Una lettura d’estate. Unsui nikki. 34.Processione di preghiera nel padiglione centrale.

“Processione nel padiglione centrale”, acquerello di Satō Giei.

 

Processione di preghiera nel padiglione centrale

 

Chi mai potrà dire l’ammirazione che paralizza il monaco quando, l’anima deliziata, accoglie in sé tutta la solennità della sala di predicazione della Legge, in un giorno di festa? Non gli è mai capitato di recitare i sūtra avendo la possibilità di contemplare così da vicino il Buddha Shakyamuni che troneggia in alto, sull’altare centrale – il monte Sumeru – scortato da due bodhisattva e protetto da quattro re celesti. A ovest e a est, separati in due gruppi, si sono allineati in una fila i venerabili anziani dei diversi padiglioni monastici affiliati al tempio principale. La grande assemblea ha preso posto dietro alla fila a ovest. Su un ritmo sostenuto, accompagnato dal suono del qin e della campanella, si recita il sūtra della Grande Compassione, daihishū. In seguito, quando il maestro, con tutta la solennità del caso e dopo una profonda prosternazione, ha fatto bruciare l’incenso, colui che dà il tono comincia, su una nota festiva, la recitazione del mantra ryōgon-shu. Tutti si uniscono allora al canto e la grande processione di preghiera si mette in marcia.

Seguendo il maestro, guidato dal cantore che marcia con passo ampio, gli anziani dei due gruppi, le mani giunte e la testa inclinata come per salutare, avanzano e, quando gli altri monaci raggiungono la processione, questa disegna la forma del carattere ko e riempie tutta la sala di predicazione della Legge. Le mani incrociate l’una sull’altra all’altezza del petto, ognuno avanza così, passo dopo passo. La bella armonia di questo grande coro intento a recitare i sūtra va a ripercuotersi sui dragoni che sovrastano la sala, dal soffitto, là dove risuona amplificandosi.

Tu, il nuovo aspirante monaco, impegnato in mezzo alle volute di fumo d’incenso nel movimento di questa processione, arriverai certamente, un giorno, ad assaporare nel tuo cuore la gioia suprema della Legge.

 

Satō Giei

(1920-1967)

 

Fonte:

Satō Giei, Journal d’un apprenti moine zen (Unsui nikki, 1966),

traduit du japonais par Roger Mennesson, Arles, Philippe Picquier, 2010, pp. 82-83.

Edizione giapponese pubblicata da The institute for Zen studies nel 1972.

❖Mia traduzione “di servizio” dall’edizione in lingua francese.

 

 

 

 

➽ Maggiori informazioni sul libro e il suo autore le trovate in questa pagina:

https://www.rossellamarangoni.it/una-lettura-per-lestate-unsui-nikki-il-diario-di-un-novizio-zen.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *