati, i malfattori&#8230; tutto un mondo che Kawabata ritrae magistralmente e racconta con partecipazione nelle pagine del suo &#8220;strano romanzo&#8221;. Forse un&#8217;opera insolita per chi ha letto opere più tarde dello scrittore, ma imprescindibile. Per conoscere Kawabata e, naturalmente, per conoscere Tōkyō.</em></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-asakusa-degli-anni-ruggenti/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Asakusa degli anni ruggenti.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Un amore nell&#8217;antica Cina.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 13:08:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In passato viveva un uomo chiamato Zhang Wencheng. Era bello e affascinante, amava gli incontri galanti e poiché era dotato di una straordinaria sensibilità tutte le donne lo trovavano irresistibile. In quei tempi il sovrano aveva una consorte splendida, che superava in bellezza tutte le altre. Zhang lo venne a sapere e suo malgrado se&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-un-amore-nellantica-cina/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Un amore nell&#8217;antica Cina.</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14275" aria-describedby="caption-attachment-14275" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-14275" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers-600x456.jpg" alt="" width="600" height="456" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers-600x456.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers-200x152.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers-400x304.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers-768x583.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Tsukioka-Kogyo-Chines-lovers.jpg 1317w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14275" class="wp-caption-text">Tsukioka Kōgyo (1869-1927), <em>Amanti cinesi</em>, 1910 circa.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In passato viveva un uomo chiamato Zhang Wencheng. Era bello e affascinante, amava gli incontri galanti e poiché era dotato di una straordinaria sensibilità tutte le donne lo trovavano irresistibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In quei tempi il sovrano aveva una consorte splendida, che superava in bellezza tutte le altre. Zhang lo venne a sapere e suo malgrado se ne innamorò a tal punto da pensare che senza di lei la vita non fosse degna di essere vissuta; il pensiero di lei lo tormentava ogni momento, da sveglio e nel sonno; non poteva confidare ad alcuno i suoi sentimenti, né c’era modo di farle sapere del suo amore, così violento. Dopo lunghi anni passati in vana attesa, forse per un legame stretto in una vita precedente, la consorte del sovrano apprese del profondo sentimento che Zhang Wencheng nutriva per lei. Ricambiò il suo amore, ma la sua posizione non le permetteva di abbandonarsi ai propri sentimenti; il tempo continuava a passare senza che lei potesse consolare il suo amato in alcun modo. Eppure, chissà come, riuscirono a trascorrere insieme una notte. Fu come sognare in un sogno.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito, Zhang Wencheng continuò a bagnare le sue maniche con lacrime di sangue;* per le usanze cinesi, tuttavia, se si fosse risaputo del loro legame, lui sarebbe stato immediatamente messo a morte, anche se fosse stato un importante ministro, e quindi non si incontrarono mai più. Anche la consorte dell’imperatore se ne dispiacque oltre ogni dire, ma la sua posizione era talmente alta che non c’era modo di scambiarsi nemmeno una lettera. L’uomo si trovò a invidiare i protagonisti della leggenda della settima notte,** che almeno si incontravano una volta all’anno e continuò a versare lacrime segrete.</p>
<p style="text-align: justify;">Con prudenza, entrambi mantennero celati i propri sentimenti, cosicché nessuno di accorse di niente. Passò il tempo, e Zhang Wencheng scrisse un racconto che aveva come tema un amore impossibile e ne fece dono alla consorte.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono annegato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>nella disperazione,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>a causa delle mie pene d’amore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eppure, mai rimpiangerò</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>il nostro incontro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">L’opera di Zhang Wencheng si intitola <i>Visita alla dimora delle immortali</i>, ed è giunta anche qui da noi. Si dice che ogni volta che la consorte la leggeva era presa da grande commozione. Lei era l’imperatrice Zetian, consorte dell’imperatore Gaozhong dei Tang.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Dal <i>Kara monogatari</i> (<i>Racconti cinesi)</i>,</p>
<p style="text-align: right;">antologia di aneddoti della tradizione cinese attribuita a Fujiwara no Shigenori (1135-1187).</p>
<p style="text-align: right;">Traduzione e curatela di Maria Chiara Migliore.</p>
<p style="text-align: right;">Edizioni Ariele, Milano, 2015, pp. 55-57.</p>
<p style="text-align: right;">*Si intendono lacrime copiose: espressione ricorrente nella letteratura cinese classica.</p>
<p style="text-align: right;">**Riferimento all&#8217;antica tradizione cinese (in Giappone festeggiata come Tanabata) dell&#8217;amore contrastato fra  la Tessitrice Celeste e il Madriano, trasformati in stelle e a cui venne permesso di ritrovarsi solo una notte all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;">✿❀✿❀✿ </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho scelto come lettura per oggi la delicata e forse del tutto leggendaria storia d&#8217;amore fra il poeta Zhang Whencheng (o Zhang Zhuo, 660-740) e l&#8217;imperatrice Zetian (623-705), consorte dell&#8217;imperatore Gaozhong (628-683) e prima e unica donna in Cina ad assumere il ruolo di imperatore. Come afferma la studiosa e traduttrice Maria Chiara Migliore nel commento all&#8217;aneddoto n° 9 del </em>Kara monogatari<em>, si ha notizia della storia d&#8217;amore fra il poeta e l&#8217;imperatrice solo da una fonte giapponese coeva al </em>Kara monogatari,<em> ma non da fonti cinesi: potrebbe trattarsi quindi di un&#8217;invenzione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Avevo già introdotto brevemente il <em>Kara monogatari</em> qui:</p>
<p><a href="https://www.rossellamarangoni.it/una-pagina-dal-kara-monogatari-autunno-il-flauto-e-la-luna.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.rossellamarangoni.it/una-pagina-dal-kara-monogatari-autunno-il-flauto-e-la-luna.html</a></p>
<p>A questa pagina, invece, trovate l&#8217;aneddoto n° 10:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="85FQRABIvj"><p><a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-un-antico-racconto-ad-esempio.html">Mukashi mukashi. Contro l&#8217;epidemia, leggiamo! Un antico racconto, ad esempio.</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Mukashi mukashi. Contro l&#8217;epidemia, leggiamo! Un antico racconto, ad esempio.&#8221; &#8212; Rossella Marangoni" src="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-contro-lepidemia-leggiamo-un-antico-racconto-ad-esempio.html/embed#?secret=85FQRABIvj" data-secret="85FQRABIvj" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-un-amore-nellantica-cina/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. Un amore nell’antica Cina.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La fine di un amore.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 18:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Livres de chevet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Erano i primi giorni di marzo, tre anni dall’inizio della sua convivenza con Rumi, e ormai si avvicinava l’esame di laurea. Rumi gli aveva proposto di fare due passi insieme perché c’era qualcosa di cui voleva parlare con lui, e così erano andati a passeggio nei dintorni del Ryōanji. Entrambi avevano la sensazione che&#8230; <a class="more-link" href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-fine-di-un-amore/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La fine di un amore.</span></a></p>
<p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-fine-di-un-amore/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La fine di un amore.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14251" aria-describedby="caption-attachment-14251" style="width: 548px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14251" src="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1-600x559.jpg" alt="" width="548" height="511" srcset="https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1-600x559.jpg 600w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1-200x186.jpg 200w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1-400x373.jpg 400w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1-768x716.jpg 768w, https://www.rossellamarangoni.it/wop/uploads/2020/04/Mizuno-Toshikata-1.jpg 1029w" sizes="auto, (max-width: 548px) 100vw, 548px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14251" class="wp-caption-text">Mizuno Toshikata (1866-1908), Coppia nella nebbia mattutina.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Erano i primi giorni di marzo, tre anni dall’inizio della sua convivenza con Rumi, e ormai si avvicinava l’esame di laurea.</p>
<p style="text-align: justify;">Rumi gli aveva proposto di fare due passi insieme perché c’era qualcosa di cui voleva parlare con lui, e così erano andati a passeggio nei dintorni del Ryōanji. Entrambi avevano la sensazione che il loro rapporto fosse giunto a un punto critico, e camminavano in silenzio con aria cupa. Anche quel giorno percorsero il corridoio del tempio principale in cui si trovava il giardino di rocce, come se dovessero semplicemente passare del tempo. Poi per circa mezz’ora sedettero sulla veranda a contemplare le rocce disposte su quella bella sabbia bianca, senza scambiarsi una sola parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, usciti di lì, girarono senza meta dentro il recinto del tempio, dove ancora i ciliegi non erano in fiore, mantenendo fra loro un distanza di quasi un metro. Ormai i sentimenti di Uomi per Rumi si erano raffreddati in modo irrimediabile. Non ne sopportava più la mancanza di istruzione, e detestava vari aspetti del suo carattere. Anche i suoi grandi occhi gli sembravano privi di finezza, e quel modo di parlare lezioso cominciava a dargli sui nervi. Non riusciva a farsi una ragione di come avesse potuto, in passato, essersi tanto invaghito di quella donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Rumi era consapevole di tali sentimenti in Uomi. Ma nel corso di quei tre anni si era formato in lei, nel corpo e nell’anima, un legame che le impediva di separarsi da lui.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio della loro vita insieme, Rumi aveva spesso implorato Uomi di sposarla, ma ormai aveva rinunciato. Più del problema formale del matrimonio, un altro, ben più urgente, era per Rumi causa di angoscia costante: la preoccupazione di evitare a tutti i costi che Umi potesse abbandonarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quel giorno Rumi era un po’ diversa dal solito. Aveva pensato che se l’amore di Uomi per lei era definitivamente morto, e non esisteva la possibilità che rinascesse, in quel caso si sarebbe allontanata da lui. Lei stessa non sapeva se sarebbe stata capace di continuare a vivere senza Uomi, ma si proponeva di tentare con tutte le sue forze.</p>
<p style="text-align: justify;">La laurea di Uomi ormai si avvicinava, e se la rottura era inevitabile, lei sentiva che quel momento doloroso, anziché rimandato, andava affrontato al più presto. “Vorrei che mi parlassi con sincerità. Non voglio che tu ti faccia scrupoli nei mie confronti, e non ho bisogno della tua pietà. Vorrei soltanto che mi dicessi quali sono i tuoi veri sentimenti” furono le sue parole. “Allora, parla. Mi ami o non mi ami?”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">“…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci risiamo, pensò Uomi, restando in silenzio. Quante volte, in questi tre anni, mi avrà ripetuto la stessa domanda? Decine di volte. Eppure lui non era mai riuscito a dirle chiaramente: “Non ti amo”. Per poter pronunciare quelle parole, avrebbe dovuto diventare cattivo. Naturalmente era una debolezza da parte sua, ma il peso di quei tre anni di vita in comune lo legava con una forza a cui era impossibile opporsi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi ami? Non mi ami? Basta, non telo chiederò più. Ti farò una domanda molto meno nobile, e più chiara. Mi odi? Non mi odi? Se mi odi, dimmelo. Allora, mi odi? Ce la fai a dirlo, no? Basta un cenno con la testa, in orizzontale o in verticale. Allora, mi odi?”</p>
<p style="text-align: justify;">Uomi notò che il viso di Rumi aveva assunto un pallore e una gravità mai visti.</p>
<p style="text-align: justify;">La guardò con un sentimento di rifiuto. Subito dopo, con un tono tagliente che lasciò stupito lui per primo, esclamò: “Ti odio!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averlo detto, provò un immediato sollievo. Le parole gli erano sfuggite di bocca senza che se ne accorgesse.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ah, è così”. La voce di Rumi risuonò stranamente calma.</p>
<p style="text-align: justify;">Uomi ebbe la sensazione che qualcosa di una crudeltà atroce, ignota a lui stesso, si avvolgesse in una nera spirale dentro il suo cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Si accorse chiaramente che il sangue era defluito dalle labbra minute di Rumi, lasciandovi un biancore sinistro che ricordava il ventre di un pesce. Pensando che stesse per svenire, con prontezza allungò una mano per sostenerla. Per un attimo tutto il peso di Rumi si concentrò sulla sua mano, ma lei, schiudendo appena gli occhi, disse: “No” ritraendosi un poco dal braccio di Uomi. Poi rimase per qualche istante accovacciata a terra, ma si rialzò e, volgendogli le spalle, prese ad allontanarsi con passo incerto, barcollando, senza girarsi a guardarlo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">È finita, pensò Uomi. C’erano già state molte scene simili, ma questa volta, a differenza delle altre, aveva avvertito un senso di verità che faceva pensare a una conclusione irrevocabile.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, con questo è finita!, pensò di nuovo. Ma nella sorpresa per avere profferito quelle parole terribilmente crudeli, insolite per lui, debole com’era, si mescolava una certa soddisfazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel giorno, Uomi non se la sentì di tornare nell’appartamento che divideva con Rumi. Dopo essere stato a trovare due o tre amici, solo a tarda notte salì infine le scale di casa.</p>
<p style="text-align: justify;">La luce era spenta. Quando l’ebbe accesa, vide che la parete a cui erano sempre appesi gli abiti e i kimono di Rumi era vuota. Lei non sarebbe tornata più in quella casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensieri dal sapore amaro restarono a lungo in lui, ma Uomi non cercò di scoprire dove fosse andata Rumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta sentì dire da qualcuno che faceva la cameriera a Ōsaka, a Shisaibashi, ma quella sera gli bastò qualche bicchiere per dimenticarsene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Inoue Yasushi</p>
<p style="text-align: right;">(1907-1991)</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Giorgio Amitrano.</p>
<p style="text-align: right;">Da: “Giardino di rocce” (<em>Sekitei</em>), in <i>Amore</i>, Milano, Adelphi, 2006, pp. 26-31.</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f33c.png" alt="🌼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f33c.png" alt="🌼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f33c.png" alt="🌼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Uno dei maggiori scrittori giapponesi del XX secolo, Inoue Yasushi mi ha sempre colpito per la sua capacità di cogliere e descrivere con rara acutezza le sfumature più impercettibili dell&#8217;animo umano. La sua ricca produzione si suddivide fra una serie di romanzi storici, epici e appassionanti (non tradotti in italiano), e una serie di romanzi brevi e racconti di ambientazione più intimista, in cui emerge tutta la sensibilità che caratterizza anche il brano che ho scelto dalla raccolta </em>Amor<em>e, che raccomando di leggere e che, insieme al breve e folgorante </em>Fucile da caccia<em> (</em>Ryōjū<em>, tradotto da Giorgio Amitrano e pubblicato in Italia sempre da Adelphi) rappresenta uno dei gioielli  più preziosi della letteratura giapponese dello scorso secolo.</em></p><p>The post <a href="https://www.rossellamarangoni.it/mukashi-mukashi-letture-per-farci-compagnia-la-fine-di-un-amore/">Mukashi mukashi. Letture per farci compagnia. La fine di un amore.</a> first appeared on <a href="https://www.rossellamarangoni.it">Rossella Marangoni</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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